Ministro della Salute Balduzzi scrive a Bruxelles sugli OGM

11 Apr 2013
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mappa impero Carlo Magno
Questa è la lettera spedita dal Ministro Balduzzi
Questo è il documento Francese originale da cui è stata tratta la gran parte della parte della documentazione scientifica della Nota Balduzzi
Questo è il documento della SIGA che commenta la Nota Balduzzi

La lettera inoltrata a Bruxelles dal Ministro della Salute Balduzzi sul tema degli OGM genera nella comunità scientifica imbarazzo e tristezza per quanto vi viene descritto, ma fiducia e speranza per quanto invece viene omesso.

Appare imbarazzante il fatto che un Ministro della Salute sia costretto a chiedere la sospensione della coltivazione di un cereale destinato al consumo alimentare anche umano per esclusive ragioni ambientali e nell’ipotetica difesa di falene, bruchi e vespe. Discipline di pertinenza del Ministero dell’Ambiente vengono illustrate da un Ministro della Salute.
Il testo esprime “talune gravi preoccupazioni” per le implicazioni inerenti alla coltivazione del mais MON 810, di fatto l’unica pianta transgenica coltivata in Europa tra le poche autorizzate per la coltivazione, oltre che per il consumo zootecnico ed umano. Vengono menzionati studi condotti fuori dall’Europa per esprimere preoccupazione per piccoli organismi che potrebbero essere meno abbondanti in campi di mais transgenico se paragonati a campi di mais tradizionale non irrorati di pesticidi.
Appare di nuovo molto imbarazzante che a tale riguardo si citi uno studio di Marvier et al., del 2007 dimenticando però di riportare completamente le osservazioni degli autori che spiegano come, se è vero che ci sono più artropodi in campi di mais dove non vengono usati pesticidi rispetto a quanti se ne trovano in un campo di mais MON810, viene anche detto che, nei campi di mais tradizionale spruzzati con pesticidi, gli stessi invertebrati sono ancora più rari.
Quindi la tecnologia OGM riduce l’impatto ambientale rispetto all’uso di pesticidi per la coltivazione del mais e questo viene implicitamente riconosciuto nella lettera di Balduzzi dove si menzionano “.. tecniche di controllo di parassiti (ad esempio, insetticidi) con un impatto ambientale più elevato.”. Ecco quanto scritto nel 2009 per chiedere l’adozione della clausola di salvaguardia proprio contro il mais MON810 da parte della Germania (richiesta peraltro respinta dall’EFSA):
2. Ecotoxicology
-Epigaeic organisms
In a meta analysis of the field data available on corn with the Bt toxin Cry1Ab, Marvier et al. (2007) concluded that the impacts of Bt corn on arthropods are lower than those of the routine application of insecticides, but higher than those of corn lines that have not been genetically modified and that were not treated using insecticides.

Si deve ricordare che invece è quasi sempre necessario ricorrere ad almeno due trattamenti l’anno con pesticidi quando in pianura padana viene coltivato mais per l’alimentazione umana. Questo perchè altrimenti gli attacchi dei principali parassiti del mais (ad esempio la piralide) sono tali da favorire lo sviluppo di funghi patogeni sulle piante di mais e questo risulta talmente inquinato da funghi produttori di fumonisine da rendere oltre la metà del mais italiano non commercializzabile per il consumo umano.
Come recita un documento del Consiglio Superiore di Sanità (http://www.salmone.org/comunicato-capanna-consiglio-superiore-sanita/ ) le fumonisine contenute nel mais inquinato possono generare patologie quali tumore all’esofago e malformazioni congenite quali la spina bifida e per tutelare la popolazione italiana il Consiglio propone di rivedere i dosaggi massimi ammissibili di tale inquinante nelle confezioni commercializzate per particolari categorie a rischio.

Genera invece in noi solo tristezza il fatto che non sia stato possibile per un Ministro Italiano citare lavori scientifici prodotti dalla ricerca scientifica pubblica italiana, in quanto quasi nulla è stato fatto di rilevante su questo tema dagli scienziati italiani visto che, ai divieti alla coltivazione commerciale di piante OGM che ha accomunato metà dell’Europa, solo in Italia si è aggiunto il divieto tutt’ora vigente di ricerca scientifica in pieno campo con piante transgeniche. Questo blocco paradossale ed autolesionista, che non è avvenuto in Francia, in Germania, nel Regno Unito o in Spagna, penalizza soprattutto la ricerca scientifica pubblica, che già soffre per carenza di fondi.
Rattrista infine osservare nelle conclusioni del documento Balduzzi che si incoraggi una analisi statistica dei dati di sperimentazione in campo di mais MON810 da condurre per almeno 10 anni. L’Italia è ancora all’anno zero nonostante che siano 15 anni che il MON810 sia coltivato con successo in Spagna. L’Italia importa milioni di tonnellate di prodotti transgenici, principalmente soia e derivati, sia per il consumo umano che zootecnico. Appare oltre che triste quasi cinico esortare gli scienziati a condurre analisi pluriennali su qualcosa su cui non è consentito da anni sperimentare e che ora si chiede a Bruxelles di vietare in tutta Europa.
Notiamo inoltre con imbarazzo che il documento è in larga parte copiato da un documento redatto dalle autorità francesi e spedito alla DG SANCO. Non osiamo immaginare la reazione dei funzionari della commissione europea che si sono viste recapitare da un Ministro Italiano della Repubblica un documento che tradotto in francese risulta sovrapponibile in larga parte ad uno che già era stato recapitato dalle autorità Francesi.
La Società Italiana di Genetica Agraria Ha redatto un documento di protesta che ben evidenzia l’imbarazzante sudditanza scientifica che penalizza l’intera ricerca scientifica pubblica italiana.
Sembra inoltre un refuso tecnico la citazione dell’articolo 34 del Regolamento Europeo 1829/2003 che a sua volta rimanda al Regolamento 178/2002 ed in particolare agli articoli 53 e 54. Il regolamento riguarda infatti l’importazione di alimenti e mangimi, non di semi da coltivare, quindi forse è stato citato un articolo non pertinente allo scopo della lettera, la quale sembra riguardare una moratoria della coltivazione di MON810, non della sua importazione per uso come alimento e mangime.

Le omissioni del testo appaiono però altrettanto rilevanti e questa volta incoraggianti. Non una sola parola dal Ministro della Salute su possibili rischi per l’alimentazione zootecnica o umana (questo sì di sua pertinenza!) per la quale sono autorizzati all’importazione in Italia circa una trentina di differenti tipi di piante OGM. Quindi niente da obbiettare su tutti gli OGM che importiamo a milioni di tonnellate e che costituiscono da almeno 17 anni la base dell’alimentazione zootecnica e la parte preponderante dei mangimi usati in Italia anche per produrre i più prestigiosi marchi DOC ed IGP. E’ autolesionistico usare mais prodotto all’estero a scapito ed in danno della filiera produttiva italiana che potrebbe egregiamente produrre lo stesso mais senza gravare sulla bilancia degli scambi commerciali. Queste omissioni fanno giustizia delle varie voci circolate sulla sicurezza per la salute umana di soia, colza, mais e cotone geneticamente migliorati: tutti questi prodotti che consumiamo abitualmente non sollevano preoccupazioni nel documento inoltrato dal Ministro della Salute Balduzzi.
Inoltre questa lettera è un’esortazione fatta a Bruxelles e non, come immaginato da qualche assessore regionale o organizzazione privata, la richiesta di applicazione di una clausola di salvaguardia. Evidentemente i tecnici dei vari dicasteri hanno valutato (correttamente) di non avere documentazione tecnica sufficiente per invocare una clausola di salvaguardia e questo proprio perchè per anni è stata vietata la ricerca scientifica pubblica e quindi non si dispone di dati per poter avversare la coltivazione di OGM.

