Lo scippo dell’etica - di Alberto Guidorzi

15 Mar 2011
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Ieri mattina, domenica, nel recarmi a Mantova ho acceso la radio e per caso sono capitato su “Radio 24″ dov’era in atto una trasmissione e subito sono stato colpito da una frase pronunciata appena sintonizzato: “Il vivere etico”.

Mi sono soffermato ad ascoltare. Il conduttore ha presentato la scelta di una Signora che ha cambiato vita, da funzionaria di un istituto finanziario si è messa a fare l’apicoltrice. Ha descritto com’è maturata la scelta ed ha detto che lo stimolo maggiore è stato un “vivere più etico”. In seguito è intervenuto un Signore che ha rilevato un’attività, in atto nell’ospedale psichiatrico di Trieste prima della chiusura, ha formato una cooperativa per importare filati dall’India e procede alla stampa “ecologica”. Questi prodotti poi venivano venduti attraverso negozi della catena “equo-solidale”. Anche l’intervistato finì per affermare che era soddisfatto perché aveva scelto un “vivere etico”.

Ne ho concluso che se loro erano convinti che “vivevano più eticamente”, di conseguenza consideravano che tutti gli altri, me compreso, “vivevamo meno eticamente o al limite senza nessuna etica”.

Evidentemente mi sono ribellato in questo modo di farmi classificare, anzi di voler giudicare moralmente il prossimo in modo così trançant. Mi sono anche detto: “ma questo rasenta l’integralismo, non ne abbiamo abbastanza di quello islamico?”.

Tuttavia è stato inevitabile, almeno per me riandare per un po’ alla mia vita professionale nel mondo del commercio e dell’agricoltura e analizzarli da un punto di vista del “vivere eticamente” che mi rinfacciavano di non aver fatto o almeno che loro facessero meglio di quanto avevo fatto io.

La prima cosa che ho analizzato è stato il rapporto con gli agricoltori nel proporre loro la vendita di novità in fatto di sementi selezionate e migliorate. Subito mi sono detto: “Ma come, non è classificabile tra il commercio equo-solidale il fatto di proporre sementi che hanno apportato un vantaggio all’agricoltore, ad un prezzo scaturito da libera concorrenza con altri fornitori?
Io non ho rubato niente a nessuno, quando ho proposto, in luogo del seme plurigerme di bietola che obbligava tutta la famiglia degli agricoltori a vivere giornate primaverili inginocchiata sul terreno a diradare le troppe piantine che crescevano le une troppo accostate alle altre. Ho contribuito a sollevarli da un immane sacrificio e lasciarli liberi di svolgere altre mansioni. Forse non è etico questo? Il prezzo maggiore del seme è stato compensato largamente dal tempo risparmiato, senza contare la fatica ed il disagio che si evitava. Più equo solidale di questo?

Sono stato eticamente reprensibile, quando ho loro proposto dei semi conciati con neonicotinoidi che permettevano loro di proteggere la giovane piantina che avrebbe così generato pressoché sicuramente una radice da cui sarebbe stato estratto un cucchiaino di zucchero o due pannocchie che avrebbero dato una fetta di polenta? E’ più ambientalmente sostenibile usare pochi grammi di principio attivo o lo spargimento generalizzato a pieno campo delle quantità importanti di geodisinfestanti, come si è obbligati a fare ora che i neonicotinoidi sono stati interdetti? Ora m’incolpano di aver contribuito a provocare la moria delle api, ma senza dimostrarlo, anzi sembra proprio che la moria delle api sia il frutto dell’intensificazione dell’apicoltura con insorgenza di virus nuovi, della somministrazione insensata di acaricidi per combattere la varroa, come il Rotenone usato ancora in agricoltura biologica, seppure proibito perchè sospettato di provocare il Parkinson.
Non sono stato solidale con loro quando ho proposto un seme migliorato per la resistenza al virus della rizomania, un vero flagello che impediva di coltivare? Non sono stato equo quando ho chiesto loro un piccolo aumento di prezzo del seme?

