L’onere della prova

03 Giu 2014
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Divieti sine dia, senza alcuna motivazione scientifica e senza nemmeno dei livelli soglia (0,01, oppure 0, 0000000000000000000001?).
La domanda diventa: quando mai un “presidio” Slow Food ha mai passato una clausola di salvaguardia?
Leggi L’articolo di Carlo Petrini

4 commenti al post: “L’onere della prova”

  1. Enrico MarsiliNo Gravatar scrive:

    Continuo a proporre il divieto di usare antibiotici per chi chiede esperimenti di lungo termine a termine indefinito per valutare la “pericolosita`” degli OGM. E consiglio agli stessi individui di leggersi qualche cosa sui rischi accettabili nella vita e nell`industria.

  2. roberto defezNo Gravatar scrive:

    notate che l’onere della prova non dice con quale grado di sicurezza e se esista un rischio accettabile: qui si chiede il rischio zero.

  3. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Si chiede semplicemente che non si inquini l’ambiente (transgeni nei cloroplasti) e poi etichettatura e libero mercato.

  4. Enrico MarsiliNo Gravatar scrive:

    Roberto, e` proprio questo il punto. Come si fa a spiegare che il rischio zero cè`solo in condizioni di equilibrio termodinamico (cioe`MORTE)? Come si fa a spiegare a chi non vuol capire che l`agricoltura convenzionale comporta dei rischi non zero, quali contaminazioni e micotossine?

    Ogni anno devo presentare la valutazione del rischio per il laboratorio che conduco. Ogni anno la responsabile della sicurezza mi ripete la stessa cosa: fosse per lei, cioe`se si potesse minimizzare il rischio, nessuno uscirebbe di casa…

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