Le regole per reiterare l’infrazione

24 Set 2014
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Una Regione in procedura d’infrazione stabilisce regole di coesistenza fatte apposta per vietare le coltivazioni di mais Bt. Quando l’arbitro gioca la partita e si vuol fare anche consegnare il pallone.

2 commenti al post: “Le regole per reiterare l’infrazione”

  1. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    1.195 ettari a biologico (vorrei controllarle una per una se rispettano tutti i protocolli !! ) tengono in scacco 136.594ha e sono da plateale scusa per pruriti politico/elettorali di pochi. L’infrazione dovrebbero farla pagare di tasca loro a quei politici che assecondano la pancia di un popolo bue indottrinato da coldiretti e soci, stanno distruggendo la ricerca e l’unica ipotesi di salvezza per fare un minimo di reddito.

  2. SimoneNo Gravatar scrive:

    Parzialmente d’accordo sulle necessità di ricerca più estesa del solo miglioramento varietale , ma ritenere che il solo controllo di piralide (anche con l’uso di mon 810) sia l’unica ipotesi di salvezza per fare un minimo di reddito..è un illusione..
    Se i fiduciosi maiscoltori sostenitori del mon 810 hanno di queste aspettative,
    paradossalmente è stato un bene per la causa ogm ,che nel 2014 non sia stato loro concesso di coltivarlo su larga scala. Molti loro probabili fallimenti sarebbero stati oggetto di facili strumentalizzazioni.
    Questo sarà l’anno che conferma quanto già si sapeva e anche quanto emerso negli USA nel 2012 :
    -l’assenza di danni da piralide,in condizioni climatiche/ambientali sempre più frequenti,non è sufficiente a garantire la sanità della granella.
    -l’incremento della produzione del mais come commodities indifferenziata su un mercato globalizzato, non è indice di miglioramento della redditività.

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Nella categoria: News, OGM & Coesistenza

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