La stampa ideologica ed i suoi servi sciocchi

17 Ott 2008
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L’Espresso (vedi allegato) torna ad occuparsi di OGM conservando la sua storica posizione contraria: ognuno è libero di pensarla come vuole in questo Paese e se a qualcuno non piace la linea del giornale non è certo costretto a comprarlo.

Per validare le sue tesi l’Espresso intervista il Ministro Zaia che cinguetta con Carlo Petrini in un idillio di “locale è bello” e “mogli e buoi dei paesi tuoi”: anche qui le opinioni epresse con chiarezza si possono avversare e contestare, ma sono di certo tutte legittime.

Non contento l’Espresso dedica due interviste a due oppositori degli OGM, uno scienziato come Marcello Buiatti che rappresta solo se stesso, ma che è strumentale ad avvalorare la tesi che la “ricerca è divisa”. Anche qui nulla da dire, Buiatti dice fin dal 2000 che gli OGM hanno conseguenze sull’alimentazione o sull’ambiente paragonabili agli “effetti collaterali delle bombe lanciate dalla NATO sul Kossovo” e queste sue posizioni gli sono valse un unanime riconoscimento da parte di tanti politici anti-OGM nazionali, regionali e locali. Il secondo box è ancora più trasparente ed è una intervista a Stefano Masini di Coldiretti vera musa ispiratrice insieme a COOP della campagna anti-OGM. Come dire: tutto nella logica delle cose e della linea editoriale dell’Espresso, che ripetiamo sta sul mercato e nessun dottore ci ha mai costretto ad acquistare.

Che l’intera ricerca scientifica sia tutta compressa nel testo e che non un solo dei 10000 scienziati pro-OGM di valore e fama internazionale (non come Buiatti) venga intervistato con domande e risposte vere è cosa che ci si deve aspettare vista l’ideologia ed il giornalismo a tesi che impazza nel nostro disastrato Paese.

Spiace solo a chi scrive di aver trascorso diverse ore di questa estate mentre ero in vacanza e qualche volta anche in passeggiata in montagna, a fornire dati, informazioni, numeri di telefono, qualifiche, sull’intero scibile degli OGM al signor Stefano Pitrelli sulla base di un patto di lealtà e di educazione che lo stesso mi ha offerto fin dalla sua prima telefonata dicendomi: io non ne so nulla degli OGM e vorrei che Lei mi aiutasse ad orientarmi. Questa non è una intervista, ma per poterle fare una intervista ho bisogno prima di documentarmi. L’intervista non c’è mai stata. Lo scenario generale, ma sarebbe più giusto dire la lezione sugli OGM che ho tenuto al signor Pitrelli (mentre ero in vacanza con la mia famiglia) è stata convertita in intervista nel pezzo dell’Espresso. Le parole che mi vengono attribuite sono mie, ma io non le ho mai pronuciate nell’ambito di una intervista formale, né le ho mai autorizzate.

Sia chiaro non c’è alcun reato ed in realtà non c’è nemmeno tanta sorpresa, perché il giornale lo conosciamo bene, ora abbiamo imparato a conoscere anche le doti morali di un suo collaboratore: grazie della sua lezione signor Pitrelli, a buon rendere.

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