Maria Antonietta Farina Coscioni chiede a Catania cosa succederà per le semine di mais OGM in Primavera

11 Ott 2012
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In una articolata interrogazione la Parlamentare chiede conto al ministro di cosa intenda fare per garantire la coesistenza alla luce della sentenza della Corte Europea di Giustizia sul caso Pioneer:

Leggi l’interrogazione a risposta in commissione

13 commenti al post: “Maria Antonietta Farina Coscioni chiede a Catania cosa succederà per le semine di mais OGM in Primavera”

  1. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Capanna ogni tanto ci da anche qualche buona notizia. C’è stoccato mais Mon 810 in Italia sufficiente per seminare 32.000 ettari. Lo so che non è molto, lo so che questa ristrettezza costringerà molti ad accaparrarselo quasi fosse un iPhone5, ma almeno se si comincia poi ne arriverà dell’altro.
    Ecco l’Ansa dell’Onorevole-Pensionato-Tagliaboschi:

    OGM: CAPANNA A MONTI, GOVERNO INTERVENGA SU MAIS PER ITALIA
    ROMA
    (ANSA) - ROMA, 11 OTT - “Sul sito http://www.movimentolibertario.com, il titolare del ‘Movimento Libertario’, Leonardo Facco, ha dato notizia, il 28 settembre scorso, che, su sua iniziativa, ’sono arrivati e sono stati stoccati in diversi magazzini di Lombardia, Veneto, Emilia e Friuli 52.000 sacchi di sementi di mais MON810′, sufficienti a ‘coltivare 32.000 ettari’, dato che il totale dei semi transgenici ammonta a ‘2 miliardi e 600 milioni”. Così Mario Capanna, presidente della Fondazione Diritti Genetici, scrive al presidente del Consiglio Mario Monti in merito all’iniziativa del Movimento Libertario sugli Ogm. “Sul sito del Movimento - continua Capanna nella lettera, che sarà pubblicata domani sul quotidiano il Manifesto - si legge inoltre che i semi transgenici saranno consegnati “la primavera prossima a tutti coloro che ci hanno fatto richiesta, che per ovvi motivi rimarranno anonimi. E’ evidente - scrive il Presidente della Fondazione Diritti Genetici - che se tale progetto dovesse trovare attuazione, assisteremmo alla immissione fraudolenta e, per la prima volta, massiccia, di Ogm in Italia, con il possibile inquinamento genetico delle varietà autorizzate”. “E’ arrivato il momento - continua il Presidente della FDG - che questo governo si assuma la responsabilità di prendere, finalmente, una decisione definitiva: ricorrere all’unico strumento legislativo in grado di risolvere la questione, cioé la clausola di salvaguardia, a sostegno della quale esiste una ormai ampia letteratura scientifica che tanto gli istituti di ricerca del Ministero dell’agricoltura, quanto le Università competenti e la stessa Fondazione Diritti Genetici sono in grado di fornire”. “L’iniziativa ‘La marcia del mais’ - afferma ancora Capanna - che intende imporre la coltivazione di Ogm in Italia nonostante la contrarietà della maggior parte della popolazione e di tutte le Regioni italiane, nasce da questo vuoto normativo e rischia di trasformarsi in un atto illegale assolutamente ingiustificabile, che potrebbe anche indurre chi è contrario agli Ogm a compiere atti di estremismo. Noi - conclude Capanna - siamo contrari ad ogni atto di illegalità, e per questo chiediamo al governo Monti di fare semplicemente il proprio dovere: decidere”.(ANSA).

  2. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Straordinario pezzo sul sito di Coldiretti

    Consiglio a tutti di perdere un po’ di tempo ed andare a vedere questo articolo dal sito di Coldiretti che ha del surreale. Serve di leggerlo subito perchè immagino che tra poco qualcuno si svegli e levi questa chicca dal sito.

    Nel pezzo si dice che: “La recente pubblicazione dello studio scientifico francese che dimostra gli effetti tossici e cancerogeni della varietà Ogm mais Nk 603 prodotta dalla Monsanto” e non contenti si reintroduce un ever-green vecchio di oramai 13 anni: la fandonia di Terminator: “La volontà delle multinazionali di trarre profitto dal transgenico, a prescindere dalle conseguenze che derivano dalla loro coltivazione e commercializzazione, è già in passato risultata evidente nel caso dell’Ogm denominato Terminetor e prodotto dalla Monsanto, ossia uno dei gruppi economici più potenti del pianeta e proprietaria di più dell’80% dei prodotti transgenici finora creati.