La lettera di Balduzzi appare comunque debole e poco motivata, con documenti in grandissima parte già noti e già valutati dalle competenti commissioni comunitarie. Ma la situazione italiana non resta quella che abbiamo conosciuto in tutti questi anni. In seguito alla sentenza della Corte Europea di Giustizia dello scorso 6 settembre 2012 (http://www.salmone.org/la-corte-europea-fa-giustizia-dei-divieti-agli-ogm/ ) gli agricoltori italiani possono piantare mais MON810 senza chiedere un permesso preventivo al Ministero delle politiche agricole. Ci si può aspettare che più d’uno imbocchi tale via per cercare di tenere in piedi le aziende che producono mais in Italia soprattutto per uso zootecnico. La mancanza di leggi specifiche in materia e la debolezza del governo nell’attuale fase politica lasciano in questa primavera di semine quello spazio necessario a che l’innovazione entri anche nei nostri campi.

Possiamo solo auspicare che, in un’ottica di reciproco rispetto tra Stato centrale ed agricoltori, l’uso delle varietà OGM in coltivazione quest’anno riguardi quelle iscritte nel catalogo comune europeo (quindi tutte quelle derivate da MON810) e che gli imprenditori agricoli privilegino il mais di secondo raccolto, quello più suscettibile di attacchi da piralide. L’uso in queste condizioni potrebbe anche mitigare le paure di commistioni col mais convenzionale che si sta seminando in questi giorni e potrebbe aiutare molto a tenere distinte le due filiere, consentendo a tutti gli agricoltori di valutare pienamente i potenziali vantaggi economici, ambientali e di salute che possono derivare da piante migliorate per ridurre l’uso di insetticidi.

Roberto Defez, CNR Napoli
Piero Morandini Università di Milano
Chiara Tonelli, Università di Milano
Sandro Vitale CNR Milano

84 commenti al post: “Ministro della Salute Balduzzi scrive a Bruxelles sugli OGM”

  1. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Sottolineo che il D.G. della DG SANCO é donna italiana, la d.ssa Paola Testori Coggi che conosco molto bene personalmente da anni e so essere persona intelligente e degna!
    Personaggio giunto ai vertici della DG SANCO non per meriti politici, ma per capacità professionali.
    Non oso pensare quale possa essere il suo imbarazzo nelle Istituzioni a ricevere una simile documentazione da parte di un Ministro della “sua” Repubblica Italiana!
    Perdonaci Paola perché non sanno quello che fanno!
    E se ti é possibile istituzionalmente intervieni, anche con uno pseudonimo, nel nostro dibattito!

    Franco Nulli

  2. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Non posso che ripeterm e mi scuso dell’autocitazione per un intervento fatto il 6 aprile.

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    Questi credono che all’EFSA occorra segnalare della bibliografia? Credono che i lavoro segnalati non siano già stati presi in considerazione?, Che non siano già stati valutati? Se fossero persone serie quelli del CRA avrebbero dovuto fare uno studio originale e dire: noi abbiamo queste risultanze scientifiche originali, valutatele perchè dicono che vi sono fatti nuovi non considerati.

    Signori del CRA di tesi compilative sono piene le università, ma a voi sono richieste tesi sperimentali innovative, è per questo che vi paghiamo. Il lavoro che avete fatto a supporto dell’iniziativa ministeriale fatta da ministri dimissionati e dimissionari vi squalifica come ricercatori, anzi meritate che vi si dica: ma andate a zappare che è meglio! Compreso evidentemente anche OGM bb che da sempre rappresenta due braccia perse per l’agricoltura.

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  3. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    A mio avviso inoltre se si mettesse in atto la Clausola di Salvaguardia per le semine 2013 in Italia in base a questo documento questa sarebbe totalmente illegale e passibili di denuncia al Corte di Giustizia Europea, infatti, la stesura del documento non invoca la Clausola di Salvaguardia, ma si tratta di semplice segnalazione di fatti già presi in considerazione e non ritenuti validi per applicare la salvaguardia. Pertanto l’agricoltore che decidesse di seminare una varietà di mais con contenente il tratto Mon 810 non commetterebbe un atto illegale.

    Certo però che con i giudici che ci ritroviamo è sempre un azzardo affidarsi alla giustizia italiana.

  4. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ricominciamo….

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2012/10/i-rischi-legati-alla-diffusione-degli.html

  5. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Della serie: “non sparate sul pianista”

    http://sito.entecra.it/portale/cra_avviso.php?id=9185&tipo=&lingua=IT

  6. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    sul sito della SIGA oltre alla lettera c’è anche il comunicato stampa

    http://www.geneticagraria.it/news_dett.asp?a_pag=2&id=643

  7. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Certo che ricominciamo.

    E chi dice che le biotecnologie non vadano tenute sotto controllo? Ma da qui a proibirle il passo è lungo! neppure la sperimentazione volete! Voi siete oscurantisti da una parte e liberalissimi per quanto riguarda le biotecnologie legate alla maternità alla fertilità umana e alll’aborto come scarico di responsabilità, anche se queste permettono ad una nonna di diventare madre e di affidare poi ben presto il nato alle cure della società, vale a dire un gran capriccio che poi pagano gli altri . Voi vi fate comandare a bacchetta dall’ideologia e soprattutto acriticamente o meglio solo in funzione di un tornaconto dato da quante persone vi applaudono.

    Voi decidete solo in funzione di quanta gente vi da ragione, se è tanta allora si percorre la via, se è poca allora non se ne fa nulla.

  8. marco pastiNo Gravatar scrive:

    Ho letto il documento della SIGA a firma del prof. Veronese che ho trovato molto centrato e ben scritto, poi ho visto il comunicato stampa sempre della SIGA sullo stesso argomento. Poi l’ho cercato su google news per vedere se qualche agenzia di stampa l’aveva ripreso: zero assoluto salvo salmone. Possibile che appena la fondazione dei diritti genetici apre bocca si trovi subito diverse agenzie di stampa che riprendono l’argomento e che quando parla la SIGA nessuno ne parli? In questo quadro vedo assai remota qualsiasi possibilità di coltivare OGM nel nostro paese al di là di qualsiasi vicenda giudiziaria o normativa.

  9. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Pasti….prof. Veronesi

    Esistono altre motivazioni per dire NO! agli OGM oltre a quelle di Balduzzi

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/04/ogm-brevetto-e-agricoltore.html

  10. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro OGM bb,
    sistematicamente i tuoi interventi servono ed hanno come scopo quello di mettere un link al tuo sito favorito. Questa pratica non ha nulla di ingenuo o di neutrale, ma serve a fare aumentare il rating del sito di OGMbb. In pratica un sito poco letto aumenta la sua visibilità se un sito più letto mette un link ad un altro sito: un specie di effetto di trascinamento.
    Noi osserviamo con pazienza e sopportazione questa attività molto sfacciata e molto autointeressata.
    Visto che OGMbb sfrutta salmone.org in questo modo, troveremmo almeno doverosa una adeguata sponsorizzazione di salmone come hanno fatto tanti lettori che dibattono su questo sito senza rinviare a siti personali: su OGMbb non farai certo un brutta figura, non diventi un pro-OGM per aver sostenuto un sito su cui scrivi di certo più commenti tu di Franco Nulli.

  11. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Franco Nulli che si é stancato di sponsorizzare OGM bb con sterili discussioni.
    Dove interviene OGM bb FN smette di parlare per semplici 2 ragioni.
    La prima é che soffiare controvento non serve a nulla. E il vento spesso fa disastri come ben sanno gli amici di Trieste. Meglio ripararsi e aspettare che passi…
    La seconda la ha espressa chiaramente e senza mezzi termini il Prof. Roberto Defez che ringrazio per l’impegno che profonde per la nostra causa comune.

