Commento di Elena Cattaneo alla lettera di 716 agricoltori

31 Lug 2014
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Aggiornato il 31 Luglio 2014 dopo la pubblicazione iniziale
Senatrice Elena Cattaneo Un Senato di competenti, grazie da Elena Cattaneo
Il mais OGM è più sano di tutti gli altri mais, gli OGM sono nei nostri mangimi, la ricerca e la sperimentazione in campo devono ricominciare. Un attacco ad alzo zero alle fandonie anti-OGM del clan di Repubblica e dei clan di Lega-Sel-M5S-Legambiente. Un messaggio forte e chiaro a cui il Governo deve rispondere anche per cercare di recuperare credibilità in vista di EXPO 2015.

Lettera degli Agricoltori alla Senatrice Elena Cattaneo

Illustre Senatrice Cattaneo,

siamo degli agricoltori professionisti che ancora si ostinano a cercare di vivere del frutto del loro lavoro mentre la nostra categoria è annualmente decimata con oltre quarantamila aziende agricole che chiudono ogni anno da decenni. Oltre a cause tecniche di dimensione internazionale, viviamo con grande disagio il distacco che osserviamo tra avanzamenti scientifici in campo agricolo e loro possibili applicazioni. Nel nostro Paese i progressi che la ricerca scientifica ha prodotto, e che noi abbiamo potuto toccare con mano visitando campo sperimentali, non possono raggiungere i nostri terreni con un insensato pregiudizio che colpisce tanto noi imprenditori agricoli quanto gli scienziati attivi nel nostro settore. Mentre la quasi totalità dei mangimi acquistati nei Consorzi Agrari deriva da piante geneticamente migliorate, i cosiddetti Ogm, gli agricoltori non possono produrre quegli stessi alimenti che derivano quindi da importazioni extra-comunitarie. Ecco spiegato perché chiudono tante aziende agricole italiane in ossequio ad una assurda ideologia progettata da chi fingendo di parlare di qualità, finisce per speculare su questa produzione primaria impedendo che i nostri figli possano trovare un lavoro in Italia.

Ci rivolgiamo a Lei perché abbiamo visto e apprezzato il Suo impegno nella vicenda Stamina e abbiamo letto diversi interventi nei quali Lei invita a far riferimento al metodo scientifico per decidere sull’uso di nuove tecnologie. Noi pensiamo che questo approccio avrebbe dovuto e dovrebbe ispirare anche il governo delle biotecnologie agrovegetali in Italia.
Noi pensiamo, insieme a numerosi scienziati italiani con i quali in questi anni abbiamo avuto un importante e utile dialogo, che le piante geneticamente modificate rappresentino una risorsa straordinaria per l’economia del Paese. E non intendiamo cadere nell’insensata discussione Ogm vs biologico. Sappiamo e lo sanno molto bene per esempio gli agricoltori californiani, che si può fare agricoltura tradizionale o biologica, fianco a fianco con le coltivazioni Ogm, senza alcun danno, anzi con provati vantaggi per chi coltiva ‘biologico’. Purtroppo in Italia la battaglia contro gli Ogm è stata assunta come strategia di marketing e per ottenere un monopolio del mercato agricolo da parte di un cartello economico ben identificato. A volte l’abbiamo anche vista utilizzata come strumento di posizionamenti politici nei quali, a nostro avviso, non riscontriamo né aderenza ai fatti nè coerenza.
Siccome ci sembra che per una serie di fatti che stanno accadendo a livello europeo, e dato che è in aumento in Italia il numero di agricoltori che chiedono al mondo politico e al governo di autorizzare e finanziare la ricerca sugli Ogm, e di consentire la coltivazione delle piante autorizzate dall’EFSA, pensiamo che una sua azione a livello parlamentare potrebbe dare una spinta decisa per far uscire l’Italia dal sortilegio irrazionale di cui sono preda gli italiani, cioè la paura degli Ogm, che penalizza l’economia agricola del Paese. E che esprime anche un inquietante sentimento antiscientifico.

Saremmo lieti di incontrare Lei e eventuali Illustri Senatori suoi Colleghi che Lei riterrà opportuno coinvolgere, a prescindere dal loro orientamento in materia, affinché ci sia data la possibilità di illustrare il carattere e le attività delle nostre imprese agricole. Siamo anche molto interessati ad avere consigli su come rendere più efficace la nostra azione per ottenete il riconoscimento di libertà fondamentali quali sono la libertà di ricerca scientifica e quella di impresa.

I migliori auguri di buon lavoro e distinti saluti

Deborah Piovan e Franco Nulli

Risposta della Senatrice Elena Cattaneo

Caro Direttore,

da mesi studio la vicenda italiana degli OGM. Non è il mio campo specifico, ma uso altre specie transgeniche (pesci, topi o tessuti di animali di grossa taglia) per ricerche che mirano a possibili terapie per una malattia devastante come la Corea di Huntington. Sugli OGM consulto la letteratura specialistica e colleghi tra i massimi esperti, per capire basi scientifiche, metodi di lavoro e dinamiche economico-industriali del settore. Non trovo prove che gli OGM siano più dannosi o rischiosi per l’ambiente delle coltivazioni tradizionali o di quelle biologiche. Di certo, hanno già molto ridotto l’uso di insetticidi e l’impatto ambientale dell’agricoltura globale e, come ricordavano anche l’Arcivescovo Scola e l’Accademia Pontificia, sono una risposta concreta all’esigenza di sfamare la popolazione mondiale. Penso che, in Italia, la discussione si sia impantanata, in quanto condizionata da pregiudizi ideologici e interessi di nicchia rispetto ai quali anche la più corretta informazione non riesce a incidere.

Mi si dice che ci sono lobby e multinazionali interessate a spingere gli OGM. Però a chiedermi di far sentire la loro voce favorevole sono colleghi scienziati. Vorrebbero studiarli (in campo aperto), anche per capirne meglio il potenziale e i limiti. Mi si dice che gli agricoltori italiani non li vogliono. Eppure ho ricevuto una lettera di oltre 700 di loro (firme a mano) che chiedono di seminare con piante OGM circa 30mila ettari di terreni (più di 50.000 campi da calcio) che sono di loro proprietà. A guidarli Franco Nulli e Deborah Piovan. Espongono, con modi civili, argomenti che trovo ineccepibili sia sul piano dei fatti che su quello dei diritti. Mi spiegano poi che il 62% di tutto il mais italiano -rigorosamente non OGM- dello scorso anno è vietato al consumo umano per i livelli delle tossine fumonisine (che agli animali comunque non fanno bene). E che molti dei nostri migliori prodotti tipici sono quindi fatti usando mangimi OGM importati. Mi chiedo se non vi siano lobby e interessi commerciali “anche” tra coloro che non vogliono gli OGM.
Se qualcosa cambierà (in tempi utili perché una sfida come EXPO2015 - centrato sulla nutrizione - possa giovare al Paese) sarà attraverso un’azione che parta direttamente dall’imprenditoria agricola. La scienza ha fatto la sua parte. Una pubblicazione del 2013, firmata anche da Fabio Veronesi che è presidente della Società Italiana di Genetica Agraria, aggiorna, le prove sperimentali ottenute in laboratori pubblici, giungendo alle stesse conclusioni di un eccellente documento sottoscritto già dieci anni fa dalle principali accademie scientifiche italiane. In sintesi: gli OGM sono sicuri e vantaggiosi per la salute e l’ambiente.

Si rimane in attesa di prove che mostrino l’eventuale dannosità. Ovviamente, devono essere pubblicate su riviste peer review (sottoposte a un processo di revisione paritaria, ndr). Giudico poco interessanti le opinioni personali. Viceversa, la competizione tra scienziati e tra riviste garantisce un’incontestabile trasparenza. Dati edulcorati o falsati non sopravvivono alla prova della valutazione mondiale. Dimostrazione ne è il caso del ricercatore francese che aveva diffuso dati falsi sulla pericolosità degli OGM e che ha dovuto poi ritirare quel lavoro. Ecco perché non trovo razionale invocare il “principio di precauzione” per vietare la coltivazione di OGM. Non innovare, quando farlo significa miglior sicurezza, qualità e raccolto (con prove verificabili) significa paralizzare ogni attività di ricerca in qualsiasi campo.

Come senatrice, ma come cittadina ancora di più, vorrei vedere coinvolte le istituzioni in un’ampia discussione “sui fatti” che possono giustificare il divieto o meno di fare ricerca e coltivare OGM. Al di là di brevetti e multinazionali. Nella loro lettera gli agricoltori chiedono “solo” di concorrere, con l’aiuto degli scienziati italiani, a rilanciare il proprio settore e di conseguenza l’economia e l’occupazione di un comparto che rappresenta il futuro della ricerca mondiale. Spero che in primis il Ministro delle politiche agricole, ma anche tutto il Governo li ascoltino.

