Le varietà resistenti alla siccità sono più complesse delle varietà Bt

20 Mag 2010
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Un po’ di cautela preventiva viene saggiamente proposta in questa interessante analisi sul perche’ non si prevede che il successo delle varieta’ resistenti a carenza idrica (DT) avranno lo stesso successo delle varieta’ resistenti ai parassiti (Bt).

Visti i parametri che vengono toccati da questa tecnologia e’ giusto non attendersi una adozione cosi’ incondizionata e rapida come quella di cui ha beneficiato il cotone Bt in India.

Stochastic Benefit Streams, Learning, and Technology Diffusion: Why Drought Tolerance is Not the New Bt
- Travis J. Lybbert and Adrian BStochastic benefit streams, learning, and technology diffusion: Why drought tolerance is not the new Bt. AgBioForum, 13(1), 13-24. Full paper at http://www.agbioforum.org/v13n1/v13n1a02-lybbert.htm

The speed of Bt cotton diffusion among smallholders in poor countries such as India, China, and South Africa has been unprecedented. Hopes are high for drought-tolerant (DT) varieties that similarly reduce yield risk and have attracted substantial investments from public, private, and philanthropic sectors. We highlight important learning differences between Bt and DT that will shape diffusion patterns.
While the potential welfare benefits of DT are compelling, we caution against glossing over practical complications that farmers will face in assessing the relative merits of DT varieties. We emphasize how and why vulnerable farmers facing marginal growing conditions-ostensibly, the target beneficiaries-may be slowest to adopt DT crops. More frequent extreme drought events associated with climate change may further complicate this learning and diffusion process. Generalized water-use efficiency gains and early maturation could help improve learning in arid and semi-arid regions by conferring benefits across a broader range of rainfall outcomes.

2 commenti al post: “Le varietà resistenti alla siccità sono più complesse delle varietà Bt”

  1. francoNo Gravatar scrive:

    la strada degli ogm in agricoltura quindi è lunga…

    tuttavia è da percorrere, in biologia e farmacologia sta dando ottimi risultati…

  2. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Sicuramente la ricerca conosce momenti favorevoli e anche periodi ricchi di ostacoli e difficoltà.
    Nessuno nega che vi possano essere campi in cui il successo sia più agevole e altri più ostici.
    Ciononostante la caparbia e la capacità dei Ricercatori anche pubblici (non solo le vituperate Multinazionali), stimolati dal supporto psicologico (e anche economico) delle Istituzioni e senza l’avversione “ex ante” della pubblica opinione strumentalizzata, possono ottenere risultati inimmaginabili.
    La strada, come dice Franco qui sopra, è sicuramente lunga e non sappiamo ancora con certezza e precisione dove ci potrà portare. Guidiamola con ragionevolezza.
    Bisogna che le Istituzioni tutte prescindendo da pregiudizi e strumentalizzazioni portino con mano la ricerca libera verso obiettivi intelligenti, utili e condivisi con la Comunità scientifica.
    Il progresso credo sia nel DNA di tutti noi. Altrimenti viaggeremmo in carrozza…
    Qualcuno nei secoli passati ha detto “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtude e canoscenza” (Dante Alighieri inferno XXVI canto Ulisse Divina Commedia)
    Vogliamo noi abitanti della penisola italica nel 21° secolo rinnegare gli insegnamenti di chi secoli orsono ci ha resi depositari incondizionati della cultura nel mondo?

    Un cordiale saluto
    Franco Nulli

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