La strage è iniziata anche quest’anno

24 Lug 2013
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coccinella-rondiniL’iter è semplice ed è iniziato già nel week-end scorso con lo spargimento dei pesticidi. Prima si spargono gli insetticidi per contrastare tra gli altri anche la piralide, ma gli stessi insetticidi uccidono anche le coccinelle. Le coccinelle servono a contenere la popolazione di afidi. Senza competitori gli afidi si sviluppano e nel giro di pochi giorni le piante di mais diventeranno nere per il proliferare degli afidi. Ma a valle senza coccinelle ed altri insetti mancherà il cibo per le rondini che inizieranno a migrare e se qualche piccolo non sa ancora cavarsela da solo tanto peggio per lui.

La domanda è: ma Balduzzi prima e la Lorenzin ora nello scrivere delle loro preoccupazioni per gli insetti non target, lo sapevano che gli insetticidi sono molto più dannosi del polline di mais Bt? Lo sanno o no che le coccinelle vivono molto bene sulle piante di mais Bt?

25 commenti al post: “La strage è iniziata anche quest’anno”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Noi vorrai che i consulenti dei ministeri in parola che sono coldiretti, capanna e Petrini sappiano queste cose, a loro interessa cavalcare l’obda che hanno costruito e devo dire che sono stati dei grandi strateghi, ma grandemeente aiutati da chi occupandosi di biotecnologie ha fato balenare cose strabilianti e costruito scenari avveniristici poco realistici.
    La tecnica doveva restare il più possibile un mezzo e non divenire una soluzione a tutto.

  2. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    @ Alberto…

    “…da chi occupandosi di biotecnologie ha fato balenare cose strabilianti e costruito scenari avveniristici poco realistici. La tecnica doveva restare il più possibile un mezzo e non divenire una soluzione a tutto.”

    SONO D’ACCORDO CON TE

  3. Flavio MasiNo Gravatar scrive:

    Alberto,
    trovo quasi sempre convincenti i commenti che scrive qui e altrove, eppure - forse ingenuamente - io credo agli sviluppi strabilianti e avveniristici delle tecniche di manipolazione del DNA, che immagino abbiano amplissimi margini di sviluppo. Ipotecare il futuro è un esercizio perlopiù velleitario ma le prospettive mi sembrano, nonostante le resistenze, e le italiche bassure, davvero enormi.

  4. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    GRANDE GUIDORZI!!!!!! posso contare su di un nuovo alleato

  5. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Inutile precisare che la foto della coccinella è presa a Vivaro ed io stesso ho fotografato coccinelle nel campo di mais Bt di Fidenato nel 2010.

  6. LaniceNo Gravatar scrive:

    Le sanno benissimo. Ma appunto, a loro interessa cavalcare l’onda che hanno creato.
    Ed è inutile brontolare sui blog e su facebook, bisognerebbe “dirglielo” in maniera plateale, in modo che sentisse un sacco di gente oltre a loro e non potessero far finta di non aver sentito.

  7. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Flavio

    Anch’io ne sono convinto delle enormi innovazioni che ci si prospettano, ma si doveva avere e si deve ancora avere l’umiltà e la saggezza di capire che ipotizzare come se si fosse degli apprendisti stregoni avrebbe spaventato una moltitudine di persone che non ha un quadro di ciò che è capitato nel tempo, nei millenni e nell’ultimo mezzo secolo e che ora usiamo senza rifletterci più di tanto. La Monsanto poi ha sbagliato tutto perchè il suo intervenire nel mondo sementiero come un elefante in una cristalleria si è creata così tanti nemici che era inevitabile che pur di screditarla avrebbero tirato fuori di tutto (vedi principio orange, che sembra essere stata l’unica a fornire a l’US Army il prodotto diserbante in cui la diossina era presente, mentre sono state ben sette le ditte chimiche che hanno rifornito l’esercito americano).

    Dato che io c’erò ho potuto verificare come certe famiglie sementiere sono state dilaniate nei rapporti interpesonali tra chi era allettato dalla grande quantità di denaro offerto da Monsanto per acquistare la ditta ed il suo materiale e le generazioni più anziane che non volevano privarsi di un bene e di un’attività di famiglia plurigenerazionale. E’ evidente quindi che non sono stati i verdi a scoprire la Monsanto, essi non sapevano neppure cosa fosse, sono stati i sementieri spodestati e le ditte chimiche europee che temevano di perdere un mercato, che hanno cercato di mettere in cattiva luce la Monsanto e la Syngenta. Al limite anche la Pioneer l’ha fatto, ma ben presto si è accorta del cul de sac in cui si era ficcata e quindi ha dovuto accettare le avances della Dupont de Nemours, anch’essa fattasi sopravanzare dagli eventi.