Elena Cattaneo

Scarica le 716 firme di agricoltori. Firma anche tu questo testo mandando un messaggio di adesione a sagri@salmone.org

Leggi anche gli articoli usciti sul corriere: 700 contadini che vogliono piantare transgenico e I pregiudizi sugli ogm di Elena Cattaneo

Le reazioni alla lettera della Sen. Cattaneo vengono da organizzazioni private ognuna delle quali difende i privilegi acquisiti e le fette di mercato del proprio business

I giornali credono ancora che ogni stato deciderà’ sugli OGM , ma e’ già’ chiaro che la partita non si chiuderà’ col testo ora in discussione
Ed intanto il solito Giannattasio racconta la parte di informazioni che serve a distorcere la verità’ secondo tesi preconcette. Incredibile che un pensionato singolo abbia tanto spazio sul corriere quando se scrivono decimi di docenti in carica non pubblicano nulla.
Leggi Il Sole24ORE, La Repubblica , e Avvenire

87 commenti al post: “Commento di Elena Cattaneo alla lettera di 716 agricoltori”

  1. Giuseppe PeruginoNo Gravatar scrive:

    Si dovrebbe far comprendere al cittadino medio e non ad un “addetto ai lavori” (come me, ricercatore CNR) che tutti gli organismi sono geneticamente manipolati: è la Natura che manipola i geni da milioni e milioni di anni. Non è quindi importante il metodo (cioè come ci si arriva) ma il risultato finale (una nuova caratteristica utile dell’organismo).
    Poi c’è un’altra confusione da tenere conto: la gente teme ancora lo scienziato pazzo che vorrebbe modificare geneticamente tutto il mondo, mentre non comprende che una modifica è considerabile laddove sia necessaria, come è necessario costruire un ponte di collegamento stradale…

  2. achille ghidoniNo Gravatar scrive:

    Mi unisco ai 716 coltivatori, alla senatrice e scienziata Elena Cattaneo che manifestano disagio nel constatare che l’Italia è l’unico Paese al mondo che per ragioni ideologiche, e dietro interessi di parte, non accetta la ricerca e la libera coltivazione di Ogm in campo agroalimentare, con grave danno di consumatori, e della nostra intera economia. Il tutto in ossequio a un dispositivo di legge oscurantista, tutt’ora in vigore (!) voluto nel 2001 dall’allora ministro delle politiche agricole Alfonso Pecoraro Scanio, e in spregio a norme della UE e di altri Paesi extraeuropei il cui rigore sulle norme di sicurezza agro-alimentare è fuori discussione. Prima delle iniziative in atto, la comunità scientifica internazionale si era già espressa molto chiaramente in materia.
    Che sia la volta buona ?

  3. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Certo che questa volta si è riusciti a superare la censura della ineffabile signora Crespi, temo però che il cronista Riccardo Bruno, autore dell’articolo e dell’intervista a Franco ed alla Deborah, avrà vita difficile d’ora in poi. Fino ad ora chi ha parlato male degli OGM sul Corriere (io ne sono un lettore in quanto lo trovo il giornale meno peggio) mi sembra abbia fatto più carriera (vedi Sarcina).

  4. DoraNo Gravatar scrive:

    Avevo letto sul Corriere di stamattina l’appello dei 700 agricoltori e la lettera di Elena Cattaneo. Siccome ne condivido i contenuti e la forma con cui sono espressi, avevo invano cercato la forma per metterli sul social net che frequento (G+). Grazie di avermene dato qui l’occasione, e speriamo che prima o poi la ragione torni ad averla vinta su pregiudizi luoghi comini di ogni genere.

  5. VitangeloNo Gravatar scrive:

    E io mi immagino tutto il fermento nel Palazzo per cercare una risposta alla Senatrice Scienziata affinché nulla cambi! E continuare a vivere felici e contenti! Ricordate la farsa davanti alle telecamere del duo Amato-Pecoraro con la Levi Montalcini dopo la protesta dei Mille Scienziati contro il ministro verde che emanò l’editto ricordato da Achille Ghidoni al post n.2. Renzi e Martina, mi chiedo, arriveranno a tanto dopo 13 anni?

  6. roberto defezNo Gravatar scrive:

    non manifestate il vostro apprezzamento solo qui su salmone, scrivete anche a De Bortoli al Corriere della sera per dire che appoggiate l’iniziativa e che e’ tempo che di questi temi parlino coloro che li studiano e li vorrebbero coltivare e sperimentare in pieno campo: fdebortoli@corriere.it

  7. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Bene, allora invierò il testo del commento che ho appena postato sulla rubrica ” Il costo dei divieti”

  8. Marco ValenziNo Gravatar scrive:

    Ho inviato a De Bortoli un commento di sostegno all’iniziativa . E’ ora di reagire all’attacco contro la Scienza nel nostro paese. Un aretramento della Scienza danneggia la ripresa economica. Auguri di buon lavoro ai redattori de il Salmone
    Marco Valenzi

  9. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Sempre a proposito di antiscenza

    Solo noi in Italia facciamo i monumenti a Greenpeace ed a Slow Food. In India si sono svegliati (spero che mettano a tacere la Vandana, però non ce la spediscano a noi che ne abbiamo già abbastanza.

    http://indianexpress.com/article/india/india-others/ib-report-to-pmo-greenpeace-is-a-threat-to-national-economic-security/#.U5i1iB5pl7E.twitter

  10. roberto defezNo Gravatar scrive:

    La presidenza greca cerca di chiudere e passare a quella italiana la patata bollente
    http://www.lastampa.it/2014/06/12/esteri/ogm-gli-stati-ue-decideranno-se-coltivarli-o-renderli-vietati-Dph4RqxixsKtXuWOijTvZN/pagina.html

    già si parla di accordo entrop fine anno, ma scommetterei che pur di non fare scelte commerciali rischiose, nemmeno per fine anno si chiuderà l’accordo, vedremo

  11. GiulioNo Gravatar scrive:

    Lettera e risposta condivisibilissimi. Voglio però ricordare che interessi legati all’attuale maggioranza di governo e alle opposizioni, impediranno che in Italia si coltivino gli OGM. D’altra parte cosa abbiamo da aspettarci dal Paese che condannò Galileo?

  12. roberto defezNo Gravatar scrive:

    sono stato un illuso a credere che non ce l’avrebbero fatta in 6 mesi, la proposta è affondata in 2 ore per mano di Greenpeace e Slow Food

    http://www.lastampa.it/2014/06/12/scienza/ambiente/greenpeace-e-slow-food-contro-accordo-ue-divieto-ogm-VRSOyiSC5bwbmNNctmWR5K/pagina.html

  13. Flavio MasiNo Gravatar scrive:

    Complimenti ai 716 per la bellissima iniziativa, bravi!

  14. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    Ma guarda si sono accorti adesso dell’inghippo che ne può scaturire rinazionalizzando la decisione di accettare o meno le PGM questi soloni di Greenpeace e Sloowfood?

    Io me n’era accorto da quando ho fatto i primi interventi su Salmone, helas alcuni anni fa.

  15. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Se a qualcuno interessa sabato mattina ore 8:15 sarò in collegamento telefonico con Radio 24 per un’intervista sull’argomento.

  16. Cosa ne pensano gli agricoltori degli OGM? - Italia che Raglia scrive:

    [...] Cosa ne pensano gli agricoltori degli OGM? http://www.salmone.org/lettera-agricoltori-a-senatrice-cattaneo/ [...]

  17. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    La risposta dei pro-bio mi sembra la solita ridicola aria fritta.
    Da qui si vedono gli errori di comunicazione (io direi malafede conclamata) quando parlano del famoso 10% di inquinamento attorno al campo.
    Dovrebbe essere perseguita a dovere la guardia forestale, ed i giornalisti che non approfondiscono e scrivono per sentito dire. Da queste falsita, nascono le false verità che questi signori spacciano per verità assolute.
    Credo che la senatrice Cattaneo si sia intimorita da cotanta scienza espessa in questa risposta di questi rappresentanti di “diritti” (soprusi) acquisiti.

  18. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    A tutti…fermatevi un secondo a leggere questo:

    il sito: http://www.meteoweb.eu/2014/06/alimenti-greenpeace-slow-food-contro-divieto-coltivazione-ogm/290091/

    titola: Alimenti: Greenpeace e Slow Food contro il divieto di coltivazione di OGM…

    Roberto, penso che puoi incorniciarlo.

  19. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    @ Roberto Mattioli

    Non é sicuramente una vittoria per chi vorrebbe liberalizzare, seppur con norme precise, la coltivazione di OGM anche in Europa e non solo il loro utilizzo per l’alimentazione animale.
    Non é nemmeno una vittoria dei fronti più oltranzisti che vorrebbero armi legislative molto più taglienti per poter vietare tout court la presenza di coltivazioni OGM senza alcuna argomentazione logica o scientifica.
    La classica decisione di compromesso europea che lascia tutto o quasi come prima…
    Pilato docet…

  20. Deborah PiovanNo Gravatar scrive:

    Franco, complimenti! Non vedo l’ora di ascoltarti. Finalmente abbiamo lo spazio per raccontare le cose come stanno. Libere menti in libere imprese! Siamo tutti con te!

  21. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Caro Franco, so benissimo quello che dici e lo condivido pienamente. Il mio voleva essere un post sarcastico: mi ha fatto sorridere leggere che greenpeace e slowfood fossero contrari a vietare gli ogm.

