Le armi della disinformazione di massa

13 Dic 2013
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topo Danilo Taino (leggi Taino.pdf), non molla e dimostra di saper mettere in fila, dati, documenti, analisi. Le armi della disinformazione sono le solite come fare una affermazione che poi si rivela inconsistente e sapere che nessuno te la farà poi pagare. Tanto per non mandarla a dire fate un giochino: chi dei due intervistati qui sotto aveva ragione (leggi Panorama.pdf)?
Questo è parte del testo di ritrattazione della rivista (che non nomino) che aveva pubblicato l’articolo di Seralini e Manuela Malatesta:

However, there is a legitimate cause for concern regarding both the number of animals in each study group and the particular strain selected. The low number of animals had been identified as a cause for concern during the initial review process, but the peer review decision ultimately weighed that the work still had merit despite this limitation. A more in-depth look at the raw data revealed that no definitive conclusions can be reached with this small sample size regarding the role of either NK603 or glyphosate in regards to overall mortality or tumor incidence. Given the known high incidence of tumors in the Sprague-Dawley rat, normal variability cannot be excluded as the cause of the higher mortality and incidence observed in the treated groups.

13 commenti al post: “Le armi della disinformazione di massa”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Prof Buiatti

    Cosa ci sta a fare nel comitato scientifico del Criigen?

    Se questa è la produzione scientifica che lei valuta stiamo fresci. Si legga la risposta del giornale a Seralini.

    http://www.elsevier.com/about/press-releases/research-and-journals/food-and-chemical-toxicology-editor-in-chief,-a.-wallace-hayes,-publishes-response-to-letters-to-the-editors

  2. Enrico MarsiliNo Gravatar scrive:

    Alberto, ho contattato una serie di scienziati (molti in pensione o prossimi alla pensione) che hanno firmato appelli contro gli OGM, puntualmente fatti circolare da FDG e altre organizzazioni antiscientifiche. Con tutto il rispetto, ci sono persone che invecchiano bene e altre che sbroccano (scientificamente parlando). Non sono certo un giovane, ma spero che i veri giovani si ribellino contro la presunta autorita` di vecchie carampane, anche se a suo tempo sono stati grandi scienziati. Vorrei veder scomparire il principio di autorita`dalla discussione scientifica, un problema soprattutto italiano.

  3. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro Enrico,
    non credere che da giovani erano meglio, ho parlato con uno dei loro maestri e ti assicuro che non è rimasto sorpreso……

  4. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Enrico

    Nel 1960/64, quando mi sono laureato io, che io sappia esisteva solo a Piacenza un corso di genetica vegetale e uno di genetica animale staccati dai corsi di colture erbacee o zootecnia. Erano ambedue complementari, solo che quello di genetica vegetale era corso annuale evitabile con altri esami meno impegnativi, anche perchè il corso era tenuto dal Prof. Bianchi (allievo di Barigozzi) fresco reduce da uno stage in USA e quindi portatore delle novità della selezione degli ibridi e delle scuole di genetica americane. Fortuna ha voluto che un nostro “consigliere stimatissimo” che era l’amico Francesco Salamini ci consigliasse caldamente di non evitare l’esame di genetica vegetale. che tra l’altro permetteva di sostenere facilmente anche quello di genetica animale. Io l’ho ascoltato assieme ad altri amici. Ma credimi a quei tempi eravamo mosche bianche, come erano mosche bianche i professori di genetica all’avanguardia. Ora se come mi dici sono professori in pensione, sono miei coetanei o giù di li, quindi sono arrivati alla genetica quando le università italiane si accorsero che era un insegnamento da cui un agronomo non poteva fare a meno. Pertanto gli insegnati di genetica furono reclutati tra professori non con curriculum appropriato, ma, se erano onesti, hanno dovuto studiarsi in fretta i contenuti di quanto andavano insegnando, ma la vera ricerca sul campo latitò anche perchè ormai eravamo entrati nel clima “sessantottino” che tutto favoriva fuorchè lo studio ed il pretendere dagli allievi. Poi sono andato a lavorare in Francia e nell’ambiente ho sentito parlare solo di Strampelli e di Munerati, ma di nessun altro italiano (il Prof. Fenaroli aveva tentato a Bergamo la creazione di una genetica del mais nazionale, ma la Federconsorzi lo bloccò) Molti della scuola di Piacenza sono andati a dirigere instìtuti pubblici, ma purtroppo furono impastoiati in mezzo alla burocrazia e poco poterono mettere in pratica compiutamente ciò che avevano appreso dalla scuola di Bianchi. Comunque la mia successiva frequentazione dell’ambiente della genetica italiana non mi ha fatto incontrare, ne nelle università e pochi negli istituti di ricerca statali, persone che agissero veramente sul campo; tanta teoria appiccicata, ma poca pratica.

