Lettera aperta contro il fast food del pensiero

28 Feb 2010
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di Antonio Pascale

Lettera aperta contro il fast food del pensiero. Sabato 27 febbraio, Carlo Petrini, a che tempo che fa, commentando la sentenza del Consiglio di Stato che ha autorizzato la coltivazione del mais bt, ha dichiarato, tra l’altro: che gli ogm inquinano, basta un colpo di vento. Se ne deduce, contrariamente a quanto si sforza di spiegare la dettagliata e precisa sentenza del Consiglio di Stato (Simonetti su questo blog la commenta), che ogni possibile coesistenza tra mais convenzionale e quello transgenico sia impossibile. Qui, in questa sede (un blog scientifico), è inutile commentare il valore della suddetta affermazione, si può pero, dichiarare, al contrario, che quello che inquina il nostro modo di pensare, siano proprio queste affermazioni alla Carlo Petrini. Inquinano per due motivi: sono semplicistiche e dunque consolanti e ci abituano a ragionare per slogan. Dichiarazioni come: “gli ogm inquinano, basta un colpo di vento”, non fanno pensare a una pianta, il cui uso riduce l’uso di agrofarmaci, ma a un virus che bisogna tenere confinato e la cui diffusione farebbe ammalare le buone e belle e sane coltivazioni organiche. I cittadini che ieri stavano seduti davanti al televisione, oggi, di sicuro, a tavola, con gli amici, o al ristorante avranno chiesto di mangiare cibo rigorosamente non ogm, o avranno raccomandato ai figli di tenersi lontani da questi prodotti pericolosi. Inquinano poi, perché trattandosi di slogan facili, ripetuti e amplificati da trasmissioni di buon ascolto, rendono poi inutile qualsiasi metodologia scientifica, analitica. La sentenza del Consiglio di Stato, a sua volta, analitica e scientifica, dunque, passa in secondo piano, decade, perde autorevolezza e di contro, si avvantaggiano tutti quelli alla Petrini che invece di studiare, e cercare di essere all’altezza del proprio ruolo - Petrini è a tutti gli effetti un opinion maker - campano, e bene, diffondendo formule facili e di facile assimilazione. Tra l’altro, se ci lamentiamo, è a ragione, del modo con il quale Berlusconi tratta i magistrati e le loro sentenze, dobbiamo prendere atto, con tristezza, che quel modo ha fatto strada e in tanti lo usano non appena conviene usarlo. Il secondo inquinante, forse questo ancora più pericoloso,è che slogan come questi formano un immaginario difficile da smontare o comunque si può smontare a patto di avere la giusta dose di tempo. La giusta dose di tempo, necessaria affinché una metodologia conoscitiva si diffonda, richiede in effetti un atteggiamento slow, passo dopo passo, prendendosi delle pause. Gli autori televisivi amano lo slow solo se si fa apologia dello stesso, insomma se ci si dichiara slow, ma senza dimostrare di esserlo. Dunque, i suddetti autori, invitano Petrini che invece di essere slow, è al contrario alquanto fast e non si affanna mica a spiegare perché mai un ogm inquina. Questo significa che un genetista o un biologo,abituato, da anni e anni di metodologia scientifica, a pensare slow, e cioè documentare, analizzare, mostrare le differenze e quindi evidenziare i valori che da queste differenze producono, questo tipo di intellettuale non avrà mai spazio in una trasmissione televisiva di buon ascolto. A questo punto però è davvero necessario, per evitare gusti futuri che la società di genetica, quella di tossicologia, esperti, competenti, responsabili di blog e riviste scientifiche, e naturalmente i giornalisti scientifici, facciamo un fronte comune, paghino, che so, un ufficio stampa che gli organizzi il lavoro e intervengano compatti quando personaggi faciloni e dichiarazioni alla Petrini si diffondano nell’etere. E’ necessario contrastare questi interventi o almeno provarci. Fabio Fazio un dubbio su quanto dice Petrini deve pur averlo ed è giusto che qualcuno sottolinei che quel dubbio è sensato. Altrimenti finisce che chi studia e si impegna, chi cerca di affrontare un ragionamento evidenziando le complessità del nostro mondo, sarà penalizzato dai fast food del pensiero. Insomma, competenti, analisti e studiosi di tutta Italia, unitevi, fatevi sentire, mandate lettere e precisazioni, chiedete di partecipare alle trasmissioni, occupatevi, purtroppo, anche di comunicazione, date indicazioni e siate compatti e ossessivi, rigorosi come sapete di essere, avete, in fondo, poco da perdere, altrimenti qualcuno, vi incatenerà, vi bloccherà a forza di slogan, più velocemente di quanto riuscite a immaginare.

28 commenti al post: “Lettera aperta contro il fast food del pensiero”

  1. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    Gli esiti delle trasmissioni alle quali partecipa Carlo Petrini e degli articoli da lui scritti io li definisco danni da slow food! Infatti, anche una bella trasmisisone come Che tempo che fa diventa brutta quando c’è lui e gli altri come lui! Bisogna, comunque, prendere atto, che possiamo inviare tutte le critiche e le richieste di partecipazione, ma a parlare di OGM in TV andranno sempre Capanna e Petrini. Rassegnamoci! Altrimenti dovremmo iniziare a non pagare più il canone! Forse toccandoli nel portafoglio potremmo sortire qualche effetto! Intanto, avrebbero un altro anno di tempo perchè la prossima scadenza del canone è prevista per il 28 febbraio 2011!

