Il solco tracciato

08 Mar 2011
Post2PDF Versione PDF

GianTommaso Scarascia MugnozzaGianTommaso Scarascia Mugnozza lascia davvero un vuoto incolmabile, ma anche un insegnamento chiaro che va perseguito. (Articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale)

Leggi “Il signore degli OGM” apparso su il sole24 ore.

A questo articolo segue un interessante confronto in cui Manuela Giovannetti critica l’articolo di Corbellini e le risponde direttamente il direttore del Sole 24 ore Gianni Riotta sul Sole24Ore dell’8 Marzo.

Leggi “Gli Ultras e gli OGM, lasciamo gli slogan fuori dalla Scienza

Segue ancora ildibattito Pisano

I Prof. Amedeo Alpi e Sergio Bartolommei intervengono sulla vicenda del grano Creso OGM

Leggi Spaghetti OGM

24 commenti al post: “Il solco tracciato”

  1. bacillusNo Gravatar scrive:

    “Ovviamente lo sa che la varietà di grano duro Creso non è un OGM, ma ci prova”.
    Si riveda un attimo, la professoressa, il significato di quell’acronimo: Organismo Geneticamente Modificato. E’ un’espressione che si adatta alla perfezione a quella varietà di grano. Senza alcun dubbio.

    Se poi OGM è diventata la sigla che identifica organismi ottenuti attraverso tecniche del DNA ricombinante, è un altro discorso: si tratta di una convenzione ormai diffusa, ma che dal punto di vista semantico non è corretta nel momento in cui escludono altre tecniche simili.

    Ovviamente, nel suo bel ricordo di Scarascia Mugnozza, Corbellini voleva lanciare una provocazione proprio su questo. Peccato che a reagire malamente sia stata il preside di una facoltà di agraria.

    Facciamoci forza…

  2. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    @ Bacillus
    Che un Preside di una prestigiosa facoltà di agraria (ora ai miei occhi un po’ meno) avesse “la coda di paglia” non me lo sarei mai immaginato. Povera la nostra agricoltura con dei formatori di tecnici agricoli di tal fatta.

    I prodotti di transgnesi tipo Creso non sono OGM solo perché è stata coniata una definizione di OGM, che è un vero è proprio bizantinismo, appunto per non dover spiegare perché un OGM cisgenetico ed un mutante (meglio un plurimutante in loci sconosciuti) non fossero assimilabili.
    Infatti la cosa li avrebbe messi in imbarazzo non poco, perché si sarebbe dovuto spiegare (con contorsioni intellettive) come mai un OGM cisgenetico era di per sè pericoloso a priori mentre non lo è stato il Creso; anzi, quest’ultimo aveva a suo favore il fatto che le farine sono state mangiate per decenni da milioni di cittadini del mondo, senza che nessuno ne pretendesse i controlli a priori, e quindi avrebbe smontato il “dagli all’untore” degli anti-OGM.

    Siccome di mutanti per irradiazione se ne continuano a creare e le varietà che si ottengono si mettono in commercio senza controlli , la Ch.ma Preside mi dovrebbe spiegare per quale ragione scientifica le nuove proteine (perfettamente sconosciute) che i geni mutati per irraggiamento producono non devono essere sottoposte agli stessi controlli che esigono a priori ad un cisgene (che produce una sola proteina non tante come un mutante irradiato).