  22. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Pensatemi tutti intensamente sabato mattina alle 08:15…
    Non é propriamente il mio mestiere fare interviste telefoniche.
    Ho provato qualche anno addietro “l’ebbrezza” delle telecamere in una giornata di riprese per Mela Verde con Edoardo Raspelli per il mio Salame di Varzi.
    Vi assicuro che non é per nulla facile destreggiarsi con microfoni e telecamere se non si é del mestiere.
    Si suda più per un minuto di ripresa che per irrigare un campo di mais…
    La diretta poi… non lascia scampo! Vietato dire stupidaggini :-) Ti giochi la faccia in un nanosecondo!
    Ci provo e vediamo come va…

  23. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    @ Roberto

    Malgrado io sia certamente molto “rinco”, che l’alzheimer sicuramente avanzi piano piano, che la mia risposta arrivi ad un orario serale e quindi siamo tutti stanchi, stranamente avevo colto il tuo sarcasmo :-)

    Ho voluto solamente fare una precisazione; non tutti seguono così attentamente le vicende comunitarie e soprattutto é molto difficile interpretarne le sfumature…
    Io men che meno. Non essendo un animale politico spesso e volentieri capisco il contrario di come stanno le cose…

  24. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    @ Roberto Mattioli

    Malgrado io sia certamente molto “rinco”, che l’alzheimer sicuramente avanzi piano piano, che la mia risposta arrivi ad un orario serale e quindi siamo tutti stanchi, stranamente avevo colto il tuo sarcasmo :-)

    Ho voluto solamente fare una precisazione; non tutti seguono così attentamente le vicende comunitarie e soprattutto é molto difficile interpretarne le sfumature…
    Io men che meno. Non essendo un animale politico spesso e volentieri capisco il contrario di come stanno le cose…

  25. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    @ Franco… :-)

    In bocca al lupo Franco per Sabato…

  26. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    Guarda che non è fuori luogo che Greenpeace e Slow food temano l’accordo di rinazionalizzzione, Hanno paura che arrivino ritorsioni verso l’Italia sulla base degli accordi in sede di Organizzazione mondiale del commercio. Fino ad ora si sono trincerati dietro l’UE che si eponeva in prima persona, dopo saranno Francia, Italia singolarmente ad essere chiamate in causa. Come la mettiamo se i nostri prodotti non potranno più sbarcare in USA o in Brasile o in Argentina?

    Indipendentemente dal fatto che sulla rinazionalizzazione si deve ancora attendere il parere della corte di giustizia europea.

  27. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    @ Alberto

    Il solo fatto che Green&Slow siano scontenti mi lascia ben sperare.
    Non ho ancor capito bene cosa stia succedendo, ma ho speranza che se loro sono scontenti io devo brindare, come sto facendo, con un buon Prosecco.

  28. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Avrei bisogno di un contatto diretto con Marco Aurelio Pasti.
    Qualcuno mi sa mettere in contatto mail diretto con lui?
    Grazie

  29. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Invia una mail qui sagri@salmone.org e sicuramente Roberto ti fornisce la mail di Marco

  30. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Grazie Alberto. Ho anche già chiesto direttamente a Roberto…
    Ma che mi dici dei muli? Vedo che concordi con me…
    Ogni tanto non fa male scherzare. Teniamoci su!

  31. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Caro il mio Franco

    Se sapessero come si viveva un tempo non solo tra i poveri, ma anche nelle famiglie agiate, e tutto ciò lo si potesse vedere in un film verità allora vedresti che chi propugna la decrescita produttiva verrebbe si preso a forconate.

    Ermanno Olmi con l’Albero degli zoccoli lo ha mostrato, ma purtroppo si è lasciato andare all’idealizzazione di un tempo che fu. Bisognerebbe mostrarlo nella sua crudezza reale.

    L’ho appena spiegato ad uno di 40 anni che pontificava sui veleni che ci fanno mangiare le aziende dell’agroalimentare e di produzione di cibi preparati. Io glielo messa già così:

    Acqua: la potabilità non sapeva neppure cosa fosse
    Vino: aveva tutti i difetti possibili lo si beveva solo perchè conteneva un po’ di alcol che dava energia
    Verdura: tutta concimata con liquame bovino, ma anche umano
    Carne: si mangiava solo il quarto anteriore dei bovini e la conservazione era infima
    Latte. era un concentrato di schizzi di liquame e di feci condito da sciami di mosche
    Formaggio: il formaggio era ciò che rimaneva dopo aver tutto sgrassato il latte, bisognava mangiarlo in silenzio per “sentire” qualcosa. La proliferazione di vermi era all’ordine del giorno, bastava metterli da parte, ma mio nonno storceva la bocca perchè lui li rincorreva con la polenta in quanto per lui che era stato prigioniero durante la prima guerra mondiale erano altamente nutrienti
    Polli e conigli: si mangiavano solo se erano in procinto di morire per qualche malattia
    Frutta: dato che marciva facilmente dovevi continuare a mangiare la frutta con qualche parte marcia perchè altrimenti marciva del tutto. Con questo modo di fare si mangiava solo frutta marcia.
    Durante i pasti si era invasi da un nugolo di mosche che erano appena state in stalla o sul letamaio, pulci e cimici erano all’ordine del giorno dei letti.

  32. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ma non ha vergogna Caremolla a scrivere fandonie di tal fatta?

    L’agricoltura biologica E’ il NULLA, non va oltre il 2% della superficie coltivata e vogliono contare? Ma dove siamo!

    Ma vi è di più, alle cifre bisogna dare un significato, lui cita 43.000 aziende bio su un milione di ettari, ma non si rende conto che così facendo esprime tutta la fasullità del loro essere realtà?

    Basta dividere un milione per 50,000 aziende che salta fuori subito che l’azienda media biologica è di 20 ettari, vale dire tre volte più ampia della superficie media aziendale italiana. Può essere credibile che le aziende condotte biologicamente sono le più grandi e non le più piccole, che, invece, avrebbero bisogno di dare plus valore alle loro scarse produzioni?

    Dove sta l’inghippo? sta nel fatto che il 70% delle superfici a conduzione biologica sono dei prati pascoli o oliveti abbandonati, cioè terre improduttive dichiarate tali solo per percepire un ulteriore contributo pubblico.

    Perchè non dice che i germogli biologici in Germania nel 2011 han provocato 50 morti e quasi 3000 invalidi per deficiebze renali? il tutto per la fisima di non sterilizzare i semi con acqua clorata? Tra l’altro i semi erano importati, anzi l’importazione da paesi extra UE è la fonte di truffe tra le più frequenti. Gli avvelenamenti da agricoltura biologica sono all’ordine del giorno, se vuole gliene faccio un elenco.

    Perchè non dice che loro si rifiutano di certificare la qualità di un prodotto alimentare, ma ne certificano solo l’itinerario tecnico seguito per arrivare alla produzione. Perchè non certificano che il cibo biologico è esente da micotossine, per quello che il consumatore paga ne avrebbe ben diritto di pretenderlo?

    Ma non si vergogna a sostenere una filiera di distribuzione del biologico che fa pagare dei prodotti senza nessun valore aggiunto obiettivo il 53% medio in più del prodotto convenzionale?

    Non si vergogna del conflitto d’interesse che è insito negli enti di certificazione biologica? Essi vivono se certificano, ed io devo credere che sono tanto ligi al dovere che non chiudono un occhio di fronte ad una deviazione dall’itinerario del coltivare biologico”.

    Non si rende conto che se il coltivare biologico salisse al 20% nessuna forma di agricoltura sarebbe possibile per distruzione totale delle produzioni da parte dei parassiti?

    Perchè si rifiutano di obbligare i loro soci a tenere la stalla per prodursi aziendalmente il letame, invece di andarlo a comprare ovunque e apportando nei loro terreni i rifiuti più tossici?

    Non ha mai letto gli studi di Baert et al del 2006 e di Piemontese et al del 2005, dove si è riscontrato che nei succhi biologici di arancia o di mela i residui di micotossine, in particolare la patulina (neurotossica ), sono molto più elevati?

    Se vuole che continui deve solo dirmelo, perchè ne ho ancora da rinfacciargli.

  33. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    E ti meravigli? E’ partito subito l’intervento lobbystico di Maria Giulia Crespi che evidentemente da ordini a De Bortoli.

    Comunque chi ha capito tutto è ancora Repubblica, il Sole 24 ore non ci ha capito nulla di cosa ci cova sotto.

  34. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Ed anche Bove’ affossa il liberi tutti….
    http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2014/06/12/quotogm-con-il-nuovo-regolamento-ue-multinazionali-piu-forti-di-primaquot/38557?utm_campaign=newsletter&utm_medium=mail&utm_source=kANSettimanale&utm_content=2337

  35. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Cari amici di salmone, è uscito oggi sul Corriere della Sera (http://www.corriere.it/ambiente/14_giugno_13/innovazione-campi-ma-solo-quando-serve-davvero-439af324-f2d2-11e3-9109-f9f25fcc02f9.shtml), un articolo in risposta alla lettera scritta dalla Prof.ssa Cattaneo.

    Aspetto i vostri commenti.

    Ancora una volta (nel senso che era già stato detto in passato), si afferma: “Stando ai dati disponibili riportati sull’autorevole rivista scientifica americana «Science» nell’agosto del 2013 il trend delle vendite di pesticidi (di cui gli insetticidi sono categoria rilevante) negli ultimi anni è in salita”

    Immagino ci si riferisca (perché non si cita esplicitamente) all’articolo:

    Infographic: Pesticide Planet

    Science 16 August 2013:
    Vol. 341 no. 6147 pp. 730-731
    DOI: 10.1126/science.341.6147.730

    In questo report viene descritto con un grafico, l’andamento della spesa (per i pesticidi) in funzione degli anni, da parte di: America del Nord, Europa, America Latina, Africa, Asia. Si nota benissimo dal grafico, che la spesa media per l’America del Nord si è mantenuta pressoché stabile dagli anni 2000 al 2012. Si parte con una spesa di circa 9 miliardi di dollari nel 2000, un punto di minimo intorno al 2005-2006 con poco meno di 8 miliardi spesi, per poi risalire fino al 2012 riportandosi ai valori del 2000. Al tempo stesso non viene menzionata la spesa realizzata ad esempio in Europa che come sappiamo non fa praticamente uso di OGM (come piace tanto ricordare loro). Per l’Europa si parte da una spesa di circa 6,5 miliardi di dollari per salire nel 2005-2006 a 9 miliardi, un massimo nel 2008 con circa 12 miliardi ed infine nel 2012, circa 11 miliardi di dollari.