  2. LolaNo Gravatar scrive:

    L’ho visto anch’io purtroppo…ed oggi ho mandato una mail alla redazione di che tempo che fa, spiegando la mia indignazione. Cercando, ovviamente, di essere pacata e gentile (ed è stato difficile!!!) ho detto loro di invitare persone che siano pro-ogm, per spiegare anche le loro ragioni!!!
    Di Petrini e Capanna se ne sente anche troppo…

  3. Federico RizzoNo Gravatar scrive:

    Si puo’ parlare e discutere a oltranza se sia bene o male, buona o cattiva, non la ricerca, che e’ sempre bene e sempre buona, ma la sua applicazione, cioe’ la tecnologia che deriva dalla ricerca. Detto questo e’ chiaro che non voglio discutere di Bt o di sfere di titanio rivestite di DNA, o di un salmone “ingenierizzato” con un promotere ‘forte” per il gene codificante il Gh o di una trota triploide o di … voglio parlare e scrivere della tecnologia che deriva da tutto questo, o meglio del suo uso e del suo significato.
    Significato ed uso non sono la stessa cosa, si possono confondere, ma sono distinti. L’uso e’ una conseguenza del significato di una tecnologia. E qual’e’ il significato dell’applicazione della tecnologia del DNA ricombinante alle produzioni agro-zoo-tecniche? Mi sembra chiaro ed evidente che e’ aumentare le quantita’ prodotte per unita’ di superficie e abbassare i prezzi di produzione! Buono e bello. Ma perche’ farlo? Ma per combattere la fame nel mondo, ovvio! Ma e’ vero? Mai nel mondo si sono raggiunte produzioni agricole tanto grandi come negli ultimi anni, e come ben sappiamo molte produzioni non vengono neppure raccolte dai campi, oppure raccolte e poi buttate a marcire, come il latte nei campi europei o le arance o …. Il problema e’ la mancata distribuzione delle produzioni, per es. cerearicole, il loro uso per fare mangimi per produrre proteine nobili piu’ gustose che il ricco, opulento e infermo occidente seguira’ ingurgitando per poi curarsi di obesita’ e malattie cardio vascolari varie, oppure per produrre bio-carburanti per poterci muovere in macchina dall’univ a casa… direi che e’ tutto completamente antitetico e un po’ surreale (vedere persone che muoiono di fame, altre che muoiono di troppo mangiare e altre che dibattono di come aumentare le produzioni con ogm….) Io sono a favore della ricerca, delle sue applicazioni e di tutto quello di buono e utile che puo’ derivare. Cio’ di cui stiamo parlando non lo vedo n’e’ buono n’e’ utile, almeno nelle sue applicazioni e nella sue tecnologie, senza parlare della dipendenza tecnologica da chi questi ogm produce, dell’impoverimento enorme della biodiversita’ e delle varieta’ coltivate e coltivabili, e di altre cosucce cosi’. Insomma non siamo ridicoli, cerchiamo di vedere che il problema non sono gli ogm, almeno per ora, o la ricerca, ma le sue applicazioni e tecnologie derivate. Consiglio un libro “La scomparsa di majorana” Di L Sciascia. Sciascia spero che lo conosciate tutti, Ettore Majorana immagino che non sia per tutti. Era uno dei ragazzi di via Panisperna, cioe’ del gruppo di fisici italiani, c’era anche fermi, che nel 1935 a Roma, stava studiando la fissione atomica, quando Majorana si rende conto delle applicazioni e tecnologie che sarebbero derivate, preferisce farsi da parte e sparire, Il suo collega fermi, “emigra” in Usa dove contribuira’ a costruire le bombe atomiche e quindi, direttamente e non indirettamente come qualcuno sostiene, a distruggere e vaporizzare 2 citta’ e circa 500.000 persone in pochi secondi. Questo e’, per intenderci, il limite tra scienza, tecnologia e applicazione, dove il buon senso, l’etica, o la morale dovrebbero e potrebbero aiutarci a capire. Ma in un mondo dove c’e’ gente che muore di fame e miseria, gente che muore di ipernutrizione e ricchezza, e dove gente discute e sperpera tempo, parole e mezzi per non vedere che il problema non e’ produrre di piu’ ma produrre meglio e distribuire meglio, beh, in un mondo cosi’, di un mondo cosi’…. non trovo parole che non offendano per dire quello che sento e penso… A presto? Non lo so!

  4. antonio pascaleNo Gravatar scrive:

    Gentile Rizzo, le piante dette bt, abbassano le dose di agrofarmaci, per me è un bene, per lei un male, ma sospetto che lo è, un male, perché lei sa poco dell’argomento, non per colpa sua, ma perché la divulgazione su queste specifiche questioni è fatta male, dunque, sarebbe più corretto dire, gli autorevoli esperti alla Petrini, non le fanno vedere niente di buono nell’applicazione delle biotecnologie. Del resto costoro sono impegnati a raccontare frottole sulla fantomatica fragola pesce, così tanto per impressionare i cittadini. Peccato. a proposito di ricchi e poveri, iperproduzione e bassa produzione, segiorno le capiterà di incontrare un agronomo africano chieda a lui se vuole produrre di più o di meno, e chieda con quali strumenti vorrebbe farlo, vedrà che le l’agronomo africano dirà che ambisce a produrre con fertilizzanti, agrofarmaci e laddove necessitano biotecnologie.

