Perchè l’8 febbraio a mezzanotte levo il link al documento dell’ANBI

05 Feb 2011
Post2PDF Versione PDF

Risposte a Giordano Masini (e Bacillus)

ripubblichiamo il testo dell’intervento di Masini come commento al post Le reazioni della comunità scientifica

Caro Roberto, comprendo le ragioni della tua decisione, ma non sono sicuro che sia la decisione giusta. Ti spiego perché. Sono assolutamente convinto, che questa non sia una marcia indietro ma un modo di evidenziare come l’arroganza, protetta e finanziata dalle autorità pubbliche, può avere effetti intimidatori e censori. D’altronde è il caso di ricordare che proprio in questi giorni si è tenuta l’udienza preliminare che vede imputato Giorgio Fidenato (imputato ancora non si sa bene di cosa), mentre nessuno ha mai chiamato a rispondere gli squadristi che hanno devastato la sua proprietà.

E fa impressione vedere la quantità di queste organizzazioni che pasturano quotidianamente alla greppia del contribuente (slow food, coldiretti, codacons…) si siano costituite parte civile contro di lui, oltre ad istituzioni pubbliche vere e proprie, come la regione Friuli e la provinciadi Pordenone. Una battaglia impari, almeno se giudichiamo le risorse

economiche in campo a disposizione quantomeno per pagarsi gli avvocati (nonostante secondo molti saremmo noi a dover vivere in Jacuzzi massaggiati dalle conigliette fornite da Monsanto…) E se in questo paese continua a essere valido quel che diceva sempre un mio caro zio “fai causa solo quando hai torto” non è davvero un’ipotesi tanto peregrina venire citati in giudizio da Capanna o chi per lui, tanto paga Pantalone…

Il fatto è che in questo paese, a trasformare una battaglia giusta e che risponde agli interessi di molti in una questione di principio e di “diritti violati”, come in questo caso il diritto di critica, non le si assicura maggiore visibilità. Tutto il contrario. I radicali in questo paese si sono ridotti sempre a percentuali da prefisso telefonico facendo esattamente così, nonostante avessero ragione praticamente su tutto. C’è una rabbia e una insoddisfazione che cova nel mondo agricolo, Roberto, come mai ho visto in passato, e un’insofferenza del tutto nuova verso le ricette classiche della politica e della rappresentanza sindacale protezionismo più o meno mascherato, filiere corte, km 0, bio, tipico, tracciabilità, ogm-free) ma son tutte persone (forse) disposte ad ascoltare chi offre loro opportunità per guadagnare di più, per star meglio sul mercato e ad incazzarsi contro chi impedisce loro di avvalersene, piuttosto che a indignarsi per un’intimidazione su un blog.

Tra l’altro, te lo ricordi il sottosegretario Buonfiglio che ci venne a dire che loro al ministero davano retta agli ambientalisti perché dal mondo scientifico non si facevano sentire con la stessa forza?

