L’inquinamento di alcuni gas serra prodotto dalla natura è più rilevante di quello antropico

23 Gen 2009
Post2PDF Versione PDF

(AGI) - Washington, 22 gen. - (NOTIZIA CON EMBARGO ORE 20) Quanta parte dei gas serra e di altri idrocarburi volatili inquinanti e’ prodotta dall’uomo e quanta dalla natura? A questa domanda stanno rispondendo alcune ricerche condotte dal geologo del petrolio Giuseppe Etiope dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), in collaborazione con Paolo Ciccioli, chimico dell’atmosfera del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Montelibretti che hanno rivoluzionato le convinzioni sui bilanci delle emissioni in atmosfera. L’ultima novita’ in proposito, pubblicata sulla rivista Science, ci rivela che significative percentuali di idrocarburi volatili come l’etano e il propano derivano dal degassamento terrestre. Entrambi questi idrocarburi hanno un ruolo importante nella formazione, in seguito a processi fotochimici, dell’ozono troposferico, un gas nocivo per la respirazione (invece come e’ noto l’ozono stratosferico svolge il ruolo positivo di filtro delle radiazioni solari ultraviolette, ed e’ quindi da preservare). In precedenza lo stesso Giuseppe Etiope, con un altro gruppo di ricerca aveva determinato le emissioni geologiche di metano e aggiornato il rapporto dei cambiamenti climatici redatto dall’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), organo delle Nazioni Unite. Nel 2007, l’ultimo rapporto Ipcc riporta per la prima volta le scoperte dell’Ingv. Recentemente Etiope ha dimostrato che anche le emissioni geologiche di gas dalle rocce del sottosuolo, ovvero il naturale ‘respiro’ del pianeta Terra, sono una fonte importante di metano: esse costituiscono almeno il 10 per cento delle emissioni totali di metano in atmosfera e sono maggiori di altre fonti naturali o indotte dall’uomo.
Oggi, Science ha pubblicato il nuovo lavoro di Giuseppe Etiope e del collega del Cnr, Paolo Ciccioli, che indica come il degassamento terrestre e’ responsabile anche dell’emissione di notevoli quantita’ di etano e propano (idrocarburi piu’ complessi del metano) che possono avere un impatto notevole per la produzione di ozono. Le ricerche, suggeriscono che almeno il 17 per cento di etano e il 10 per cento di propano emessi in atmosfera derivano dal degassamento terrestre. “Siamo partiti dai dati relativi alle emissioni di metano che abbiamo pubblicato negli anni precedenti - ha spiegato Giuseppe Etiope - abbiamo poi esaminato le quantita’ di etano e propano che si ritrovano insieme al metano nelle esalazioni geologiche e quindi calcolato i loro flussi. Un esercizio relativamente semplice ma che ha dato un risultato sorprendente”. Queste emissioni di idrocarburi si trovano principalmente nelle aree petrolifere: il gas accumulato nei giacimenti spesso fuoriesce e arriva in superficie naturalmente, attraverso faglie e rocce fratturate. Questo fenomeno, detto ’seepage’ e’ piu’ diffuso di quanto si spensi. Giuseppe Etiope e’ uno dei maggiori esperti di ’seepage’ e le sue ricerche hanno rivoluzionato gli inventari globali delle sorgenti di metano. L’agenzia americana per l’ambiente (Epa) e quella Europea (Eea) stanno entrambe riformulando i loro inventari. Ora dovranno cambiare le tabelle anche per l’etano e propano. “Questo risultato - ha spiegato Enzo Boschi, presidente dell’Ingv - conferma che i processi geologici e geofisici, come il degassamento di idrocarburi, possono avere un impatto significativo sull’atmosfera e nell’ambiente in generale”. (AGI)

Lascia un tuo commento

Per allegare una vostra immagine a fianco ai commenti registrarsi al sito Gravatar. Quando inserite la mail in fase di commento, bisogna usare la stessa mail che avete usato per registravi al Gravatar

Nella categoria: News, OGM & Ambiente

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…