    Per chi non li conoscesse, enumero questi controlli imposti. A chi vuol farsi approvare un tratto cisgenetico e transgenetico s’impone di controllare:
    • Equivalenza di sostanza (non verificabile in un gene mutato per irradiazione e quindi è un controllo che sarebbe stato impossibile da farsi sul Creso.
    • Tossicità cronica e Sub-cronica nei riguardi dell’uomo
    • Test in alimentazione animale se il prodotto ottenuto ha questa destinazione. Per fare i controlli di cui sopra relativavamente al MON 810 sono stati usati e quindi sacrificati: 200 topi, 3792 polli, 144 maiali, 24 torelli, 21.000 larve di salmone, inoltre sono state utilizzate 34 vacche affette da fistole permanenti del rumine e del duodeno. DOVE SONO GLI ANIMALISTI?
    • Aspetti allergenici ( si fa notare che qualsiasi proteina è un allergene potenziale e quindi se in un Cisgene vi è una proteina da controllare, in Creso ve ne sarebbero state decine (almeno) ma siccome in Creso erano sconosciute, per legittima suspicione e per i motivi che ora adducono i contrari agli OGM quel frumento avrebbe dovuto essere messo in quarantena e mai commercializzato.
    • Si pretende che, dato che non sappiamo gli effetti a lungo termine (scientificamente indimostrabili) degli OGM essi siano “congelati”, mentre il Creso si è preferito verificarne gli eventuali effetti deleteri direttamente sulle persone e sui bambini.
    SI CH.MA PRESIDE E’ DAL 1974 CHE GLI ITALIANI MANGIANDO CRESO MANGIANO UN FRUMENTO PERFETTAMENTE ASSIMILABILE (me lo dimostri scientificamente che non è così) AD UN OGM, MA DI QUELLI TOSTI. QUANTI TRATTI GENETICI MODIFICATI HA IL CRESO NEL SUO GENOMA? LEI LO SA?
    Bacillus per tua informazione ti mando l’articolo che ho redatto per Spazio Rurale a questo riguardo..

  3. umbertoNo Gravatar scrive:

    Veramente scioccante vedere come sia caduta in basso la Facoltà di Agraria della mia amata Pisa, che tristezza. Comunque nel 2011 si vota il nuovo preside….speriamo bene.

  4. franco mistrettaNo Gravatar scrive:

    L’emerita professoressa tra l’altro mente perché Corbellini non usato l’espressione OGM, ma ha solo detto che il Creso è una mutazione ottenuta irradiando ecc. ecc. Corbellini è stato corretto e anche preciso mentre la preside (!) ha fatto una forzatura per sostenere che era stata pubblicata una falsità. Una raffinata forzatura che si configura, nella sostanza, come una mascalzonata. Evidentemente le pratiche goebbelsiane della politica si vanno allargando al dibattito scientifico.

  5. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Sono semplicemente ammirato per il livello culturale dei commenti a questo post. Spero che tutti si rendano conto che siete una vera elite culturale del Paese. Grazie.
    Due altre piccole annotazioni:
    1. Manuela Giovannetti è probabilmente lo scienziato più informato e con le posizioni più avanzate del fronte che avversa gli OGM;
    2. Così come gli altri 3 scienziati “cauti” sugli OGM (Monastra, Buiatti, Sorlini), anche Manuela Giovannetti ha sperimentato OGM in pieno campo e chiede di poter continuare a valutare la validità degli OGM sperimentandoli in pieno campo.

  6. bacillusNo Gravatar scrive:

    Saranno “cauti”, prof. Defez, ma quando esternano i loro argomenti (Buiatti ad es.) c’è solo da mettersi l’elmetto e gettarsi dietro una protezione di sacchetti di sabbia. Comunque, dài, diciamo che servono anche queste posizioni sennò uno come può dire che “gli scienziati sono divisi”?

    Piuttosto, a proposito di posizioni subdole, per chi ha tempo propongo l’ascolto della puntata di lunedì di Radio 3 Scienza, servizio pubblico:
    http://www.radio.rai.it/podcast/A0096557.mp3
    Notare il modo distorto e strumentale con cui vengono tirati in ballo certi argomenti.

  7. bacillusNo Gravatar scrive:

    Mi duole riportare questa cosa nel ricordo di Scarascia Mugnozza. Ma forse è bene sottolineare queste contrapposizioni, tanto per ribadire l’utilità della pratica di separare il grano dal loglio.