    I numeri mi sembra parlino da soli.

    Ora, voler stabilire se gli OGM riducono o meno l’uso di pesticidi, analizzando i miliardi di dollari spesi per acquistarli, è come voler asserire che il costo dei beni in Italia è diminuito, dal momento che la spesa fatta dalle famiglie italiane è diminuita nel corso degli ultimi anni.

    E’ chiaro che non è così che possiamo trovare la risposta.

    Nell’articolo si fa riferimento in modo più esplicito all’uso di insetticidi (“di cui gli insetticidi sono categoria rilevante”). Nello stesso report sopra citato, compare un secondo grafico proprio sull’uso negli anni degli insetticidi per la coltivazione, ad esempio, del mais. In tale grafico si indicizza in funzione degli anni le quantità di insetticida (kg/ha) usate per la coltivazione di mais negli Stati Uniti. Partiamo dal 1996 con un valore di 0,2 kg/ha, passiamo poi nel 2003 a circa 0,1 kg/ha ed arriviamo nel 2010 a 0,01 kg/ha. Tutto questo e molto altro ancora si ritrova nell’articolo citato nella lettera al Corriere, per sostenere la tesi.

    Andiamo avanti

    Ci si dilunga poi citando un altro articolo (anche di questo non si inseriscono referenze):

    “Compositional differences in soybeans on the market: Glyphosate accumulates in Roundup Ready GM soybeans”
    In questo paper pensate, hanno trovato che la soia RoundUp Ready contiene residui di glifosato rispetto alla soia convenzionale e biologica che invece non ne contiene…voi lo avreste mai detto?
    Si riporta: “una ricerca pubblicata quest’anno su «Food Chemistry» mostra che nella soia glifosate-resistente sono presenti alti livelli di residui di glifosato e di un suo metabolita, mentre nella soia non GM” … o quella biologica, “questi residui sono assenti”.
    Bisogna dire che i campioni testati dai ricercatori sono 10 per la varietà GM, 10 per quella tradizionale e 11 per quella biologica. Tutti i campioni sono stati presi nell’Iowa (USA) e nella tabella 1 sono riportati anche i trattamenti dichiarati dagli agricoltori da cui i semi sono stati acquistati. Nessun trattamento è riportato per i semi da agricoltura biologica; per quelli GM, la maggior parte è stata trattata con erbicida RoundUp, mentre per quelli convenzionali è riportato l’uso di diversi erbicidi dei quali solo uno contenenti glifosato (Flexstar 27% glifosato). Andiamo ai numeri: per la varietà GM viene riportata una media di residuo di glifosato di 3,26 mg/kg con un minimo di 0,4 mg/kg ed un massimo di 8,8 mg/kg. Secondo il ministero della salute ed il Decreto 13/07/2007 (GU n. 199 del 29/8/2007) i residui di glifosato ammessi per i semi di soia sono di 20 mg/kg.

    Sempre nel sopra-citato paper si afferma che i limiti massimi consentiti sono stati cambiati negli anni, passando ad esempio in Europa da 0.2 mg/kg a 20 mg/kg, non per ragioni scientifiche ma per adeguarsi ai livelli riscontrati via-via. Insomma, come si è fatto con le quantità di Fumonisine nel mais passando da 2000 ppb nel 2006 a 4000 ppb nel 2007.

    Ho sempre espresso le mie perplessità sull’uso del glifosato su piante tolleranti. Un suo errato utilizzo infatti, potrebbe portare a quantità eccessive e non necessarie di diserbante … ma da qui a scrivere cose di questo tipo ce ne passa…

  36. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Grazie del lavoro Roberto.
    Conosciamo tutti il Prof. che ha scritto l’articolo fotocopia sul Corrierone.
    Ottime le tue considerazioni logiche sugli impieghi di fitofarmaci (la smettiamo di chiamarli una volta per tutte pesticidi che ricorda Satana e non é così! Sono medicinali!!).
    Ottimo discepolo di Aristotele per la logica che utilizzi nei tuoi ragionamenti!
    Non oso pensare al tempo che hai impiegato a riassumere tutti i dati scientifici che ci hai postato…
    Abbi comunque pazienza. I salmonidi non dormono e continuano a risalire indomiti la corrente…

  37. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Chi sta gioendo per l’accordo in sede europea non ha capito nulla dello scenario che si prefigura, vorrò vedere la Coldiretti quando si accorgerà che sotto vi era un imbroglio grosso come una casa.

    E’ proprio il caso di dire che i politici di Italia e Francia accettando questo accordo si sono tirati la zappa sui piedi, o forse ne approfittato per uscire di scena da una situazione insostenibile. Ancora una volta chi ha capito tutto sono stati i verdi ed i NO-OGM più accaniti.

    Sanno che verrà tolta loro la terra da sotto i piedi. Leggete qui.

    http://www.greens-efa.eu/fr/ogm-12504.html

  38. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Grazie Franco…il problema non è tanto per noi. Come dice la Prof.ssa Cattaneo, abbiamo le spalle larghe e sappiamo riconoscere al volo notizie false o manipolate.

    Grazie Alberto delle informazioni…era esattamente la preoccupazione che avevo, senza considerare il fatto che c’è il rischio che con l’adozione della nuova normativa, le procedure di autorizzazione di OGM si facciano più blande e che vengano autorizzati OGM che non avrebbero dovuto ottenere l’autorizzazione…

  39. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    Credo che il portarsi fare le valutazioni che fanno negli USA, non sia un pericolo per la sicurezza, come han dimostrato 20 anni di approvazioni. Il sistema Europeo invece è stato impostato per aderire alle richieste dei NO-OGM che hanno agito alla stessa stregua del lupo con l’agnello. Cioè fregandosene se un controllo aveva qualche utilità pratica.

  40. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    E noi stiamo qui a cercare di parlare di cose serie…
    Guardate dove vanno i finanziamenti della ricerca pubblica (Università di Firenze)!

    http://www.corriere.it/foto-gallery/ambiente/14_maggio_16/serra-galleggiante-coltivare-ortaggi-mare-4a0bccd4-dd1e-11e3-a199-c0de7a3de7c1.shtml

    Bellissimo da vedere nel laghetto privato di uno dei parchi di Carlo d’Inghilterra, ma credo poco utile per sfamare il mondo come da tema di EXPO 2015…

  41. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Cambiamo tutti mestiere Roberto e mettiamoci a fare i ricercatori in pensione…
    Avremo più fortuna!

  42. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Se il principe d’inghilterra avesse la passione delle armi invece di fare il verde (con migliaia di ettari di terra. La Regina Elisabetta è il maggior percettore di aiuti PAC) chissà come verrebbe attaccato e vituperato. Eppure tra un latifondista che coltiva per hobby e un collezionista d’armi che differenza c’è? Mestieri non socialmente utili ambedue.

  43. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Ciao Alberto…scusa se rispondo solo ora al tuo post n°39. Secondo me l’attuale normativa europea non è male anche se molto farragginosa; sicuramente molto più restrittiva di quella americana. Non ho mai contestato “molto” la normativa europea, così come è oggi. Semmai mi piacerebbe che gli stessi controlli venissero fatti anche su prodotti che considerano “naturali” e che non ricadano nell’attuale definizione di OGM. So bene che questo rallenterebbe il progresso in questo settore e non so valutare se un’atteggiamento del genere possa essere più dannoso dell’introdurre una nuova pianta (non necessariamente GM) che si scopre dopo anni essere dannosa per qualcosa o qualcuno. Almeno io non ho le competenze per giudicare quale strategia sia migliore: immobilismo con tutti i rischi che ne conseguono o una maggiore facilità nell’applicare le nuove tecnologie? Non so dirti ed è per questo che preferisco una via di mezzo. Ovviamente è solo una mia opinione e sono curioso di sentire il parere di altri su questo argomento.

    Un affettuoso saluto… :-)

  44. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    La mia personale opinione é che i controlli richiesti in EC siano eccessivamente restrittivi e figli del clima “antitutto” che regna nel nostro vecchio continente.

    Nelle discipline scientifiche esiste sempre e solo una condizione di equilibrio (fisica, chimica, matematica etc…) e infinite situazioni di disequilibrio.
    Prendete la classica bilancia e provate a mettere pesi a caso a destra e sinistra… Non starà mai in piano.

    Il nostro progresso rispecchia molto questo scenario e noi cerchiamo di mettere un pesino di qua e di la com la ricerca per tendere all’unica situazione di “equilibrio”.
    Difficile, più piccoli sono i pesi che si aggiungono sui piatti, più facile sarà avvicinarsi all’obbiettivo…

    La cosa importante é non mettere nel cassetto i pesi e dimenticarsi di provare a trovarlo l’equilibrio…

    Franco

  45. marco aurelio pastiNo Gravatar scrive:

    Per me la normativa Europea è disorganica perchè deve in qualche modo coordinare le azioni di 28 stati membri prima che valutare l’effettiva utilità/dannosità degli OGM. Comunque se fosse stata applicata così come concepita con i regolamenti del 2003 non sarebbe stato così male. Il problema è che non è stata applicata e gli Stati membri che non l’hanno applicata ora si vedono addirittura premiati dall’annunciata modifica del regolamento che non volevano applicare. Al di là di tutto però credo che il blocco di alcuni OGM, come il mais BT, sia un danno concreto per gli agricoltori: minori produzioni, maggiori costi e rischio di aver un prodotto non commerciabile per i livelli di micotossine; per i consumatori: alimenti più costosi e meno salubri; e per l’ambiente: maggiore uso di chimica ed energia a parità di produzione. Un sistema autorizzativo che non sa mettere in evidenza questi vantaggio e/o eventuali svantaggi con chiarezza e non riesce a fare una sintesi autorevole è un sistema autorizzativo che almeno in parte ha fallito il suo compito.