Caro Giordano,
ancora una volta parole sagge e molto condivisibili da parte tua. Grazie.
Come vedi dal titolo di questo post ho intenzione di rimuovere il link al documento dell’ANBI (Documento ANBI) entro le 24 dell’8 febbraio a causa della diffida a mezzo mail che è arrivata da un sito affidabile riconducibile alla FDG a firma dell’Onorevole Capanna (Vedi commento Nr.8 del Post: Le reazioni della comunità scientifica italiana).
Molti (tra cui Piero Morandini) mi segnalano l’inconsistenza delle accuse contenute nella diffida della FDG ed il fatto che la diffida a linkare il documento sia ancora più indiretta. Tutte argomentazioni giuste e che mi confermano gli avvocati che ho sentito, ma come giustamente fai notare tu, Giordano, si fa “causa solo se hai torto” ed hai grandi capitali da investire. Parliamo appunto dei capitali. L’Onorevole Capanna nella conferenza stampa dice che i soldi ci sono già (Vedi Video dal sito Biotecnologie Basta Bugie) mentre nella diffida con minaccia di querela per diffamazione sostiene che sono da reperire. Il mio pregiudizio su questa vicenda è che i soldi la FDG (già CDG) li ha sempre avuti e tanti. Un mio cruccio da sempre insoluto riguarda l’atto di nascita del CDG che nascendo annuncia al mondo il lieto evento con una mezza pagina del Corriere della sera dove campeggiavano le firme del gruppo che diede vita circa 8 anni fa al Consiglio DG poi divenuto FDG, direi una modifica generica. Il punto è che quella mezza pagina era “a pagamento”, ossia qualcuno aveva abbastanza quattrini ed interesse da usare una somma non banale di denaro per fare una inserzione pubblicitaria invece di dare l’anticipo per acquistare un appartamento: chi ha pagato quella fattura?, da dove venivano quei denari? chi aveva un interesse così forte da spendere in una volta sola molto più di quanto speso da Assobiotech in tutti questi anni per sostenere una qualunque iniziativa pro-OGM? Queste domande restano inevase e forse fanno parte dei segreti non svelabili della storia (minore) di questo Paese.
Stabilito che i soldi ci sono sempre stati e che gli interessi sono sempre stati molteplici andiamo alla strategia generale. Caro Giordano tu come tanti segui le vicende degli OGM su uno scenario internazionale ed avrai notato che in molte parti del mondo non esiste più un dibattito scientifico tra pro ed anti OGM a livello scientifico. Sono gli scienziati pro-OGM che dibattono tra loro su quali siano le migliori misure per garantire i consumatori e avviare una fase 2 e 3 delle modifiche genetiche in agricoltura. Ad esempio i geni BT vanno molto bene, ma quelli di resistenza ad erbicidi cominciano a mostrare qualche falla perchè troppo concentrati su una sola via metabolica. L’opposizione ai sostenitori degli OGM si conduce oramai nelle aule giudiziarie e il dibattito è appunto imncentrato sulla diffamazione-querela. Questo succede dalla Francia al Perù e ti posso dire per esperienza personale che sta già succedendo anche in Italia. Il problema è che la logica giudiziaria e quella scientifica sono quanto di più distante si possa immaginare, ma è una soluzione estremamente efficiente.
Pensa a quante centinaia di migliaia di euro servirebbero per dimostrare un qualche effetto negativo di un qualche OGM sulla salute di un qualunque vertebrato rispetto a quanto poco costa pagare la parcella di un avvocato che segua casomai per anni una causa per diffamazione. Se posso fare una stima ad occhio e croce direi che un progetto di ricerca
costa circa quanto 60 cause per diffamazione, o in altri termini l’inserzione a pagamento sul Corriere poteva costare circa 8 cause per diffamazione. Insomma una organizazione o una azienda  che non vuole gli OGM, ma non vuole fare la parte del cattivo ha interesse ad appaltare ad una agenzia esterna, non governativa e non burocratizzata, una campagna giuridico mediatica che serva a chiudere la bocca a chi si oppone. Infine come avrai capito io prendo molto sul serio questa strategia che potrebbe essere solo agli albori in Italia che acquisisce in ritardo le innovazioni internazionali. Prendo molto sul serio queste minacce di querela anche perchè da oltre una anno per una vicenda sostanzialmente identica,ma di cui non scriverò in nessun caso, sono cotretto a mettere da parte 100 euro la settimana sottraendoli al bilancio familiare solo per pagare un avvocato. Per questo preferisco accumulare cicatrici sotto la forma di censure per riuscire a continuare a parlare e pensare nonostante tutto e tenere viva in questo Paese una fiammella di pensiero autonomo, mentre sempre più amici per un giorno si dileguano di fronte alla difficoltà di risalire la corrente del pensiero comune. Fai notare che gli ambientalisti si fanno sentire più degli scienziati. Vero, e vero anche che provo invidia per i fondi che altri riescono a rastrellare li dove dovrebbero essere gli scienziati a farlo. Aggiungerei che anche gli agricoltori fino ad oggi non si sono fatti sentire abbastanza, per questo penso che solo insieme a Futuragra si possa pensare di cambiare qualcosa in questo Paese. Prima che sia troppo tardi.
Un caro saluto, sperando di aver convinto tutti che questa è la la mia proposta su come andare avanti, non di come arretrare.
Roberto

20 commenti al post: “Perchè l’8 febbraio a mezzanotte levo il link al documento dell’ANBI”

  1. Giordano MasiniNo Gravatar scrive:

    Caro Roberto, la discussione è stimolante e per molti versi può prescindere dall’episodio contingente, i deliri magniloquenti e vuoti di Capanna.

