Perché il mais è il termometro della possibilità di ripresa del Paese

07 Feb 2013
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Agricoltori mendicanti
Agrisole dedica una serie di articoli anche apparentemente contraddittori, al mais italiano.
Ci sono analisi sui costi per la mancata innovazione, ricerca e coltivazione degli OGM (vedi costi dei No OGM.pdf), il solito intervento di Slow Food che chiede la Luna, il Sole e l’intera galassia (vedi Short View), le desolanti fughe dalle responsabilità dell’Unione Europea che non sa più come giocare al gioco delle tre carte (vedi Ponzio Pilato e Notifiche) ed infine i dati di quanto sia vantaggioso essere OGM-free, così possiamo esportare tortillas in Messico (leggi Messico e Nuvole).

Non so se nel caso delle tortillas messicane valga il principio del chilometro zero, ma di certo noi non possiamo che essere felici che le produzioni italiane trovino un mercato con soddisfazione degli imprenditori coinvolti, anche se mi farebbe piacere sapere da Marco Pasti se i volumi citati nel pezzo sono tutti di mais italiano. Ma se un milione di tonnellate di mais parte per oltreoceano resta da decidere cosa possono fare coloro che producono gli altri 7 milioni di tonnellate di mais e che vedono continuamente avvicinarsi la fine delle sovvenzioni, i cali di produzione, gli aumenti delle micotossine, l’assenza della ricerca nel settore.

Un Paese capace di guardare avanti questi problemi se li sarebbe dovuti porre almeno 10-15 anni fa, qualunque cosa ora si faccia è tardi se si vuole rivendicare un primato nazionale sul settore o almeno la capacità minima di incidere sulle scelte. Ci resta solo da metterci col cappello in mano a bussare alla porta delle multinazionali agro-sementiere tedesche o a quelle a stelle e strisce, oppure a quelle francesi della grande distribuzione.

9 commenti al post: “Perché il mais è il termometro della possibilità di ripresa del Paese”

  1. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    “ma chi elo sto frisio che l’ha scoperto l’acqua calda…..che al furminton l’è calao dal 1996…….frisio dal 1992 a ghè la riforma mac sarry……frisio……desdat”

  2. marco pastiNo Gravatar scrive:

    Roberto veramente nell’articolo parlano di un milione di quintali ovvero 100mila tonnellate, che può essere una cifra ragionevole. Sull’origine del mais non saprei dirti : nelle annate favorevoli tipo 2011 credo che la prevalenza sia locale ma nelle annate critiche per fumonisine una parte non trascurabile provenga dall’est europa.

  3. marco pastiNo Gravatar scrive:

    OGM bb!
    indubbiamente la riforma Mac Sharry col disaccoppiamento dei contributi dalla produzione ha nel medio periodo disincentivato la produzione, tuttavia chi ha un po’ di onestà intellettuale non può negare che il blocco della coltivazione del Mon801 ha contribuito a far calare la produzione di almeno il 10% per danno diretto e forse anche più considerando la perdita di redditività, e quindi di superfici.

  4. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Con la Riforma Mac Sharry non solo sono diminuite le superfici, ma sono diventati antieconomici tutti i fattori variabili (concimi, antiparassitari, irrigazione, ecc.). E’ “troppo ovvio” che le produzioni dovevano diminuire! non c’era bisogno di un grande cervello.

  5. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ma non sai cosa dici, torna a studiare: la stessa riforma valeva anche per la Francia eppure le produzione sono esponenzialmente aumentate così in Belgio in Olanda e in Germania e senza che vi fosse la droga delle svalutazioni in questi paesi, anzi, che, invece, noi abbiamo goduto. Non è colpa di nessuna riforma è l’imprenditoria agricola italiana che non è stata all’altezza e che da tempo non può più recuperare perchè a 60 anni di età media non passa nessun messaggio tecnico. Hai usato la stessa motivazione della non “penetrazione”…..

  6. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    guidorzi….l’italiano…un pò di grammatica non ti farebbe male….non si capisce niente!
    - valeva……adesso non vale più?
    - ,,,,,, da inserire a piacere
    - , anzi, che, invece, noi abbiamo goduto…….non ho capito, puoi riscrivere.

    Per fortuna che nell’agricoltura italiana ci sono tecnici giovani come te, che conoscono molto bene la problematica della pre-fioritura della bietola.

  7. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Le ripetizioni te le faccio a pagamento. Tutti gli altri hanno capito, vi è solo un “che” inutile, ma che non cambia il senso

  8. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    siccome che gli altri capiscono, credo che, anzi, che, invece, noi abbiamo goduto, se tu sei, come penso, d’accordo, potrei, ma non posso, correggerti i post, prima che, se lo vuoi, tu li mandi in onda.

  9. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Quando non si hanno più argomenti normalmente si ricorre ai mezzi infantili di ripicca.

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