    Franco

    P.S. Forse però bisognerebbe modificare la policy del nostro sito di discussione.
    Libera parola a tutti, e ci mancherebbe, entro però il limiti della pubblica decenza e della provocazione…

  12. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Caro Roberto,

    il problema nasce dal fatto che non ho molto tempo e tutte le volte devo riscrivere le stesse cose, per cui è meglio fare dei link a dei contenuti solidi e ben scritti.

    Così come afferma Franco, sarebbe interessante aprire una discussione anche sui link. Per esempio, Franco, Tu pensi che il brevetto favorirà gli agricoltori? anche quelli grandi come Te?

  13. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Certo che lo favorirà, alla stessa stregua di come gli ha permesso di usare varietà sempre più performanti protette dal COV. In fatti il brevetto applicato Nell’UE rispecchierà quello che era previsto per il COV e nulla più. L’unica cosa diversa nonriguarda l’agricoltore bensì il sementiere che non può più usare la nuova varietà (o meglio il tratto genetico incluso) senza dover pagare diritti al primo costitutore, cosa che il COV non prevede. Informarsi prima di discutere di certi argomenti!

  14. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Confesso OGM bb che non comprendo a fondo il senso della tua domanda.
    Un brevetto é frutto di una ricerca i cui vantaggi economici primari mi sembra indubbio debbano andare a favore di chi ha investito nella ricerca stessa con successo.
    Se l’innovazione introdotta a seguito del brevetto é di utilità per il pubblico il pubblico trarrà vantaggio dall’innovazione applicata.
    Faccio un esempio.
    BOSCH ha brevettato l’ABS. Ovvio che BOSCH ricavi un utile dall’introduzione nell’ABS anche nella tua auto. Ci mancherebbe…
    Mi chiedo e ti chiedo se dall’ABS tu personalmente non trai vantaggio in caso di frenata d’emergenza con la tua auto.
    Mutatis mutandis il discorso vale per le biotecnologie.
    Spero di essere stato esaustivo.

    Franco

  15. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ABS e cibo non sono proprio la stessa cosa……dell’ABS potremmo anche farne a meno, del cibo diventa molto più difficile. Allora in questo caso il brevetto sul cibo diventa molto più vincolante sia per il consumatore, sia per il produttore.
    Per esempio, in situazioni di monopolio, l’introduzione di “contratti di soccida” anche nelle coltivazioni erbacee, determinerà un aumento dei prezzi del cibo per i consumatori ed una diminuzione della redditività per gli agricoltori. Agricoltori che già oggi non se la passano molto bene.

  16. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ma quale brevetto sul cibo. E’ un tua pura invenzione e per giunta finalizzata a spargere paure affinchè prevalga un’ideologia.

  17. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    In me prevalgono le ideologie delle mele “Pink Lady” o delle “Fuji” o del frumento Kamut” o del kiwi “Zespri Gold”, ecc.

    http://www.informatoreagrario.it/bdo/BDO_popupAbstract.asp?D=48111

    Vedo che non hai letto il link

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/04/ogm-brevetto-e-agricoltore.html

    poi Roberto mi sgrida

  18. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Certo che l’ho letto solo che io sono più informato di te, per non dire che io sono molto più onesto intellettualmente di te e di gran lunga anche.

    Non ti è permesso usare il termine “pianta” per confonderlo con “varietà di pianta” e dare un messaggio falso; o, se vuoi che mi esprima più scientificamente, ” pianta è uguale a specie botanica” mentre “varietà non include tutta specie botanica”

    Nel tuo link tu imbrogli letteralmente il lettore che non conosce la problematica dal di dentro e ciò è un’azione scorretta e disonesta che qualifica anche chi la compie. Sono già parecchie volte che cerchi di giocarmi questo tiro da perfetto pataccaro quale sei, ma hai sbagliato indirizzo, queste cose le vai a fare con Capanna o il Carlin che di cose botaniche, genetiche e di sementi non ne sanno niente e si fanno convincere.

    Tu ti preoccupi delle mele Pink Lady o Fuji, del Kiwi Zepri gold o del Kamut? Ti chiedo allora: “ma perchè vuoi mangiare proprio quelle mele, quei kiwi, o il frumento con quel marchio commerciale?” Non potresti mangiare le mele Golden delicius o Stark o Imperatore o i kiwi verdi o il Triticum turgidum?

    Se fossi onesto, ma da quando ti maneggio non lo sei mai stato, è questo che dovresti spiegare ai lettori, vale a dire che non è la specie mela o kiwi o il Triticum turgidum che viene brevettato o protetto da un certificato di ottenimento varietale, bensì solo alcune varietà di quella specie, ma molte altre sono perfettamente libere di essere coltivate e di essere mangiate senza dover pagare nulla a nessuno.

    Cos’è questa balla che racconti che si brevetta il cibo? brevettando le Pink Lady non si obbliga la gente a pagare una royalti per mangiare il frutto mela, se lo vogliono fare senza pagare lo possono fare liberamente, ma devono mangiare le Golden o altre varietà di mela. Informo che vi sono enormemente più varietà libere di tutte le specie vegetali che quelle sotto brevetto. Se proprio non vuoi pagare il diritto di brevetto su quella particolare mela brevettata attendi 15 anni, dopo anche la varietà Pink Lady diventerà libera di essere piantata e mangiata, Se, però, non vuoi attendere, devi pagare un sovrappiù di prezzo. Cosa c’è di tanto strano? La cosa strana è che alla Pink Lady, se la vuoi mangiare a tutti i costi, significa che gli assegni un plus di bontà o di sapore, ma allora perchè non vuoi pagare colui che col suo lavoro ha creato un assemblaggio di geni tale da dare caratteristiche superiori a quella particolare varietà di mela?

    Perchè non dici chiaro e tondo che non si possono brevettare i geni di una specie botanica alimentare o selvatica che sia? Questo si chiama informazione onesta!

    Infatti neppure il gene Bt usato per creare varietà di piante OGM che si autodifendono dai parassiti è brevettabile, ma tu continui a far credere il contrario. Vuoi che te lo dimostri che non è brevettato il gene Bt? Se fosse brevettato come tu affermi, allora il produttore biologico dovrebbe pagare una royalti alla Monsanto, in quanto usa ,per difendere le sue piante, proprio i geni del Bacillus thurigensis. Hai mai sentito tu che un produttore biologico paghi un diritto di brevetto per diffondere il bacillo?

    Cos’è che è brevettato allora? E’ l’assemblaggio artificiale che è stato creato per poter trasferire il gene in piante che non lo possiedono. Evidentemente siamo in presenza di un fatto nuovo, in quanto se il brevetto su una pianta non modificata per transgenesi preserva il Diritto del Costitutore, vale a dire la prerogativa che ha qualsiasi persona che vuole partire da una varietà brevettata per tentare di assemblare uno nuova combinazione genica, il brevetto sul transgene, invece, implica anche il blocco della varietà per un nuovo costitutore vegetale, in quanto vi è inscindibilità. Ma anche qui si è arrivati ad ammettere, appunto per non far venire meno il principio intangibile che non si possono brevettare i geni vegetali, che se si prende la varietà della Monsanto ad esempio e la si priva della costruzione genica OGM, la varietà diventa di libero uso da parte di un costitutore, ma non per l’agricoltore in quanto la varietà, seppure privata del tratto genetico brevettato, resta sempre di proprietà della Monsanto.

    Per evitarvi di leggere tutto il secondo link che OGM bb ha redatto come “claudio” (secoda persona della sua “trinità” Vi riporto solo questo per farvi giudicare con qule disonestà intellettuale egli propala paure che non hanno fondamento in quanto egli gioca con le parole ben sapendo che chi legge difficilmente comprene i messaggi subliminali che si nascondono.