  46. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Ottima sintesi Marco
    il problema è che anche in Italia chi prende le decisioni deve solo guardare la televisione o leggere i giornali, non si parla con chi ha le competenze e gli interessi commerciali

  47. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Marco sono d’accordo con te e Roberto…Trovo inoltre interessante l’analogia di Franco con la bilancia ed i pesi.
    La normativa europea è quella che ha portato all’autorizzazione del MON810 che personalmente reputo un buon OGM. Il blocco poi è avvenuto per altri motivi ma in questo caso la normativa non c’entra…semmai è l’atteggiamento della commissione europea che desta qualche perplessità…

  48. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    La Commissione Europea è priva di nerbo, di autorità. E’ ormai alla mercé degli stati membri. Come si faccia a tollerare un Ungheria nella UE, io non lo capisco e non solo per l’aspetto degli OGM.

    In ogni caso se non lo abbiamo ancora capito, qui è un problema di legge.

    Per me la Legge è un principio che sta al di sopra di tutti, anche dei parlamenti e i parlamenti la devono rispettare come tutti gli individui, custodire ed applicare.

    La maggior parte di voi invece considera la legge come provvedimento particolare, come l’espressione della volontà del parlamento eletto democraticamente. Quella non è legge, ma arbitrio, potere, arroganza. Vedete cosa mi sta accadendo a me: sono smaccatamente fuori legge eppure continuano a legiferare per bloccarmi. E nessuno, nemmeno voi, dite niente.

    Non bisogna perdersi nei dettagli, ma nel principio di fondo che governa questo sistema legislativo!!!!

    E infatti assistiamo a leggi che prevedono tutto e il contrario di tutto.

    Finché non vi scandalizzate del concetto di legge che è in vigore nel mondo intero, di situazioni come queste degli OGM ne capiteranno a iosa.

    Manca solo che fra poco stabiliranno per legge che, siccome la CO2 nella loro mente bacata è un gas serra, sarà vietato riscaldarsi. E’ nella loro possibilità, perché, secondo il concetto di legge in vigore, il parlamento può tutto, o quasi.

  49. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    La questione degli OGM da un unto di vista tecnico applicativo è totalmente risolta. L’inghippo sta nel fatto che una questione tecnica ha acquisito valenza politica in mano ai ciarlatani della politica dei paesi membri e quindi in Europa. Dire che l’Europa non funziona è come dire che un marito trascura la moglie e poi non vuole essere cornificato. Abbiamo l’UE che ci meritiamo perchè i singoli Stati membri non credono nell’istituzione UE, ma la vogliono mantenere perchè fino ad ora è una vacca che da latte.

  50. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Giorgio

    Sai cosa ti rimane da fare, dato che gli stessi che dicono no agli OGM sono anche quelli che vogliono dare il diritto agli agricoltori di seminare il seme che autoproducono e se è Km 0 è meglio, dato che tu di seme MON 810 ne hai prodotto legalmente, semina la tua produzione e poi vedrai se sei illegale.

    Solo che con i giudici che ti ritrovi ti toccherà pagare un avvocato per tutta la vita, per poi avere ragione indipendentemente dall’azione dell’avvocato. Sicuramente la Monsanto non verrà a perseguirti, ma se anche fosse l’anno venturo il brevetto sul MON 810 è scaduto, quindi vi è da aspettarsi che in molti paesi si vendano varietà di mais Bt liberamente, voglio vedere dove andiamo a prendere il mais OGM free.

  51. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    Per capire il mio Concetto di Legge, vi do un link istruttivo. Apparentemente non centra con gli OGM, ma il vero problema degli OGM è il concetto di legge. Buona lettura. http://www.movimentolibertario.com/2014/06/la-svizzera-e-meglio-dellitalia-ma-non-e-una-societa-libera/

  52. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Elena Cattaneo sul Corriere

    http://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CropServer?date=20140618&idArticle=190280230&authCookie=777629919

  53. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Dario Frisio ed io su Tuttoscienze de La Stampa

    http://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CropServer?date=20140618&idArticle=190276887&authCookie=776891072

  54. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    “Obbligo del seme certificato contro i rischi di inquinamento da Ogm”
    Lo chiede Gabriele Cristofori, presidente Sis - Società italiana sementi dopo l’accordo Ue sulla libertà per gli Stati membri di coltivare o di vietare gli Organismi geneticamente modificati

    http://agronotizie.imagelinenetwork.com/vivaismo-e-sementi/2014/06/18/quotobbligo-del-seme-certificato-contro-i-rischi-di-inquinamento-da-ogmrdquo/38680

    Non capisco…così i poveri contadini non potranno auto-riprodursi i semi!!!!! :-)
    Scherzo, capisco e come!!! Anzi, ora mi sono chiare tante e tante cose!!!

  55. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Scienza 79

    Sul seme certificato sono d’accordo dal 1971 (sai perchè proprio dal 1971?)

    Ma il comunicato della SIS e di Cristofori è solo una boutade pubblicitaria, specialemnte quando dice

    “che premia gli sforzi di ricerca e innovazione di quelle imprese come SIS che da sempre lavorano su filiere di qualità 100% italiane e che grazie a questa filosofia hanno incontrato il favore delle imprese agricole”

    Gli OGM a Cristofori danno fastidio perchè una liberalizzazione di semina li spazzerebbe via in un sol colpo appunto per la pochezza della loro ricerca genetica e per il doversi associare a piccole ditte, che non faranno mai semi OGM, e che non si possono permettere di esplorare il mercato italiano.Se ci fosse la liberalizzazione della semina di PGM anche in Italia capiterebbe infatti che Pioneer, Monsanto e Singenta che sono dei colossi anche come rete commerciale li surclasserebbero.

    Mi spiego meglio: La Sis ha questo catalogo:
    SELEZIONE E COMMERCIO DI SEMENTI DI
    FRUMENTO TENERO E DURO,
    ORZO TRITICALE,SEGALE,MAIS,SOIA,GIRASOLE,BARBABIETOLA DA ZUCCHERO, MEDICA,TRIFOGLI,LOIETTI,FORAGGERE E LEGUMINOSE DIVERSE,SEMENTI DA TAPPETO ERBOSO

    Solo che quando dice Commercio la lista la può scrivere completamente, ma non lo può fare per quanto riguarda la selezione perchè queste specie: ORZO TRITICALE,SEGALE,MAIS,SOIA,GIRASOLE,BARBABIETOLA DA ZUCCHERO, MEDICA,TRIFOGLI,LOIETTI,FORAGGERE E LEGUMINOSE DIVERSE,SEMENTI DA TAPPETO ERBOSO non le seleziona lei ma vende su licenza. Cioè sono selezionate da altri

    Lei seleziona solo frumento tenero e duro, ma qui di OGM non ve ne sono ed è qui che lei vorrebbe ricavarne un beneficio nel senso che qui molti agricoltori riseminano la loro produzione, trattandosi di piante autogame. Infatti l’obbligo di sole sementi certificate obbliga gli agricoltori a comprare le sementi tutti gli anni, mentre un buon 50% di agricoltori ormai risemina la loro produzione.

    Il Triticale poi dovrebbe essere tolta da tutti i cataloghi essendo un OGM, infatti se prendo la definizione di OGM che riporto:

    DEFINIZIONE DI OGM
    • Un OGM, che può essere un virus, un batterio, un fungo,
    una pianta o un animale, viene definito, con terminologia
    ufficiale, come un: “organismo il cui materiale genetico è
    stato modificato in modo diverso da quanto avviene in
    natura con l’accoppiamento e/o la ricombinazione
    genetica naturale” (Art. 2, Direttiva 2001/18/CE del
    12/03/01)
    • In una pianta che si vuole modificare vengono inseriti uno
    o più geni, prelevati da altri organismi, anche molto
    lontani dal punto di vista della parentela genetica,in modo
    da introdurre nuove caratteristiche morfologiche o
    funzionali, cioè nuovi caratteri, che è impossibile ottenere
    tramite i metodi tradizionali, dato che questi organismi
    non possono incrociarsi tra loro e generarne altri.

    il triticale senza l’intervento dell’uomo non si sarebbe mai formato ed è un intervento che è predente la legge ma non di tantissimi anni fa.

    NOTA: Quando l’anno venturo il tratto genetico del MON 810 non avrà più la protezione del brevetto vedrai quante ditte lo proporranno, infatti so per certo che molte ditte in USA hanno già estratto il gene Bt e lo hanno immesso nelle loro linee per vedere se sono capaci di esplorare fette di mercato redditizie e più ampie.

  56. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    A proposito di sementi vorrei aprire uno scambio di informazioni sull’andamento delle produzioni di frumento che si sta raccogliendo con gli agricoltori che frequentano il blog:

    Per quanto mi riguarda, nel destra Seccia le produzioni non sono famose, qui si raggiungono anche gli 80 q nelle buone annate, ma quest’anno non si arriva a 60 ed inoltre molti semi si sono striminziti per la stretta da caldo verificatasi un decina di giorni fa. La questione malattie della spiga si fa sempre più grave, ormai i trattamenti (per chi tratta … e sono pochi)non riescono a supplire al venir meno delle tolleranze genetiche acquisite negli anni e decenni precedenti. Ruggini, septoria e fusarium hanno aggirato le resistenze.

