Ancora mais: il 2012 un disastro nel Nord-Est

15 Feb 2013
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imgres Sopratutto Emilia e Veneto hanno pagato cara l’estate 2012 per le loro coltivazioni di mais. Un’annata come quella scorsa, che non si è ancora chiusa per i problemi legati alle micotossine, proietta scenari cupi sul futuro del mais in Italia.

Leggi una lucida analisi di Dario Casati.

20 commenti al post: “Ancora mais: il 2012 un disastro nel Nord-Est”

  1. MauroNo Gravatar scrive:

    Insomma… evviva l’OGM free! :(
    Saluti,
    Mauro.

  2. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Non so se l’avete sentito, ma tra USA e UE vi è in programma una serie di colloqui vertenti sulla possibilità di creare una Zona di Libero Scambio tra le due sponde dell’Atlantico. Ebbene hanno già deciso di lasciar fuori dalle discussione le Piante Geneticamente modificate e gli OGM in generale; evidentemente su pregiudiziale europea.

  3. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    dario,

    te lo dico io come risolvere il problema del mais con micotossine……lo vendiamo agli americani, tanto a loro va benissimo. Pur coltivando mais OGM hanno delle soglie di tolleranza che sono 10 volte le nostre.

    dario e fare le rotazioni no!…..proprio no! non l’ho letto tra le tue proposte di soluzione del problema!

  4. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro OGM bb,
    lo so che tu lo sai bene, ma alcuni sostenitori di questa tesi (gli americani che fanno mais OGM hanno elevato le soglie di tolleranza alle aflatossine di 15 volte dimostrando così che gli OGM non hanno niente a che vedere con le micotossine)non hanno avuto il tempo di leggere che la decisione di innalzare le soglie per le aflatossine non riguarda le vacche da latte, ma animali da carne e data del 1982-89 quando non c’era nessun OGM in giro. http://www.fda.gov/ICECI/ComplianceManuals/CompliancePolicyGuidanceManual/ucm074703.htm

    Ripeto non dubito che tu lo sappia, ma lo scrivo solo a beneficio di alcuni dilettanti allo sbaraglio che non hanno l’abitudine di leggere i dati scientifici prima di parlare

  5. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ma soprattutto di ripetere a pappagallo.

  6. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Caro Roberto,

    le norme, in relazione allo sviluppo tecnologico, si possono anche cambiare nel tempo. Così, per esempio, siamo passati dalle auto Euro1 alle auto Euro5.

    Come mai negli USA, nonostante l’introduzione del mais BT, che secondo voi eliminerebbe o quasi il problema micotossine, non hanno abbassato le soglie di tolleranza.

    Come mai nel 2012 gli agricoltori di alcuni Stati degli USA che utilizzano massicciamente mais BT hanno addirittura chiesto di innalzare ulteriormente le soglie di tolleranza?

  7. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    Le rotazioni sono una gran bella cosa se si riesce a coniugare tecniche agronomiche e scelte economiche in una azienda agricola. Quando si tratta di mettere a rotazione quasi un milione di ettari però le cose si fanno complicate in una nazione che non ha molto terreno e per di più ha aziende mediamente piccole. Le cose si complicano maggiormente quando l’agricoltore, per scelte anche politiche (che non discutiamo per carità di patria), non può contare su alcune specie, che nel caso della rotazione con il mais, sono prevalentememnte macroterme, cioè crescono in pieno campo con il caldo. Quindi, se un agricoltore non può effettuare libere scelte per vincoli politici è quasi forzato a dover insistere su mais da diserbare con più trattamenti al terren0. Quindi, non può agevolmente sostiture il mais con la soia, il pomodoro, la bietola, ecc. ammesso che siano convenienti viste le storie attuali delle tre colture. Se invece usasse mais RR o similare, avrebbe il terreno senza residui di erbicidi alla fine della coltivazione e potrebbe tranquillamente inserire in rotazione qualsiasi specie conveneinte. Se potesse anche usare soia RR o similare, questa lascerebbe il terreno privo di residui di erbicidi, e la scelta nella successione si farebbe più ampia e non solo a riguardo della stagionalità della coltura. Quindi, la rotazione diventa una libera successione ed una ricchezza per il grande ventaglio di possibilità offerte al produttore. Se invece lo costringiamo ad usare mais da diserbare con erbicidi che lasciano residui persistenti e selettivi per il mais, l’agricoltore sarà costretto ad usare mais su mais. E’ un dramma agronomico - e quindi economico e salutistico- antico, che ha spinto i politici saggi e i ricercatori a cercare la resisitenza agli erbidi totali. Ero in California quando sul finire degli anni 70 del secolo scorso il Governo americano mandava nei Campus tecnici e politici ad invitare i ricercatori a fare questo miracolo anche per risolvere il grande problema dell’erosione dei terreni delle aree del Corn Belt con il conseguete fallimento delle aziende che da un momento all’altro perdevano coltura e terreno! L’alternativa politica alla riduziuone delle lavorazioni, che facilitavano l’erosione, erano i bisonti, che avrebbero ricompattato il terreno. Ma gli USA avevano bisogno di quel mais e altri cereali per realizzare le loro politiche estere,cosa che noi non abbiamo mai immaginato perchè non abbiamo mai avuto politiche estere degne di questo nome. Quindi, fornirono i finanziamenti per inserire le resisitenze nelle piante. ….Il loro errore fu quello di non aver detto ai ricercatori, mi raccomando mettete le resistenze solo nei cromosomi mitocondriali altrimenti OGM bb si incazza o meglio ……..
    A proposito di OGM bb: quando leggo le sue obiezioni mi ricordo quello che ci dicevano i vecchi(agricoltori) quando ricorrevamo a scuse barbine per non fare una certa cosa: “(detto in modo civile ma facilmente traducibile in volgare) “Il pene quando non vuole penetrare trova la scusa che ci sono i peli ad ostacolarlo!”
    E la lezione americana dovrebbe dimostrare che i problemi li creamo anche quando le risoluzioni sono a portata di mano. Prevedo tempi ancora più duri per la nostra agricoltura,considerati i tanti OGM bb in lista in tutti i partiti, che preferiscono parlare di ruralità (chissà dov’è!)invece di produzioni agricole, la vera base dell’agricoltura!
    Visto che mi trovo, saluto il bravo Dario Casati. E’ sempre un piacere leggerlo.