    “Relativamente alla tutela brevettale delle innovazioni tecnologiche, ciò che lascia maggiormente perplessi è l’utilizzazione del brevetto in ambito agricolo, soprattutto nel caso in cui riguardi piante o animali di fondamentale importanza per l’alimentazione umana. Nella fattispecie, non stiamo parlando di una funzione fisiologica della quale ognuno di noi, volendo, potrebbe fare a meno; stiamo parlando di alimentazione, un’azione che bene o male ognuno di noi deve compiere obbligatoriamente almeno tre volte al giorno. Sono queste considerazioni che differenziano sostanzialmente i brevetti su materiale elettronico o su capi di abbigliamento, da quelli su piante ed animali ad uso alimentare, in quanto essi, per assurdo, potrebbero mettere in discussione anche la sovranità alimentare di un Paese.”

    Se l’Italia non vuole pagare i brevetti alla Monsanto lo può fare benissimo, semina il mais Marano vicentino o il roso di Storo, o il frumento duro Balilla o il tenero Mentana. Però se facesse questo sicuramente qualche italiano rimane con il piatto vuoto perchè la produttività di quelle varietà è ormai infima.

    In questo caso però vi è da decidere: “è la Monsato che affama gli italiani o è la ripicca di non volere approfittare del progresso genetico che alcuni hanno operato e pagando molto meno del vantaggio che si ottiene?

  19. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    - Uso il termine “pianta” per semplificare e per estremizzare……….lo capiscono tutti, non sottovalutare i lettori!

    - Il consumatore mangia le mele che trova sul mercato (e questo non lo decide né lui, né l’agricoltore), non conosce il processo produttivo e quello che c’è dietro, non è informato sulla tutela brevettuale di quel prodotto. Gli svantaggi del brevetto sono soprattutto per l’agricoltore!

    - Quando dico “si brevetta il cibo” estremizzo…….manifestando una tendenza. E’ ovvio che non sarà brevettato tutto il cibo! Lettura consigliata

    - Uso il termine “pianta” per semplificare e per estremizzare……..lo capiscono tutti, non sottovalutare i lettori!

    - Il consumatore magia le mele che trova sul mercato (e questo non lo decide né lui, né l’agricoltore), non conosce il processo produttivo e quello che c’è dietro, non è informato sulla tutela brevettuale di quel prodotto. Gli svantaggi del brevetto sono soprattutto per l’agricoltore!

    - Quando dico “si brevetta il cibo” estremizzo…….manifestando una tendenza. E’ ovvio che non sarà brevettato tutto il cibo! Lettura consigliata:

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2012/10/dagli-ogm-vegetali-agli-animali-clonati.html

    - Ma se la tendenza non è quella di brevettare il cibo, perché spendere risorse per ottenere sementi OGM apomittiche?

    - Non dico che non si possono brevettare i geni di una specie botanica alimentare o selvatica che sia, perché ritengo il lettore informato del fatto che si possono brevettare solo le “invenzioni” e non le “scoperte”

    - Mai scritto che il gene Bt è brevettabile.

    - Ho scritto che il brevetto “potrebbero mettere in discussione anche la sovranità alimentare di un Paese” in relazione al fatto che, estremizzando, questa pratica potrebbe determinare la scomparsa dell’attività sementiera in Italia.

    - Se sono questi gli unici appunti ……sono in una “Botte di ferro”!

    - Franco…..preparati a diventare un “manovale” di colui che avrà il brevetto sulle sementi.

  20. A come agricolturaNo Gravatar scrive:

    @OGM, bb!

    Ci fai o ci sei?

  21. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Quando gli si scoprono gli altarini la sua risposta è “ma come volete che non capiscano? Ma intanto ha fatto di tutto per fuorviarli e imbrogliare consumatori e opinione pubblica.

  22. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Caro OGM bb
    Forse tu non sai che un Agricoltore é da sempre un “manovale”.
    Non so se lo sai, ma la terra é comunque in basso, a livello …terra!
    Dal 1982 io faccio il “manovale”! Senza bisogno del tuo suggerimento.
    Pur con tutta la tecnologia di cui dispone oggi la moderna agricoltura il nostro lavoro é principalmente “manuale” (ad esclusione del fardello impossibile della burocrazia).
    La differenza fra te e me é che tu dai un’accezione negativa al termine “manuale” di cui “manovale” deriva..
    Sono fiero di fare il “manovale” a servizio della mia terra (grande, come dici tu).
    Ti assicuro che non sono un latifondista.
    Sono un agricoltore con il minimo della terra necessaria per far sopravvivere un’azienda agricola nel 2013.
    Se volessi vendere il mio fondo oggi potrei trasferirmi con i miei figli ai Caraibi per i prossimi 50 anni a vivere di rendita e di pesce fresco. Non lo faccio per l’amore che ho per la “terra” che coltivo da 30 anni!
    Nella mia condizione di Agricoltore (volutamente maiuscolo) convinto voglio avere a mia disposizione tutti i mezzi tecnici oggi disponibili per meglio operare.
    E i mais OGM BT, checché tu ne dica, a mio avviso sono uno di questi, anche se non l’unico.
    Quest’anno seminerò circa 65 Ha di soia. Ti farò un riassunto a settembre di tutti i Kg di diserbanti inutili che avrò distribuito in alternativa a poche centinaia di Kg di RoundUp (Gliphosate per chi non conosce l’argomento) necessari per coltivare una soia OGM RR (RoundUp ready).
    Ti rinnovo l’invito che già ti ho inviato qualche tempo fa: Vieni a trovarmi in Azienda che facciamo una chiacchierata “de visu” e non solo con facili provocazioni di “link” a siti di parte.
    Credo che siamo tutti persone serie e ragionevoli (lo spero almeno) e un confronto diretto sarebbe la cosa più utile.
    Franco

  23. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Franco, le provocazioni del link che ho indicato sono di Padre Angelo SERRA, Professore di Genetica Umana presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia “Agostino Gemelli” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma). Nell’articolo intende offrire alcune essenziali informazioni su vari aspetti degli OGM e delle nuove responsabilità della scienza, della tecnologia e dell’intera società in questo periodo che è stato definito della «seconda creazione».

    Per il resto non so cosa dire……a mio parere il brevetto su piante ed animali diminuisce la libertà della persona, pertanto da un punto di etico sono contrario….questo ovviamente è un mio modestissimo parere che spero possa essere condiviso da tanti.

  24. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    - niente da dire sulla “scomparsa” dell’attività sementiera in Italia?

    - niente da dire sulla tendenza alla brevettazione del cibo mediante sementi OGM apomittiche?

  25. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Si io ho qualcosa da dire sulla scomparsa dell’attività sementiera in Italia, Innazitutto quella del mais non è mai nata perchè si è preferito comprare negli USA (allora non esistevano ancora le multinazioali sementere, ma si trattava di famiglie di agricoltori evoluti) ed il tentativo del Prof. Fenaroli è stato troncato sul nascere, Nel caso della bietola da zucchero avevamo ereditato un patrimonio inestimabile da Munerati , se lo sono divisi le tre società saccarifere, ma non hanno mai dato importanza per il progresso della bietola alla componente genetica e tutto si è disperso. Nei cereali abbiamo ereditato un Patrimonio da Strampelli e lo abbiamo sfruttato fin che abbiamo potuto senza mai rinsanguarlo perchè troppo costosa la ricerca.
    Quindi la nostra industria sementiera è scomparsa per la mancanza di figure alla Strampelli ed anche perchè la nostra agricoltura non ha mai ritenuto veramente importante dotarsi di un’industria sementiera nazionale ed inoltre si è preferito più fare reddito con i prezzi che con l’aumento della produzione. La colpa è esclusivamente italiana e di nessun altro.

    Sementi apomittiche, ne parliamo quando ci saranno, invece tu ci vuoi costruire da subito sopra un esempio di monopolio, ancora prima che queste sementi vengano prese in considerazione dalle leggi sementiere, che potrebbero far andare le cose diversamente da quello che tu vuoi far credere.

