Latte crudo va bollito e vietato in mense ed ospedali

22 Dic 2008
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LATTE CRUDO: ORDINANZA MINSALUTE, OBBLIGO SCRITTA “DA BOLLIRE”

(AGI) - Roma, 10 dic. - Da oggi in poi i distributori che vendono latte crudo non pastorizzato dovranno apporre sulle macchine erogatrici la dicitura ben visibile “prodotto da consumarsi solo dopo bollitura”. E’ quanto prevede un’ordinanza firmata dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini, a seguito di alcuni casi di intossicazione di bambini dopo l’assunzione di latte crudo. “La bollitura del latte - ha spiegato la Martini - e’ sufficiente a escludere agenti patogeni, e dopo averlo bollito il latte crudo e’ assimilabile a quello che compriamo normalmente, con la differenza che e’ un latte prodotto sul territorio”. Un prodotto sano, del territorio e a prezzo basso, ma che necessita di alcune precise precauzioni: bollirlo, anzitutto. Bastano pochi secondi per eliminare i batteri, senza che si formi la cosiddetta “panna” sulla superficie del latte, da sempre indigesta per milioni di bambini. E poi “indicare la data di scadenza, che non puo’ superare i tre giorni”. Molte macchine erogatrici, ha sottolineato il sottosegretario, “spingono sul consumo immediato addirittura fornendo i bicchieri di plastica: questi vanno assolutamente eliminati”. L’ordinanza vieta inoltre la somministrazione di latte crudo in mense scolastiche e ospedali, e piu’ in generale nella ristorazione collettiva. Interventi, ha specificato la Martini, “che servono a tutelare la salute pubblica, perche’ non possiamo farci prendere dal mito del ‘ritorno alle origini’ consumando latte crudo senza precauzioni. Parliamo di un mercato da 6 milioni di euro all’anno, il che vuol dire 6 milioni di litri di latte crudo venduto: e’ importante che un giro d’affari cosi’ rilevante abbia questo tipo di tutele”. Occhio, infine, alle categorie a rischio, dai bambini agli anziani: “I produttori dovranno escludere dalle operazioni di marketing queste categorie, perche’ questo prodotto puo’ diventare un vero e proprio boomerang per i produttori stessi”. (AGI)

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Nella categoria: OGM & Agricoltura italiana

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