  5. Vincenzo LenucciNo Gravatar scrive:

    … intervengo in questo dibattito (e su Salmone.org) per la prima volta - grazie per l’ospitalità - perchè ritengo utile un’ulteriore considerazione ai ragionamenti di Federico Rizzo. Non è tanto ovvio, come lui afferma, che l’adozione del transgenico sia utile solo ed esclusivamente per “combattere la fame nel mondo”. La deriva del dibattito su questo tema sta facendo dimenticare il suo nocciolo e cioè che stiamo in questi giorni discutendo di un’altra cosa: se qui IN ITALIA, gli agricoltori ITALIANI, possano o no adottare una tecnologia che molti loro concorrenti utilizzano da tempo ed in misura crescente. Su questo non solo si preferisce soprassedere ma addirittura ci sono coloro (pochi illuminati) che intendono imporre agli agricoltori (molti e ritenuti evidentemente incapaci di decidere) cosa sia più o meno conveniente per loro produrre. Inutile affannarsi per gli Ogm… c’è e ci sarà sempre questo “meravigliosopatrimonioagroalimentareitalianodiqualità” a salvare le tasche ed i redditi degli agricoltori italiani (che intanto Eurostat ci dice che hanno perso - senza Ogm - il 25,3% dei redditi nel 2009 rispetto al 2008. Peccato; solo gli agricoltori ungheresi in Europa hanno fatto peggio). E sarà una bella legge a decidere cosa conviene o non conviene coltivare; magari decisa dopo un referendum popolare. Come se a Della Valle o alla Fiat gli italiani mandassero a dire per legge che è meglio produrre i mocassini o i SUV … Un tempo si producevano eccedenze; oggi non più e non ci sono arance a marcire da decenni credo anche se quello è il ricordo rimasto nell’immaginario collettivo. Più recente dovrebbe essere invece il ricordo di una “crisi alimentare” che nel 2007-2008 ha registrato un calo così forte delle produzioni agricole a livello mondiale che ha fatto schizzare in alto i prezzi come mai era accaduto da decenni e fatto scoppiare disordini sociali in alcuni Stati. Riproponendo il tema della capacità produttiva agricola rispetto a quello delle eccedenze; non a caso alcuni Paesi importatori netti agroalimentari hanno fatto incetta di terreni in giro per il mondo per aumentare le loro produzioni. No caro gentile Rizzo non è proprio il tema della fame del mondo quello oggi in discussione in Italia ma anch’io, come Pascale la comprendo; sentire le sirene della “glocalizzazione” che parlano serenamente dei redditi altrui - tanto i loro non scendono mica del 25,3% - oggi è quello che per lo più “passa il convento” della fiera mediatica. Meglio riflettere laicamente come si fa ad esempio su salmone.org. Ma lei evidentemente è sulla strada giusta… Senza poi contare che “ridistribuire meglio quel che produciamo” è più facile dirlo che farlo. Apriamo un dibattito magari sempre tenendo conto di cosa ne pensano gli agricoltori italiani? Grazie ancora per gli spunti e l’ospitalità; continuo a seguirvi…

  6. carlo bogliottiNo Gravatar scrive:

    il principio di precauzione che invocano i contrari agli OGM mi sembra un concetto slow, non fast. significa aspettare prima di sbandierare certezze, ed è slow. fast mi sembra piuttosto la fregola delle multinazionali come la basf di mettere in commercio questi prodotti su cui tanto hanno investito. a prescindere da ogni considerazione scientifica - perché è possibile che non ci siano controindicazioni per la salute e per l’ambiente, ma anche queste vanno dimostrate nel lungo periodo - a me non piace la strategia commerciale ed economica prepotente che sta dietro gli OGM. li rifiuto per questo, come mi rifiuto di bere coca cola o nescafé. non è ideologico, è una scelta molto personale. questa è una questione soprattutto di civiltà, non di scienza o della sua presunta esattezza. non sono contro la scienza, ci mancherebbe, ma ricordo il “miracolo” del ddt, ricordo la mucca pazza. anche la scienza sbaglia, e quando sbaglia fa sempre comunque più danni di uno che aspetta. chi aspetta ed è slow magari sbaglia 100 volte ma così fa danno per 10. se la scienza sbaglia solo una volta fa danno per 1.000.000. e se gli OGM fossero uno sbaglio? poi come si torna indietro?

  7. vincenzo lenucciNo Gravatar scrive:

    Mah… parlare di “fregola” quando da trent’anni è stato autorizzato poco (in Europa) o niente (in Italia), mi sembra fuori luogo. Senza contare che neanche la sperimentazione è consentita e la coesistenza semplicemente non la si accetta (quindi si vuole un bando e basta).
    Il problema è semmai un altro. Il dossier della patata Amflora è di sette - dico sette - anni fa. Dopo tanti anni di indagini e secondo i pareri scientifici dell’EFSA, come ha dichiarato il Commissario europeo a chiare lettere, non ci sono state evidenze di rischi (http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/10/222&format=HTML&aged=0&language=EN&guiLanguage=it). Perchè allora vietare? A fronte di queste dichiarazioni qualcuno ha detto che la decisione dell’Esecutivo comunitario del 2 marzo è “eversiva” e “illegittima” (sic!). Qui non si tratta di slow o di fast; qui è in ballo la nostra credibilità in Europa e nell’Europa. Ci sono delle procedure e delle istituzioni. Quando queste decidono o rispettiamo il loro lavoro o siamo fuori dall’Europa; e non possiamo quando le loro decisioni non ci piacciono decidere noi di sottoporle a referendum popolare. Tanta retorica sui padri dell’Europa o sul Trattato di Lisbona da parte di coloro che oggi ritengono che la Commissione sia illegittima mi fanno … pensare. Le procedure adottate si basano sul principio di indipendenza e su pareri scientifici; sono simili, mi sembra, a quelle su cui si basa l’autorizzazione dei farmaci. C’è un rischio? E’ un rischio calcolato (questo è il vero principio di precauzione) e quando si scopre che si era sbagliato si torna indietro; proprio come il DDT. O no? Saluti fast … non prepotenti per carità.