    Se avessero lasciato spazio alla ricerca pubblica essa non sarebbe andata a ricercare cose strane, ma avrebbe introdotto geni particolari e non esogeni all’interno della specie, nessuno avrebbe detto nulla, per la ricerca pubblica era un modo per finanziarsi in quanto molti sementieri sarebbero stati felici di immettere qualità e resistenze nel loro materiale vegetale pagando royalties accessibili. D’altronde il compianto Prof. Sala cosa voleva fare? Non ha potuto farlo perchè è capitato nella rivoluzione Monsanto, se ci fosse stato un altro contesto Sala avrebbe lavorato in santa pace. Questo è il mio parere, ma resta sempre un parere.

  8. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Alberto,

    inutile dire che sono dalla Tua parte e complimenti per l’obiettività……tra l’altro, aggiungerei che hanno introdotto gli OGM proprio mentre imperversava “mucca pazza” e “influenza aviaria”……….hanno sbagliato nei modi, nei mezzi e nei tempi……hanno ottenuto la reazione che si meritavano……certo che in questo modo “insieme all’acqua sporca abbiamo buttato via anche il bambino”.

  9. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Hai perfettamente ragione e l’esempio dell’acqua calza a puntino.

  10. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Sbaglierò, ma gli OGM sono arrivati sulla scena ben prima di mucca pazza a influenza aviaria. Una decina d’anni?
    Questo comunque nulla toglie alla bella analisi al vetriolo di Alberto.
    Di errori ne sono stati fatti sicuramente tanti, a partire dalla sottovalutazione dell’opinione pubblica e della possibilità di manipolarla a dovere. E qui gli scienziati e le Multinazionali purtroppo non sono maestre…
    Il movimento “verde” in senso lato é molto più bravo e attrezzato.

  11. LaniceNo Gravatar scrive:

    Franco Nulli: sottovalutazione?

  12. Giuliano D'AgnoloNo Gravatar scrive:

    I lavori sulle coccinelle del Politecnico di Zurigo, citati nel decreto interministeriale, sono stati effettuati in laboratorio con la tossina purificata e non con mais Bt: Hilbeck et al. Toxicity of Bacillus thuringiensis Cry1Ab toxin to the predator Chrysoperla carnea. Environ Entomol 1998; 27: 1255-63. Questo lavoro suscitò all’epoca molta preoccupazione tanto che la Commissione Interministeriale per le Biotecnologie affidò al Prof Lozzia dell’Università di Milano la sorveglianza dei campi sperimentali di mais 176 per verificare se tali effetti tossici fossero presenti anche in campo aperto. Tale sorveglianza non ha rilevato alcun effetto sugli insetti non target, comprese le coccinelle.
    1. Lozzia GC, Rigamonti LE. 1996. Behaviour of the European corn Borer, Ostrinia nubilalis Hb on transgenic corn. Boll Zool agr Bachic 1996; 25(1): 51-69.
    2. Süss L, Lozzia GC. Effetti di mais transgenico sulla biologia di Ostrinia nubilalis (Hb.) (Lepidoptera: Pyraustidae). Atti del Convegno Le Agrobiotecnolgie. Bologna: Università degli Studi, Facoltà di Agraria; 1996: p. 1-8.
    3. Lozzia GC, Rigamonti IE. Prime osservazioni sull’artropodofauna presente in campi di mais transgenico. Atti Giornate Fitopatologiche 1998, p. 223-8
    4. Lozzia GC, Rigamonti IE, Agosti M. Metodi di valutazione degli effetti di mais transgenico sugli artropodi non bersaglio. Notiziario sulla protezione delle piante 1998; 8(1): 27-39.
    5. Lozzia GC. Biodiversity and structure of ground beetle assemblages (Coleoptera: Carabidae) in Bt corn and its effects on non target insects. Boll Zool agr Bachic 1999; 31(1): 37-58.
    I lavori di Lozzia ebbero vasta eco tra le autorità regolatorie che introdussero l’obbligo di verificare sempre in campo aperto i risultati di laboratorio. Ad esempio i risultati di campo smentirono completamnte gli effetti ottenuti in laboratorio della tossina Bt sulla farfalla monarca.
    Nei considerando del decreto si assume che gli effetti sulla biodiversita di MON 810 e Bt11 siano paragonabili, cosa non vera perchè Bt 11 contiene oltre al gene della tossina, come MON 810, anche il gene per la resistenza al glufosinato, erbicida proibito nella Comunità europea. Ogni evento OGM deve seere valutato singolarmente.
    Anche i presunti effetti sugli organismi acquatici ignorano il fatto che la tossina Bt è usata dal 1946 per trattare le acque superficiali, destinate al consumo umano, nelle zone malariche senza che sia mai stato descritto un effetto tossico per le specie acquatiche, per gli invertebrati, i vertebrati e l’uomo

