Un testo da sottoscrivere

06 Giu 2013
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Campo agricoloAgricoltura Scientifica
Firenze - 19 Aprile 2013

L’alba del nuovo millennio ha segnato la fine di un’età eccezionale della storia delle società umane: tra il 1950 e il 2000 la popolazione del Globo è raddoppiata, mentre la produzione di derrate agricole essenziali è triplicata. Il fenomeno, senza precedenti nei 70.000 anni di esistenza dell’Homo sapiens, presenta caratteri d’eccezionalità tali da impedire di ritenerne scontata la ripetizione.

Si deve peraltro rilevare che la contemporanea realizzazione dei due fenomeni ha diffuso nell’opinione collettiva il convincimento, che è stato avallato da un ceto politico e da quello giornalistico del tutto privi di competenze che, essendosi associata alla chimica, la produzione agraria avesse conseguito potenzialità produttive illimitate, che la società non dovesse favorire, ma contenere e drasticamente ostacolare.

Le opinioni di giornalisti famosi, uomini politici, sedicenti divulgatori scientifici, hanno favorito il diffondersi di dottrine sulle produzioni agrarie del tutto prive di fondamenta storiche e scientifiche, che opinion-leaders che hanno verificato nella diffusione di paure collettive una fonte generosa di successo e guadagni, si sono impegnati a radicare eleggendo a proprio bersaglio l’agricoltura fondata sulla tecnologia nata dalla scienza sperimentale originata dalle scoperte di Galileo, Bacone, Newton.

La diffusione e il radicamento di dottrine contrarie all’agricoltura derivata dalle scoperte della chimica, della microbiologia, della fisiologia vegetale nate nel grande alveo della scienza galileiana ha acceso un conflitto di crescente virulenza nell’alveo della società occidentale, una società fino al 1950 orgogliosa delle mete conseguite applicando le scoperte dei padri della scienza moderna.

Il conflitto sta assumendo caratteri tali da tradursi in minaccia sempre più grave per la continuità della società fondata sulla scienza nata, sulle fondamenta seicentesche, tra il 1700 e il 1800. Esso minaccia, infatti, la continuità del flusso di scoperte e relative applicazioni che ha assicurato alle società umane livelli di appagamento dei bisogni essenziali senza precedenti nella storia del genere umano. Siccome ogni scoperta scientifica ha tempi precisi di esaurimento delle potenzialità applicative, la continuità di quel flusso è indispensabile ad assicurare la prosecuzione del processo che ha garantito, dal 1700, il cibo necessario alla crescente popolazione del Globo mediante il sistematico accrescimento delle produzioni.

Pur riconoscendo, infatti, la fondatezza delle valutazioni che reputano impossibile la sostenibilità di una crescita illimitata della popolazione del Pianeta, chi accetti i principi dell’etica politica e demografica radicata nella cultura occidentale da lontani millenni deve rigettare teorie e dottrine che, proclamando la supposta inviolabilità della natura (che in diecimila anni l’uomo ha continuato a modificare), si oppongono a ogni nuovo investimento in ricerca biologica protesa al progresso agronomico.

Si deve peraltro distinguere con chiarezza l’atteggiamento, sostanzialmente opportunistico, dei leader dei movimenti antiscientifici che favoleggiano che i metodi di coltura che alimentavano, sul Pianeta, una popolazione di due miliardi di abitanti, sarebbero i più funzionali per soddisfare i bisogni dei dieci miliardi di uomini che popoleranno la terra tra cinquant’anni. Fondamentalmente disonesta, siccome priva di ogni consistenza, è la posizione delle star della lotta alla scienza in agricoltura in Italia.

Appare più onesta, nell’assoluta brutalità, la posizione dei movimenti, in particolare tedeschi, impegnati a impedire ogni investimento in ricerca nel proprio paese (dalla cui tradizione scientifica potrebbero scaturire le scoperte necessarie al futuro alimentare del Pianeta) proclamando che quelle scoperte produrrebbero un indesiderato accrescimento della popolazione mondiale, e bandendo l’imperativo che le nazioni prive di mezzi per il progresso scientifico della propria agricoltura debbano essere abbandonate alle “leggi della natura” cioè a immani carestie che ne riducano l’entità a quella consentita dalle pratiche ancestrali diffuse nei medesimi paesi.

