La decrescita diventa dipendenza economica e culturale

04 Feb 2013
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Spietratura di campi agricoli
Siamo al tramonto dell’indipendenza alimentare italiana visibile in tutti i suoi aspetti. Tra poco i transalpini (o i cinesi) compreranno a poco prezzo anche il marchio Made in Italy. Per fare un agricoltura con gli OGM servono investimenti economici e culturali, ma ne servono molti di più per essere una economia OGM-free. Stiamo diventando solo un Paese Italia-free.

Record deficit con l’estero per il mais italiano

4 commenti al post: “La decrescita diventa dipendenza economica e culturale”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    7,9 ettari di superficie media aziendale e con degli ultra 55enni che intraprende in agricoltura, cosa si pretende che cresca la produttività? Ci si può solo aspettare la morte dell’agricoltura.

    Si dimentica che le varietà di mais o di soia che coltiviamo sono le stesse ricavate con una genetica vecchia di qualche decennio e quindi inadeguate a sostenere i trend produttivi consoni ai tempi e soprattutto ai prezzi.

    Perchè non si dice chiaro e tondo che chi ci fornisce il 100% delle sementi di soia e mais che coltiviamo sono le tanto vituperate multinazionali americane, le quali di fronte alla nostra spocchia godono a vederci sprofondare nella insufficienza alimentare?

  2. marco pastiNo Gravatar scrive:

    Purtroppo temo che i dati dell’istat siano ottimisti: dubito assai che la produzione italiana arrivi a 8 MT. Comunque questo dato è particolarmente basso per l’andamento climatico dell’ultima annata ma si inserisce in un trend negativo che parte da svariati anni fa ed è conseguente a precise scelte politiche: allargamento della Comunità e riduzione dei dazi, blocco degli OGM, forte riduzione dei fondi di ricerca pubblici per le grandi colture, riduzione degli investimenti in infrastrutture irrigue, eliminazione di fitofarmaci etc…. a giudicare cosa stiamo facendo in questi ultimi anni il trend negativo non potrà che aumentare.

  3. ZenoNo Gravatar scrive:

    Questo articolo mi fa tornare alla memoria un post su un forum di un quotidiano italiano di 15 anni fa, quando Pecoraro Scanio fece ritornare l’Italia al medioevo.
    Nell’arrampicata sugli specchi per spiegare l’inutilità degli ogm, l’esperto di turno sosteneva che un crollo della produzione di mais non sarebbe stato un gran problema, visto che il mais non sarebbe un prodotto tipico italiano.

  4. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Zeno, perchè i prosciutti dei maiali che andremo ad alimentare con il 20% del granoturco che importeremo saranno ancora da considerarsi tipici? Tieni presenti che la genetica dei maiali neppure quella è nostra.

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Nella categoria: News, OGM & Mais, OGM & Soia

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