  13. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Sugli effetti sugli animali “no targhet” degli OGM creati e commercializzati sono stati studiati e ristudiati in quanto questo poteva essere il punto debole delle PGM create allo scopo. Di risultati con validità scientifica non ne sono mai stati prodotti. Si è fatta tanta caciarra sulla farfalla Monarca ma si è visto che essa denotava problemi da ingestione di troppo polline indipendentemente che fosse OGM o meno, solo che le prove furono condotte solo sulle piante(diverse dal mais e di cui le larve della farfalla si nutre) limitrofe ai campi PGM di mais e non sui campi di mais limitrofi ma convenzionali.

  14. Flavio MasiNo Gravatar scrive:

    Alberto,
    ho letto altre analisi simili alle sue, anche altrettanto ben argomentate. Mi resta il dubbio che gli errori strategici che vengono individuati, e che non ho motivo di negare, siano davvero significativi. Semplificando, di fronte alla manipolazione informativa (e noi italiani siamo esperti in questo, abitando in un paese caratterizzato da un sistema mediatico che all’estero, come è noto, e secondo me benevolmente, definiscono semi libero) che fa appello ad un immaginario ben consolidato, a base di “limiti che non vanno superati pena la catastrofe”, è arduo proporre una controinformazione efficace.
    Tuttavia resto ottimista, prima o poi la realtà, ma anche la resistenza all’immobilismo e alla stagnazione, non potranno che prevalere. Certo, si vorrebbe ben altra reattività, in particolare in Europa, ma tant’è. Confido che lavori come quelli del citato prof. Sala o della prof.ssa Tonelli, e di chissà quanti altri, verranno in futuro valorizzati, e non solo in Cina…

  15. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro Giuliano,
    grazie dei tuoi commenti e delle referenze che non conoscevo e che mi sono molto utili, anche se a doverli leggere sarebbero il trio Didì, Vavà, Pelè

  16. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Per Franco ed Alberto,
    le vostre considerazioni sulle prime fasi di Monsanto sono straordinariamente ben desceritte da Anna Meldolesi, OGM: storia di un dibattito truccato Einaudi 2001. Credo voi lo abbiate letto ma chi è più giovane nel campo non dovrebbe perdersi quel libro che io considero finora insuperato.

  17. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Sempre riguardo “Toxicity of Bacillus thuringiensis Cry1Ab toxin to the predator Chrysoperla carnea”…

    Romeis J, Dutton A, Bigler F.
    Bacillus thuringiensis toxin (Cry1Ab) has no direct effect on larvae of the green lacewing Chrysoperla carnea (Stephens) (Neuroptera: Chrysopidae). J Insect Physiol. 2004 Feb-Mar;50(2-3):175-83.

    All’interno vengono citati altri articoli e si cerca di fare il punto con il lavoro di Hilbeck…

    P.S.: Non riesco ad accedere al lavoro originale di Hilbeck….posso vedere solo l’abstract

  18. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    Non ho letto il la Meldolesi, il mio dire è frutto di esperienza vissuta, nel senso che stando nel mondo delle sementi ho visto e assistito quando la chimica in agricoltura venne considerata ormai una branca economica matura, da qualche marchio allettato dalle biotecnologie e quindi si assistette all’incetta di ditte sementiere .

    Prima ci si appropriò delle ditte sementiere già in mano ai chimici, ma che avevano sbattuto il naso su un recupero degli investimenti lento e con percentuali di utili non conformi per investitori istituzionale. Mi riferisco ad esempio ad Argrow di proprietà di UP jhonson o dei mais funk’s di proprietà di ciba geigy. Successivamente sono avvenute gli acquisti di case sementiere a suon di bigliettoni. Voi non immaginate, in questi passaggi quanto materiale genetico con potenzialità perchè casseforti di geni è stato buttato al macero perchè il seguirlo tutto era costoso. Invece se fosse rimasto in mano a sementieri con notevole memoria storica non sarebbe mai stato buttato.
    Sono su questi geni che si doveva lavorare per creare PGM che avrebbero spuntato molte frecce nell’arco dei detrattori delle biotecnologia.