    Gli agricoltori che hanno utilizzato tale semente si sono trovati in un circolo vizioso di dipendenza dai costosi prodotti dell’impresa, dovendo acquistare i fertilizzanti chimici prodotti dalla stessa Monsanto che sono necessari per la coltivazione di tale Ogm e costretti a ricomprare nuove sementi ad ogni semina poiché da Terminetor nascono piante sterili. ”

    Non credo che devo precisare a nessuno che la tecnologia Terminator non è mai stata commercializzata e che quindi tutto quanto ipotizzato per i poveri coltivatori evidentemente deriva da chi i problemi dei coltivatori non li ha più sott’occhio da parecchio tempo.

    http://www.ambienteterritorio.coldiretti.it/tematiche/Ogm/Pagine/Ogmtossici,ilcasoarrivainParlamento.aspx

  3. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    Democratici e coraggiosi! Forse sperano nella non ri-elezione?

  4. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Sfida con scienziati: a noi tocca sempre il boccone del prete

    OGM: COSCIONI, SFIDO CAPANNA A DIBATTITO CON SCIENZIATI
    (V. ‘OGM: CAPANNA A MONTI, GOVERNO… DELLE 12:24) (ANSA) - ROMA, 11 OTT - ‘Lo sfido, e chiedo alla tv e ai mezzi di comunicazione di approntare adeguati spazi di dibattito e confronto tra scienziati. Si vedra’ allora come stanno le cose, e la strumentale e antiscientifica crociata di Capanna avra’ modo di manifestarsi compiutamente’. Lo dichiara in una nota Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e presidente onorario dell’associazione Luca Coscioni per la liberta’ di ricerca, rispondendo all’invito lanciato al premier Monti dal presidente della Fondazione diritti Genetici, Mario Capanna, di intervenire per fermare il progetto di mais genetico ‘destinato a coltivare 32 mila ettari di terreno’.
    ‘Mario Capanna, non pago di essere il responsabile - con la fattiva complicita’ dei ministri della salute e dell’ambiente - della distruzione dei campi sperimentali dell’universita’ della Tuscia - spiega Coscioni - ora intima al governo di vietare anche l’importazione di semi transgenici. Con pervicacia Capanna vuole condannare l’Italia al Medio Evo, ai margini della comunita’ internazionale facendosi paladino di una lotta assurda e antiscientifica contro gli Ogm’. La deputata radicale sostiene che Capanna ‘parla a sproposito di atti illegali e ingiustificati; evoca possibili comportamenti violenti di estremisti; certifica che la maggioranza degli italiani e’ con lui’. Coscioni quindi sfida Capanna a un confronto televisivo sugli Ogm. ‘Quanto al governo - conclude - subira’ ancora una volta i diktat cervellotici e assurdi di Capanna?’.

  5. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Ma in Coldiretti sono impazziti?
    Si rendono conto di quello che scrivono, peraltro senza firmare il pezzo…

    Franco

  6. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Il problema si pone ben prima di questa primavera stando a questi dati

    http://www.qualeformaggio.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1064%3Amais-a-rischio-aflatossine-assalzoo-qaprire-agli-ogmq&catid=19%3Aattualita&Itemid=14

    Proporrei di etichettare gli alimenti in modo che si sappia se è OGM free o no e poi fare un sondaggio presso i consumatori se hanno comunque rifiutato gli alimenti ottenuti con PGM ammesse visti i prezzi che raggiungeranno gli alimenti OGM free.

    Vi è poi un’altra cosa da tenere in conto ormai molto del mais coltivato è doppio o triplo evento inserito e basta che uno di questi non sia ammesso in Europa che il mais non è importabile.

    Forza Coldiretti continua sulla strada intrapresa…..

  7. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    @Alberto
    Coldiretti è sempre contraria a tutto a prescindere, mi dispiace dirlo ma è un caso patologico.
    Un amico ora politico che un tempo lavorò a certi livelli dentro l’organizzazione un giorno mi confidò che se gli agricoltori sapessero come curano i loro interessi, in 24 ore li sloggerebbero a cannonate dagli uffici (parole testuali).
    Sono passati 20 anni dall’uscita colorita, ma vedo che le cose non sono cambiate in meglio tutt’altro.