  57. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Non preoccuparti Alberto…
    Abbi fiducia.
    I nostri solerti Agricoltori sapranno selezionare le migliori sementi autoctone di frumento da utilizzare per la campagna di semina 2014-15.
    Siamo mica pippe noi…

  58. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Ovviamente alla faccia delle “Multinazionali”…

  59. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco

    Beh se c’è della gente che si diverte a seminare il Frassineto un grano del 1927 alto più 140-150 cm e che spiga a metà maggio tutto è possibile. Non solo ma ha il coraggio di dirti che è il frassineto originale, dopo 90 anni di moltiplicazioni per la maggior parte incontrollate.

    Se poi li contraddici s’incazzano anche perchè dicono che un frumento del genere fa il miglior pane del mondo. Perchè poi gli agricoltori abbiamo smesso di seminarlo non si capisce, anzi loro ti dicono che si è smesso di seminarlo perchè si è voluto produrre di più. Ma guarda l’agricoltura doveva arrestare le quantità prodotte alla seconda guerra mondiale. Ma loro non sanno che forse nel loro piatto non sarebbe arrivato nulla.

  60. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Greenpeace perde in Borsa circa l’uno per cento del suo budget scommettendo 3,8 milioni di euro sull’ipotesi di crollo dell’euro

    http://sociale.corriere.it/2014/06/16/greenpeace-perde-38-milioni-scommettendo-sul-calo-delleuro/

  61. roberto defezNo Gravatar scrive:

    TERZA BOTTA di Europa Elena Cattaneo, che questa volta aveva riesumato un vecchissimo documento senatoriale

    http://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CropServer?date=20140619&idArticle=190323724&authCookie=604298590

  62. GiovannaNo Gravatar scrive:

    Salve segnalo questa notizia http://www.meteoweb.eu/2014/06/salute-banana-geneticamente-modificata-per-combattere-cecita/292416/

  63. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Ciao Roberto…ti ricordi quando mi dicevi, qualche giorno fa, che la comunicazione con le istituzioni, non dovrebbe essere trasversale (così come si è solito fare all’interno della comunità scientifica)? Pensi stia cambiando qualcosa, in questo senso, ora che in parlamento c’è una Scienziata con la “S” maiuscola?

  64. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Bene fa la Cattaneo ad essere d’accordo sull’etichettatura, infatti, penso che il cavallo di battaglia degli OGM free gli si ritorca contro come un vero e proprio “cavallo di Troia” in quanto bisognerà tenere distinte le filiere per poter etichettare, ma allora si evidenzieranno i costi esorbitanti di un semplice “capriccio” da snob.

    Saranno sicuramente le popolazioni più povere che potranno accedere al cibo etichettato OGM e non certo quelle più ricche che invece si permetteranno il cibo OGM free (proprio l’esatto contrario di ciò che si ripromette un certo ideologismo populista)

    Quando poi ci si accorgerà che chi mangia cibo etichettato OGM non gli capita niente e spende meno (perchè diciamolo francamente i maggiori costi di tener distinte le filiere devono ricadere solo sugli OGM free, in quanto io che sia OGM free o che sia mescolato o tutto OGM me ne frego, ma non accetto di pagare per gli altri) allora sarà meglio che non si facciano vedere in giro i vari Cortiana e soci perchè saranno rincorsi con i forconi.

  65. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Credo poco a quello che ci dice Alberto.
    Conosco tantissime persone con limitate disponibilità economiche che si nutrono rigorosamente “Bio” (e notate che per rispetto lo scrivo maiuscolo…) che notoriamente ha un prezzo medio di svariati punti % superiori al tradizionale.
    La questione va spostata sostanzialmente sul fronte della corretta comunicazione e informazione.
    Finché ci sarà un martellante intervento di marketing sui presunti vantaggi del “Bio” rispetto al “tradizionale” non ci sarà storia.
    E OGM sarà ad un livello ancora più basso nella scala dei “falsi valori”.
    E questo é si uno scandaloso intervento di una lobby scorretta nei suoi interventi, non la lobby delle Multinazionali che spende vagolate di $ in ricerca…
    Solamente con una capillare e martellante azione di informazione seria e basata su Ricerca Scientifica (Maiuscola anche questa; non quella del genere “sterilità” che leggiamo ogni volta nelle repliche degli anti OGM “fideisti” ai nostri interventi) forse la scelta del consumatore potrà essere consapevole e a quel punto potrò dare ragione alla auspicabile tesi di Alberto Guidorzi…
    Solo un Consumatore consapevole é in grado di decidere e scegliere razionalmente.
    Tutto il resto é moda…

  66. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Ovviamente erano “valangate” di $ in ricerca…
    Come al solito i correttori ci mettono lo zampino.
    (però mi piacerebbe sapere cosa sono le “vagolate” :-)

  67. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Volete le prove di quanto sia distorta l’informazione?

    Leggete questo:http://www.greenme.it/informarsi/agricoltura/13605-ogm-sicuri-ricerca-italiana

    Ci sarebbe da ridere se non fosse tragico…

    Qualcuno provi a rispondere: Quando la favola della contaminazione in Friuli del 10%, a più di un anno di distanza, continua ad apparire sui giornali, in rete, sulla bocca di tutti (in questo caso Legambiente), come si può pensare di fare corretta informazione?

  68. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Continuo ad essere convinto che solo informando il grande pubblico seriamente e sulla base di risultati della Ricerca Scientifica si possa arrivare ad una conclusione seria e non distorta della questione.
    Finché ci sarà sulle pagine dei giornali la favola del 10% di contaminazione, dato rilevato sulla base di rilievi approssimativi e statisticamente non significativi (almeno così mi risulta) non c’é storia.
    Solo controbattendo puntualmente a questa e ad altre favole, come quella dell’aumento dei consumi di fitofarmaci in USA (senza considerare le condizioni agli estremi della questione) parliamo di strapotere di Lobby, e non è quella delle Multinazionali alle quali peraltro va benissimo che importiamo quantità industriali di prodotto finito (soia e mais per i mangimi) e sementi che ormai per loro sono fondi di magazzino a fronte delle varietà OGM in commercio…
    Cornuti e mazziati, ma siamo felicemente masochisti a Km zero!!

  69. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    P.S. avete visto chi sponsorizza con le sue pubblicità il sito di cui al link sopra di Scienza_79 ??

    http://www.greenme.it/informarsi/agricoltura/13605-ogm-sicuri-ricerca-italiana

    Provamel - bevande biologiche…
    In testa al nostro Salmone come sponsor/finanziatori e che scorrono senza sosta vedo solo nomi di Agricoltori e Ricercatori…

  70. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco diciamo le stesse cose.

    Tu dici che finchè non riusciremo a convincere non ci sarà spazio per le PGM, io dico che con il tempo la nostra posizione diventerà talmente insostenibile che anche chi non sarà ancora convinto che gli OGM siano una cosa normale, dovrà inchinarsi ai ritardi e alla colonizzazione che subiremo. I tempi saranno lunghi purtroppo, anzi eccessivamente lunghi, appunto per i tuoi motivi, per non pagarne uno scotto enorme.

    Io sto seguendo un progetto francese sulla bietola da zucchero che è trainato dalla mia ex ditta. E’ evidentemente totalmente biotecnologico, ma esclude (per ora) la transgenesi. Si pone lo scopo di mappare tutti i geni della pianta saccarifera trovare tutti marcatori correlati al fine di usare (per ora) i metodi di miglioramento di genetica classica, quindi gli incroci, in modo molto più mirato e veloce, nel senso ad esempio di non andare a vedere quali caratteristiche ha l’ibrido coltivandolo, ma già a livello di prima cellula formata. Tutto questo è volto ad ottenere nel più breve tempo possibile una produttività della bietola pari a quella della canna, che ora con la sua industria produce il 30% in più. Solo che la canna ha un vantaggio invalicabile con la genetica classica rispetto alla bietola essa è C4 mentre la bietola è C3. Pertanto se la canna applica la transgenesi per migliorare ulteriormente le performances essa progredirà di più che non la bietola perchè creeranno prima e sfrutteranno poi una variabilità genetica nuova (quella derivata da geni esogeni), mentre nella bietola miglioreremo perchè sfrutteremo meglio una variabilità genetica ancora in parte non conosciuta, ma esaurita quella plafoneremo. Ne passerà comunque dl tempo.

    Non si tratta di due strategie che corrono parallele, ma si intersecano nel senso che chi avrà a disposizione solo i metodi classici benchè biotenologizzati possiederà meno strumenti di chi userà sia le bioteccnologie non transgentiche, gli schemi di genetica classica ma in più la possibilità di inserire geni esogeni nuovi e non interni alla specie. In più , e ciò non possiamo mai dimenticarlo viviamo in un mercato mondializzato che non prefigura più la possibilità di bloccare le frontiere.

    Sai perchè è nata la bietola? Solo perchè per un secolo e più abbiamo impedito che lo zucchero di canna entrasse in Europa e facesse concorrenza alla nostra industria saccarifera. Ora che è cominciata la liberalizzazione, abbiamo vista una prima conseguenza, tutta l’industria saccarifera mediterranea meno competitiva è saltata (compresi noi). Tra tre anni poi spariranno le quote di produzione che sono l’ultimo baluardo contro la canna da zucchero ed allora si giocherà alla pari, ma che farà la differenza sarà il rendimento della ricerca genetica. La ricerca che realizzerà maggiori progressi vincerà. Ora è evidente che chi avrà maggiori strumenti e mezzi a disposizione è più probabile che vinca, mentre chi se ne priva, esempio rinunciando alla transgenesi quando serve, rimarrà indietro.