    Eccolo qui il nostro eroe:
    http://vecchio.blogautore.repubblica.it/2011/03/09/cosi-la-casta-ha-salvato-pecoraro/?ref=HREA-1

  8. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    Vorrei partecipare al dibattito semplicemente riportando il mio personale ricordo del Prof. Scarascia che ho inviato -il 5 marzo scorso-alla Società di Ortoforofrutticoltura Italiana (SOI) e che il Presidente Generale, Prof. Paolo Inglese, ha girato via e.mail ai Soci.

    “Anche se non ho avuto modo di collaborare direttamente con lui, il Prof. Gian Tommaso Scarascia Mugnozza è stato uno dei docenti all’Università che mi ha lasciato ricordi ed insegnamenti indelebili. Sono stato suo studente al corso di Miglioramento genetico delle piante, che, se ricordo bene, fu il primo che egli tenne presso la Facoltà di Agraria di Bari. Allora, il Prof. Scarascia era ricercatore presso il CNEN (ora ENEA) della Casaccia; perciò il suo era un incarico per un corso complementare e semestrale. Le lezioni si tenevano gli ultimi giorni della settimana e lui veniva, prevalentemente in aereo, da Roma dopo che si era assicurato, tramite il giovane Giovanni Pacucci, che almeno i due assidui studenti dei tre iscritti garantivano la loro presenza. Le lezioni si svolgevano intorno ad una scrivania. Il materiale didattico erano appunti ciclostilati e tante foto, formato cartolina, che spiegavano i diversi tipi di selezione, di incrocio, reincrocio, poliploidia e mutagenensi, argomento, quest’ultimo, che lui conosceva benissimo avendo ottenuto, primo al mondo, grani duri a taglia bassa irradiando i semi. Inutile aggiungere la nostra ammirazione quando ci spiegò l’impresa.
    Il Prof. Scarascia, con la sua voce calda e pacata, sembrava sussurrare a noi studenti i suoi concetti e ci guardava per assicurarsi che avevamo capito. Quindi, procedeva. Presi ventinove all’esame. Fui felicissimo anche perchè non davo molto peso ai voti; erano tutti buoni pur di superare un esame. Ma fui ancora più felice quando, al primo mio vero concorso (da Sperimentatore del MAF), capitò un terribile compito di genetica sulla poliploidia che feci trascrivendo quello che avevo appreso direttamente dal Prof. Scarascia senza aver più studiato l’argomento!
    Il Prof. Scarascia, venne a Bari in Cattedra presso il prestigioso Istituto di Agronomia e coltivazioni erbacee che aveva visto passare Pantanelli, Baldoni, Toniolo, Cavazza e dove lavoravo come ricercatore del CNR. Fu allora che mi chiese di fotografare i mazzi dei culmi delle due prime varietà di grano duro a taglia bassa da lui costituite. A Bari fu anche Preside di Facoltà e contribuì in modo determinante a fondare sia l’Istituto di Miglioramento genetico delle piante che il Laboratorio del Germoplasma del CNR. In seguito, a Viterbo fonderà la nuova Università partendo dall’Agraria. Lì fui chiamato a tenere un corso esplorativo (senza esami) di ortofloricoltura per tastare l’interesse degli studenti verso queste materie.
    Gli insegnamenti del Prof. Scarascia mi furono ancora più utili durante la Direzione dell’Istituto Sperimentale per l’Orticoltura di Salerno, dove gran parte dell’attività era dedicata al miglioramento genetico degli ortaggi. Memore della sua lezione, mi trovai a mio agio nel favorire la valorizzazione dell’antico e vasto germoplasma orticolo italiano per ottenere nuove cultivar ed ibridi. Nel 2001 ci trovammo sulla stessa barricata in difesa degli OGM. Ci tenne a farsi fotografare con me ricordando che ero stato uno dei suoi primi studenti. Fu per me un grande onore. Cosa darei per avere una copia di quella foto!”

    CHIUNQUE AVESSE QUELLA FOTO E’ VIVAMENTE PREGATO DI INVIARMI UNA COPIA. GRAZIE!

