Le nostre case sono innaturali e le dighe dei castori no

01 Feb 2016
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Tante false certezze di chi vorrebbe il biologico solo perche’ se lo puo’ permettere, ma che se fosse adottato da tanti farebbe inauditi danni ambientali. Il libro di Silvano Fuso aiuta a mettere in riga tanti falsi miti.
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9 commenti al post: “Le nostre case sono innaturali e le dighe dei castori no”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ricordo che quando Silvano mi parlò dell’argomento del suo libro gli raccontai come io sia stato testimone di una “capriola” nel modo di sentire dell’opinione pubblica: quando ero ragazzino e di origine contadina non si parlava di naturale (si era troppo a contatto con una natura non certo benigna per assegnarvi un valore)ma il termine che si usava era “casalingo” che si opponeva al “comprato” (”còmpar” in dialetto mantovano)e che è assimilabile “all’artificiale” o sintetico di adesso. Ebbene allora si preferiva di gran lunga il cibo “comprato” a quello fatto in casa, prima di tutto per il sapore diverso dal quotidiano di sempre, secondo, perchè era più fresco di quello che si mangiava in casa senza frigorifero (almeno i negozi migliori il frigorifero lo avevano).
    Oggi è tutto l’inverso eppure nessuno più cucina e si va a mangiare “naturale” un cibo che comunque è comprato e trasformato da altri.

  2. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Eè interessante che nello stesso giorno escano due articoli in qualche modo collegati e comunque “omologhi” su due quotidiani nazionali di larga diffusione.
    Che si comici a vedere l’onda di riflusso é una speranza…

  3. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Sono sinceramente basito dal fatto che nessuno, dopo due articoli di questo tenore, si senta nel petto la necessità di commentare.
    Che fate Salmoni?
    Siete troppo occupati nelle settimane bianche senza neve (non vale la pena; in montagna é uno schifo)?
    Siete tutti al mare a godervi i 20 gradi di un inverno anomalo?
    Meditate gente… Fra queste righe si gioca il futuro dell’agricoltura del nostro Paese.

  4. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Caro Franco, non sono né in montagna (non so sciare!) e né al mare (che dista meno di un chilometro da casa mia e lo vedo dal balcone con la sua acqua gelida invernale malgrado il “caldo” eccezionale da mass media!) ma sono un pensionato stanco di ripetere ciò che Silvano Fuso dice nel suo bel libro. Prima di lui lo hanno fatto in tanti; Dario Bressanini ha scritto più di un libro, mietendo consensi tranne che fra i politici che continuano a credere ciò che campioni di ambientalismo riescono al inculcare nelle loro menti (!). E prima ancora atri come Anna Meldolesi, ecc. Meno male che ci sono questi bravi ricercatori e divulgatori e i Paolo Mieli fra i giornalisti. Ma non è cambiato ancora niente e niente cambierà fino a quando il potere politico resterà sordo. Forse se facciamo un partito e togliamo volti o garantiamo ad una parte di andare al Governo, forse………ma lungi da noi l’idea di fondare un nuovo partito!

  5. TC1507No Gravatar scrive:

    Presente. Rispondo all’appello di Franco Nulli.
    Temo anch’io che non cambierà niente, poiché sostanzialmente il futuro dell’agricoltura è già stato scritto dai pianificatori, nostrani ed europei e non li smuovi.
    E poi si sa che i giornali, anche se di larga diffusione non hanno più i lettori di una volta.
    Importante che lo abbiano fatto, certo. Pensate che effetto avrebbe se queste cose “eversive” le affermasse per esempio Report in prima serata intitolando “I diserbanti si usano soprattutto sulla soia non Ogm”, oppure altri programmi ormai appiattiti come linea verde, geo e geo.
    Comunque non lasciamoci prendere dallo sconforto.

  6. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Ci manca di fondare un partito, Vitangelo!
    Lungi da noi pensare anche lontanamente una cosa simile…
    I nomi illustri che hai citato comunque fino a qualche anno fa non avevano seguito e ora cominciano ad apparire qua e la e vendere libri.
    Lo sconforto ipotizzato da TC1507 é lontanissimo da me.
    Vero che i giornali li leggono ormai in pochi, ma anche qui… fino a poco tempo fa non avremmo mai visto un simile articolo di un Mieli in prima pagina del Corrierone.
    Ora lo abbiamo letto ed é un passo in avanti contro l’oscurantismo che ci domina da più di due decenni.
    Un piccolo passo che c’é e non c’era.
    Chissà! magari Report prima o poi sarà costretto a tenere conto anche di chi la pensa diversa; non foss’altro che per convenienza.
    E anche il potere politico secondo me sarà costretto prima o poi a tenerne conto.

  7. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Mi accontenterei che il Corriere non desse più spazio alle farneticazioni di Giulia Crespi, ma è follia sperarlo perchè è un’azionista e forse MIeli si è fatto una nemica.

  8. PieroNo Gravatar scrive:

    Penso che, proprio in quanto “salmoni”, non dovremmo lasciarci influenzare dell’andazzo comune del muro contro muro, proprio perché si tratta di una pratica ormai corrente (e noi siamo, per definizione, controcorrente)
    L’esigenza di una produzione agro-zootecnica più attenta all’ambiente non ha nulla a che vedere coi cultori del cosiddetto biologico (se fossero onesti non userebbero questo termine), tuttavia non può essere negata solo perché qualcuno usa questi argomenti per il suo piccolo momento di visibilità.
    In altre parole, non possiamo lasciare il tema della sostenibilità a chi maschera dietro questo tema il suo incommensurabile ego, che non ha a cuore il problema e le soluzioni, ma esclusivamente l’affermare -possibilmente senza contradditorio- le proprie tesi (e magari godersi anche un bel po’ di diritti d’autore…).
    Cito, solo come esempio di “buona pratica”, questi convegni

    http://mangimiealimenti.it/articoli/1544-mangimi-e-alimenti-passione-sostenibile-seminario-del-gruppo-giovani-assalzoo-in-expo

    http://piacenza.unicatt.it/Zootecnica_giornata_studio_151212.pdf

    ma molti altri se ne potrebbero fare

  9. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Piero

    Infatti a Piacenza mi hanno insegnato che la rotazione delle coltivazioni è indispensabile, ivi comprese le leguminose foraggere.

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