    Riguardo al problema degli scienziati che non si fanno sentire abbastanza, anche se non sono uno scienziato e il mondo accademico e scientifico non lo conosco bene, ho l’impressione che nella sostanziale acquiescenza della scienza alla politica ci sia tutto sommato il segno della dipendenza della scienza (volenti o nolenti) dalla politica: siamo in un paese in cui si lavora per grazia ricevuta, e se la grazia la può concedere solo la politica, non sorprendono poi situazioni di questo genere. Ovvero, quello che manca da noi è il mercato, anche nel finanziamento della ricerca, per cui possono farsi strada idee bislacche come “la ricerca partecipata” di Capanna. Cito dalla presentazione di GenEticaMente:

    “La ricerca partecipata si distingue dal modello di ricerca tradizionale per il coinvolgimento di soggetti portatori di interesse e dei beneficiari dei suoi risultati in tutte le diverse fasi del suo svolgimento. La partecipazione rappresenta una forma di alta democrazia dei processi di conoscenza, dove i beneficiari ultimi determinano sia i processi di ricerca che l’interpretazione delle azioni che devono seguire”

    I “beneficiari” e i “portatori di interesse” partecipano da sempre alla ricerca attraverso il sistema più semplice e trasparente: il finanziamento. Dietro questa serie di parole fumose e suggestive altro non c’è che il tentativo di far entrare la politica più deteriore, quella che non ha nessun rispetto per le libertà individuali e i diritti di proprietà, nei processi di indirizzo della ricerca scientifica, che invece dovrebbero essere indipendenti da essa, arrogandosi il diritto e l’autorità di rappresentare interessi che il mercato trascurerebbe, interessi di cui un gruppo, una lobby, o un movimento si autoproclama paladino senza nessuna consultazione (quanti cialtroni si dichiarano difensori dei contadini indiani in queste faccende? Quanti sindacalisti maneggini pretendono di parlare a nome degli agricoltori italiani, quindi anche a nome mio? E in base a che?)

    Però a ben vedere dalle nostre parti il finanziamento dei privati alla ricerca è marginale, e trascurato. Le università, non importa se pubbliche o private, non fanno fund rising, e la qualità di ciò che producono non è mai messa al vaglio del mercato. Eppure chiunque ha fatto ricerca all’estero mi racconta del senso di libertà che dà fare ricerca perché serve a qualcuno che paga per i tuoi risultati, senza dipendere dalla benevolenza di qualche politico o funzionario che può sempre venire meno in qualsiasi momento.

    Forse sarebbe ora che i ricercatori italiani provassero a inventarsi qualcosa di nuovo (ovviamente non ho idea di cosa), ma qualcosa che li renda oggettivamente più indipendenti dalle istituzioni pubbliche di cui fanno oggi parte. La butto là: se venti biotecnologi italiani qualificati mettessero su un centro di ricerca (magari come quello di Capanna) facendo leva solo sul fund rising internazionale? Ovviamente non parlo solo di Ogm, per i quali c’è l’ostacolo dei test in campo aperto, ma poi le cose si possono testare anche all’estero, credo. Con i curricula che avete e la credibilità internazionale che ha la genetica agraria italiana non dovrebbe essere un grosso problema trovare finanziatori (ma forse mi sbaglio). Credo che prima che l’aria appestata che si respira in questo paese demolisca definitivamente la credibilità della ricerca italiana, tentativi di questo tipo andrebbero fatti.

    Il problema degli agricoltori è simile, sotto certi aspetti, e riguarda una categoria (della quale mi onoro di far parte) che è abituata a dipendere dai sussidi dal dopoguerra ad oggi, e che ignora completamente le opportunità del mercato: se parli con gli agricoltori, anche gente che sa come va il mondo, senti sempre dire che il problema è nei prezzi, e che dovrebbero togliere i sussidi e aumentare i prezzi, con l’idea che esiste una specie di cabina di regia del mercato in cui qualcuno può decidere quanto costa il mais o il grano duro.