    Quello che non capisco è che oggi vi sono ex professori universitari che sono stati titolari di cattedre di genetica e che sono ormai in pensione, che hanno operato nel panorama che ti ho descritto, che possano essere additati come “persone che sanno”. Se fossero stati effettivamente persone valide durante la loro attività accademica, ne avrei sentito parlare, il nostro mondo non è molto grande, ora invece li trovo a “giudicare ed a schierarsi”, ma dalla parte della non-genetica, perchè, opportunisticamente, riescono ad avere come pensionati quella notorietà che non hanno mai avuto da studiosi attivi.

    Le piante che più hanno progredito sono quelle che mostravano più variabilità. In genetica variabilità significa maggior possibilità di scelta di soggetti diversi e quindi con più probabilità di capitare su soggetti interessanti. La biologia molecolare (branca recentissima della biologia) ci apre queste porte e la genomica ci fa scoprire i geni e soprattutto dove sono. Dalle mappe genetiche che ci dicevano solo se due geni erano più o meno lontani tra loro, ma senza dirci la distanza esatta, ora siamo passati alle mappe fisiche dei vari cromosomi, cioè sappiamo il luogo fisico dove è localizzato un gene sul cromosoma e il marcatore molecolare a cui è collegato, pertanto, rincorrendo all’individuazione del marcatore molecolare riusciamo a vedere se il gene, dopo un eventuale incrocio, è passato nella nuova pianta, non solo ma questo lo sappiamo già a livello di embrione, cioè senza attendere che la pianta cresca e compia un ciclo di vita. Tutto questo, assieme alla capacità di trasferire un singolo gene da un genoma ad un altro ci apre la strada ad un agire più mirato e più veloce, Se poi la specie è priva del gene che ci servirebbe, sempre per essere stati capaci di localizzare i geni e ad averne stabilito le funzioni, non è presente nella specie lo possiamo andare a trovare in specie vicine o addirittura in regni diversi. Ti sembra che il mondo moderno ed i 10 miliardi di persone che ci saranno molto presto potranno esimersi dal percorrere queste strade in parte tracciate ed in parte da tracciare?

    Ecco questi genetisti , che dubito abbiano proseguito nello studio della loro materia andando in pensione, sono scelti come i tenutari del vero verbo della scienza genetica e a loro è offerto un pulpito dal quale dispensano la loro arretratezza, definendola “principio di precauzione” o “ricerca del rischio zero”

  5. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Carissimi,

    credo che la “disinformazione di massa” sia da ambo le parti. Da un lato ci sono quelli che dicono che gli OGM:
    - fanno venire il cancro, forse non è vero;
    - sono sterili, non è vero;
    - fanno suicidare gli agricoltori, forse non è vero;

    dall’altro ci sono quelli che dicono che gli OGM:
    - risolvono il problema delle erbe infestanti, non è vero;
    - risolvono il problema degli insetti fitofagi, non è vero;
    - consentono la coesistenza con altre forme di agricoltura, non è vero;
    - fanno guadagnare di più l’agricoltore, non è vero;
    - consentono all’agricoltura italiana di essere competitiva sul mercato mondiale, non è vero……..

    e potrei continuare ancora.

  6. roberto defezNo Gravatar scrive:

    ” fanno guadagnare di più l’agricoltore, non è vero;”

    se fanno guadagnare di più l’agricoltore non lo decidiamo qui ne’ noi, ne’ voi, se l’intento paternalistico è quello di far finta che lo Stato li vieta per evitare perdite di denaro all’agricoltore allora lo stato potrebbe vietare l’Enalotto, che è un sicuro spreco di denaro.
    Basta rispettare le leggi europee e se poi l’agricoltore ci perde soldi (anche perchè come dici tu e Coldiretti) gli italiani non li comprano, tutti gli altri argomenti cadranno all’istante. Il problema è che voi (Coldiretti in testa che va al Brennero ad arginare lo straniero invece di andare nei suoi consorzi a buttare a mare i mangimi OGM) sapete bene che se si cominciano a coltivare OGM gli agricoltori ci guadagnano e i consumatori li acquistano, per questo vi ammantate di frasi retoriche e paternalistiche, ma sapete bene che se si coltivano sarete in diversi a perdere tante posizioni di privilegio

  7. Enrico MarsiliNo Gravatar scrive:

    Alberto, ottima spiega as usual. Roberto, parlavo anche di alcuni ex-luminari USA, tipo il fondatore di Woods Hole (ho la email ma mi fa davvero male postarla qui). La strategia (vigliacca) dei complottisti anti-OGM consiste nel pescare persone a margine del sistema scientifico, che si chiamino di Bella o Buiatti, che farebbero qualunque cosa per un titolo o un intervista, o che semplicemente sono molto anziani. Vale anche per gente come Dario Fo, e mi dispiace, visto che mi piaceva come attore.