  8. cishkeiflogièNo Gravatar scrive:

    Pascale ma che mi dice delle piante Ht? Lei discute usando le categorie bene e male ma saprà benissimo che buttarla sul bene o male è ridicolo e poco scientifico. Se in Argentina pare che sia diminuito l’uso di erbicidi per ettaro, è aumentato il numero di ettari coltivati, causando un incremento globale dell’ utilizzo di erbicidi.La domanda è come sarebbe andata a finire senza OGM? Le risposte ce le potrebbero dare dei modelli. Ma lei deve convenire con me che se nuove terre vengono rese accessibili e più pesticidi vengono usati, gli OGM potrebbero diventare impattanti (sia chiaro indirettamente) per gli ecosistemi confinanti con le aree agricole. Sono un ambientalista ideologizzato? O forse un pò di onestà intellettuale non farebbe male a tutti?

  9. antonio pascaleNo Gravatar scrive:

    Dico che la soia resistente all’erbicida è un progresso agronomico. Provi lei a coltivare soia, mais e altre colture ad alta rese senza erbicidi. Le tocca togliere le piante infestenti con le mani ( si ricorda le mondine?) o svolgere parecchie pratiche agronomiche, tipo rincalzatura o diserbo meccanico. Se possiede grandi estensioni di terra è un bel lavoro - che comporta un notevole spreco energetico. Dunque, le piante di soia resistenti permettono perlomeno di effettuare pratiche di non lavorazione del terreno, non si ara, quindi non si rivoltano le zolle (pratica usata anche per far bruciare i semi delle infestanti), si prepara un letto di semina con un erpicatura e poi si semina.Meno si ara, più si conserva il terreno. Sa, in Argentina ci sono ettari e ettari di terreno, passare e ripassare con l’aratro non fa bene al suolo. Poi, le piante resistenti all’erbicida, permettono di intervenire in post emergenza, cioè dopo che le piantine di soia sono germinate e non preventivamente (in questo caso deve usare dosi abbondanti di erbicidi ad ampio spettro che penetrano nel terreno, perché non sa quale infestanti troverà). IN post emergenza, si può osservare il livello di infestazione (basso, medio, alto) e intervenire misurando la dose di erbicida. L’erbicida, poi, agisce a livello fogliare, non lascia residui nel terreno (come le atrazine),ed è a bassissima tossicità (è più tossica un’aspirina). Non solo, la resistenza all’erbicida era stata già introdotta tempo fa - e ci sono anche alcune piante in commercio- e non con la tecnina del DNA ricombinate ma grazie a un normale incrocio. Nessuno si è lamentato. Credo comunque he l’onesta intellettuale vada pari passo con la competenza tecnica e scientifica e di contro si perda all’aumentare del tasso di ideologia. Naturalmente se lei trova un modo efficace per non diserbare e mantenere buone rese le assicuro che in tanti lo useranno. Per adesso la resistenza all’erbicida è un progresso agronomico e i primi a chiederlo sono stati gli imprenditori agricoli.

  10. cishkeiflogièNo Gravatar scrive:

    L’argomentazione “nessuno si è lamentato anni fa e ora tutti si” è ancora più ridicola di “bene e male”. In ogni modo lei si dimostra troppo entusiasta per queste tecnologie, perchè non riconosce la possibilità di bioaccumulo del glifosato? Perchè quando parlate sembrate ugualmente ideologizzati, cercate di fare discorsi blindati ma senza capire che non state facendo il tifo per una squadra,ma parlando di “tecniche” che sono per natura migliorabili? Che sono per natura imperfette?
    Lei non è stato in grado di riconoscere che l’aumento di erbicidi riversati sui suoli argentini, potrebbe in futuro arrecare problemi (vedi bioaccumulo) = la sua onestà intellettuale e pari a quella di un Berluscones. La saluto

  11. antonio pascaleNo Gravatar scrive:

    Senta caro sconosciuto, io sono progressita, non voto a destra, quindi non offenda, il glifosato è poco, pochissimo tossico, e come ho cercato di spiegare, l’erbicida in questione agisce per via fogliare, e non penetra nel terreno, se non in minima quantità e qui, nel terreno, viene subito degradato. Quindi rispetto alle atrazine è un notevole passo in avanti. Sei lei, più di me, vuole migliorare l’ambiente, forse è meglio che si chiuda in laboratorio e cerchi di realizzare molecole meno invasive. Oppure Il resto sono chiacchiere, quelle si ideologiche.