  8. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    magnifico, tu sei abituato a metterlo nel culo per quello che non ci sono problemi di peli

  9. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Ho già chiesto ai gestori di questo sito di eliminare il commento n.8 di OGMbb. Si tratta di un commento volgare, stupido ed oltretutto ignorante. Nessuno può scrivere su questo sito volgarità ed offese personali di questo livello.
    Mi auguro che nessuno lo abbia letto e comunque chiedo a tutti di ignorare completamente e definitivamente quel commento, come se non fosse mai esistito. Grazie

  10. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Vitangelo

    Non so se hai letto il mio commento n° 15 nella rubrica “i pascoli bio a rischio”. Ebbene sempre dallo stesso libro ti riporto una rotazione praticata in agricoltura biologica in regione di grandi coltivazioni senza allevamento in Francia:

    1° anno : Grano tenero
    2° anno Pisello + Orzo o Triticale + pisello
    3° anno Avena nuda con intraseminata erba medica
    4° anno erba medica
    5° anno erba medica
    6° anno grano tenero
    7° anno triticale o spelta
    8 anni Favino

    MI sai dire chi accetterebbe di fare una rotazione di questo genere in Italia? Non perchè non sia agronomicamente valida, anzi per noi vecchi agronomi vi è da andare in visibilio, ma perchè non si campa. Capisco lasciare la fertilità ai nostri figli, ma parafrasando un po’ la frase un po’ “grassa” che hai citato, con questo sistema si lascerà la fertilità nei terreni ma non dei figli per sfruttarla.

  11. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Roberto, era la giusta risposta per chi può scrivere “Il pene quando non vuole penetrare trova la scusa che ci sono i peli ad ostacolarlo!” senza paura di essere censurato.

    Hai comunque fatto bene….approvo

  12. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    OGM bb! Non fare finta di scandalizzarti! In giro c’è di peggio ed in modo più esplicito (spesso fuori luogo e per fare audience; e che quindi non condivido). Ma i vecchi agricoltori ci sapevano stupire e annientarci con brevi frasi efficacissime e non con lunghi e colti discorsi a dimostrare la saggezza accumulata nei secoli e mai smentita.