  8. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Ora fanno un comiytato tecnico-scientifico, ma ci sono i delegati di sei assessori regionali, insomma la torta la mangiano solo i soliti noti:

    OGM: MANZATO A REGIONI,AVVIARE PROGETTO RICERCA INDIPENDENTE (ANSA) - VENEZIA, 15 OTT - L’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato ha proposto alle Regioni di esaminare la possibilita’ di intraprendere un progetto di ricerca indipendente sugli organismo geneticamente modificati, a valenza nazionale, verificandone la fattibilita’ in termini finanziari.
    Il coordinatore delle Regioni italiane, l’assessore della Puglia Dario Stefano, ha accolto la richiesta, inserendola tra le ‘varie ed eventuali’ della riunione della Commissione politiche agricole in programma per giovedi’ a Roma.
    ‘L’iniziativa - ha detto Manzato - e’ di per se’ opportuna, ma appare necessaria alla luce della legge sulla spending review, che ha soppresso la Commissione Interministeriale di Valutazione sulla coesistenza, soppressione a fronte della quale il Ministero dell’ambiente ha deciso di istituire un gruppo di lavoro tecnico scientifico di supporto all’Autorita’ nazionale sugli ogm, richiedendo la designazione di sei rappresentanti regionali da coinvolgere ’se del caso’ da parte degli uffici istruttori ministeriali, per assicurare la continuita’ delle attivita’ previste dalle normative nazionali e comunitarie’.
    ‘Tale situazione - ha proseguito - mi preoccupa, perche’ sembra venir meno la possibilita’ di intervento diretto delle amministrazioni regionali, competenti in materia agricola, nel procedimento istruttorio finalizzato all’autorizzazione al rilascio e alla sperimentazione in campo degli Ogm. Di qui l’esigenza di riprendere al nostro interno alcune riflessioni sull’opportunita’ di rivedere l’impianto del procedimento autorizzatorio, prevedendo un maggior coinvolgimento attivo delle Regioni’.(ANSA).

  9. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Poveri noi se ci si mettono di mezzo le Regioni, visto lo spettacolo che stanno dando in fatto di sperpero di denaro pubblico. Sicuramente Manzato avrà come riferimento il Prof Tamino, non contento di essere stato eletto al parlamento europeo per i suoi meriti anti-ogm.

    Proposta di programma elettorale: Accorpare le Provincie e abolire le Regioni. Quanti soldi risparmieremmo! Prima che ciò avvenga però dovremo aspettare che Capanna diventi agit-prop pro-OGM….

  10. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Francesco PD

    Ecco un motivo più pregnante ancora per il quale tutte le associazioni “succhiasangue” degli agricoltori dovrebbero sparire per manifesta cattiva gestione pluridecennale.

    Noi abbiamo una superficie aziendale media di 7,9 ettari in Francia la superficie aziendale media è ormai arrivata a 60 ettari circa, verrebbe subito da credere che in Italia ci sarebbe un bisogno impellente di concentrare l’offerta delle produzione troppo polverizzata, mentre in Francia le cose potrebbero essere diverse. Evidentemente la concentrazione dell’offerta implica la creazione di strutture cooperative funzionanti e ben rette e ciò è compito delle associazioni degli agricoltori, ti pare o no?

    Ebbene questo è il dato della Francia in fatto di cooperazione (dati 2007, ma in 5 anni il trend di aumento della concentrazione dell’offerta dei prodotti agricoli è in aumento ulteriore.

    In Francia vi sono 3220 cooperative agricole e danno lavoro a 150.000 persone e generano 80 miliardi di € di cifra d’affari. Ne cito qualcuna Socopa, Sodial Terrena, Tereos, Coopagri Bretagne, Cecab, Agrial, Unicopa, Limagrain, Cooperi, Champagne Cereales, Epis Centre, affinchè a qualche curioso sia possibile fare ricerche via internet.

    Esse contribuiscono ad una grande parte della produzione agricola: 74% dei cereali, 94% dei maiali, 47% del latte, 62% dello zucchero (in Italia la cooperazione non è mai stata voluta nel settore bieticolo saccarifero e ne hai visto la fine che ne abbiamo fatto eppure le associazioni bieticole sono ancora li pretendere tangenti, inutile che mi si neghi le quote associative per “disservizi resi” sono tangenti!), 60% in pollicoltura, 49% nel vino, 35% nella frutta.

    Per quanto riguarda gli acquisti di beni tecnici per le coltivazioni o gli allevamenti essi distribuiscono il 95% dell’inseminazione dei bovini, 70% delle sementi, 62% dei concimi, 62% dell’alimentazione dei mangimi.

    Vendono con marchi propri ecco i nomi, sempre per permettere ricerche su interneta chi ne vuol sapere di più% Banette, Francine, Jacquet, Castronome, Poulets de Loué, Matines, Candia, Yoplait, Richemont, mamie nova, Florette, paysan Breton, Prince de bretagne, Beghin say, Daddy, Clause, Gamme vert ecc.