  12. cishkeiflogièNo Gravatar scrive:

    Senta caro Pascale, ma le formulazioni degli erbicidi comprendono sia glifosato che coadiuvanti e surfattanti e fare ricerca sui danni possibili legati all’ accumulo è difficilissimo anchè perchè dal 2001 il brevetto del Roundup è scaduto e ci sono degli equivalenti, ognuno con una composizione diversa. Lei da agronomo dovrebbe sapere che oltre al principio attivo bisogna considerare anche il resto del prodotto.
    Sulla biodegradabilità (non del glifosato) ma di tutto l’erbicida ci sono state ben due sentenze sfavorevoli contro Monsanto che si è permessa di fare pubblicità ingannevole spacciando il suo prodotto per biodegradabile al 90 %
    http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/8308903.stm
    Poi come sia possibile applicare il prodotto per via fogliare con il campesino che spruzzetta le foglioline una ad una…bhe questo non me lo spiego, ma sono sicuro che lei potrà illuminarmi (sono sincero).
    Ecco in Argentina ci sono alcune preoccupazioni, certo non centrano (direttamente) con la salute dell’ uomo ma con quella degli ecosistemi si.
    Questo articolo dimostra una correlazione dose effetto verificata con la tecnica dei MN e Comet assay in C. latirostris, un vivace frequentatore delle paludi Argentine che si riproduce nel periodo di più intensa attività agricola. Se non ricordo male la correlazione è stata ottenuta applicando per “topication” alle uova dosi che vanno da 500 micro g/uovo a 1750 microg/uovo.
    “Genotoxicity of the herbicide formulation Roundup® (glyphosate) in broad-snouted caiman (Caiman latirostris) evidenced by the Comet assay and the Micronucleus test ”
    Dalla bibliografia citata nell’ articolo pare che per i mammiferi (in paticolare topi) i test tossicologici abbiano dato risultati contradditori, cosa diversa per altri vertebrati, in particolare anfibi e rettili.

    Non voglio dire che lei dice falsità ma che ci sono altri problemi da riconoscere per portare la discussione su un piano più scientifico e non solo sul piano tecnico-agronomico che considera l’ecosistema agricolo quasi come fosse protetto da muri.
    Inoltre pare che:

    “glyphosate reduces
    the growth and activity of free-living nitrogen-fixing bacte-
    ria in soil (Santos and Flores, 1995)”

    “Exposure to glyphosate can severally reduce seed quality (Locke et. al, 1995)”

    “U.S. Fish and Wildlife Service has recognized 74 endangered plants that may be threatened by glyphosate alone (U.S. EPA Office of Pesticides and Toxic Substances, 1986)

    “Glyphosate or glyphosate-containing products can cause sublethal effects such as erratic swimming and labored breathing, wich increas the fish’s chance of being eaten (Liong et. al 1988).”

    Lei è bravo a sbandierare l’innocuità del glifosato confrontato su con un aspirina, ma sa cosa fa l’aspirina ai cavalli?? Sa che le specie sono diverse (Grazie papà Darwin) e gli effetti possono essere diversi a seconda del Taxon se non della specie che si tratta?

  13. cishkeiflogièNo Gravatar scrive:

    LE sembrano chiacchiere ideologiche?

  14. cishkeiflogièNo Gravatar scrive:

    Non capisco perchè il suo ultimo commento continua a risultare scritto dipo i miei che sono una risposta…

  15. cishkeiflogièNo Gravatar scrive:

    Giusto per essere pedante hai mai sentito parlare di effetti sinergici, sa i processi biologici non sono così lineari ma fanno riferimento a sistemi frattali, e i semplici test tossicologici in lab spesso a questo non guardano.
    http://www3.interscience.wiley.com/journal/123289682/abstract?CRETRY=1&SRETRY=0

  16. cishkeiflogièNo Gravatar scrive:

    Infine le cito il Dott. Bressanini con le sue chiacchiere ideologiche ;)
    http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/03/03/amflora-la-patata-per-la-carta/#comments

    “Se l’utilizzo PER ETTARO degli erbicidi e’ diminuito (o non e’ aumentato), e’ anche vero che l’utilizzo GLOBALE e’ aumentato grazie soprattutto alla soia resistente al roundup perche’ grandi distese in argentina e altre parti del mondo, che prima non era possibile coltivare a soia, ora lo sono, e quindi l’utilizzo globale e’ aumentato. Questo l’ho scritto in molto piu’ dettaglio nel libro quindi rimando al mittente le accuse di parzialita’ Ecco un tipo di impatto secondario che credo sia legittimo da prendere in considerazione a livello politico.”

  17. cishkeiflogièNo Gravatar scrive:

    allora, non vorrei essere stato maleducato ma cedo di meritare una risposta? Magari ha evidenze scientifiche diverse dalle mie.

  18. SDEINo Gravatar scrive:

    Chi vi scrive fa il tecnico agricolo ormai da oltre 40 anni, utilizzando quasi sempre tecniche agricole innovative; allora perchè sono contrario agli OGM, cercherò di spiegarvelo in termini semplici L’ INQUINAMENTO genetico OGM, è totalmente IRREVERSIBILE; per la nota legge “niente si crea, niente si distrugge, tutto si trasforma”, dopo la trebbiatura della granella la pianta OGM ad opera della microflora e microfauna del terreno si trasforma in HUMUS e poi via via su per la catena alimentare arriva alla nostra tavola; la coesistenza tra colture OGM, tradizionali e biologiche è di fatto impossibile, sia per la frammentazione dei poderi sia per il polline trasportato dal vento a KM di distanza ma anche per l’ opera degli insetti (es. ape)e degli animali (es. uccelli); presso il Dipartimento di Veterinaria della prestigiosa Università di VIENNA, una recente ricerca ha evidenziato che cavie femmine alimentate con mangimi OGM hanno partorito una percentuale molto alta di cuccioli morti rispetto ai testimoni, parecchi di quelli superstiti all’ età della maturazione sessuale sono risultati sterili !!! La SCIENZA tecnicista per sua natura è imperfetta soggetta quindi ad errori gravi es.: l’ inquinamento planetario con il “cancerogeno” DDT, quello delle falde freatiche con il diserbante del mais l’ ATRAZINA e come dimenticare poi la BSE o “mucca pazza” dove una specie erbivora è stata alimentata con farine animali come fosse invece carnivora !!!??? Per tutto questo io dico convinto OGM: NO GRAZIE, ma in alternativa dico anche MAS: SI GRAZIE; essi sono i Marcatori Molecolari Assistiti una delle più innovative ed efficaci biotecnologie!