  9. achille ghidoniNo Gravatar scrive:

    Non farebbe meraviglia l’esternazione della Prof. Manuela Giovannetti, che R.Defez ha definito “probabilmente lo scienziato più informato e con le posizioni più avanzate del fronte che avversa gli OGM”. In base a questo assunto si direbbe che la Prof. è in malafede. In realtà, in base a questa definizione, la preside della Fac. di Agraria, Ordinario di Microbiologia Agraria, si dimostra per quel che è: senza che si mettano in discussione le sue conoscenze microbiologiche (che le hanno valso una cattedra universitaria), la preside di Agraria è avversa agli Ogm per partito preso, avendo sposato le tesi degli ideologi, con totale rinuncia a comprendere cosa sono gli Ogm, da studiosa - si direbbe - pressochè digiuna di genetica. Questo atteggiamento, non è di cautela, ma di sostanziale incomprensione di una materia, la genetica, che non è la sua. Inattendibili, dunque, le sue posizioni di critica allo studioso Gilberto Corbellini per aver ‘tentato’ di spacciare il Creso per Ogm, che lasciano alquanto perplessi. Tra scienziati divisi su Ogm, entusiasti vs. cauti, si registra, in modo confortante, una stagrande maggioranza dei primi, ed è comprensibile. Sarebbe sconfortante dar peso a una divisione causata da ideologia e/o ignoranza.

  10. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    @ Vitangelo

    Il tuo raccontare mi ha portato a fare questa riflessione. In Italia ed anche in Europa la cultura genetica è molto bassa nell’opinione pubblica e ciò può spiegare in parte l’avversione agli OGM, che è purtroppo la prima notizia che è arrivata al grande pubblico di cosa voleva dire fare miglioramento genetico (eppure prima si era messa in pratica la poliploidia, molto germoplasma del mais era stato fatto irradiare dal full-out degli esperimenti atomici, e l’irradiazione era una pratica da tempo usata per ottenere mutazioni, il Prof. Scarascia-Mugnozza ne è un esempio). Forse è anche il frutto delle due aberrazioni concettuali prodotte dalla cattiva interpretazione delle basi della genetica che abbiamo vissuto in Europa: da una parte la negazione delle genetica mendeliana (Lisenko-Comunismo) e dall’altra l’aver dato importanza esclusiva al gene come solo strumento di creazione fenotipica e conseguente messa in pratica dell’eugenetica (nazismo).
    Sta di fatto che la prima cattedra di genetica in Francia è stata creata nel 1947 alla Sorbona, mentre da noi negli anni sessanta la genetica vegetale e animale nelle facoltà d’agraria o era una parte marginale dei corsi di agronomia, o non era letteralmente toccata perché i vecchi professori poco ne capivano.
    Come tu dici i primi corsi erano degli esami complementari ed evitabili, nel senso che, almeno da noi a Piacenza, per laurearsi vi era l’obbligo dall’aver sostenuto tanti esami complementari in modo tale da assommare tre anni ( mi pare). Evidentemente i corsi complementari disponibili erano superiori ai tre anni imposti e quindi si poteva evitare l’esame del professore carogna o l’esame troppo corposo.
    Da noi il corso era veramente corposo, era annuale tra l’altro ed era tenuto dal Prof. Angelo Bianchi, che era un vero scienziato ed era fresco del suo stage negli USA. Era, inoltre al secondo anno, che era l’anno catenaccio .
    Il Prof Bianchi poi sapendone troppa di materia spesso nello spiegare partiva per la tangente e noi cominciavamo a navigare nella nebbia. Tanto è vero che sul suo libro dispensa ( L’ A-B-C della genetica delle piante) lui aveva messo questa citazione - L’eredità e le sue leggi erano nella buia notte, Dio disse: “Sia Mendel” e la luce fu fatta! Ma uno studente che probabilmente aveva preso paura dalle prime spiegazioni di Bianchi vi aggiunse sotto – Però il settimo giorno si pentì, Dio disse “Sia Bianchi” e la buia notte tornò!
    Io e tre miei compagni siamo stati obbligati (perché bonariamente ricattati…) a seguire il corso di Genetica Vegetale ( di conseguenza anche l’altro corso complementare, ma solo trimestrale, di gentica animale) da Francesco Salamini, che era un anno avanti a noi. Con Francesco avevamo già fatto quattro anni di Istituto Agrario in collegio assieme a Remedello Sopra e quindi ben conoscevamo l’utilità dei suoi appunti per approfondire gli argomenti di studio e che lui gentilmente ci metteva a disposizione. Evidentemente la prassi la continuammo all’Università Cattolica di Piacenza, dove raggingemmo Francesco, E’ stato un vantaggio enorme e qui ci fu ancora più utile perchè dare una scorsa agli appunti di Francesco significava inquadrare preliminarmente l’esame da sostenere per poi doverlo solo riempire di nozioni.
    Ebbene Francesco ci fece semplicemente scegliere: Corso di genetica contro disponibilità dei miei appunti.!!!!. La contrapposizione era troppo a favore degli appunti di Francesco…
    Ebbene la materia divenne il settore dove ho svolto tutta la mia attività professionale, che tanto appagamento intellettuale mi ha dato ma anche soddisfazioni economiche non indifferenti.