    Ogm, bb: gli OGM fanno venire il cancro, che fa suicidare gli agricoltori, che li rende sterili, che li rende poveri, che al mercato mio padre compro`. E potrei continuare…

  8. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Agricoltori, non è vero che gli OGM vi faranno guadagnare di più!

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/12/agricoltori-non-e-vero-che-gli-ogm-vi.html

  9. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Enrico,

    vuoi proprio dire che la stessa cosa la faccia anche Guidorzi o Vitangelo? dall’altra parte ovviamente.

  10. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro Enrico,
    scusami ma ti devo correggere quando dici “persone a margine del sistema scientifico” seguita da singoli nomi.
    Se fai nomi specifici non posso essere d’accordo con te perchè si tratta di persone che svolgono quel ruolo, se parli in astratto ne hai diritto, ma vi chiedo di non fare mai accuse o apprezzamenti personali.
    Sai bene quanto io critichi alcuni scienziati per le posizioni che tengono, ma vi chiedo di non confondere mai i piani della polemica sulle idee con quello della polemica sulla persona. Grazie a tutti.

  11. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    mi dispiace ammetterlo, ma ha ragione Roberto. Enrico, impara da Guidorzi, che lui dei nomi non ne fa mai.

  12. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Tu invece OGM bb la disinformazione la fai su Salmone e noi ne siamo contenti perchè ci offri la possibilità di sbugiardarti e di far valutare ai lettori le tue e le nostre versioni contro. Andiamo ad elencare

    - fanno venire il cancro, forse non è vero; Andare in aereo si può morire in quanto qualcuno cade, però nessuno vi rinuncia

    - fanno suicidare gli agricoltori, forse non è vero; E’ sicuramente vero che non si suicidano se adduciamo come causa l’adozione degli OGM, perchè sono liberi di non farlo, non solo, ma con il 90% di adozione essi possono godere della protezione derivante dalla diminuzione di inoculo parassitario operata dall’altro 90%.

    - Mai detto che risolvono il problema delle infestanti in assoluto, sono uno strumento che raggiunge perfettamente lo scopo, come tutti gli altri che abbiamo sperimentato in 10.000 anni di agricoltura, ma temporaneamente, questo temporaneamente può essere più o meno lungo se si tengono in giusto conto o meno le buone pratiche agronomiche.

    - Il discorso è perfettamente simile al precedente per quanto riguarda la difesa dei parassiti

    - Si, rendono un servizio all’agricoltore che è monetizzabile come qualsiasi servizio, se ciò non fosse gli agricoltori si sarebbero rifiutati di adottarli, invece non si sono adottati solo laddove si fanno leggi “illegali” per proibirli e sanzionarli. Se il consumatore li rifiutasse possono sempre essere usati da biomassa, però per saperlo occorre provarci.

    - permettimi ma la forma di agricoltura è una sola: produttiva, durevole ed ecocompatibile, tutte le altre a cui ora si vuol dare uno statuto diverso, ma che non rispondono a qualcuna delle tre qualità sopraddette, sono solo delle fisime. Una semente migliorata (qualsiasi sia lo schema selettivo ed i mezzi usati) concorre alle tre qualifiche che ho detto sopra. Non solo ma sarebbero utilissime da un punto di vista tecnico anche per le “agricolture fisime”, sono solo bandite per dei “pruriti” ideologici di gente con soldi in tasca e pancia piena tutti i giorni e che vuole avere visibilità e tutti i mezzi sono buoni, se poi fa andare in televisione a sproloquiare vale la regola del “mi ci ficco”-. Di queste persone vi è un’altra caratterizzazione: sono orfani di una parte perdente ed hanno dovuto accettare di vivere nel mondo creato dalla parte vincente; non vogliono farsene una ragione e quindi le inventano tutte.

  13. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Grazie Alberto,

    vedo che non tutto quello che dico sono “balle” di un estremista.

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