Ho tenuto un comportamento egoista, quando ho consigliato gli agricoltori di seminare presto perché era molto più probabile che le loro piantine fossero sfuggite ad un’eventuale gelata tardiva in quanto più cresciute e più resistenti? Quando ho consigliato loro di fare il diserbo localizzato sulla fila in modo da distribuire molto meno prodotto ho attentato all’ambiente o al contrario l’ho salvaguardato? Quando ho detto loro di non concimare con potassio, pur essendo la bietola una pianta potassofila, perchè i nostri terreni hanno naturalmente dotazioni sufficienti di questo elemento, oppure quando ho detto loro di limitare allo stretto indispensabile con le concimazioni azotate altrimenti avrebbero sviluppato troppo l’apparato fogliare e danneggiato in definitiva l’accumulo di zucchero nella radice, ho forse contribuito all’inquinamento ambientale o l’ho in realtà preservato? Ho protetto più l’ambiente, quando ho consigliato una copertura anticipata del suolo da parte delle foglie, e non troppo abbondanti, in modo che tutte ricevessero una quantità ottimale di irraggiamento solare per fotosintetizzare di più e con maggior rendimento?
Non ho forse contribuito a salvaguardare meglio l’ambiente quando ho proposto varietà di seme bietole migliorate perché più tolleranti alla cercospora (malattia fungina che fa seccare le foglie) permettendo agli agricoltori di diminuire il numero delle irrorazioni delle foglie con fungicidi? Al posto di far 5/6 trattamenti ho permesso loro di limitarli a due in media.

Ero ormai in prossimità della città e stavo cercando di parcheggiare, ma ormai avevo tratto le mie conclusioni. Ero sicuramente stato più etico io; loro dicevano di vivere eticamente solo per appagare un’aspirazione personale (o per respingere una loro frustrazione?). In fatto di comportamento equo-solidale avevo contribuito ad apportare molta più solidarietà io agli agricoltori e con molta più equità, se si faceva il rapporto costo/benefici, che tutti loro vendendo il loro miele a prezzi ben superiori alla concorrenza o tessuti che per il modo artigianale con cui erano ottenuti potevano essere acquistati solo da chi accettava di scambiare il maggior prezzo con un appagamento moralintellettuale. Caso ha voluto che vedessi gente entrare in una chiesa e quindi decisi di entrare anch’io per assistere alla S.Messa domenicale. Ho approfittato per confessarmi, ma non mi sono certamente accusato dall’agire peccando d’etica o di scarsa carità verso il prossimo. In definitiva ero solo stato scippato di un concetto morale che mi era sempre appartenuto.

13 commenti al post: “Lo scippo dell’etica - di Alberto Guidorzi”

  1. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Bel colpo Alberto!
    Non ci conosciamo personalmente, ma ti stimo e apprezzo via “Salmone”.
    Molto ben scritto il tuo intervento. Giuro che anch’io quando mi confesso non credo di aver peccato per le azioni che opero nella mia Azienda Agricola. Semmai potrei andarne fiero per il contributo gratuito che reco alla “Comunità” in termini di paesaggio, equilibrio ambientale, sostenibilità (non so cosa voglia dire, ma ci sta…). Ma non me ne vanto col Parroco.
    OGM si OGM no… Lasciamo al tempo, cercando di accelerarlo, la sentenza a mio avviso scontata.
    Per quanto mi riguarda, sapendo molto bene quanti “pesticidi” (termine da cancellare dal vocabolario italiano) usiamo in campagna non ho esitazioni: OGM SI !

    Franco Nulli

    P.S. Per quanto ne so io, ma potrei sbagliare e chiedo di correggermi, le banane “equosolidali” sono ancora trattate (o possono esserlo) con DDT. Qualcuno me lo può confermare o smentire?

  2. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    @ Franco

    Franco grazie, ma vedrai che ci conosceremo.

    Se ti fa piacere autorizzo “salmone” ad inviarti la mia Mail così rimaniamo in contatto meglio.