  26. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Non voglio far credere nulla. Informo semplicemente i lettori che i brevetti sull’”apomissia” e sull’”apomissia inducibile chimicamente” sono già stati richiesti e, forse, ottenuti.

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2012/12/il-brevetto-sul-cibo-aumentera-o.html

    Essi rappresentano il primo passo per ottenere il monopolio del cibo (non tutto il cibo……contento?).

  27. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    A quanto mi risulta e dalle informazioni ricevute il brevetto non è stato ancora ottenuto ed ha molte difficoltà per essere concesso, ne riparliamo quando e come sarà concesso e con quali limitazioni! (contento?)

  28. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    rimane il gesto……molto brutto……

  29. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    UDITE…UDITE

    E’ stato emanato il Decreto Interministeriale, firmato congiuntamente dal Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Mario Catania, dal Ministro della Salute Renato Balduzzi e dal Ministro dell’Ambiente e Territorio Corrado Clini, con il quale si respinge la richiesta di messa in coltura degli ibridi di mais geneticamente modificati, iscritti al Catalogo comune, formulata dall’Azienda Agricola Dalla Libera.

    PROT. 0030500 DEL 17/04/2013 - GAB

  30. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    UDITE UDITE

    E’ una decisione illegale, che disprezza gli impegni presi a livello europeo ed ancora una volta Dalla Libera ha elementi per farsi dar ragione dai tribunali.

    Pertanto da cittadino affermo che se questi sono i comportamenti delle istituzioni, volti solo a prendere tempo con metodi da sensali da mercato bestiame, io me ne posso fregare di ogni remora all’agire non civicamente!!!.

  31. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Il Ministro dell’Agricoltura deve già 2000 euro a Silvano Dalla Libera, anche per questo decreto pagherà, e la prossima volta la richiesta sarà il pignoramento della scrivania.

  32. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Perché non cerchiamo di comportarci come ha fatto il nostro Presidente della Repubblica?
    Il sig. Napolitano, 87 anni suonati, si é preso in carico il futuro del suo e nostro Paese; l’Italia.
    Non credo che a quell’età sia facile una simile decisione. Io sono solo a 60 e avrei declinato l’invito (pressione…). Onore al merito! Grazie Napolitano.
    Siamo tutti sicuri che non ne avevi nessuna voglia. Grazie ancora!!
    Questo detto ritengo che anche la nostra discussione dovrebbe cercare di coordinarsi al nuovo (vecchissimo!!) corso politico che stiamo vivendo.
    Tralasciamo per cortesia i fondamentalismi (OGM bb, questa é per te…), affrontiamo i problemi come si deve con il pragmatismo di una Nazione che ha un gran bisogno di sopravvivere (magari anche crescere…).
    Cerchiamo di guardare dove si può recuperare qualche frazione di decimale di PIL; anche agricolo… anche (ma non solo) con gli OGM.
    Cerchiamo di non farci guerre di opinione su problemi che sono simili a quelli del riscaldamento globale…
    So per certo che avrò molte critiche a questo post, ma é quello che penso.

    Franco

  33. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Franco, come puoi dire che sono un fondamentalista! Ho mai scritto che gli OGM fanno venire il cancro? Ho mai scritto che fanno male all’ambiente? Mi dici per cortesia cosa avrei scritto da “fondamentalista”?

    Ho sempre scritto che un’apertura agli OGM presuppone:
    - transgeni nei cloroplasti e non nel nucleo come gli attuali;
    - promotori inducibili e non costitutivi come gli attuali;
    - assenza di marcatori antibiotici;
    - etichettatura, anche dei derivati (latte, carne, ecc);
    - libero mercato.
    Tra l’altro in un post ho scritto che in merito al mais BT se ne potrebbe anche parlare…….

  34. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Non mi pare di averti detto che “Tu” sei un fondamentalista!
    Ho semplicemente chiesto di tralasciare i “fondamentalismi” nella nostra discussione!
    Ne avremmo un gran bisogno.
    Se non ci vogliamo capire a priori, lasciamo perdere…
    Non vale la pena.
    Adesso buona notte! domani ho da lavorare…

    Franco

  35. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Franco, parliamo dell’incremento del PIL. Tu hai scritto: “……recuperare qualche frazione di decimale di PIL; anche agricolo… anche (ma non solo) con gli OGM”.

    Il PIL è il fatturato di un Paese…….se nella coltivazione del mais utilizziamo sementi italiane il PIL aumenta…….se, invece, utilizziamo sementi di importazione il PIL diminuisce.

  36. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    ma per fare sementi si deve investire in ricerc e sperimentazione, non in sussidi ad agricolture che soddisfano il 2% del mercato

  37. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Roberto, scusami se te lo dico, ma vedo un certo “Conflitto di interessi” nella Tua ultima affermazione.

    Il problema è che a forza di brevetti, che costano molto e quindi possono farli solo le grandi multinazionali, l’industria sementiera nazionale non esiste più.

    Non ho capito “agricolture che soddisfano il 2% del mercato”.

  38. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    OGM BB

    Non voler tirare la coperta dalla tua parte perchè tanto non ti copri lo stesso. Di industria sementiera italiana ne sai meno di nulla.

    1° la selezione del mais in Italia è scomparsa nel momento in cui si stavano creando gli ibridi, va a dire più di mezzo secolo fa (allora di brevetti non ve ne erano e di OGM neppure, o meglio già esistevano ma non li chiamavamo così. Le popolazioni tipo Mrano vicentico sono state riprese dalla Pioneer migliorate ed ora vendute a suo nome.

    2° La selezione della bietola da zucchero italiana è finita con Munerati perchè era stato fascista e molto del suo materiale emigrò all’estero (vedi tolleranza alla cercospora e la monogermia e poi tolleranza alla rizomania, ti pare poco) En passant devi sapere che Victor ed Heln Savitsky, scoprirono la monogermia in URSS, ma ciò contrastava con le idee di in voga allora nel “paradiso terrestre” e quindi fuggirono in Occidente e poi ritrovarono nel materiale di Munerati finito in USA altri geni della monogermia). Il gene di resistenza alla rizomania è stato trovato nel materiale di Munerati da Enrico De Biaggi.

    3° Per molto tempo abbiamo sfruttato il materiale creato da Strampelli, che dato che era fascista (come tutti a quel tempo) non venne continuata la sua opera e soprattutto la sua organizzazione. Quando è finito questo materiale le industrie sementiere una ad una sono scomparse. L’ultima che sta scomparendo è la Produttori sementi di Bologna che da quando è finita la “tetta” della Cassa di Risparmio di Boilogna non ha più potuto lavorare perchè non aveva abbastanza ritorni dalle sue creazioni.

    4° Il San Marzano non esiste più ci è ritornato sotto forma di varietà americane che hanno lavorato il materiale italiano.

    Quindi non far trasparire che siamo stati derubati dalle multinazionali, loro hanno investito anche su mariale nostro e noi no! La stessa cosa ci capiterà quando le varietà GM si affermeranno. Ricordati che il progresso non si ferma, chi si ferma sono certi uomini che non vedono più lontano delle loro unghie dei piedi.

  39. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    L’interlocutore precedente ha sempre dei bei modi, che lo rendono unico…………il progresso non si ferma…vedi:
    - amianto
    - centrali nucleari
    - proteine animali agli erbivori
    - DDT, benlate, ecc.
    - edulcoranti vari
    - ecc.

    Che brava la Pioneer, che ha migliorato e poi venduto a suo nome (brevettato?) il Marano Vicentino……è proprio brava!!!

    E a noi cosa rimane?

  40. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    E quando i Romani morivano per avvelenamento da piombo (Saturnismo) molti imperatori morirono per questo e molti pittori? Ogni epoca ha il suo avvelenamento e dato che morivano molto più giovani e di più significa che per noi c’è stato progresso che ti piaccia o non ti piaccia.