    Alberto, certo, la rotazione proposta in quell’ambito è povera. E poi c’è la fissazione che le coltivazioni intensive impoveriscano la fertilità del terreno. Se si fa cattiva agricoltura, certamente; ma quella buona, cioè quella media praticata anche da noi, la fertilità la mantiene e qualche volta la esalta. In effetti è la rotazione o, meglio, la successione colturale (parlo prevalentemente da orticoltore abituato con specie a ciclo breve o brevissimo) che dimostra il grado di capapcità dell’operatore, il quale se ha ostacoli nella scelta certamente sarà in difficoltà. Una cosa è dover scegliere fra specie il cui prodotto sarà assorbito facilmente dal mercato, altra cosa è dover limitare la scelta per vincoli di mercato o politici. Con la limitazione ultima, il sistema si impoverirà subito; ed è quello che sta succedendo nella nostra agricoltura dove si stanno sommando difficoltà di mercato e vincoli ideologici tradotti in vere e proprie illegalità dalla pessima politica agraria.
    Io credo che con attente e ben studiate rotazioni o successioni si possono realizzare degli accettabili sistemi produttivi in regime di biologico. Però bisogna avere le conoscenze agronomiche adeguate (ed elevate), che nell’ambiente “biologico” medio mancano e, peggio ancora, non vengono accettate.
    E’ un discorso fra sordi; ma una parte dei sordi fa orecchio da mercante perchè è tutelato da pessime leggi e cattivi politici. Basta seguire quello che viene proposto in campagna elettorale, da me in Puglia, im materia di agricoltura, per rendersene conto. Orami predomina la pura e martellante propaganda (mi arriva sul PC ogni giorno!) delle peggiori epoche politiche con promesse che non verrannno mai mantenute…..semplicemtente perchè assurde o fondate sul nulla. Inutile aggiungere la promessa di finanziamenti….con i tempi che corrono!

  13. marco pastiNo Gravatar scrive:

    OGM bb!
    per la cronaca le statistiche ufficiali (USGC) parlano di un 14% del mais americano sopra i 20 ppb mentre da noi siamo almeno al doppio (anche se il MIPAF è ben lungi dal sapere cosa avviene nei campi italiani). Teniamo presente che il clima è stato eccezzionalmente caldo e arido in entrambi gli ambienti e che la maggioranza del mais italiano è irriguo mentre la percentuale di mais irriguo negli USA è molto meno. E comunque in assenza di sperimentazione in campo che i tuoi compagni di cordata hanno reso impossibile è difficile dire quanto il danno da piralide abbia influito sulla presenza di afla nel 2012 mentre credo che non siano ammissibili dubbi sulla correlazione molto stretta tra piralide e fumonisine che è la tossina di gran lunga più presente nel mais italiano.

  14. Luca FerreroNo Gravatar scrive:

    Sto facendo collegamenti mentali, con i quali si spiegherebbero molte cose. Non è che la Coldiretti, o qualcuno molto in alto, ha degli interessi negli impianti di energia da biogas? Ci sono troppe cose che non tornano…

  15. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Non discuto sulla possibilità del mais BT di ridurre il contenuto di micotossine. Non sono d’accordo sul fatto che con il mais BT il problema sarebbe eliminato.

    Ci sono altre cose da sistemare. Per esempio:
    - corrette rotazioni
    - irrigazione razionale
    - nel mais ibrido le brattee non coprono completamente la pannocchia…..che sia un problema?

  16. marco pastiNo Gravatar scrive:

    E chi ha detto eliminato?

  17. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Cosa vuoi che si vada a togliere le brattee a mano con il chiodo legato al polso come tuo nonno? Non sono gli ibridi che hanno la caratteristica delle brattee che non coprono tutta la spiga, è una selezione apposita per facilitare la raccolta meccanica più completa, altrimenti le perdite di spighe sarebbe stata maggiore.

  18. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ok, ecco cosa succede quando le brattee non coprono la spiga

    http://www.extension.iastate.edu/CropNews/2012/0829robertsonhurburgh.htm

  19. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Si vede che non hai mai scartocciato a mano! le larve della piralide esistevano tra i semi anche nelle vecchie popolazioni di mais con le brattee avvolgenti. Quando prendevi in mano la pannocchia vestita le brattee erano bucate e da li entravano le spore delle muffe, infatti quando levavi le brattee trovavi in varie parti su tre o quattro grani il micelio della muffa. Certo a quei tempi la piralide aveva un’incidenza minore e ciò per il semplice fatto che la coltivazione a mais impiegava molti meno ettari, perchè era eminentemente per l’alimentazione umana. Vai a vedere dove ancora oggi coltivano le popolazioni se la piralide sulla pannocchia non ci sia? Inoltre gli ibridi non c’entrano un fico secco, perchè anche se si fosse continuato a coltivare solo le popolazioni e le si fossero trebbiate in campo, si sarebbe sempre dovuta selezionare il non completo avvolgimento della spiga dalle brattee, pena perdite di prodotto.

  20. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    non ho voluto dire che è colpa degli ibridi, ho semplicemente fatto notare che….forse…..l’aumento delle micotossine è dovuto anche al fatto che le brattee non coprono completamente la spiga……c’è ristagno di acqua e si formano delle muffe.

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Nella categoria: News, OGM & Mais

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