    Volevo però farti leggere questo che ho trovato su un link di agricoltura biologica:

    “E’ importante anche ricordare che gli agricoltori e i produttori biologici non sostengono che i propri prodotti hanno un sapore migliore degli altri, ma solo che hanno un sapore genuino, perchè sono realizzati in maniera naturale.”

    Io non ho capito nulla, ci capisci qualcosa tu?

    Secondo loro tu non produci naturale, forse hai una catena di montaggio che costruisce le spighe di frumento?

    P.S. Non so se le banane sono state trattate con il DDT, so solo che il recente scandalo delle uova e dei polli alla diosiina tedeschi sono il frutto di una carico di mais arrivato dall’Ucraina via mare in Olanda e dichiarato biologico. Da qui è stato fabbricato il mangime che che è stato distribuito agli allevamenti biologici europei. La certificazione tedesca ha analizzato le uova e le ha trovate solo un po’ contaminate e non ha detto nulla, ma succesivamente è stata obbligata a denunciare il caso perchè la contaminazione era molto cresciuta. MA LA DIOSSINA ERA NATURALE E GENUINA.

  3. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Lo confesso pubblicamente!
    Io nei miei campi non ci vado nemmeno… Non so nemmeno come siano fatti !
    Nei sotterranei della mia cascina (sotterranei che non ho in quanto il livello dell’aves é a -80 cm) ho costruito con l’aiuto di Archimede Pitagorico, ispirandomi a disegni originali di Leonardo da Vinci del Codice Atlantico, una macchina miracolosa.
    Alimentata con la forza del vento, sfruttando l’energia solare quando il vento manca, con l’aiuto della forza dell’acqua quando vento e sole non si fanno vedere produce, senza l’ausilio di sementi (non sementi OGM; proprio senza sementi!) chicchi su chicchi di granoturco. Le proteine provengono dalla sintesi delle componenti dell’aria e da alcune flatulenze (per il carbonio) di tutte le nutrie che hanno colonizzato i miei campi grazie alla politica di contenimento attuata dalle nostre Istituzioni con le mitiche gabbie…
    Ho smesso pertanto di comprare, con un sensibile contenimento del costo di produzione, il cloroformio con cui mi chiedevano di sopprimere senza dolore e sofferenza i poveri animaletti che più volte mi hanno aggredito.
    Non sono nemmeno costretto a tenere in funzione il congelatore (risparmio energetico) in cui stoccavo le carcasse in attesa del ritiro da parte dell’addetto della mia Provincia che é venuto una sola volta in 4 anni.
    Li lascio vivere, riprodursi al ritmo di 20 cuccioli annuali e produrre i mercaptani (CH3SH) utili alla mia macchina di Archimede/Leonardo per la fornitura del carbonio necessario.
    Non ho problemi di afla/micotossine. I miei chicchi di granturco vengono prodotti con un’umidità costante pari a 13% di H2O (grazie Archimede per la perfetta taratura!), un punto percentuale sotto quello di legge per la commercializzazione.
    Ho anche abolito l’impianto di essiccazione/stoccaggio. Produco direttamente a bordo camion (con adeguato sistema di trasporto alimentato a celle fotovoltaiche) quando se ne presenta l’occasione. Solamente devo concordare con il trasportatore i ritiri nelle sole giornate di sole. Ma non é un grosso problema.
    Ho smesso di curarmi della manutenzione dei canali della mia azienda agricola, non mi serve più.
    Mi portava via, la loro manutenzione, un sacco di tempo!
    In autunno ho avuto un piccolo problema, ma credo non sia un danno.
    In occasione di una pioggia insistente si é allagato il paese dove abito a causa della mancata manutenzione dei canali. Fortunatamente le case hanno un paio di gradini prima dell’ingresso e quest’anno non si é allagato il piano terra. Anche qui comunque posso trovare il lato positivo. Quando si é ritirata l’acqua, a fine pioggia, ho potuto preparare per tutta la famiglia una magnifica frittura di pesce semplicemente rastrellando il cortile di casa: molto buona.
    Oltre al resto, recuperando il materiale post alluvione, ho formato un deposito di materiale organico che sto pensando di utilizzare per creare un deposito di compost per l’orto famigliare (concime organico) e, essiccato al sole durante l’estate, per il riscaldamento della mia abitazione il prossimo inverno.
    Che bello…