Considerando che:

  • deve reputarsi legittima l’aspirazione delle popolazioni dei continenti meno evoluti a una vita di pari dignità di quella tradizionale dell’Occidente (come proclamò chiaramente la Conferenza sull’alimentazione tenuta a Roma nel 1973);
  • che l’incremento demografico nei paesi meno dotati di risorse agricole deve essere contenuto mediante il ragionevole convincimento delle popolazioni a diminuire i tassi di natalità;
  • che l’aumento necessario delle produzioni agricole deve essere ottenuto con la minore possibile compromissione degli equilibri naturali, un obiettivo peraltro accettato dalla ricerca agraria degli ultimi decenni.

Il Convegno che ha riunito a Firenze, il 19 aprile 2013, nell’auditorio di Santa Apollonia, genetisti, agronomi, responsabili di organizzazioni e movimenti agricoli,

ribadisce

  • il ruolo essenziale del progresso delle conoscenze scientifiche per l’ottenimento di produzioni crescenti sulla superficie attualmente coltivata, evitando l’ulteriore compromissione del patrimonio di foreste dell’intera umanità;
  • la necessità di una nuova, solidale distribuzione del frutto delle risorse agrarie planetarie;
  • l’urgenza di una globale campagna d’informazione che dissipi la paura della scienza propagata da cultori del proprio successo mediatico indifferenti a qualunque onestà dei messaggi diffusi.

Eddo Rugini

Università degli Studi della Tuscia

Antonio Saltini

Università degli Studi di Milano

Amedeo Alpi

Università di Pisa

Michele Stanca

Presidente UNASA, Università di Modena -Reggio Emilia

Antonio Blanco

Università degli Studi di Bari

Silvio Salvi

Università di Bologna

Pietro Cravedi

Università Cattolica del Sacro Cuore Piacenza

Luigi Rossi

Presidente FIDAF

Francesco Salamini

Presidente Fondazione Edmund Mach

Francesco Marino

Presidente AgronomiperlaTerrA

Silvano Dalla Libera

Vice Presidente Futuragra

Pier Luigi Graziano

Presidente Associazione Italiana Fertilizzanti

Federico Baglioni

Dottore Magistrale in Biotecnologie

Molecolari e Bioinformatica

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19 commenti al post: “Un testo da sottoscrivere”

  1. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Intanto colgo l’occasione per salutare l’amico Pier Luigi Graziano…

    Franco

  2. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    Credo che per sottoscrivere il Manifesto basti mandare una mail a:

    AgronomiperlaTerrA

  3. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    info@agronomiperlaterra.org

  4. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Comne faccio a non aderire “anima e core” che la fotografia mi mostra delle bellissime parcelle di barbabietola da zucchero, la pianta che mi ha fatto studiare e che mi ha fatto campare, assieme alla mia famiglia, per tutta una vita?

  5. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    non ho parole! Un documento bisognerebbe prima di tutto saperlo scrivere in italiano….poi vengono i contenuti…..ma chi l’ha scritto? Sicuramente non l’ha scritto il prof. Salamini.

    Poi mi hanno sempre insegnato che “la presenza di una mela marcia in una cassetta di ottime mele, le fa diventar tutte brutte”……così è tra i firmatori.

  6. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ovviamente è firmatari

  7. roberto defezNo Gravatar scrive:

    chi sarebbe la “mela marcia”?

  8. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    la “mela marcia” si vede benissimo……ma si può scrivere in un documento ufficiale, firmato da autorevoli studiosi, una frase del genere:

    “Si deve peraltro rilevare che la contemporanea realizzazione dei due fenomeni ha diffuso nell’opinione collettiva il convincimento, che è stato avallato da un ceto politico e da quello giornalistico del tutto privi di competenze che, essendosi associata alla chimica, la produzione agraria avesse conseguito potenzialità produttive illimitate, che la società non dovesse favorire, ma contenere e drasticamente ostacolare.”

  9. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Non capire la grande verità contenuta nell’affermazione significa essere stati fuori dal mondo o avere il cervello obnubiltao, secondo te il “Set aside” quale origine ha avuto? L’aver falciatro indiscriminatamente i 2/ dei prodotti di trattamento a cosa è dovuto se non al concetto: “tanto meglio se gli agricoltori producono meno”. Ma dove sei vissuto in URSS.

  10. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    rimane il fatto che autorevoli studiosi non scrivono in quel modo…..del resto anche tu avresti bisogno di una ripassatina alla grammatica e alla sintassi…….ma soprattutto un pò di valium non ti farebbe male (ringrazio per i modi, sempre gentili, che hai).

  11. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ti considero un rompic…. e quindi ne avnaza.