    E in realtà era proprio così, perché anche prima che gli agricoltori cominciassero a ricevere gli aiuti diretti, ricevevano comunque un surplus di prezzo dato che la CEE si impegnava ad acquistare i loro prodotti per un minimo stabilito.

    Anche qui bisognerebbe che gli agricoltori imparassero a fare sistema e a cogliere le opportunità del mercato, allora magari potrebbero accorgersi di quanto rende di più un campo di mais gm rispetto a uno convenzionale, in termini di soldini guadagnati e soldini risparmiati. Ma temo che per arrivare a questo devrebbero essere energicamente incentivati a farlo, e l’unico incentivo efficace secondo me sarebbe l’abolizione della PAC. Per questo a me stanno a cuore entrambe le cose: le opportunità tecnologiche che la scienza offre, come gli Ogm, e la libertà dai sussidi e dalla politica.

    Insomma, sia gli scienziati che gli agricoltori dovrebbero avere il coraggio di rinunciare nel breve al sostegno pubblico, in cambio di maggiore libertà e maggiori opportunità nel lungo periodo. Una parola…

  2. Il bicchiere della staffa (links per il finesettimana – 05/01/2011) « La Valle del Siele scrive:

    [...] salmone.org, due chiacchiere (in corso d’opera) tra il sottoscritto e il biotecnologo Roberto Defez (e [...]

  3. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Bella questa chiacchierata!

    Anch’io, Giordano, ho l’onore di appartenere alla categoria degli agricoltori.

    Condivido tutte le tue critiche al nostro mondo. Fare sistema sarebbe una cosa splendida, ma fino a quando saremo così stupidi da dividerci in 3 organizzazioni principali (e litigano, se possibile, in 4…) sarà dura!
    L’abolizione della PAC oggi sarebbe a mio avviso la premessa per il fallimento dell’80% (percentuale sparata a caso) delle Az. Agr. e per il ritorno della malaria nella bassa milanese (solo a titolo di esempio; opero qui e conosco bene questo ambiente).
    La PAC comunque oggi ci permette di sopravvivere, ma non ci toglie lo stimolo delle scelte imprenditoriali.
    Ci paga un po’ di costi fissi e per il resto siamo costretti giustamente a giocarcela con il mercato…

    Simpatica l’idea di un pool di ricercatori freelance finanziati come tu dici. Sono pronto ad essere il primo firmatario di un protocollo d’intenti.
    Ricercatori fatevi avanti; sono certo (quasi :-)) che su Salmone troverete modo di organizzarvi e finanziarvi.

    @ Roberto

    Avevo a suo tempo provocatoriamente proposto di farmi promotore di una colletta per comprare il mais di Fidenato per farne ottima polenta, esente da tossine, per casa mia; puramente autoconsumo con contorno di ottime ricette di mia moglie…
    Ora rilancio e ti propongo di contribuire alle tue spese legali con il 50% del tuo attuale costo settimanale per spese legali.
    Fammi solo avere il tuo IBAN e sono pronto. Pagamento anticipato per le prossime 52 settimane di combattimento…. 2.600,00 € (52 X 50,00 €) rinnovabili di anno in anno, anche domattina su c/c dedicato!
    Come vedi non solo “ci metto la faccia”, ma sono pronto anche a metterci il portafoglio per una causa in cui credo fermamente. Mio figlio (quello che vorrebbe fare l’agricoltore) vuole comprarsi la moto? aspetterà…
    Se i detrattori hanno potere é anche (o solo) per motivi economici. Anche sullo stesso piano dobbiamo …discutere. Vogliamo provarci?

    Circa le tue disquisizioni tecniche non credo ci sia nulla da commentare, ma solo da ringraziarti e sperare che non ti stanchi mai.