  11. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    @ Achille Ghidoni

    Allora leggendo quello che ho scritto dopo il tuo intervento ti ha fatto ringiovanire, perchè se non è un’omonimia, c’eri anche tu in corso con Francesco Salamini ed io e te unscivamo da camere dirimpettaie del Sant’Isidoro

  12. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro Achille,
    ho solo detto che questo e quanto passa il convento, ognuno valuti quanto vale il tutto.
    Quello che mi offende non sono le posizioni anti-OGm di alcuni, ma il fatto che questi lasciano che i politici usino le loro posizioni per vietare la ricerca mentre sono loro stessi a fare esperimenti con OGM in pieno campo. Ecco preferirei che nessuno interpretasse le posizioni degli scienziati “cauti” e che questi stessi mettessero nero su bianco che chiedono di fare sperimentazione in pieno campo con OGM, anche rischiando di uscire da qualche comitato di consulenza.

  13. achille ghidoniNo Gravatar scrive:

    @Alberto
    Si, (non è un’omonimia) quanto hai scritto mi ha fatto ringiovanire, pensando allo stimato maestro Angelo Bianchi, e a Francesco Salamini che era mio compagno di corso a Piacenza (ci siamo laureti lo stesso giorno, entrambi con tesi in genetica). E’ triste dover combattere gli avversari (degli Ogm) con armi impari, dato che le madri degli ignoranti e di quanti sono in malafede sono, purtroppo, sempre incinte.

    @Roberto
    giuste le tue considerazioni. Dopo tutto, gli scienziati veri sono sempre cauti. Ma per quelli (pochi) che sono ‘ipercauti’ (questo il termine corretto) verso gli Ogm, sento puzza di bruciato, e mi piacerebbe che fossero un po’ più obiettivi, e avessero il coraggio di uscire allo scoperto, rinunciando a interessi che non hanno nulla a che vedere con la scienza in senso stretto.

  14. Manuela GiovannettiNo Gravatar scrive:

    Caro Roberto,
    ti ringrazio per la solidarietà. In tutto il mondo con OGM o GMO si intendono gli organismi transgenici, e sia tu che io lo sappiamo bene. Ciao, a presto, Manuela.

  15. bacillusNo Gravatar scrive:

    Non riesco a trattenermi dal rivolgere ad achille ghidoni quanto segue: parole sante.
    Perdonatemi l’incontinenza.