    Ciao Franco Nulli

  4. Achille GhidoniNo Gravatar scrive:

    Interessante il tuo Intervento, Alberto. ‘Passa a bio”. Questo spot, che attira i consumatori su prodotti realmente esistenti, manda un messaggio poco trasparente, fondato su qualcosa di inesistente: un’agricoltura senza pesticidi, che promette una salute migliore. Allo stato attuale, questa è solo una promessa, più vicina all’utopia che alla realtà, quindi anche truffaldino. Aziende e Industrie alimentari sedicenti ‘Bio’, dichiarano (a parole) che i loro prodotti (da cosiddetta coltivazione biologica) sono stati ottenuti senza impiego di sostanze chimiche, quando è arcinoto che, senza l’aiuto della chimica, l’agricoltura ripiomberebbe rapidamente ai tempi dell’età della pietra. Quelli che si presentano come predicatori bio-asceti, sono in realtà dei bio-ebeti, che in alcuni casi sono più vicini alla bio-criminalità, quando propongono una truffa.
    Non è solo in Agricoltura che avviene lo scippo dell’etica. Si stanno diffondendo negozi e cooperative che, all’insegna di “eco-qualcosa”, (che loro definiscono etico, equo, solidale o quant’altro di simile, ti rivendono le cartucce esaurite per la stampante, ma riempite con toner (non originale) al prezzo di quelle nuove se non superiore…
    Anche in questo caso si assiste a uno scippo, che alza continuamente il tiro, perchè mira direttamente alle meningi di quanti ci cascano. Okkio !

  5. franco nulliNo Gravatar scrive:

    “eco.qualcosa”… di Achilla Ghidoni

    Vi faccio partecipi di un aneddoto famigliare.
    20 anni fa circa sono andato con mia moglie a comprare una giaccavento per il mio bimbo di 2/3 anni.
    Trovato il modello giusto, il colore adatto, tutto a posto…
    Arrivato alla cassa ho letto l’etichetta: “Tessuto ecologico”…
    Costava anche poco, era veramente bellina, ma la ho riportata in ordine sullo scaffale!
    Sarò un talebano, ma aborro il prefisso ECO a sproposito..
    Vi assicuro che all’ambiente tengo moltissimo: la mia spazzatura é rigorosamente differenziata, quando vado in montagna non lascio la bottiglia PET sul ghiacciaio e la posto a casa, in mare non getto la spazzatura (il nocciolo delle pesche lo confesso: si!), ma la porto nei cassonetti del porto, non faccio la pipì sui muri di Milano, raccolgo dai miei campi non so quanta spazzatura gettata dai maleducati a bordo strada, la differenzio e la smaltisco, …e chi si proclama “eco”, spesso in malafede proprio non lo sopporto!

    Ciao Franco

  6. DiegoNo Gravatar scrive:

    Guidorzi lieto di incontrarti nuovamente, (ti seguo a mo’ di Pollicino). Quello che hai descritto in maniera così efficace è la “summa” della professione di noi Agronomi, purtroppo ci tocca il rovescio della medaglia … Capanna. A volte penso che sia la punizione divina per aver scelto una professione così affascinante, in ogni caso tutti noi troveremo sempre sui nostri passi un tizio qualunque pronto a dare i voti o giudizi sui comportamenti delle persone, l’importante è ignorarlo e … passarci sopra. Saluti

  7. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    @ Diego

    Spero che tu sia più giovane di me e che quindi tu possa assistere alla rivalutazione dei principi di agronomia che abbiamo studiato. Anzi penso che questo tempo non sarà lontano in quanto prevedo che il cibo diventi una fonte di spesa non più trascurabile per le famiglie e quindi si capisca che le nostre possibilità nazionali di produzione di derrate alimentari debba essere sfruttata compiutamente sia in superficie che in produzioni unitarie aumentate, altro che, produzioni di biomasse energetiche, ricoprimento di buona terra con pannelli fotovoltaici, produrre biologico perdendo dal 30 al 60% della produzione o addirittura seguendo le farneticazioni di Steiner o di Fukuoka secondo le quali le corna trasmettono energia vitale alla terra o che non bisogna arare, zappare, concimare o proteggere le piante.

