L’agricoltura va in letargo

10 Mar 2014
Post2PDF Versione PDF

Meno acquisti alimentari degli italiani, meno lavoratori occupati, meno campi seminati: l’equazione e’ tanto logica quanto inquietante.

PIL: AGRICOLTURA, LIVELLI PIÙ BASSI DEL 2009
Commentando i dati provvisori dell’Istat, Confagri-coltura ha evidenziato che, a fronte del calo del Pil registrato nel 2013, il valore aggiunto agricolo in termini reali è aumentato dello 0,3%, ma è praticamente fermo e comunque ad un livello di oltre un miliardo inferiore a quello del 2009 (passando da 28,01 a 26,98 miliardi di euro). Preoccupa la tendenza al peggioramento della ragione di scambio agricola: nel quarto trimestre del 2013 i prezzi agricoli sono calati del 4% a fronte di una riduzione dei costi dell’1,2%. Una tendenza, che se proseguirà, renderà difficile recuperare il gap in termini di valore aggiunto. L’auspicio è quindi che il nuovo governo sostenga il comparto agricolo (che contribuisce in maniera sostanziale alla crescita ed all’occupazione del Paese) con adeguate politiche di rilancio. http://www.confagricoltura.it/ita/press-room_anno-2014/marzo_/pil-agricoltura-in-controtendenza-ma-a-livelli-ancora-inferiori-a-quelli-del-2009.php

OCCUPAZIONE IN AGRICOLTURA: CALO DEL 4,2%, AL NORD -5,8%
Nella media del 2013 l’occupazione diminuisce di 478.000 unità (-2,1%) e la riduzione rimane più forte nelle regioni meridionali (-4,6%, pari a -282.000 unità). Questi i dati Istat a livello globale. Per quanto riguarda il comparto agricolo si registra nel 2013 una contrazione totale degli occupati del 4,2%, più accentuata per il lavoro dipendente (-4,7%) che per quello indipendente (-3,6%). La contrazione del numero di occupati in agricoltura nel 2013 è del 5,8% al nord e del 4,1% al sud, mentre nel centro si registra una leggera crescita dello 0,1% dovuta principalmente all’aumento dei lavoratori indipendenti (+4,5%). http://www.istat.it/it/archivio/

ISTAT: INTENZIONI DI SEMINA 2014, SEMINATIVI IN CALO
Diffuso dall’Istat il rapporto annuale sulle intenzioni di semina, delle colture erbacee, rese in termini di variazioni percentuali per l’annata agraria 2013-2014. Le intenzioni di semina dichiarate dai coltivatori, registrano decrementi generalizzati delle superfici destinate alla coltivazione dei cereali, ad eccezione del frumento duro (+0,1%). Le flessioni interessano frumento tenero (-2,5%), orzo (-0,3%), mais da granella (-3,1), sorgo (-9,6%), riso (-4,6%). I semi oleosi registrano un decremento complessivo delle superfici investite a girasole (-3%) e soia (-2,4%), e un aumento per colza e ravizzone (+3,9%). In aumento le superfici ortive investite a pomodoro (+1,7%) ed a legumi freschi (+1%), a fronte di una diminuzione del 2,9% per le “altre ortive”. In lieve calo le superfici investite a foraggere temporanee: -0,8% per il mais da foraggio e -1% per le “altre foraggere temporanee”. Previsto anche un rialzo dell’1,9% delle superfici investite a colture floreali e del 2,1% per la barbabietola da zucchero. Rilevante l’espansione delle superfici dichiarate a riposo (+18,7%), collegato alla rotazione agronomica pluriennale e, in misura minore, all’incertezza del mercato e/o alla scarsa remunerazione dell’attività; a questa ultima valutazione concorrono anche le previsioni riguardo l’applicazione della recente riforma PAC. http://www.istat.it/it/archivio/114303

3 commenti al post: “L’agricoltura va in letargo”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Quando parlo di stato comatoso dell’agricoltura italiana c’è sempre qualcuno che insorge portandomi l’esempio dei prodotti tipici e del Made in Italy, come se i prodotti dell’agroalimentare si producessero con “l’aria” e il buon Farinetti i suoi guadagni li lasciasse all’agricoltore!

  2. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Ci sarebbe da scrivere una Treccani su questo argomento. 59 volumi non basterebbero.
    Io dico una sola cosa che non vuole essere definitiva o esaustiva. Forse una piccola provocazione.
    Da 33 anni faccio l’agricoltore a tempo pieno (1982) e, malgrado le mie insistenze contrarie, mio figlio ha deciso di seguire le mie orme. Sarà anche lui Agricoltore.
    Ora che lo ho detto posso azzardare qualche commento
    Faccio bene a permetterglielo?
    Sarà una scelta giusta per lui?
    Riuscirà a vivere nei prossimi suoi 30 anni di vita professionale di Agricoltura?
    L’unica cosa di cui sono certo é che lui ha una sfrenata passione per la terra da quando é nato e quindi la scelta é ragionata.
    Spero che sia anche ragionevole…
    Questo lo stabiliranno i posteri (e il suo c/c negli anni a venire…)
    Sicuramente, e lo ho fatto chiaro anche a lui, non avrà il sostegno da nessuno; solo fatica.
    Siamo l’ultima ruota del carro, malgrado gli aiuti comunitari che comunque sono prassi del mondo occidentale (vorrei capire quanto incide in un bilancio aziendale il Farm Bill USA. E’ un dato che mi manca e che regola il mondo…)

  3. marco pastiNo Gravatar scrive:

    Al solito l’Istat da i numeri: la soia è prevista in crescita ed il mais granella in calo del 10%. Da dove abbiano tirato fuori quei dati sulle intenzioni è difficile sapere.
    Franco per tuo figlio devi spiegargli che la fatica sara soprattutto legata alla marea regole e conseguenti scartoffie da compilare.
    Il PIL agricolo va considerato in periodi più lunghi : un singolo anno può essere influenzato da anomalie statistiche o andamenti climatici particolari ma se guardiamo ai dati degli ultimi 20 anni dell’Italia confrontati con gli altri paesi europei il giudizio è inesorabile: il Made in Italy non serve al settore primario! Infatti le regole che fanno funziomare la nostra agricoltura la portano sempre più a trasformarsi in terziario.

Lascia un tuo commento

Per allegare una vostra immagine a fianco ai commenti registrarsi al sito Gravatar. Quando inserite la mail in fase di commento, bisogna usare la stessa mail che avete usato per registravi al Gravatar

Nella categoria: News, OGM & Agricoltura italiana

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…