    Quello detto sulla bietola varrà per tutte le specie coltivate.

  71. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Franco, la questione del 10% è molto più semplice. Non si tratta di problemi statistici, di problemi legati al campionamento o di valori significativi. Da quanto mi risulta, la contaminazione non è andata oltre i 15 metri e valori fino al 10% sono stati raccolti entro i 5 metri dai campi seminati con MON810 e comunque in campi di proprietà dell’agricoltore che li aveva lasciati come fascia tampone (come peraltro si dovrebbe fare).

    http://www.prometeusmagazine.org/wordpress/2013/11/11/ogm-e-disastro-ambientale/

    Pensa che anche sul sito della Forestale hanno specificato: “Roma, 7 novembre 2013 - Con riferimento alle notizie apparse su organi di stampa relative a contaminazioni di coltivazioni OGM in Friuli, si ribadisce che il valore del 10% dell’inquinamento del mais transgenico della varietà Mon810 si riferisce, come dichiarato dal Corpo forestale dello Stato nell’audizione del 6 novembre in Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, esclusivamente ai terreni limitrofi a quelli seminati a OGM.”

    http://www3.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/8314

  72. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    @scienza_79
    E’ evidente è palese l’assoluta malafede della coldiretti e dei contrari agli ogm nel distorcere la realtà anche dopo la precisazione della Forestale.. ma trattasi di precisazione fatta a posteriore per riparare ad un danno di comunicazione che viene sfruttato da meschini mistificatori della realtà.
    E’ di oggi la notizia del latte contaminato in Emilia, filiera del parmigiano reggiano compreso. Mi risulta che siano stati indagati pure gli agricoltori che hanno fornito il mais! Era ora che qualcosa succedesse,.. beh adesso vediamo se ancora gli agricoltori faranno finta di niente o cominceranno a radrizzare la schiena e far valere i propri diritti di scelta.

  73. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Attenzione che qui si parla di Aflatossine e non di fumonisine derivanti dal Mais del Parmigiano.
    Non c’é un nesso diretto con mais BT. La Piralide favorisce lo sviluppo delle sole fumonisine.
    Indiretto probabilmente si perché é diverso mettere in magazzino un mais sano e uno già “muffo”.
    Ma per questa mia affermazione chiedo conferma ai “tecnici” della discussione.

  74. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Nel secondo articolo scritto sul Corriere della Sera la Senatrice Cattaneo
    ha insistito nel cercare di rispondere a chi gli diceva che gli OGM avrebbero mandato a ramengo l’agricoltura biologica. Io gli ho mandato una mail cercando di spiegarle che si metteva a confronto “il niente” con qualcosa che avrebbe potuto permettere dei progressi non in quanto le PGM attuali lo permettano in modo eclatante, ma in quanto le tecniche di biotecnologia transgenetica sono un mezzo per progredire, che non possiamo scartare a priori. Ecco il testo del messaggio che non mi risulta ancora letto.

    Illustrissima Senatrice,

    Ho letto con molto interesse il suo intervento sul Corriere della Sera di oggi, ma anche quello di qualche giorno fa e me ne compiaccio.

    Chi le scrive è un agronomo (figlio di agricoltori da 5 generazioni, ma rimasto senza terra per la politica dissennata portata avanti in Italia) che ha svolto la sua professione per 50 anni sia in Italia che in Francia e quindi che ha seguito l’evolversi dell’agricoltura europea di quasi esclusivo sostentamento degli addetti in agricoltura fino all’avvento dell’agroalimentare e della conseguente instaurazione dell’economia di mercato nelle campagne, prima con l’Europa ed ora con la mondializzazione.

    Per gli italiani non è cambiato nulla prima non sfamavamo i nostrri 60 milioni di abitanti ora li sfamiamo importando il 50% di quello che consumiamo come alimenti, ma finchè i soldi necessari per comprare cibo arriveranno nelle tasche di tutti i cittadini. Speriamo che tutto vada liscio.

    Non abbiamo nessuna industria sementiera (neppure per i cereali a paglia) che si posssa definire tale, quindi è veramente paradossale criminalizzare le multinazionali del seme per poi rivolgersi a loro per avere varietà valide. Certamente non ci daranno le varietà vegetali isogeniche di quelle che renderanno modificate, cioè OGM. Ormai la concentrazione sementiera è avvenuta e continua ad avvenire in quanto la ricerca costa troppo per chi non ha alle spalle degli azionisti che per i dividendi che ricevono sono disponibili ad anticipare denaro a rischio. Glielo dice uno che è vissuto nel mondo sementiero internazionale per 50 anni.

    Ho visto che lei ha contrapposto il coltivare biologico con l’introduzione delle PGM nel coltivare convenzionale, ma mi creda, siamo di fronte ad un bluff grande come una casa. Ma possiamo farci dettare le direttive di politica agricola da un 2% di superficie e per giunta fasulla? Perchè fasulla? Perchè il 70% della superficie dichiarata biologica in Italia (1 milione di ettari) sono prati pascoli ed uliveti abbandonati. Facile fare agricoltura biologica sull’incolto, non le pare? Più del 50% del prodotto biologico venduto è importato perchè le catene del commercio del biologico vogliono lucrare su una domanda fideistica e quindi devono comprare a poco prezzo e solo l’importazione da paesi in via di sviluppo glielo permette. Gli agricoltori italiani non possono vendere a poco prezzo perchè certe coltivazioni biologiche perdono anche il 30-40 % della produzione per la non concimazione e la non protezione del raccoglibile. I prodotti del biologico costano il 53% dei convenzionali e gli organismi di certificazione hanno un conflitto d’interesse grande come una casa, essi infatti non certificano la qualità del prodotto, ma solamente che è stato seguito un itinerario di coltivazione. Inoltre esse vivono degli emolumenti ricavati dalla certificazione del prodotto, pagati per giunta dai loro stessi clienti. Lei ha mai visto fare i cerberi o comportarsi da poliziotti con i propri clienti? Io mai!!!!

    Circa i pericoli del prodotti biologici e delle truffe che ogni giorno avvengono e che ogni tanto i giornali divulgano, ma sono molto reticenti mi creda. la prego di considerare quanto le sto dicendo.. Ma quale altro tipo alimento ha generato nello spazio di un mese 50 morti e 3000 invalidi per lesioni renali? Ebbene nel 2011 in Germania è avvenuto questo per aver mangiato germogli di semi biologici importati e contaminati da un ceppo di E. Coli particolrmente virulento. Eppure bastava solo lavarli con acqua clorata per eliminare l’infezione, però i protocolli di produzione biologica lo proibiscono. Se non è criminogeno questo? Intossicazioni da semi di piante velenosi sono all’ordine del giono perchè sono proibiti i diserbi e la zappa non riesce a debellare le malerbe. Essi non vogliono usare per concimare fosforo derivato da concimi sintetici ed allora lo fanno con le fosforiti “nature”, ma questa è una roccia che contiene una delle percentuali di cadmio più elevate..

    Nel mondo occidentale il produrre biologico non occupa più di un 3%. Certo i paesi in via di sviluppo producono biologico, ma con quali controlli e obtorto collo.

    MI creda il paradosso dell’Italia che abolisce le PGM è eclatante perchè non abbiamo filiere OGM-free performanti. Non siamo caaci di produrci le sementi performanti che ci servono, almeno la Francia possiede un’industria sementiera nazionale capace di fare ciò, anche se la loro industria sementiera sta perdendo competitività ogni anno e pure la loro produzione agricola.

    Varrebbe la pena di rendere edotto il parlamento di queste cose, ma dubito che le vogliono ascoltare perchè una volta ascoltate non hanno più alibi per poter seguire la corrente comoda del made in Italy fatto con materie prime importate e spacciate come prodotti nazionali. Mi creda Senatrice è più tipico del nostro parmigiano reggiano il “reggianito” prodotto in Argentina, almeno loro producono il formaggio tipo grana con materie prime e latte da loro prodotto, che poi non lo sappiano fare come noi è un’latra cosa.

    Ultima cosa e poi chiudo le mie “cateratte”. La volontà di proibire la coltivazione in Italia di PGM scaturita dal compromesso di Bruxelles si ritorcerà su di noi in modo gravissimo, in quanto ci esporremo direttamente alle ritorsioni di paesi come Argentina, Brasile, Canada, Australia ecc. ecc. che ci diranno: bene, voi non volete i nostri prodotti OGM? Allora noi non acquisteremo più i vostri tanto decantati prodotti tipici, non solo, ma saremo anche multati in modo salato dagli organismi di controllo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio per le denunce ed i processi a cui ci esporremo.

    Senatrice continui la sua battaglia meritoria, nessuno la potrà fare in sua vece perchè gli eletti dal popolo, o meglio dai partiti, sono ricattati dai sodalizi di appartenenza per una eventuale successiva rielezione.

    Mi scuso di averla importunata e di essermi un po’ sfogato, a me non interessa più, ormai ho 74 anni, ma queste malsane decisioni influiranno sulla vita delle future generazioni e pesantemente.