    Ma allora non hai capito una mazza della lezione che ti ho dato sui brevetti e le COV. Le popolazioni di” marano vicentino” sono ancora a disposizione di chiunque le voglia migliorare è sufficiente che non pretenda di usare la varietà della Pioneer senza pagare le dovute royalties.

    Scusa ma tu quando hai fatto la pratica della pera tipica mantovana ti sei fatto pagare o l’hai fatto gratis. Mi si dice che di sconti non ne hai fatti, eppure sono dei poveri frutticoltori come li consideri tu quelli sfruttati dalla Pioneer.

  41. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Io nel frattempo, fra un conflitto di interessi e un altro, ho scoperto da OGM bb che devo portare i libri della mia Az. Agr. in Tribunale in quanto sono fallito ormai da anni.
    Se non contribuisco al PIL significa che non produco valore aggiunto con il mio lavoro.
    E se non produco valore aggiunto significa che perdo soldi lavorando anche sodo.
    Per questo ringrazio OGM bb per avermi aperto gli occhi!
    Non so sinceramente come ho fatto a crescere i miei figli fino ad oggi. Ma li ho già avvertiti che da domani cambia tutto! Rigore assoluto anche in famiglia.
    Smetterò da domani di comprare semi d’importazione (pensa che cretino sono stato fino a ieri…) per produrre mais nostrano rigorosamente OGM free (come mi tocca di scrivere in fattura) e contribuire al regresso del PIL italiano…
    Mi pento amaramente per tutto il danno che ho provocato all’economia italiana.
    Scusami Giorgio II.

    Franco

  42. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    tralascio i commenti per l’”interlocutore gentile”, il suo post si commenta da solo.

    Franco, ma hai capito quello che ho scritto sul PIL? o fai finta di non capire?

  43. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Sarò anche un pistola, ma credo di conoscere questi concetti.
    Non faccio per niente finta di non capire.
    Quello che non capisco é il tuo commento.
    Forse parliamo due lingue differenti e la comunicazione diventa difficile.
    Franco

  44. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Franco, in Italia l’industria sementiera è praticamente scomparsa anche in relazione alle tutele brevettuali che, a causa degli elevati costi di acquisizione del brevetto, premiano le grandi multinazionali del seme (hanno un mercato mondiale) a scapito delle piccole imprese locali.

    Con la scomparsa dell’attività sementiera è scomparso anche il suo fatturato e, conseguentemente, l’aumento di PIL che questa attività poteva fornire.

    Se nella coltivazione del mais utilizziamo sementi di importazione il PIL diminuisce.

  45. Luca SimonettiNo Gravatar scrive:

    “Se nella coltivazione del mais utilizziamo sementi di importazione il PIL diminuisce” vabbe’, qui stiamo su Scherzi a parte, evidentemente.

  46. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    vabbe’….allora aumenta.

  47. Luca SimonettiNo Gravatar scrive:

    La risposta corretta è “il PIL non c’entra una mazza”.

  48. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    simonotti……e continuare a fare l’avvocato proprio no!…..proprio no!

    http://it.wikipedia.org/wiki/Prodotto_interno_lordo

  49. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Luca

    Anche il brevetto non c’entra una mazza, contrariamente a quello che pensa e dice un tuttologo che parla del nulla: se l’industria sementiera italiana avesse creato innovazione sementiera e l’avesse brevettata avrebbe aumentato la raccolta delle royalties e sarebbe sopravvissuta; non l’ha fatto, ha acquisito ritardi, si è autoesclusa dal progresso, è morta.

    Lungi da me fare apologia del ventennio, ma avevamo una stazione ci bieticoltura, una stazione di maisicoltura, una stazione di orticoltura, una stazione di agrumicoltura, una stazione di piante foraggere, una stazione di cerealicoltura, cos’è rimasto? Praticamente nulla.
    Alla ricerca pubblica non sono stati dati i mezzi e l’autorità per lavorare. Perchè? Semplice, il mondo agricolo e sindacale non ha capito, anzi non ha preteso, il che è più grave, che solo con l’innovazione genetica ed il miglioramento delle tecniche colturali si poteva progredire e la politica è stata felice di adeguarsi ai voleri, ma venendo meno ai suoi compiti. Se gli istituti suddetti avessero potuto godere di diritti di brevetto o protezioni tramite COV delle loro costituzioni non si sarebbero in parte autofinanziate? Quanto pagato dall’agricoltore non gli sarebbe stato ritornato decuplicato sotto forma di maggiori produzioni e costi inferiori?

    Termino perchè non voglio invadere il campo di Vitangelo Magnifico, che queste cose le conosce meglio di me per averle vissute dal di dentro.

  50. Luca SimonettiNo Gravatar scrive:

    Vabbe’, questo qua sostiene pure di insegnare economia da qualche parte e non sa nemmeno ragionare sui concetti economici più elementari, andiamo proprio bene.
    Ignorantone mio, ogmbb, claudio o come te chiami: fai il solito trucchetto da imbonitore. Non è che se un agricoltore, che prima usava sementi non-Ogm, decide di passare a sementi Ogm, lo fa per capriccio: se non ci fossero differenze, non cambierebbe. Se cambia, vuol dire che ne ricava un vantaggio, o in termini di minor costo, o in termini di maggior resa, o entrambi. E in ognuno di questi casi, il PIL, ben lungi dal diminuire, aumenta. Hai capito? A-U-M-E-N-T-A.
    E d’altronde, se l’Italia ha cessato di investire sulle sementi, la ragione non è certo l’inverosimile crescita dei costi della brevettazione (crescita che, btw, non c’è stata). Ci sono state tante ragioni - qualcuno, che ne sa molto più di te anche su questo, ne ha già ricordate varie qui sopra - ma il costo dei brevetti non è una di queste.

  51. Luca SimonettiNo Gravatar scrive:

    D’altronde, a ‘ragionare’ come il nostro amico ogmbb/claudio/comesechiama, si dovrebbe logicamente concludere che chiunque utilizzi nella produzione input stranieri starebbe con ciò stesso riducendo il PIL, che è una conclusione che si commenta da sé (anche se certo farebbe molto comodo a certi produttori italiani che non brillano per efficienza, per innovazione o per abilità manageriali).
    Il fatto è che, per ragionare seriamente di macroeconomia, bisogna (oltre ovviamente a conoscerla, la macroeconomia) ricordarsi di considerare tutto l’insieme, non solo il piccolo quadratino che ci interessa. Insomma, il nostro amico, come al solito, ci sta facendo perdere tempo.

  52. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Roberto, io non offendo mai per primo….detto questo:

    simonotti….ti ringrazio per i bei modi sempre gentili che ti caratterizzano…..del resto la figura di merda l’hai già fatta…

    http://www.salmone.org/la-corte-europea-fa-giustizia-dei-divieti-agli-ogm/

    se è vero che il PIL è il valore dei beni e dei servizi prodotti all’interno di un paese…..è altrettanto vero che la sostituzione di un bene prodotto da una impresa nazionale con un bene importato determina una riduzione del PIL……poi vengono tutte le altre stronzate che hai detto.

    se vuoi puoi fare domanda di cambiare i testi di macroeconomia.

  53. Luca SimonettiNo Gravatar scrive:

    E come no: se invece di comprare un trattore FIAT che funziona peggio e costa di più compro un trattore Ford faccio calare il PIL, anche se il mio prodotto è maggiore. Come se la crescita/diminuzione del PIL si potesse determinare guardando solo una piccola porzione del processo economico, invece dell’intero.
    Dai, sparisci, stai solo facendo perdere tempo a della gente perbene che si vergogna a trattarti come ti meriti.

