Il Made in Italy viene da migliaia di chilometri

15 Feb 2012
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Sapevamo di aver venduto tanti marchi, ma vederli tutti in fila fa un certo effetto. Ci si domanda quanto sia ancora sensato parlare di produzioni nazionali senza vedere che quasi tutto quello che consumiamo è cittadino del mondo.

Leggi Aziende estere ghiotte di Made in Italy su AgriSole.

6 commenti al post: “Il Made in Italy viene da migliaia di chilometri”

  1. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Di cosa ci stupiamo!?

    Se tutte le denominazioni protette in Italia derivano direttamente da materie prime che di italiano non hanno nulla, cosa possiamo pretendere?
    Ma ci rendiamo conto che ogni formaggio protetto, ogni salume protetto derivano direttamente da alimentazione 70/80 % OGM? O siamo sordi e ciechi?
    Tutta la filiera delle varie DOP suine come Parma San Daniele, Modena, Cotechino, Zampone, Salame di Varzi, Salamino Italiano alla Cacciatora e via dicendo sono derivati da allevamenti che al 70/80 % mangiano OGM!
    E tutti i formaggi meravigliosi che tutti i giorni portiamo sulle nostre tavole hanno la stessa origine. OGM anche loro.
    Mi pare che tutti noi che ci facciamo ghiotti panini con il Parma o il San Daniele godiamo di ottima salute!
    Non credo che, a meno di epidemie tipo “Eternit”, alcuno di noi abbia avuto problemi con le spolverate di Parmigiano Reggiano o di Grana Padano sui suoi risotti. Nemmeno la Fontina e il Gorgonzola DOP credo ci abbiano creato problemi fino ad oggi. E li mangiamo da almeno 20 anni “costruiti” con OGM.
    Se vogliamo farci del male continuiamo a farcelo. Continuiamo a “castrare” con tutti i mezzi le aziende agroalimentari che fanno grande l’Italia con il patrimonio inestimabile della nostra tradizione.
    Continuiamo a mettere lacci e lacciuoli di tutte le razze e tipi a chi questa tradizione cerca a fatica di mantenerla. (da produttore di una DOP, vi assicuro! a fatica…)
    Però poi non stupiamoci che ci sia qualcuno che, ricco e lungimirante, venga a chiederci di mollare la presa quando noi siamo allo stremo… E noi cediamo.

    Ciao Franco

  2. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Se non produci materia prima a sufficienza è logico che un brand che ha mercato lo si faccia comunque. E’ la cosa che non hanno ancora capito i consumatori italiani che in caso di crisi alimentare rischiano grosso.

  3. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Io, intanto che tutti blaterano, sto organizzandomi con un piccolo mulino artigianale per essere sicuro nei prossimi anni di avere almeno il necessario per sopravvivere…
    Confesso, lo faccio anche e soprattutto per hobby, ma sapere di avere in casa gli strumenti per sopravvivere mi fa dormire più tranquillo e a 60 anni si comincia a soffrire di insonnia…

    Ciao Franco

    P.S. Oggi mi sono fatto una polenta squisita col mio mais. Non credevo ci fosse tanta differenza di sapore con farina contenente anche il germe… Grazie anche a mia moglie per il brasato e la “luganega” con panna e concentrato di pomodoro!

  4. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro Franco,
    pochi giorni fa abbiamo festeggiato in famiglia il compleanno di mio figlio: piatto unico polenta condita con varie salse. Quindi ti confermo che appena posso ti vengo a trovare per assaggiare la tua polenta artigianale così parliamo anche della lettera-appello alla classe politica, a presto roberto

  5. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Franco e Roberto

    Per il vostro menu a base di polenta vi copio incollo un intervento che ho fatto a proposito di ricette a base di polenta

    Innazitutto vi do i nomi dei mais da cui ricavare la farina per la polenta.

    MARANO VICENTINO, NOSTRANO DI STORO, SCAGLIOLO MARNE DELL’ISOLA, (MAIS GIALLI) BIANCOPERLA (Mais bianco)

    Ecco le Polente:

    VENETO
    - la più famosa è la polenta e baccalà
    - polenta abbrustolita con sopressa o asiago
    -Gnoch de polenta : conditi con burro e salvia, si preparavano con polenta fredda avanzata, sminuzzata e impastata con poca farina bianca e immersa in acqua bollente
    - La pulentina: o anche polentina del Comelico, un tipo di polenta tenera messa a strati in una pentola frammisti a ricotta secca grattugiata e panna e poi cosparsa di burro ben fuso e dorato.

    -Polenta pasticciata: viene ricoperta da varie carni e abbinata a formaggio.

    TRENTINO
    -Polenta carbonera: si aggiungono alla polenta tre tipi di formaggio, salame cipolla, sale pepe e burro
    In VALSUGANA a seconda delle stagioni è accompagnata con formaggio fritto e Tosella, con funghi porcini (le brise), con crauti e verze, oppure con carne affumicata e luganeghe.

    LOMBRADIA
    In VALTELLINA si mangia la Polenta Bigia fatta con farina di grano saraceno.
    Polenta “in fiur” cucinata nella panna invece che nell’acqua ed infine la nota Polenta Taragna ottenuta da una miscela di farina di grano saraceno e farina di mais, ma con l’aggiunta di nurro e formaggi.
    Nella BERGAMASCA vi è la Polenta “uncia”, con burro e formaggio. Polenta “chissola” fatta a forma di palla eripiena di stracchino e taleggio, infine la Polenta “buida” dei bocconi di polenta intinti nel latte bollente.

    PIEMONTE
    La polenta era servita con un misto di acetosella, burro e turolo d’uovo, mentre la versione del Monferrrino e accompagnat da fontina accighe e pomodori.

    MARCHE
    Ad Ascoli Piceno la polenta si sposa con le lumache, ma si mangia anche una polenta molle su cui viene versato abbondante salamella e pomodoro cucinata. In queste contrade spesso non si usa burro ma olio d’oliva.

    Nel mantovano si mangiava la polenta “infasulada” nel mentre si cuoveva la polenta vi si versavano dei fagioli stufati e si portava il tutto a cottura mescolando, Oppure polenta e ciccioli macinati. Vi ho giù detto della polenta fritta e zuccherata.

    SE LA GENTE AVESSE SEMPRE MANGIATO QUESTI TIPI DI POLENTA LA PELLAGRA SAREBBE STATA UNA MALATTIA SCONOSCIUTA.

    Purtroppo invece era il più delle volte che si mangiava “Pulenta e us vert” che significa mangiare la polenta sola seduti sull’uscio di casa come “compolentatico”

  6. franco nulliNo Gravatar scrive:

    … Meglio del Pellegrino Artusi!
    Grazie Alberto

    Franco

    P.S. Hai dimenticato la polenta con i “bruscitt” (una sorta di ragù tagliato a coltello) di tradizione alta Lombardia (Varese) e la polenta con Carbonada di tradizione valdostana (uno stufatino a pezzetti piccoli sfumato nel vino rosso e fatto con la “carne salada”)…
    Ma ce ne sarebbero infinite da aggiungere all’elenco.
    Con la polenta fritta (o abbrustolita davanti al fuoco) e zuccherata ho fatto merenda per 10 anni in Valsesia durante l’estate… Buona anche con fettine di lardo, semplicemente col sale, col gorgonzola, spalmata con uno spicchio d’aglio etc…

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Nella categoria: News, OGM & Agricoltura italiana

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