    Con stima

    Franco Nulli

  4. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro Franco,
    un sentitissimo graie di cuore e la promessa di venirti a conoscere di persona appena posso.
    La moto di tuo figlio è assolutamente prioritaria. Ti sono sentitamente riconoscente per l’offerta che naturalmente non posso accettare, vediamo se è il caso in futuro di sottoscrivere al massimo l’1% di quote a testa, ma solo per sostenere salmone,
    ancora un profondo grazie roberto

  5. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Caro Roberto
    … Anche i ricercatori seri talvolta sbagliano :-)
    Con la moto mio figlio, se mai la avrà, rischia di ammazzarsi; con OGM, che spero di avere presto a mia e sua disposizione, assolutamente no…
    Quindi, anche per la sua pelle, priorità assoluta al sostegno della ricerca OGM!

    Circa l’argomento “1%”, al di la della provocazione del mio intervento, pensiamoci seriamente.
    Credo sia giunto il momento di dare una “struttura” al pensiero che cerchiamo di rappresentare se vogliamo ottenere qualcosa.

    Ciao Franco

  6. bacillusNo Gravatar scrive:

    @Franco Nulli
    Per carità, Franco (Nulli per evitare ulteriori equivoci), abbandoni l’intenzione di comprare la moto al figlio (anche se il Prof. ha sdoganato l’idea).
    Spenda quei soldi, piuttosto (aggiunga se serve), per mandare la creatura per una annata agraria nella Corn Belt americana, a lavorare in mezzo ai “red neck” ed imparare ad usare le macchine, gli erbicidi, i fertilizzanti, gli inibitori di nitrificazione, i più moderni impianti di irrigazione.
    Spenda soldi, se serve, per fargli imparare bene una scienza che si chiama “pedologia” per capire le dinamiche chimico-fisiche “complessissime” che, applicate all’agricoltura, possono fornire svolte fondamentali in funzione della produttività e della sostenibilità ambientale.
    Stessa cosa, pari pari, nell’ambito della genetica, del breeding, del miglioramento varietale, di tutto quello che volete in questo senso… (studiare Darwin come il paternoster!)

    Tra qualche anno saremo nelle condizioni di rilanciare la nostra agricoltura, grazie alle virtù ed agli errori di quelli che già conosciamo.
    Cerchiamo di non vanificare i loro sforzi.

  7. Giordano MasiniNo Gravatar scrive:

    @Franco Nulli.
    “L’abolizione della PAC oggi sarebbe a mio avviso la premessa per il fallimento dell’80% (percentuale sparata a caso) delle Az. Agr.”
    E’ quello che temevano anche in Nuova Zelanda, quando, negli anni ‘90, hanno abolito tutti i sussidi all’agricoltura nel quadro di un programma di liberalizzazioni economiche. Invece non è fallito nessuno, anzi, oggi il sistema agricolo neozelandese è uno dei più competitivi sul pianeta (e parliamo di un sistema fatto di aziende medio piccole, come da noi, non è l’Australia o l’Argentina…). Ma non usciamo troppo dal seminato, rimando solo a un paio di articoli che ho scritto sui problemi della PAC attuale http://lavalledelsiele.com/2010/06/04/le-imprese-agricole-non-crescono-perche-gli-%E2%80%98aiuti%E2%80%99-non-glielo-consentono/ e futura post 2013 http://lavalledelsiele.com/2010/11/21/nuova-pac-a-capofitto-verso-il-2013/.
    (senza contare che oggi, con tutta la PAC, pian pianino ma inesorabilmente, le aziende stanno fallendo, chiudendo, abbandonando i terreni e gli agricoltori si cercano doppi o tripli lavori…)

    Credo che dovremmo organizzare un incontro sul futuro delle biotcnologie e del miglioramento genetico in Italia. Vederci, parlare.Futuragra potrebbe essere un buon strumento di raccordo tra esigenze degli agricoltori e quelle della ricerca…