  16. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

  17. achille ghidoniNo Gravatar scrive:

  18. malagoli claudioNo Gravatar scrive:

    sig. Alberto Guidorzi,

    leggo casualmente questi suoi giudizi sulla mia persona e sulla mia attività professionale, spero vivamente che i suoi giudizi siano supportati da elementi probanti, altrimenti pretendo una rettifica. Intanto passo questo materiale al mio avvocato per vedere che cosa si può fare.

  19. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Gentile Prof. Malagoli,
    mi scuso per non aver letto approfonditamente il commento numero 16 ed averne quindi autorizzato la pubblicazione sviato dal fatto che iniziava con frasi gioiose riferite al ritrovarsi di vecchi amici. La seconda parte, che non avevo letto, riguardava invece vicende personali che immagino coivolgano dibattiti avvenuti su altri siti web di cui sono solo vagamente a conoscenza.
    Mi scuso quindi per aver pubblicato involontariamente quel commento ed ho già dato mandato di rimuovere immediatamente sia il post 16 che il successivo post 17 in quanto trattano di temi che non riguardano il post (ossia un articolo di Gilberto Corbellini sulla scomparsa del prof. Scarascia Mugnozza).
    Ho già scritto al dott. Guidorzi e so che sta redigendo una lettera di rettifica che sarà mia cura pubblicare appena mi sarà inviata.
    cordialmente, roberto defez

  20. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ch.mo Prof. Malagoli

    Ho riletto il commento incriminato che avevo inviato al Prof. Achille Ghidoni ed effettivamente devo riconoscere di essermi lasciato trascinare nel coinvolgere sua madre in un polemica di cui è evidentemente estranea. Nel riconoscere pertanto il mio comportamento incivile, sono a pregarla di accettare le mie più profonde scuse per essermi macchiato di tanta malacreanza.
    Circa i giudizi espressi sulla sua persona, essi sono scaturiti da un dibattito serrato con scambi vicendevoli di incompetenza e disonestà intellettuale intrattenuto con un commentatore di Blog che a volte si firma “Claudio” ed a volte “OGM Basta Bugie” . Ho dato credito, con colpevole leggerezza, alle voci che accostavano quel commentatore a Lei, ma in realtà ripercorrendo lo scambio di opinioni del dibattito non ho trovato nessuna conferma a queste voci. D’altronde, il suo intervento inviatomi a richiesta di rettifica, prefigura il non sussistere di questa identità e pertanto anche per i pareri espressi, e non rivolgibili a Lei, circa le sue competenze genetiche e conseguenti attività professionali mi devo scusare e pregarla di voler accettare il mio dispiaciuto rammarico per averLa coinvolta nella distriba vertente sui modi di aumentare o meno la produttività in agricoltura alla quale è chiaramente estraneo.

    Spero che questa mia sincera ammissione di colpa prima e di leggerezza poi possano costituire per Lei la rettifica richiesta e ammenda.
    Invio distinti saluti
    Alberto GUIDORZI

  21. malagoli claudioNo Gravatar scrive:

    Gent. dott. Defez,

    il mio avvocato ha detto che l’intento dei post che parlano della mia persona inseriti in questo sito e nel sito chiamato “Biotecnologie basta bugie” è inequivocabilmente diffamatorio. La stessa risposta del sig. Guidorzi è un’ammissione di colpevolezza. Mi creda, al di là di ogni altra considerazione sull’opportunità di esprimere pubblicamente giudizi al solo scopo di diffamare una persona, non credo che in questo modo si faccia un buon servizio alla scienza.

    prof. Claudio Malagoli

  22. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Gentile Prof. Malagoli,
    oltre che scusarmi per aver pubblicato un post che ho poi immeduiatmante rimosso appena letto non so cosa fare. Come sa abbiamo avuto anche con Lei delle durissime e schiette battaglie mediatiche di cui non ho nulla di cui pentirmi perchè quello che è sempre stato il mio intento è stato quello di contestare ed attaccare le idee, mai le persone.
    Il commento di Alberto Guidorzi non rientrava nello spirito di questo sito e concordo con lei che non si fa in nessun modo un buon servizio alla scienza a trascendere sul lato personale.