    Di quattrini dall’UE ne hanno presi sempre più di noi, ma almeno non li hanno sprecati, non invece si. Si dice che i Francesi dettano legge nell’UE ed è vero, ma io non mi scandalizzo che lo facciano, mi scandalizzo che l’Italia non faccia la sua parte oppure si opponga, quindi inutile piangere. Tutti i funzionari degli organismi UE di nazionalità francese, prima di tutto sono gente che sanno bene il loro mestiere, di raccomandati ve ne saranno ma molto meno che gli italiani, ma la raccomandazione non è per se deleteria lo diviene quando raccomandi un buono a nulla. Inoltre i francesi prima guardano al loro paese e poi all’interesse dell’UE.

    Questo dovrebbero scrivere i giornali e non leccare il c… alla Coldiretti per avere dati e statistiche (spesso fasulle) o contenuti per scrivere un articolo. In Confagricoltura è inutile andare sono dei fantasmi, serve solo ai presidenti per tentare di fare carriera politica o per trovare sistemazioni per tutta la vita. Nessuno dei presidenti è mai più tornato a fare l’agricoltore!

  11. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    @alberto
    ben detto dr. Alberto, la Francia ha sempre dettato le condizioni perchè và orgogliosa di essere comunque un paese a forte vocazione agricola, e tranne Bove, non mi sembra che strillino tanto contro gli Ogm, poi mandano a bruxelles gente capace, mentre qui da noi usiamo premiare i trombati al parlamento italiano spedendoli a quello europeo, capirà che competenza e che voglia hanno a curare gli interessi degli agricoltori, tranne eccezioni pochi sanno cosa stanno a fare là oltre a estorcere lauti compensi.
    Sfido che Dacian Ciolos ci stà facendo neri!
    Da noi la Coldiretti come le altre associazioni (quasi tutte) sta bene che l’agricoltore non si affranchi, che abbia un’azienda di 10 ettari o meno, e che faccia l’eterno questuante al loro sportello,.. altrimenti come fanno a riempirsi la bocca della difesa della specie.
    Per quanto riguarda Manzato è una questione penosa mi creda, ce l’ho in casa e sapere che ce l’avremo fino a fine legislatura mi viene l’ansia, assieme all’altro socio in affari di Zaia.
    E’ solo uno sporco gioco di numeri per mantenersi a galla e al popolino piace questo.., basti pensare anche ai casini con le quote latte che hanno fatto…, perchè se facessero gli interessi della categoria almeno avessero la decenza di documentarsi ufficialmente, dopo tutto di centri di ricerca in veneto ce ne sono più che a sufficienza, in “veneto agricoltura” hanno avuto per un po di tempo anche il presidente della loro fazione, ma tant’è come dice qualcun’altro dei cialtroni erano e lo rimarranno.
    La sua ultima frase ha centrato perfettamente il problema, proprio per veneto agricoltura per sgradicare il presidente hanno dovuto fare i salti mortali, perchè aveva tutta intenzione di rimanerci a vita.

  12. agriteamNo Gravatar scrive:

    @ Alberto & Francesco PD

    …basta guardare il costo degli organismi pagatori regionali : drenano il 40%
    delle risorse o forse piu’ …. inoltre si è creato un tuttuno perverso tra associazioni di categoria,
    CAA ( centri di assistenza agricola che detengono i fascicoli aziendali ) e organismi pagatori
    con gli ispettorati regionali per cui in pratica chi deve rappresentare sindacalmente gli agricoltori
    è la stessa struttura che ne detine il fascicolo aziendale ed è la stessa struttura che si interfaccia
    con l’Ente pubblico ( Ispettorato Regionale , AGEA e/o Organismi pagatori . )

    Le associazioni lucrano su questo perchè di fatto mettono fuori mercato i liberi professionisti
    che potrebbero e vorrebbero essere i naturali ” assistenti ” del mondo agricolo vs gli enti pubblici .

    Le quote associative sindacali ormai sono quisquiglie : il vero businness è presentare le pratiche
    e gestire i fascicoli aziendali come CAA .

  13. agriteamNo Gravatar scrive:

    …ovvio che in questo modo … anche agricoltori evoluti tecnologicamente e professionalmente che
    potrebbero gestire in proprio la posizione della propria azienda devono invece
    giocoforza usare la strada di accesso dei CAA associazionistici per non avere ..come dire..
    ulteriori difficoltà ….

    La lucida analisi del dott. Guidorzi di Confagricoltura è la fotografia penosa dello stato in cui siamo.

    Rottamiamoli !!

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