  8. AgrobacteriumTNo Gravatar scrive:

    Premesso: non è mi intenzione screditare l’autore del post rispetto alle sue comprovate competenze in Agronomia però…un’ulteriore lezione di etica (come se non bastassero quelle che lui cita) non la voglio.
    “In definitiva ero solo stato scippato di un concetto morale che mi era sempre appartenuto. ” Certo…anche quando da giovane pescavi con le bombe?

  9. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Premesso: sono un marito fedele, non ho mai tradito mia moglie e la mia famiglia in genere e non é mia intenzione di farlo nel futuro.
    Confesso però che da giovane sono arrivato ad avere 4 ragazze contemporaneamente e con molto piacere…

    Morale: se anche Alberto Guidorzi da giovane avesse fatto la cretinata di pescare di frodo e persino con le bombe, nessuno mi toglie dalla testa, pur non conoscendolo personalmente, che oggi sia cambiato e non lo farebbe mai più.
    Le persone di buon senso maturano nel corso della vita e in maturità, pur non disconoscendo anche gli errori di gioventù, tendono ad essere migliori.

    Franco

    P.S. scusami Alberto per la difesa d’ufficio non richiesta e sicuramente non dovuta, ma mi é uscita dalle viscere…

  10. AgrobacteriumTNo Gravatar scrive:

    P A T E T I C O

  11. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco grazie per il supporto.

    Tuttavia adesso ti spiego a quale grado di “deformazione mentale” può arrivare un individuo come AgrobacteriumT.
    L’episodio l’ho raccontato per apportare conferma ad un commento sul Blog di Bressanini sulla la bontà del pesce dei mari della Sardegna . Ho raccontato che nel 1965, in qualità di ufficiale cpl di cavalleria, mi trovavo nel poligono militare di Capo Teulada in Sardegna. Qui si svolgevano esercitazioni e con i cannoni dei carri armati si sparava su sagome in mare. Finita l’esercitazione, dato che nel plotone che comandavo vi era un provetto cuoco, buttavamo un po di bombe a mano in mare e ci facevamo una scopacciata di pesce sulla spiaggia del poligono di tiro, avremmo potuto andare a raccogliere quello vicino alle sagome, ma per pigrizia preferivamo rifornirci vicino a riva.

    Subito fioccarono commenti di riprovazione dell’episodio raccontato, al che io risposi che alzasse la mano chi in gioventù non aveva mai commesso un’imbecillità.

    Per me la cosa doveva essere finita li avendo dato ragione a chi mi rimproverava, invece quell’individuo di cui sopra (non merita una qualifica più umana) si vede che ha conservato il “dente avvelenato” nei miei confronti, forse perchè non è mai riuscito ad avere il sopravvento su di me in fatto di argomentazioni obiettive e scientifiche in genetica ed in particolare sulla trasngenesi, e quindi ha ritenuto di trovarmi in castagna in fatto di etica ed ha cercato ancora una volta di esternate la sua frustrazione generata dalla sua ubriacatura ideologica.