  19. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro SDB,
    mi intrufolo nel blog di Antonio Pascale solo perchè quando è troppo è davvero troppo. Non credo che Lei sia un tecnico agricolo e comunque non vive di certo del lavoro in agricoltura, ha di certo qualche rendita fondiaria o familiare che compensa gli strafalcioni che ha elencato nel suo intervento qui sopra.
    Pascale forse le risponderà, ma forse passerà oltre.

    Non ho ne il tempo ne la voglia di contestare punto per punto tutte le affermazioni dilettantesche che scrive e di cui ignora tutto. Si tratta di una serie di: sentito dire, pare, qualcuno ha detto, e cose del genere dove Lei non ha mai affrontato davvero la questione e non si è mai domandato: ma chi ha le prove di quel che dice? chi lo ha scritto? quanti lo hanno contestato e come? che mezzi intellettuali ho io per capire se quel che sento raccontare è una favola o realtà?

    Le do una sola indicazione. Il famoso gruppo austriaco di cui lei favoleggia e cita come se fosse il Vangelo, ha ritrattato tutte le affermazioni e ritirato i documenti che provavano le vicende di sterilità o morte della progenie.
    Ecco se vuole parlare di qualcosa, affronti un solo argomento per volta e lo studi a fondo. Poi quando ha finito di studiare ricominci daccapo e si facci aiutare da qualcuno che ha qualche competenza tecnica. Una volta avuta questa consulenza tecnica, ritorni a studiare come se non lo avesse mai fatto prima e vedrà che questa ultima affermazione non è poi così lontana dal vero.

  20. SDEINo Gravatar scrive:

    Egregio dr. DEFEZ per principio rispetto sempre le idee e opinioni di tutti, ma questo NON vuol dire che debba per forza condividerle; ho cercato con semplicità come è il mio stile di spiegare le ragioni del mio dissenso alla biotecnologia OGM (Organismi Geneticamente Modificati), mentre ho espresso fiducia in quella più recente e innovativa del MAS, punto !!! Evidentemente NON mi sono accorto che questo BLOG è riservato ai soli e grandi depositari della cosidetta SCIENZA ufficiale, ai veri e puri ricercatori e scienziati con liste chilometriche di eccelse pubblicazioni e di innumerevoli interventi nei mass-media; quelli che in gergo vengono definiti dai media “opinion leader”, quelli che in molti casi in maniera classista e spesso arrogante fanno pesare a chi li ascolta o li legge la propria cultura e professionalità !!! Il fatto poi se sono o no un tecnico agricolo e di che cosa vivo, sono considerazioni tue personali del tutto gratuite; se il dr. PASCALE si degnerà di commentare o no la mia e-mail io lo ringrazierò comunque, in quanto a te egregio “collega” anche se NON hai voglia e tempo per rispondere a chi scrive come me nel BLOG presta almeno un pò di attenzione a copiare bene il nome o soprannome: il mio è SDEI (sono solo 4 lettere) SDB sinceramente NON lo conosco !!! L’ augurio finale che ti faccio ROBERTO, è che tu raccolga sempre quello che hai e stai seminando nel BENE e nel MALE….

  21. antonio pascaleNo Gravatar scrive:

    Caro SDEI, lei ha già delle opinioni che definire “granitiche” è dir poco. Bene, di sicuro le saranno utili. Ma non credo sia interessato davvero alla discussione. Non se la prenda, ma Defez ha ragione a rimproverarla. Qui non si vuole insegnare a nessuno su come vivere e cosa pensare. Semplicemente, da anni questo sito cerca di riportare tutte le notizie e gli studi scientifici, e bisogna sottolinearlo, scientifici, su questi benedetti ogm e non solo. Questo sito, per la qualità del materiale che con costanza pubblica, è un ottimo strumento per approfondire le opinioni o più semplicemente per capirci qualcosa in più - molte delle sue opinioni in materia ogm trovano un’adeguata risposta nelle pagine di questo sito. Lei è un tecnico e dovrebbe essere tenuto a seguire una metodologia scientifica, quindi se, per esempio, cita uno studio che a tutti gli effetti si è rivelato sbagliato, e non sente il bisogno di dire: “scusate, ho detto una cosa sbagliata”, significa che, prima di tutto, ricascherà nell’errore qualora dovesse ancora intervenire in qualche altro blog, secondo (vuol dire) che lei ha voglia solo di confermare le sue opinioni, non di integrarle. Poi scusi i MAS sono uno strumento in più per capire come funzionano i geni e quali sono quelli interessanti nell’espressione dei caratteri che riteniamo utili, quindi sempre di modifiche genetiche parliamo. saluti.