  54. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    OGM BB fai ancora confusione tra bilancia dei pagamenti e PIL,.. riparti a studiare economia dalle elementari per favore.
    Se i mezzi tecnici sementi che compro all’estero rendono il doppio delle sementi italiane ho aumentato il PIL, proprio come ga detto il dr. Simonetti.
    Esempio: se le sementi valgono 20% in rapporto al P.L.V. mi escono (bilancia dei pagamenti) 20 ma incasso 100 dalla produzione PIL.
    Se uso sementi italiane che rendono 50 di P.L.V. e mettiamo che invece di spendere 20 ne spendo 15, il mio PIL sarà 50+15=65 contro 100, certo che avrò un surplus di bilancia dei pagamenti di 20, ma produrre sementi in Italia è nettamente perdente per il P.I.L. chiaro??!!
    Quindi ai fini del PIL, la produzione di sementi italiana è perdente, senza appelli.
    Chiedersi invece perchè compriamo dall’estero invece che in Italia, sarebbe un discorso che avrebbe senso e porterebbe un contributo ai ragionamenti del blog.
    L’Italia ha deciso di suicidarsi quando quel ministro (chiamarlo ministro è ancora pazzesco a pensarci) di Pecoraro Scanio che blocco la sperimentazione, bloccando la sperimentazione sugli OGM, ha di fatto schiantato tutta la filiera di ricerca sementiera in Italia.
    Ma ha senso investire in ricerca su un prodotto che è e sarà sempre di più sbattuto fuori dal mercato? Oggi le società sementiere sono orientate a sperimentare sugli OGM, su quel settore che in prospettiva darà maggiori soddisfazioni mi sembra logico.
    In Italia “c’erano” dei luminari del settore, siamo stati leader per molti anni, abbiamo anche regalato OGM all’estero proprio perchè una volta fatti poi qui i talebani ebbero il sopravvento,.. a distanza di 10 anni sono riusciti a disfare un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale. Poi sentiamo i soliti idioti scagliarsi contro le multinazionali,.. avevamo in Italia la ricerca sia pubblica che privata, e non ci sono certo multinazionali del settore in Italia, ma nonostante ciò ce ne siamo sbarazzati, con immensa gioia del resto del mondo.
    Potevamo non solo non acquistare sementi all’estero, ma essere esportatori netti di know how, abbiamo deciso che siamo “superiori a queste cosucce”, … e ci lamentiamo che i cervelli vanno all’estero.
    Ma qui siamo in Italia, ed è corretto sempre adottare la teoria del Tafazzi, ne abbiamo bisogno.
    Ogm bb, grazie a voi, a teste come la sua che l’Italia ha le pezze al culo, e gli agricoltori sono alla canna del gas.
    Bisognerebbe poter esportare gli idioti e rimpatriare i cervelli, .. questo sarebbe un bell’esercizio di calcolo di quanto potrebbe rendere in termini di PIL,.. e di bilancia dei pagamenti.
    (Ogm bb, niente di personale..)

  55. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    simonotti…..controllati….che tu sia un maleducato lo abbiamo già capito.

    Allora, alcuni consigli “simonottiani” per far aumentare il PIL dell’Italia:
    - sostituire l’industria italiana di scarpe con l’importazione di scarpe;
    - sostituire l’industria italiana di abbigliamento con importazioni di abbigliamento;
    - sostituire l’industria sementiera italiana con l’importazione di sementi;
    - ecc.
    Il “vantaggio comparato” con le sementi non funziona!

  56. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro Luca, Caro OGMbb,
    non vorrei dover intervenire ancora una volta a rimuovere i vostri commenti troppo personali ed offensivi. Le idee potete criticarle quanto volete, le persone mai in nessun caso.
    E’ l’unico ed ultimo avviso.

    Detto ciò martedì mattina ero su RAI 1 ad Uno Mattina verde (che è tornato nelle mani dei soliti noti dopo che la gestione precedente ossia quella di Occhio alla spesa aveva tenuto una linea troppo equilibrata. Tanto per essere chiari ha preso spunto dall’ennesimo sequestro di 1500 tonnellate di mais venduto come biologico, ma contenente pesticidi ed OGM. Ebbene hanno preso spunto dall’ennesima truffa bio(il)logica per poter invitare un esponente del Consiglio Diritti Genetici a chiedere la clausola di salvaguardia opponendogli ovviamente un esponente di multinazionali).

    Comunque a me non hanno fatto parlare di OGM (straordinario no?) e quindi ho potuto solo precisare che i prodotti da agricoltura biologica tipo mais biologico usano anche loro seme di multinazionali non essendo in alcun modo vincolati ad usare seme biologico o seme almeno nazionale a km zero.
    Il sillogismo dimostrerebbe quindi che il grande biologico italico fa diminuire il PIL, ergo meglio chiuderlo invece di sovvenzionarlo con fondi europei, nazionali, regionali, comunali, di quartiere, di condominio e di pianerottolo.

  57. Luca SimonettiNo Gravatar scrive:

    Tranquillo Roberto, cancella pure tutto quello che ti pare offensivo (a me sembra di essere stato fin troppo educato: l’epiteto più forte che ho usato è stato “ignorantone”, niente rispetto alle gentili parole di ogmbb che con bella coerenza lamenta la mia maleducazione, ma insomma vedi tu).
    Non è solo questione di sementi: bisognerebbe pensare anche ai pesticidi, ai farmaci, ai concimi, e anche lì non mi sembra proprio che i produttori principali siano italiani.
    Quel che vorrei che i lettori di Salmone capissero è che l’economia è una cosa complicata, dove ci sono migliaia di fattori a influenzare il risultato, e che affermazioni grottescamente semplificatorie come “gli Ogm fanno diminuire il PIL” semplicemente non hanno senso.

  58. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    saranno affermazioni grottescamente semplificatorie, ma il reddito dell’agricoltore Nulli è in crisi perchè spesso importiamo “alimenti” (quali alimenti?) da Paesi che:

    - non rispettano le nostre regole produttive (non hanno la Legge nitrati);
    - non rispettano le nostre regole sociali;
    - non hanno i nostri costi burocratici;
    - utilizzano antiparassitari che da noi sono vietati;
    - sfruttano il lavoro minorile;
    - non hanno la 626;
    - non hanno l’IMU;
    e potrei continuare ancora.

    e noi dovremmo concorrere, con gli OGM, sul mercato mondiale con questi Paesi? Ma mi faccia un piacere…..

  59. Luca SimonettiNo Gravatar scrive:

    Lasciando perdere le ultime divagazioni (anch’esse senza troppo senso, visto che mischiano cose che non c’entrano tra loro né con gli Ogm), ritorno un’ultima volta sull’argomento di prima: non vorrei lasciare in qualcuno l’impressione che, come ogmbb, anch’io sostituisca la veemenza agli argomenti.
    Il punto da capire (=di per sé solo, l’uso di input italiani o stranieri non ci dice nulla sul PIL) è molto semplice. Faccio un esempio tra i molti possibili. Si abbia Tizio che coltiva mais con sementi italiane, che acquista da Caio a 1 euro, e produca mais per 10 euro; supponiamo anche, per ulteriore semplicità, che non vi siano altri input impiegati nella produzione. Il ricavo netto per Tizio, cioè il suo reddito, è dunque di 9. Se sommiamo il reddito di Tizio a quello di Caio, abbiamo il reddito totale, cioè il PIL: 10 euro.
    Ora Tizio decida di passare a sementi straniere, vendute da John Dee, dal costo - supponiamo - superiore: 2 euro. Quel che succederà del reddito/PIL dipenderà dal rendimento della nuova semente. Se rende 12 euro, o ancor meno, il reddito/PIL sarà inferiore a quello della vecchia semente (perché da 12 euro occorre detrarre 2 euro incassate da John Dee). Se rende 12 euro, il reddito/PIL sarà; se rende più di 12 euro, sarà superiore.
    Cosa si deduce da questo esempio? (Gli esempi numerici si possono moltiplicare a piacere, ma vedrete che gli esiti possibili non cambiano) Se ne deduce una cosa semplice: per l’appunto, che da sé soltanto, il fatto che la semente sia italiana o straniera NON CI DICE UN BEL NULLA sul fatto che il PIL aumenti o diminuisca. Come minimo, dobbiamo prendere in considerazione un altro fattore, cioè il prodotto.
    Notate altresì che un modello così semplificato è del tutto irrealistico: nel mondo reale, ci saranno miriadi di altri fattori da tenere in considerazione. Per esempio: può darsi che le due sementi (italiana e straniera) abbiano due resistenze diverse ai diserbanti, oppure ai parassiti, e questo può comportare la necessità di usare più o meno diserbante o più o meno farmaci, che a loro volta possono o non ssere prodotti in Italia oppure all’estero. Oppure un sacco di altre cose.