    Nel ribadire il mio rammarico sul fatto di aver pubblicato inavvertitamente quel commento Le offro, se lo crede utile, lo spazio di un post o di un articolo o di una replica nella homepage di salmone dove potrà dire e scrivere quello che crede opportuno, questo per confermarle che una cosa sono le idee, altra sono le persone. SE lo riterrà utile mi spedisca il suo scritto ed io provvederò a tenerlo nella homepage di salmone per due mesi almeno,
    cordialmente, roberto defez

  23. ALESSIONo Gravatar scrive:

    La specie di grano più diffusa ed utilizzata per il pane e la pasta, che consumiamo quotidianamente, si chiama Creso.
    Nasce dall’incrocio della varietà messicana Cymmit e quella italiana Cp B144, quest’ultima ottenuta con una modificazione genetica della varietà Senatore Cappelli ormai coltivata solo da aziende biologiche.
    La varietà Senatore Cappelli è stata largamente usata fino al 1975. Ottenuta nel 1915 per selezione genealogica a Foggia, divenne il grano duro più coltivato nel meridione. La pianta è alta più di un metro e ottanta ed a rischio di allettamento (il fusto con pioggia e vento tende a piegarsi complicando le operazioni di raccolta).
    Così il grano Senatore Cappelli fu bombardato con raggi X o gamma per modificarne la struttura genetica ed ottenere un grano più produttivo e più basso. A causa dell’irradiamento fu modificata la proteina gliadina che provoca l’enteropatia infiammatoria e quindi l’intolleranza al glutine. Nel 1974 nel Centro di studi nucleari del CNEN della Casaccia (Roma), infine, dal grano OGM si giunse ad ottenere il Creso che impegna il 90% della coltivazione italiana.
    I produttori di pane e pasta italiani impongono al mercato il consumo di questo grano geneticamente modificato, non offrendoci la possibilità di scegliere secondo coscienza. Solo alcuni produttori di nicchia, poco diffusi sul territorio, producono qualche pagnotta sana coi grani antichi Senatore Cappelli o Kamut.
    Possiamo, noi cittadini e consumatori, chiedere ai sindacati dei panificatori di introdurre sul mercato tipi di pane prodotti senza grano OGM?

    vai alla fonte: Il grano duro è ogm | http://www.grandejihad.com/il-grano-duro-e-ogm/

  24. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Non solo siamo d’accordo con te, ma chiediamo anche che tutti i derivati di animali alimentati con soia e mais OGm siano etichettati come “derivati da OGM” ossia il 95% di tutto il reparto frigo di un supermercato.
    Ti dirò di più, anche le magliette ed i jeans, i vestite ed il cotone usati per tamponarci le ferite o per fare da filtro al nostro the in quanto (mediamente) per l’82% OGM dovrebbe essere etichettato come tale.
    Infine Euro, dollari ed anche le vecchie lire essendo fatte su trama di cotone andrebbero etichettate come OGM.
    Ti ricordo infine che ci sono in commercio oltre al creso altre 2540 varietà di alimenti bombardati, tra cui ciliegie, melanzane, fagioli e così via. Anche noi siamo per le etichette OGM pure li’.
    Per finire l’insalata che mangiamo ha visto introdursi 26 differenti resistenze a vari stress e patogeni, il tutto per incrocio, ma parecchio manipolato, se sei d’accordo anche li direi di mettere una scritta OGM.
    Insomma ci possiamo fidare solo di more, lamponi e porcini a patto di raccoglierli nei boschi. Grazie.

Lascia un tuo commento

Per allegare una vostra immagine a fianco ai commenti registrarsi al sito Gravatar. Quando inserite la mail in fase di commento, bisogna usare la stessa mail che avete usato per registravi al Gravatar

Nella categoria: News, OGM & Grano, OGM & Ricerca

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…