  22. SDEINo Gravatar scrive:

    Egregio dr. PASCALE, lo avevo anticipato e quindi ti ringrazio sia per la risposta che per avermi dato l’ opportunità di esprimermi sul tuo BLOG e anche di documentarmi meglio sui temi tecnici di mio interesse. Il tuo giudizio che il dr.DEFEZ ha ragione a rimproverare, è del tutto soggettivo e personale; perchè chi è lui per farlo un giudice nominato da chi, da se stesso !!!??? Per me invece il “collega” sbaglia 2 volte a comportarsi così, la prima perchè essendo un dipendente del CNR e quindi pubblico è sempre al servizio di tutta la Comunità che lo paga e quindi la “disponibilità” e la “tolleranza” verso chi NON sa o sa di meno è d’”obbligo”; la seconda solo chi è fortemente condizionato da un EGO smisurato, tende a umiliare l’ altro facendo “pesare” la propria conoscenza e condizione sociale!!! NON vedo poi perchè dovrei scusarmi per una mia dichiarazione fatta in buona fede, voi sostenete che è stata una ricerca sbagliata; bene visto che ho delle conoscenze in AUSTRIA, verificherò il tutto e poi agirò di conseguenza come sono abituato sempre a fare. Concludendo è vero NON sono proprio interessato ad una discussione, ma bensì a un pacato e sereno scambio di opinioni e di riflessioni che portino a migliorare la reciproca CONOSCENZA !!! SALUTONI

  23. Mario RampichiniNo Gravatar scrive:

    Ho appena scoperto questo blog e lo trovo estremamente interessante. Ringrazio Antonio Pascale per le chiare ed esaurienti informazioni e mi trovo d’accordo, da profano ma con mentalità scientifica (sono un chimico), con le sue considerazioni. Ci siono solo due particolari che mi disturbano: il primo è l’ospitalità concessa agli anonimi, anche se, come SDEI e cishkeiflogiè, non apportano contributi positivi alla discussione; del resto in quasi tutti i blog gli anonimi (anonimi per i lettori, non, immagino, per la redazione) hanno libero accesso, a mio parere a torto. Il secondo è la sua osservazione “non voto a destra, quindi non offenda”, che spero sia una gaffe istintiva, altrimenti sarebbe offensiva per gli elettori di destra. Non per me che non voto a destra, nè a sinistra, né al centro, ma SOPRA: infatti sono LIBERALE.

  24. cishkeiflogièNo Gravatar scrive:

    SDEI, finchè questi personaggini che li intervista (purtroppo) solo il Giornale, non riusciranno a comunicare in maniera decente…informare sugli ogm sarà cosa dura. Consiglio un bel master in comunicazione della scienza!!!

  25. cishkeiflogièNo Gravatar scrive:

    Gentile Rampichini, al contrario di quanto può sembrare a lei e ai paladini della scienza, se sono finito su questo blog è perchè cerco anch’io di farmi un punto di vista più science based su questi ogiemme. Quello che non capisco e perchè si richieda al lettore di parlare a “botte” di pubblicazioni e riferimenti bibliografici se non gli si risponde. Consideri dott. PAscale che se le ho posto quei quesiti è perchè mi aspetto una risposta (seria) che li contraddica e sono molto deluso che lei per partito preso non risponde ad affermazioni sostenute da una bibliografia. Grazie per l’attenzione.

  26. luca corelli grappadelliNo Gravatar scrive:

    Caro cishkeiflogiè, per carità non vada via da questo blog! Se si cerca con mente aperta, finisce che si trova. Il problema sul dibattito OGM è proprio qui: opinion makers ampiamente squalificati a parlare (ma dotati di accesso mediatico illimitato) hanno sbattuto il mostro in prima pagina (con linguaggio terroristico, ed è stata una loro scelta) fin dal primo momento, e lì è rimasto, e non si riesce più a dire con calma cose sensate.

    Prenda il virgolettato scritto da SDEI il 19 marzo: “la pianta OGM … si trasforma in HUMUS e poi via via su per la catena alimentare arriva alla nostra tavola”. Questa affermazione è facile da contestare senza avere grosse conoscenze scientifiche o far pesare posizioni professionali (anzi, se SDEI è un tecnico agricolo non l’avrebbe neanche dovuta scrivere): la pianta OGM ha sì geni diversi, ma questi, come quelli della pianta non OGM, sono composti di DNA, che è fatto degli stessi elementi chimici di tutto il DNA. Quando una pianta muore e si trasforma in humus il DNA, che è fatto di carbonio, idrogeno azoto, fosforo, solfo ecc., viene ceduto IN FORMA ELEMENTARE al terreno e alla micro/macroflora che in quel terreno vive. Bottom line: l’humus derivato da qualsiasi pianta, OGM o no, non è un veicolo di trasmissione di geni/DNA. Perchè allora citarlo come tale? Inoltre: quando mangiamo carne, pesce, vegetali, ingeriamo DNA contenuto nelle cellule di tutti questi alimenti. Questo non vuol dire che assorbiamo quel DNA, che esso viene incluso nel nostro DNA e che lo esprimiamo nei nostri tessuti. Altrimenti, i vegetariani dovrebbero essere verdi! La battuta serve a dissipare la tensione, ma anche a ricordarci che non ci serve abbandonare il rigore metodologico quando parliamo di cose serie.