  12. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Credo che mantenere la discussione entro i termini del buonsenso e dell’educazione sarebbe cosa buona nell’ambito di Salmone.
    Questo é il mio pensiero.

    Franco

  13. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    bravo, dillo a guidorzi.

  14. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Lo chiedo cortesemente a tutti.

    Franco

  15. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    mai espresso giudizi su qualcuno, mai offeso nessuno…..per primo…..rimane il fatto che il documento riportato è scritto in un pessimo italiano.

  16. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Regolarmente L’ufficio britannico di consulting PG Economics pubblica degli studi sull’impatto economico globale delle PGM coltivate nel mondo. Il 22 aprile scorso è apparso questo studio, relativo al 2011, ad opera di Graham Brookes e Peter Barfoot.

    Gli autori hanno stimato che il beneficio netto degli agricoltori che coltivano PGM sia aumentato di 19,8 miliardi di $ grazie appunto alle PGM coltivate. Riferito ad ettaro si tratterebbe di 133 $/ha. Inoltre si è calcolato che per produrre la stessa quantità di cereali si sarebbe dovuto mettere in coltura 15 milioni di ettari di terra in più. Figuratamente circa 1/4 della superficie agricola dell’UE.

    Non solo ma se suddividiamo la cifra totale dei maggiori guadagni: da una parte USA, Argentina e Brasile e dall’altra il resto del mondo, dunque paesi in via di sviluppo, i circa 20 milioni di $ si suddividono fifty/fifty.

    Dal 1996, anno d’inizio delle coltivazioni di PMG, il guadagno cumulato fino ad ora è di 98 milirdi di $. Cotone e mais Bt hanno permesso rispettivamente un guadagno del 15,8% (ed è per questo che i contadini indiani si sono suicidati….)e del 10%, con una economia di 500.000 t di insetticidi risparmiati.

    Questi aumenti di produzione hanno permesso la produzione di 110 milioni di t di soia, 195 milioni di t di mais, 16 milioni di t di cotone e 7 milioni di t di colza. Dunque con le PGM si produce più e meglio.

    Lo studio è evidentemente basato su un modello macroeconomico e quindi non prende in considerazione delle specificità e perciò potrebbe essere criticabile, ma rimane tuttavia la dimostrazione se ve n’era bisogno della molla che spinge gli agricoltori delle regioni dove è possibile fare scelte a preferire le PGM. Anche il dato del risparmio di insetticidi potrebbe dare adito a qualche critica. Tuttavia fino ad ora nessun organismo anti-OGM ha contrapposto numeri diversi e critiche argomentate.

    Una critica fondata potrebbe essere quella che lo studio è stato condotto su incarico dell’ABE (Associazione Britannica di Bieotecnologie) della quale fanno parte anche le “tre sorelle” (Monsanto, Dupont-Pioneer e Syngenta). E però altrettanto vero che di fronte a questi numeri un ministro italiano dell’agricoltura che si rispetti, unitamente ai suoi colleghi dell’Ambiente e delle Attività produttive, avrebbe dovuto sentire il dovere di far eseguire una verifica dei dati comunicati da un organismo terzo imparziale al fine di stabilirne la veridicità o meno e quindi decidere se far coltivare le PGM anche in Italia o meno solo su dati obiettivi e non prendere decisioni dettate da chi gli ha dato il via libera per essere stato creato Ministro. Via libera ricevuto solo se si impegnava ad essere anti-PGM, perchè ormai i ministri dell’agricoltura italiani non devono pensare ma solo eseguire ordini di potentati o di opinioni pubbliche precostituite.

  17. PieroNo Gravatar scrive:

    ad abundantiam:
    Bruxelles, 15.4.2011
    COM(2011) 214 definitivo
    RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO
    sulle implicazioni socioeconomiche della coltivazione degli organismi geneticamente modificati basata sui contributi degli Stati membri, come richiesto dalle conclusioni del Consiglio Ambiente del dicembre 2008
    …. pag. 2
    “Gli Stati membri sono stati invitati a
    – riferire ex post sugli effetti socioeconomici della coltivazione di OGM nel loro territorio;
    – valutare ex ante le possibili implicazioni socioeconomiche della futura coltivazione di OGM.
    Tutti gli Stati membri tranne due 2 (BG, IT) hanno inviato contributi”

    BG, IT = Bulgaria e Italia!

  18. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Forse per il principio della precauzione….di non sputtanarsi ulteriormente?

  19. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Stanno ancora traducendo ex-post ed ex-ante!

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