  12. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Sai Alberto quello che mi dispiace?
    Tu ti firmi con nome e cognome; io oltre al nome e cognome metto anche una foto, che per quanto brutta, mi definisce inequivocabilmente.
    L’amico “AgrobacteriumT” non si qualifica con nome, cognome e/o foto e, nemmeno con un’accurata ricerca su Google (a meno di mio difetto di ricerca) sono riuscito a capire chi sia.
    Qui sta la differenza fondamentale.
    Noi esprimiamo pareri, giusti o sbagliati che siano, mettendoci la faccia fino in fondo. Volendo anche indirizzo di casa compreso! (basta cercarlo)
    Loro sentenziano credo, ma non ne posso essere certo non conoscendo il loro profilo professionale, senza averne le competenze e sopratutto senza evidenziarsi.
    E’ il classico giochetto di gettare il sasso nello stagno scappando poi di corsa senza far sapere chi ha provocato l’onda.

    Per quanto riguarda la tua pesca “poco sportiva” a Capo Teulada hai tutta la mia approvazione.
    A quei tempi pescavo aragoste con le mani in Sardegna vicino alla spiaggia e il peccato era veramente veniale. Quanto pesce c’era…
    C’era tanto pesce (parlo di Punta Capriccioli, agli antipodi della Sardegna rispetto a Capo Teulada) che dalle mie nasse buttavo via al mattino il 90% dei pesci che pescavo durante la notte (e le nasse a quei tempi erano proibite in Sardegna, oggi non so) tenendo solamente le prede più pregiate per la cena della sera.
    Oggi purtroppo sono diventato intollerante al pesce, ma se ci fosse ancora quello che c’era 40 anni fa giuro che metterei ancora le nasse, seppur proibite, per fare una bella grigliata a mia moglie e mio figlio…
    Oggi purtroppo cerco disperatamente di pescare qualche miserabile sgombro nelle acque dell’Isola d’Elba con scarsissimo successo. Ma non credo sia colpa degli OGM…
    Forse ci sarebbero, almeno in Italia, battaglie più utili da combattere per aiutare il nostro “sistema economia” che non gli OGM.
    Un esempio? la disastrosa rovina delle coste italiane che si é lasciata progredire negli ultimi 30/40 anni.
    Un esempio? Parliamo di Sardegna.
    Sono stato per circa 10 anni “ospite” della Costa Smeralda quando era in costruzione (dagli anni ‘70).
    Pescavo aragoste con le mani e ho smesso di andarci quando i fondali fra 0 e -10 metri erano ormai coperti di alghe, i pesci cominciavano a latitare e le aragoste le trovavo solo sotto i 12 metri, ma solo nelle isolette di Mortorio, Mortoriotto, Soffi, Camere etc…
    Forse una pubblica amministrazione che avesse imposto rigorosi criteri di depurazione delle acque di scarico in mare avrebbero potuto evitare tale scempio.
    La distruzione di un ecosistema come quello della Sardegna di quegli anni é, a mio avviso, molto peggio dell’introduzione di un mais (o soia) OGM nei nostri campi.
    E l’isola d’Elba che frequento oggi non é diversa.
    E non parliamo per cortesia di biodiversità!
    Sanno i soloni anti-OGM che la stessa varietà di mais che io coltivo oggi per fare polenta é identica alla stessa varietà OGM -BT, esente dalla piralide e, di conseguenza dalle tossine derivanti? Credo e temo di no…
    Ora smetto perché sto parlando di troppi argomenti…

    Ciao Franco

  13. Coda di LupoNo Gravatar scrive:

    @Franco Nulli (nomen omen?) prova a cercare “agrobacterium tumefaciens”, forse sarai più fortunato. Mi scusi se ti do del tu ma in fondo lei capirai.

    @Guidorgi
    Giochiamo a non capire? Indipendentemente da chi sono io e chi e lei,
    lei sostiene di essere stato etico nel fare il suo lavoro, e ci mancherebbe, anzi ci vorrebbero più guidorzi se davvero è così. Tuttosommato la manfrina con chiosa sulla santa messa, in un blog di scienza non lo so…mi sembra piuttosto inopportuna. Poi riguardo al “pescare con le bombe a mano” [cit.] bhè lascio alla sua coscienza le valutazioni quanto sia coerente con quello che predica oggi.
    Chi predica deve essere immacolato. Orevoir

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