La carica dei 400

25 Nov 2013
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Ora supportati anche da CIA e Confagricoltura chiedono libertà di semina ed il comune di Colloredo si candida a diventare un comune coltivato a mais Bt.

Leggi: Mais OGM, pronti 20.000 ettari

6 commenti al post: “La carica dei 400”

  1. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/11/in-friuli-venezia-giulia-una-petizione.html

  2. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Se invece la zona tampone fosse a carico di chi semina OGM, ai quali ciò non comporta nessun svantaggio anzi solo vantaggi perchè posticipa l’insorgenza di insetti bersaglio resistenti, non cadrebe tutto il castello pindarico che hai voluto costruire nella tua rubrica che hai lincato.

    Ecco dimostrato che tu dici solo mezze verità, ben sapendo che i toui lettori non hanno nessun spirito critico in merito.

  3. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ho riportato le cose come stanno………poi è vero che se le aree tampone sono a carico dei coltivatori OGM ci possono essere meno problemi………….devi dirlo a giorgio, che non ne vuole sapere di contenere l’inquinamento genetico a sue spese.

  4. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    Io parlo di diritto. Il mio diritto di proprietà, e quindi di coltivare gli OGM, ha lo stesso valore di chi coltiva il biologico o il convenzionale. E poiché, per costituzione, siamo tutti uguali, la diatriba è già stata risolta nelle nostre campagne. Poiché manca il dolo o la colpa grave nella evenienza che il polline OGM, (o giallo) fecondi il mais biologico, o convenzionale o waxy (a meno che non si consideri dolo o colpa grave aver seminato il mais OGM sulla proprio proprietà accanto a un biologico o convenzionale o waxy, il che in Italia vedrete che sarà così), il criterio per regolare i rapporti fra i vicini è un altro. Il criterio che ha regolato i rapporti è stato quello di tenere conto della natura delle cose e comportarsi di conseguenza. Per cui siccome il mais è allogamo anemofilo, se non voglio essere “inquinato” devo mettere in atto delle misure per evitare il fattore commistione. E ovviamente, poiché sempre il diritto (art. 2043 del C.c.) afferma che uno per essere chiamato a ristornare i danni procurati deve essere responsabile per dolo o colpa grave e poiché nel caso che stiamo parlando non c’è ne dolo ne colpa grave, io, coltivatore OGM, non posso essere chiamato a rispondere di alcunché e non posso essere caricato di doveri positivi per porre rimedio a un fatto (l’impollinazione anemofila incrociata) puramente naturale. QUESTO E’ DIRITTO!!! O vogliamo cambiare anche questo? Che poi ci sia un vantaggio per i biotech avere le zone rifugio, è un’altra cosa. Ma queste zone rifugio le possiamo fare i, insieme ad altri coltivatori biotech, su un terreno particolare che serva a molti, migliorando molto la sua gestione. Ma che io non possa seminare ogm sul mio terreno perché il mio vicino non deve essere “inquinato”, ce ne passa!!!

  5. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ma noi abbiamo anche delle responsabilità sociali nel caso di coesistenza………

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/11/coesistenza-mais-ogm-e-mais.html

  6. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    … Ma cosa significa responsabilità sociale in questo caso? Me lo sai spiegare? Tante parole vuote come la biodiversità.. Non si sa a cosa si riferisce: alla flora? Alla fauna? al numero di varietà coltivate? Boh…. parole vuote e ambigue!!!!

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Nella categoria: News, OGM & Mais, OGM & Politica

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