  8. Vincenzo LenucciNo Gravatar scrive:

    Caro Roberto (e Giordano e altri partecipanti),
    leggo solo ora dell’interessante scambio di post a partire dalla reazione della FDG al documento dei biotecnologi italiani.
    Non posso che appoggiare intanto ancora una volta salmone.org che organizza e diffonde in maniera così strutturata e chiara le informazioni che altrimenti rimarrebbero “sotto il moggio”. E’ un servizio essenziale e utile a tutti. Non posso poi non comprendere la scelta di eliminare dal sito post “a rischio legale”; sono aspetti da trattare con le pinze. Se non altro per il costo. E se non si hanno le spalle larghe onestamente non vedo perchè sottoporsi a certi sacrifici…
    D’altronde, osservo, questo episodio è servito a chiarire un aspetto che personalmente neanch’io leggendo le carte della conferenza stampa di presentazione di GenEticamente avevo compreso sino in fondo. Che, cioè, i 20 mila euro debbono ancora arrivare e GenEticamente li sta raccogliendo. Credo sia opportuno chiedere al signor Capanna di farci poi sapere - “simpaticamente” se vorrà - da dove arriveranno. Soprattutto se dalle tasche dei contribuenti. Perchè in quel caso dovremmo chiarire qual’è il motivo per appoggiare una certa linea di ricerca a scapito di quella sugli Ogm in pieno campo. Ricerca che, vorrei ricordare a me prima che a tutti, dal novembre 2008 avrebbe già le “regole” per poter essere svolta, come deciso dalla Conferenza Stato Regioni, ma in pratica non è poi mai partita perchè è mancato un decreto che sancisse quelle regole. Benchè i Ministri ed i politici [anche quelli oggi più intransigenti sul transgenico :-)] si diffondano da anni sulla necessità della ricerca nel campo degli Ogm. Perciò se poi ci diranno che invece hanno finanziato questo progetto del FDG … credo che sia un elemento che non potrà - e non dovrà - essere censurato. Grazie ancora a te ed a tutti. VL.

  9. Vincenzo LenucciNo Gravatar scrive:

    Ooops … ovviamente intendevo 20 milioni di euro. Non era mia intenzione minimizzare… :-) VL.

  10. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Soldi pubblici e privati.

    Fino ad ora abbiamo incentrato la nostra attenzione sulla eventualità che i 20 milioni, o la gran parte di questi, fossero di origine pubblica, ma dati senza valutazione meritocratica.

    Ora vorrei analizzare la componente privata.
    In prima istanza l’approccio è quello di molti, ossia che un privato con i suoi soldi fa quello che vuole e se crede li da in beneficenza: tutto condivisibile.
    Ma immaginate per una attimo che dietro parte di quei 20 milioni ci siano aziende che non sono tanto presentabili, casomai che hanno una pessima reputazione pubblica il cui sostegno al progetto della FDG sarebbe malvisto o addirittura un autogoal.
    Gli OGM cambiano un mercato molto ricco e molto variegato con tanti interessi che vanno dalla ristorazione alla chimica agli approvigionamenti petroliferi alla meccanica e non è per nulla banale immaginare come ogni azienda percepisca un cambiamento del mercato di riferimento schierandosi a favore o contro gli OGM.
    Per queste ragioni ritengo che se non possono essere dichiarate le sorgenti finanziarie private (oltre a quelle pubbliche) il sospetto di operazioni poco rivelabili sorge spontaneo,
    roberto

  11. bacillusNo Gravatar scrive:

    A poche ore dalla scadenza del perentorio ultimatum vorrei riprendere un attimo l’intervento di Franco Nulli quando si dichiarava disposto a pagare parte delle eventuali spese legali… Ora, stabilito che non ce ne sarà bisogno, ritengo comunque che non ci sarebbe niente di male se i responsabili di questa iniziativa, Salmone.org, attivassero dei meccanismi per la raccolta permanente di donazioni. La cosa, ovviamente, dovrebbe essere assolutamente trasparente, ma nel contempo rispettosa delle più fondamentali regole di tutela della privacy.
    Voglio dire, magari si possono raccogliere pochi fondi, ma se questo servisse a coprire costi vivi, a finanziare il rinnovo del sito (che, diciamolo, non è proprio il massimo), a remunerare almeno in parte il tempo di chi si spende per cercare e pubblicare il materiale, si darebbe maggiore dignità al progetto ed ai suoi promotori e si darebbe la possibilità a chi ci crede di contribuire alla causa.
    Per me, ripeto, non ci sarebbe nulla di scandaloso.

  12. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Grazie Bacillus del sostegno alla mia provocatoria idea.