    Con stima e rispetto

    Alberti Guidorzi

  75. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Subito dopo aver scritto alla Senatrice Cattaneo sono venuto in possesso di queste notizie che vi riporto:

    Non ci resta che ridere

    Prima segnalazione

    Il 5 maggio scorso una ventina di alunni di una scuola della Gironda (vigne di Bordeaux) hanno mostrato sintomi evidenti di intossicazione dopo che in un vigneto vicino sono stati eseguiti dei trattamenti con fitofarmaci. Dopo una indagine degli organi preposti è stato emeso il segunete comunicato: “I prodotti distribuiti il 5 maggio erano dei prodotti consentiti e regolarmente autorizzati contro l’oidio e la peronospora” Tuttavia è strano che le autorità non abbiano ritenuto di precisare di quali prodotti si sia trattato lasciando così intendere che il solo motivo da mettere in evidenza era un uso inappropriato del modo di usare i prodotti.

    Non si è dovuto attendere molto perché Ségolàne Royal annunciasse che sarebbero stati emanati provvedimenti, vale a dire che sarebbe stata autorizzata l’irrorazione di fitofarmaci solo a più di 200 metri dagli edifici scolastici, come se i bambini una ritornati alle loro case fossero divenuti immuni da intossicazione. E’ evidente che tutti gli agricoltori si sono sollevati di fronte ad una misura che minava totalmente la protezione delle loro coltivazioni se avessero dovuto rispettare tali distanze in prossimità di qualsiasi fabbricato confinante con le loro terre.

    Solo che da un’indagine fatta susseguentemente si è evidenziato che il caso si verificato dove esistevano varie proprietari di vigne, particolare quattro e solo due sono state irrorate in quel giorno una condotta in modo convenzionale e l’altra in modo biologico. Ebbene il trattamento che ha provocato l’intossicazione è quelle nel vigneto biologico alle ore 13,30 a base di zolfo contro l’oidio e poltiglia bordolese a base di rame contro la peronospora. Data la presenza del vento e i sintomi dell’intossicazione (male alla gola e pizzicori agli occhi) il fenomeno è ascrivibile a polveri di zolfo, infatti molti hanno poi individuato i sintomi tipici del respirare vapori di zolfo. Inoltre molti bimbi erano figli di vignaioli e quindi ben conoscevano gli odori dei trattamenti.

    E’ altrettanto vero che anche il coltivatore biologico ha le sue esigenze e costrizioni, infatti essi non hanno nessuna alternativa ai due prodotti di trattamento, a differenza dei viticoltori concenzionali, e tra l’altro sono fitofarmaci ad azione blanda e scarsamente duratura e quindi da ripetersi frequentemente (almeno un trattamento a settimana), in presenza per giunta di un clima che diviene sempre più capricciose e che limita le possibilità di intervento.

    La realtà è dunque che anche in agricoltura biologica se si vuole tentare di avere un’uva sana occorre derogare dalla regolamentazione delle irrorazioni. Vale a dire esattamente il contrario di ciò che la politica da anni vorrebbe fare e imporre, anzi il potere politico visto che l’incidente era imputabile ad una conduzione bio della vigna, ma non necessariamente colpevole, ha cercato di rimanere molto sul vago anche perché avrebbe dovuto incolpare due prodotti altamente raccomandati dal potere politico in quanto con valenza ritenuta ecologica.

    Seconda segnalazione

    La Direzione generale della repressione frodi francese vien dal dare i risultati di una serie di controlli sui prodotti venduti con etichettatura biologica. Ecco i risultati:

    Vi è un 10% di fuori norma, cosa non verificabile in agroalimentare non biologico, infatti su 229 prelievi ben 26 non sono a norma, di cui 14 hanno rivelato contenere del PBO (piperonilbutossido) che è un sinergizzante, proibito , delle polveri di piretro ( ne aumenta la persistenza, che altrimenti sarebbe molto bassa e quindi con scarsi effetti protettivi, 8 mostravano residui di pesticidi non autorizzati in agricoltura biologica ( d’altronde è difficile per un agricoltore accettare di vedere il proprio raccolto distrutto dai parassiti), 2 addirittura presentavano una presenza di OGM oltre lo 0,9% consentito. Le ultime due non conformità mostravano una presenza di metalli pesanto fuori norma (d’altronde se distribuiscono rame a più non posso ed usano fosforiti grezze per concimare, non è infrequente poi ritrovarsi con quantità di rame e cadmio oltre i limiti.

    Comunque su 1070 stabilimenti visitati sono state elevate ben 269 processi verbali a causa di un non rispetto generale dei protocolli di conduzione biologica delle coltivazione. Si tratta di un 25% di infrazioni e non è poco. Essa vanno da una mancanza d’igiene, da etichettature non conformi e in materia di prezzi non esposti. Molte erano vere e proprie dichiarazioni volte a portare il consumatore in errore, come distanze di produzione dichiarate vicine, ma che non lo erano, Agricoltori biologici abusivi, merci di circuito corto, ma che non lo erano, prodotti non controllati dall’ente di controllo, prodotti convenzionali venduti come bio. Latte di lontana provenienza

  76. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Carissimo Alberto

    Lodevole la tua iniziativa di scrivere alla (Sen.) Prof. Elena Cattaneo.
    Temo che con tutto quello che le dici la metti seriamente in imbarazzo…
    Le hai meso su un piatto d’argento tali e tanti spunti di discussione che potrebbe avere vita facile nella dialettica parlamentare, ma….
    … Ma per una seria dialettica ci vuole una seria controparte!
    E qui temo caschi l’asino.
    Le controparti della Prof. Cattaneo nella discussione politica purtroppo sono pregiudizialmente preparate e “indottrinate” e a nulla per il momento serve avere argomenti seri per controbattere le opposte opinioni.
    Quello di cui dobbiamo occuparci con costanza è il sostegno assoluto alla sua battaglia (lo ribadisco, a favore del diritto di ricerca e non a favore aprioristico degli OGM)

    Noi che indubitabilmente siamo favorevoli (per chi non lo avesse capito!) abbiamo il dovere morale, dopo il suo plurimo intervento e impegno pubblico, di sostenerLa moralmente, di darLe tutto il supporto possibile, di affiancarLa in interventi pubblici…
    In una semplice frase, starLe accanto perché Lei ci aiuti a far capire al “mondo” che Satana é un’altra cosa, che OGM é l’agricoltura fin dai suoi primordi (seppur con tecniche differenti) e che oggi non mangeremmo senza ricerca…

    E diffondiamo per quanto le nostre finanze ce lo permettono il libro di Roberto dal 26/06 in avanti…

  77. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Infatti il mio, essendo ella una farmacologa, vole va essere il supporto di un agronomo.

  78. A come agricolturaNo Gravatar scrive:

    invito tutti ad ascoltare la bella intervista data da Roberto Defez su Radio3 Scienza:
    http://www.radio.rai.it/podcast/A45655543.mp3

  79. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    scusate se imbratto il sito con link..
    http://www.corriereortofrutticolo.it/content/ogm-confagri-appello-alla-senatrice-cattaneo-politica-ci-deve-delle-risposte
    mi sembra degno di nota… e perchè non sono l’associazione biotech e gli scienziati che volontariamente si recano periodicamente a far visita ai campi coltivati per far vedere l’interesse concreto della scienza? Questo mi sembra veramente il momento.

  80. Bottenghi GiuseppeNo Gravatar scrive:

    la tragica crisi in qui versa il settare orticolo è davanti agli occhi di tutti. Non c’è il tempo per aspettare la scienza. Bisogna realizare a mio modesto parere una campagna publicitaria occulta televisiva. Proprio come si sta facendo con expo2015.Inserire nella ripresa publicitaria un frutto di stagione es d’estate l’anguria il melone la pesca ecc chi paga direte. Lo STATO che dovrebbe voler bene alla salute dei propri cittadini.

  81. OGM, basta bugie!No Gravatar scrive:

    libertà per gli stati membri…..un “Cavallo di troia”

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2014/06/il-12giugno-il-consiglio-europeo-ha.html

  82. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Non gli è rimasto che rivolgersi al rappresentante in terra del Padreterno, dimenticando che la Pontificia Commissione ha già dato il suo parere, non fermando la scienza sugli OGM, ma suggerendo che si abbia sempre in mente il bene dell’uomo.

    file:///C:/Documents%20and%20Settings/Utente/Documenti/Downloads/06agoage%20OGM.pdf

  83. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    http://mail39a.webmail.libero.it/cp/ps/Mail/preview/PreviewFrameset

  84. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Finalmente dovrei avercela fatta a darvi il documento completo

    https://www.dropbox.com/s/nrio4p1gnj7za8s/PAPA%20FRANCESCO_Lettera%20OGM.doc

  85. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Scorrete questa lunga lista di richiesta di sperimentazione in campo di eventi GM.

    L’Italia praticamente non esiste fatta eccezione per l’università di Catania ( con un evento)e l’istituto di Metaponto (con due eventi): L’uno tenderebbe a migliorare la notro produzione agrumicola e i due di Metaponto il nostro pomodoro.

    Ma dove vogliamo che vada la nostra ricerca pubblica? Beh la Francia non è da meno!!!!

    Giovani io sono emigrato 50 anni fa e poi sono rientrato, ma voi dovrete emigrate e dubito che possiate rientrare. Altrimenti vi è un’altra strada cominciate a contrapporvi al pensare unico, e buttate a mmare i capanna i Petrini, boicottate la Coop ecc. ecc.

  86. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Scusate non ho messo il link:

    http://gmoinfo.jrc.ec.europa.eu/gmp_browse.aspx

  87. Luigi VerginelliNo Gravatar scrive:

    Sono favorevole agli OGM per cui spero che la loro normativa venga finalmente approvata ed applicata. Luigi Verginelli - Roma

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