  19. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    @ Lanice
    Avrai capito che cerco sempre di essere pacato nelle mie affermazioni…
    Sottovalutazione = non hanno capito un c***o di come si sarebbe dovuta gestire la questione.
    Sarebbe forse bastato iniziare il discorso con la salvezza del pomodoro di S. Marzano e delle mele della val d’Aosta da morte certa e forse oggi potremmo essere un paese non sottosviluppato dal punto di vista agricolo.
    Ma si sa. Scienza e comunicazione di massa difficilmente hanno punti di contatto. Sono l’una l’antitesi dell’altra.
    e l’altra, in quanto di massa, ha il sopravvento.
    Nessuno ha colpe; hanno solo toppato!

  20. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto Mattioli

    Ogni religione ha i suoi martiri e siccome il movimento NO-OGM è tale dobbiamo annoverare tra i martiri la Hilbeck, la Malatesta e Pusztai.

    Il lavoro della Hilbeck è servito per interdire il Mon 810 in Germania, senza che nessuno rilevasse che il lavoro della ricercatrice svizzera vertesse sul tratto genetico N4640Bt della Syngenta e non sul MON 810, tanta era la fretta che si passò sopra al fatto (o purchè consci, si credeva che nessuno sarebbe andato a controllare.

    Tra l’altro Angelika ( il nome è premonitore) Hilbeck era stata esclusa dal Fondo naazionale svizzero con la motivazione che la sua equipe era troppo numerosa per essere inglobata tutta nel piano e quindi pochi fondi sarebbero rimasti per gli altri. Angelika, che tale non era, pensò subito che ci fosse lo zampino della Monsanto.

    L’agricoltore Glockner, dove Syngenta faceva le prove del mais GM usava questo mais insilato per alimentare le sue vacche e guarda caso ne ebbe 5 di morte. Quale prova lampante che il mais GM per la proteine Bt era tossico? Si decise di andare in tribunale e venne nominata una commissione. Per parte sua l’Agricoltre andò dalla Hilbeck, che nel mentre aveva un esperimento in laboratorio dove diceva di aver dimostrato che in presenza della tossina Bt i lombrichi avevano degli inconvenienti. C’è da dire però che la stessa prova ripetuta in campo ha dato risultati totalmente diversi, per farsi rappresentare in tribunale da un esperto scientifico. Ci vollero 5 anni affinchè la commissione del tribunale stabilisse che il lavoro della Hilbeck non spiegava la morte della vacche, ma era l’alimentazione tutta delle vacche che era malsana, ma non tanto per la tossina Bt, ma quanto perchè l’insilato dell’agricoltore era mal tenuto e vi si erano diffusi molti focolai di materiale ammuffito ricco di micotossine. Inoltre è stato ritrovato anche butolino in vacche morte e nell’insilato.

  21. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Tappato è il termine giusto.

  22. LaniceNo Gravatar scrive:

    Sarebbe possibile, con calma, preparare un articolo che riunisca tutte le info disponibili sui neonicotinoidi e altri antiparassitari e i loro effetti sugli insetti, e in seconda istanza gli effetti documentati delle tossine bt sui medesimi?
    Con tutte le info e la bibliografia, in modo da avere un lavoro unitario invece che info sparse. Anche semplici articoli (seri) che poi riporteranno la loro bibliografia.
    Riguardo ai test sulla sicurezza mi bastava quello che mi avete spiegato qui, ma questo argomento mi interessa abbastanza e vorrei approfondire, anche perché c’è un certo casino.
    Io comunque cercherò di mettere in ordine quello che ho, e preparerò una serie di domande.

  23. @franco( l'altro)No Gravatar scrive:

    Premetto che non conosco, ne la dotazione del terreno su cui è cresciuto, ne la concimazione che ha ricevuto il mais dell’immagine ,ne l’andamento stagionale antecedente.Cosi tanti afidi,sembrerebbero indice di moltissimo azoto assorbito dalla pianta nelle fasi precedenti. In un mais non bt ,cosi tanti afidi a pieno campo di solito si vedono solo fuori dalle ZVN (dove sono ammesse al max 200 unità di azoto/ha complessive ) e con andamento climatico precedente poco favorevole al dilavamento dell’azoto.

  24. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Vuoi vedere che accuseranno le pale eoliche di essere OGM?

    http://www.contrepoints.org/2013/07/31/132844-eoliennes-sauve-planete-ou-piege-ecologique

  25. LaniceNo Gravatar scrive:

    Qualcuno avrebbe modo di procurare le pubblicazioni di cui al post numero 12 di Giuliano D’Agnolo?

    Grazie.

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