    Non sono il tipo da tirare indietro il braccio dopo aver scagliato il sasso.
    Assolutamente indispensabile, nel caso riuscissimo a concludere qualcosa, la totale trasparenza quanto il rispetto dell’anonimato (privacy).
    Per quanto riguarda il nostro sito (scusatemi, ma ormai lo sento un pochino anche mio…) non concordo.
    Sarà perche sono un ing., ma la sua struttura scarna, logica e facile da navigare, senza fronzoli e pesanti immagini me lo fa apprezzare molto.
    Non sono disposto a contribuire al finanziamento dell’aspetto del sito, solo i suoi contenuti e la nostra incruenta battaglia verso un futuro più libero sperando di vederli emergere anche fuori dal web…
    Pronto a cercare un consulente commercialista amico che ci aiuti ad organizzare la “burocrazia”.

    Ciao a tutti

    Franco Nulli

  13. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Scusami prof. Roberto, ma mi sembra che il tuo ultimo post contenga un po’ troppa dietrologia…
    Confesso di essere un puro per carattere (che grosso svantaggio personale…), e credo anche che nel variegato mondo dell’imprenditoria ci possano essere soggetti interessati sia al “pro” che al “contro”.
    Da qui a pensare che i “contro” possano essere tanto potenti da finanziare un progetto come quello mi sembra qualcosa di simile alla fantascienza.
    Anche considerando che eventuali “pro” dovrebbero, credo, essere le vituperate “multinazionali americane”; decisamente potenti…
    O forse, molto probabile, c’é qualcosa che non capisco?

    Franco Nulli

  14. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @ Giordano Masini

    Caspita quanta carne al fuoco… Bello!

    Non conosco la realtà neozelandese, anche se da tempo provocatoriamente sostengo in famiglia, stanco del teatrino nostrano, che vorrei emigrare in New Zeland a fare il pecoraio a vivere non di mercato, ma di autoapprovigionamento. Ma è solo provocazione e impeto ribelle interiore; non lo farò mai perché le radici sono troppo salde nella mia Milano sud…
    Cercherò di informarmi sull’agricoltura neozelandese (qualcuno mi può aiutare?).

    Circa la PAC comunque le riflessioni possono essere tantissime e tutte l’una contro l’altra.
    Certo, se non esistesse il sostegno all’agricoltura, da nessuna parte al mondo, sarei felice.
    Giocarcela solo col mercato sarebbe la cosa migliore e più giusta. Ma così non é.
    E se così fosse non sono sicuro che le economie (popolazioni) meno fortunate avrebbero possibilità di sfamarsi. Dico questo come ho detto dell’80% di imprese agricole votate al fallimento. Un ragionamento di pancia non supportato dai numeri o da un’analisi dettagliata.
    La PAC oggi ci ha liberato da vincoli perversi e ci ha fatto ritornare alla logica agronomica ed economica.
    Oggi comunque la attuale PAC, pur con tutte le sue storture, ci permette di fornire alla collettività quel servizio, che abbiamo da sempre dato, di tutela del territorio. Lo ribadisco: servizio che abbiamo sempre dato e che un tempo lontano ci veniva remunerato dal libero mercato. Era ed è un effetto per noi secondario del nostro lavoro, per la collettività un vantaggio indiscutibile. Basta vedere cosa sta succedendo dopo l’abbandono per necessità delle aree boschive collinari e montane.
    Lo ripeto ancora una volta, e lo faccio da anni: se smettessimo di coltivare nella bassa milanese in qualche anno avremmo il problema della malaria o, in alternativa, dei costi per la gestione idrica pubblica ben superiori agli attuali contributi PAC ; è solo un esempio.
    Che poi la PAC sia distorta e malfatta sono il primo a sostenerlo.
    E’ demenziale e criminale che col 2° pilastro si finanzino ristrutturazioni del mondo dell’agroindustria; macelli, salumifici, cantine etc. sono industria, non agricoltura! Agroalimentare, ma non campagna! E ve lo dice uno che ne ha usufruito…
    E senza la PAC io oggi, alle attuali condizioni, andrei a fare l’idraulico o l’elettricista, ma non continuerei a perdere quattrini con la mia azienda. La PAC, seppur malfatta e perversa, mi paga un dipendente…

    BIO
    Qui sfondi una porta aperta, anzi spalancata. Sono allergico al solo vocabolo… Al pari di ECO…
    Pensa che ho fatto un’etichetta per il riso autoprodotto e per autoconsumo con scritto:
    NON E’ RISO BIO… E’ SEMPLICEMENTE MEGLIO!