    Se mi permette, anche lei, cishkeiflogiè, potrebbe introdurre i suoi argomenti con più spirito costruttivo. E’ interessante leggere il suo punto di vista sui tensioattivi, però mi viene da pensare che tutti i prodotti che si applicano in agricoltura contengono questi formulati. Dunque, se sono dannosi, è su di essi che occorre puntare l’indice, mentre farlo solo sul più verde di tutti i diserbanti mi sembra poco giustificato, se non servisse a sostenere una posizione molto intransigente sugli OGM. Sicuro che non vorremmo avere i tensioattivi, il glifosato e quant’altro, però non per ritornare a dover applicare atrazina o, peggio ancora, mandare le mondine, che non ci sono più per una buona ragione. Ha mai provato a diserbare a mano anche solo l’orto?

    Un’ultima riflessione su quello che leggo su questo (e altri blog): il confronto è molto centrato su alcune specie: riso, mais, soia, e adesso patata. In Italia però abbiamo posizioni di leadership in altre produzioni agricole, come quelle frutticole, che avrebbero grandi vantaggi da OGM, ad esempio per resistere ad infezioni fungine, insetti dannosi, ecc. Queste produzioni sono troppo piccole economicamente per interessare le multinazionali, e quindi non corrono il rischio di venire sfruttate commercialmente da pochi (e antipatici ai più) attori. Di più, in Italia c’è ottima ricerca pubblica con risultati d’avanguardia proprio in queste produzioni. Per questa e altre ragioni, questi OGM potebbero non dare origine a sfruttamenti commerciali quali quelli che si paventano per il gliphosate, ma su queste piante non c’è dibattito, perchè esso si è acceso e continua quasi sempre su questioni che sono molto lontane da noi (ad es. golden rice in Asia, farfalle monarch, residui gliphosate in Argentina). Per carità, ci dobbiamo preoccupare di tutto, però ci si può chiedere fino a che punto è legittimo che preoccupazioni relative all’Argentina debbano condizionare il nostro fare, se ci condanniamo così da soli a continuare ad applicare grandi quantitativi di fungicidi nel nostro ambiente, che potremmo evitare di applicare?

    Vuole una provocazione? Nel prossimo futuro di agricoltura sostenibile ci sono ex-produttori biologici che coltivano OGM perchè molto più rispettosi del coltivatore, del consumatore, e dell’ambiente. Non servono motivazioni economiche a voler andare in questa direzione: è sensato farlo! Si dà però il caso che questi obiettivi siano completamente compatibili con legittime aspirazioni di benessere economico di produttori agricoli, che, mi creda, non se la stanno per nulla passando bene nel nostro paese. Che male ci sarebbe allora?

    Cordialmente.

  27. antonio pascaleNo Gravatar scrive:

    Caro cishkeiflogiè, non sempre riesco a seguire la discussione, me ne scuso, per accidenti vari ma non certo per farle un dispetto. mettiamola così: gli erbicidi inquinano, ma anche le le malerbe inquinano i raccolti - quando contadini intossicati con il pane fatto con farina e loglio -. Quindi siamo costretti a scegliere l’inquinante che fa meno danni. Tutto qui. Il glifosate - ma tante nuove formulazioni e non solo erbicidi - sono molto meno pericolose rispetto a tanto tempo fa - gli studi che lei cita sono abbastanza vecchi e non sono nemmeno sicuro siano in peer reviev. Il Glifosate nelle nuove formulazione è poco tossico. Come avevo già cercato di spiegarle, agisce per via fogliare, ci sono maccchine fatte apposta per intervenire in post emergenza (che usano anche questi benedetti contadini argentini, sono molti tecnologizzati) così si risparmia in passaggi in campo e dosi. Cioè gli inteventi sono più mirati. Inoltre, solo una bassa quantità di principio attivo arriva sul terreno,a differenza di altri erbicidi che invece vengono applicati in presemina, quindi scendono nel terreno per beccare e devitalizzare i semi delle infestanti.L’ottimo Bressanini, un chimico molto serio, spiega in quel post che la quantità di erbicia è sì aumentata ma solo perché è aumentata la superfice coltivata a soia bt. Questo significa che il prodotto conviene, e credo funzioni pure. Guardi che gli imprenditori agricoli non si lasciano ingannare facilmente. Sono dei veri sperimentatori, a tutti gli effetti. Se il prodotto non funziona in campo non ci pensano due volte a levarlo di mezzo, ne si fidano delle belle pubblicità delle industria chimica. Ora, non voglio farle credere che io sia uno propenso a mantenere lo status quo e cioè: la chimica. La simpatia che nutro per le biotecnolgie si basa proprio sulle tante potenzialità inespresse, come giustamente sottolinea Luca Corelli (che ringrazio per la giusta precisazione). Purtroppo queste potenzialità non sono sfruttate a dovere, per tante ragioni - una su tutte il blocco della ricerca pubblica sugli ogm - che se vuole può approfondire su questo sito. la saluto, alla prossima,spero.

  28. francescoNo Gravatar scrive:

    sulla questione OGM ho solo un appunto da fare, in alcune riviste scientifiche come Nature si pone in risalto il fatto e parlo di fatto che nelle aree di grande sviluppo delle piante OGM, gli alveari si spopolano in maniera molto più marcata, a volte con una mortalità pari al 100%.
    senza delle ricerche specifiche non si può affermare che OGM = morte della microfauna, ma come minimo è un campanello di allarme, perché purtroppo il problema degli OGM e che quando vengono inseriti in un ambiente difficilmente possono essere totalmente bonificati nel caso le cose vadano male.

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