    Perdonami se non rispondo a tutto quello che ho letto nei link che mi hai dato.
    In questi giorni ho qualche problemino di ospedali col parentado e devo andare a dormire…

    Cordialmente

    Franco Nulli

  15. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @ bacillus

    rileggendo il tuo post n° 6 mi sono accorto che mi dai del lei!
    Sacrilegio… Qui siamo tutti amici e dagli amici mi aspetto ed utilizzo confidenzialmente solo il “tu” !
    Nel merito del messaggio: Tranquillo; al momento il finanziamento lo tengo disponibile per Salmone… Anche perché alla pelle di mio figlio tengo in modo particolare.
    Circa la “gita” nel Corn Belt aspetto di vedere cosa succede… Per il momento aspetto una laurea in Economia e Commercio!
    La pedologia, anche se male, la ho studiata anch’io quando ho iniziato ad occuparmi di agricoltura. Per lui c’é tempo… Qualcosa comunque sto cominciando a trasmettergli; non si sa mai…

    Ciao Franco Nulli

  16. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Cari Bacillus e Franco,
    Sagri è una associazione culturale senza fine di lucro che ha anche un conto in banca (e già solo mantenerlo costa). Ne devo parlare al commercialista per avere una opinione, ma immagino che tutto quello di cui ci sia bisogno è un giustificativo dell’importo con cui si vuole contribuire. Cerco di avere una idea complessiva sulla vicenda e poi vi faccio sapere.
    Intanto non sarebbe male comunicare direttamente,
    vi cerco presto, roberto

  17. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Rimango in attesa…

    Franco Nulli

  18. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    @ Franco

    Visto non sono tirchio anzi abbondo (forse troppo) nel numero di parole che uso per intervenire, non posso divenire avaro per quanto riguarda l’eventuale sostegno economico!

    Circa la dietrologia di Roberto, guarda che non c’è andato molto lontano. Il NO-OGM fa comodo a molti. Ti porto solo un esempio, sai perchè in Francia è in vigore la Clausola di Salvaguardia? Perchè Sarkozy durante la campagna elettorale del 2007 ha scambiato gli OGM con il nucleare e la decrescita. Vale a dire ha detto agli “ecolos” non rompetemi sul nucleare (devo vendere le centrali) e non insistete con la decrescita (perchè altrimenti gli agricoltori non mi danno il voto) che vi impedisco che gli OGM rientrino in Francia, e così è stato (1). Attenzione sono le destre che agiscono così.

    (1) in Italia invece non vi è stato il coraggio d’invocare la Clausola, ma gli azzeccagarbugli alla Zaia hanno inventato un decreto fasullo, cioè senza base giuridica, anzi motivando le decisioni in barba a quanto ha deliberato il Consiglio di Stato

  19. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Credo sia il caso che facciamo un incontro “de visu” per spiegare anche ad un puro come me certe beghe politichesi…
    Metto a disposizione il mio ufficio in cascina nella bassa milanese… (con Prosecco e Salame di Varzi per allietare la riunione)
    La dietrologia non mi piace, ma se qualcuno mi spiega cosa sta “davanti” sono ben felice.
    Decisamente, come ho già detto, c’é qualcosa che non capisco…

    Che tristezza e schifo però!
    Possibile che per poter vedere un mais esente da tossine nei miei campi io mi debba anche occupare di dietrologia politica…

    Ciao a tutti

    Franco Nulli

  20. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    @ Franco

    Disponibilissimo e cosi andiamo anche nei campi a scambiarci opinioni agronomiche

Lascia un tuo commento

Per allegare una vostra immagine a fianco ai commenti registrarsi al sito Gravatar. Quando inserite la mail in fase di commento, bisogna usare la stessa mail che avete usato per registravi al Gravatar

Nella categoria: News, OGM & Media, OGM & Politica

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…