  60. Luca SimonettiNo Gravatar scrive:

    Tuttavia, c’è una ragione tutt’altro che trascurabile che dovrebbe farci pensare che una delle due possibilità - e cioè che l’uso di sementi straniere accresca anziché diminuire il PIL (o quanto meno, lo lasci inalterato). Questa ragione consiste nel fatto che, siccome gli agricoltori italiani sono anch’essi esseri razionali come chiunque altro, non smetteranno di comprare sementi italiane per passare alle sementi straniere senza una ragione. In altre parole, nel nostro esempio, difficilmente Tizio passerà dai semi di Caio a quelli di John Dee se in questo modo il suo prodotto non sarà ALMENO pari a 12; e da questo punto in poi, il reddito/PIL italiano sarà o uguale o superiore a quello precedente.

  61. Luca SimonettiNo Gravatar scrive:

    Con tutto questo, non è ovviamente che non esistano obiezioni serie (o almeno, quasi serie) all’uso degli OGM. Semplicemente, quella del PIL non è tra queste: è semplicemente un sofisma che una minima (davvero minima) conoscenza dei principi dell’economia rende chiaramente visibile per quello che è.

  62. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Parto dalla considerazione che perdere l’autoproduzione nazionale di sementi è un assurdo da un punto di vista della sicurezza alimentare (quantitativa e qualitativa) ed è un danno economico per il Paese.

    Per fortuna che non tutte le sementi sono ibride.

  63. Luca SimonettiNo Gravatar scrive:

    Ah, dimenticavo un argomento ancora più importante (vedi la fretta di buttarsi sugli esempi numerici…) Il fatto che Caio abbia perso il suo business sementiero non ci dice niente sul PIL italiano anche per un’altra semplicissima ragione: perché non sappiamo cosa si metterà a fare Caio al posto delle sementi. Siccome Caio dovrà far qualcosa (a meno che nel frattempo non abbia maturato i requisiti pensionistici), questo qualcosa, lavoro o impresa che sia, produrrà a sua volta un reddito, che a sua volta costituirà il PIL italiano. Ecco quindi confermato che non si può pretendere di fare un discorso sull’andamento del PIL prendendo in esame solo una piccola parte dell’intero.

  64. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    se poi Caio farà il mafioso, il PIL aumenterà ancora di più.

    Ma te pensa che cosa mi tocca leggere!!!! non ho parole!!!

  65. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Da Wikipedia:
    Il Prodotto Interno Lordo[1] (PIL, in inglese gross domestic product o GDP) è il valore totale dei beni e servizi prodotti in un Paese da parte di operatori economici residenti e non residenti nel corso di un anno, e destinati al consumo dell’acquirente finale, agli investimenti privati e pubblici, alle esportazioni nette (esportazioni totali meno importazioni totali). Non viene quindi conteggiata la produzione destinata ai consumi intermedi di beni e servizi consumati e trasformati nel processo produttivo per ottenere nuovi beni e servizi.

    Ora, se io da un seme di mais da 1 grammo produco una spiga di circa 200 gr. contribuisco a produrre qualcosa.
    Da un seme di 1 grammo produco circa 200 grammi di semi.
    Se un seme (semente) costa 1 €cent produco 200 grammi di semi del valore di circa 20€cent (valori molto approssimativi; il seme non vale quanto la granaglia prodotta).
    Credo in questo modo di aver prodotto un valore aggiunto (tolti i costi per produrlo) di almeno 5€cent.
    Se questo non é un contributo al PIL io sono l’arcivescovo di Costantinopoli.
    Che poi il seme che ho comprato sia di provenienza nazionale o estera cambia di 1 €cent il bilancio globale dell’operazione.
    Attendo smentite e ringrazio anticipatamente.
    Franco

  66. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ok….ok…..la scomparsa della produzione sementiera italiana è un vantaggio per il Paese e per il PIL………ammesso che Caio faccia il mafioso.

    Però una ripassatina alla matematica non ti farebbe male.

  67. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Rientro, ma chi mai ha detto che la scomparsa della produzione sementiera italiana è un vantaggio, ne ho solo fatto constatare la distruzione e non certo per la concorrenza altrui (il caso del mais in questo caso fa un’eccezione), ma per insipienza tutta italiana e chi vuol trovare capri espiatori o non conosce la materia o vuol continuare portare in discussione tesi insostenibili.

    Quindi gli italiani tutti devono solo dire “chi è causa del suo mal pianga se stesso”, ma c’è di più, al punto in cui siamo arrivati far rinascere un’industria sementiera italiana è ascrivibile alle utopie. Al limite solo la transgenesi potrebbe mantenere quelle nicchie che ancora abbiamo, ma non è detto neppure questo.

    In conclusione continueremo sempre più ad essere tributari del nostro cibo dall’estero sia perchè i vantaggi produttivi del progresso genetico ci sono ormai totalmente preclusi e ciò comporterà anche un’agricoltura sempre meno competitiva. Altro che dei prodotti tipici il futuro ci riserverà, bensì solo cali di produttività ed espulsione dell’agricoltura dalle nostre terre.

  68. franco NulliNo Gravatar scrive:

    OGM bb, ma ci sei o ci fai…

    Nessuno dice che la scomparsa della produzione sementiera in Italia contribuisca alla crescita del PIL. Ovvio che é il contrario. Non credo che, nemmeno tu, mi ritenga un pirla.
    Che però io producendo mais, seppur con sementi d’importazione, contribuisca al PIL mi pare ovvietà.
    Compro 1 seme e ne produco 320.
    Se a parità di input tecnici (ed economici) ne produco di più, contribuisco di più al PIL.
    Attendo smentite.

    Franco

  69. Luca SimonettiNo Gravatar scrive:

    Franco, il tuo ragionamento è correttissimo.

  70. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    simonotti…..dopo il post n. 63 se fossi in te mi asterrei da qualsiasi commento! Se tu facessi l’avvocato….sarebbe meglio per tutti.

    Franco, in base al Tuo ultimo post siamo d’accordo sul fatto che l’utilizzazione di semente di importazione, che ha determinato la scomparsa dell’industria sementiera italiana, determina un calo del PIL.

    Sugli altri aspetti, è ovvio che la Tua attività determina un aumento del PIL, se poi Tu utilizzassi anche sementi nazionali il PIL aumenterebbe ancor di più.

  71. Luca SimonettiNo Gravatar scrive:

    Ogmbb, meno male che ero io il maleducato eh! ma continua pure, tanto è chiaro a tutti che in mancanza di argomenti non ti rimane che insultare.

  72. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    OGM bb Balle e ancora balle!

    L’industria sementiera italiana è morta perchè il mondo agricolo non ne ha capito la strategicità, avevamo tutto per crearcela, uomini e materiale, ma dato che erano uomini e realizzazioni del ventennio e non frutto della “resistenza partigiana al fascismo e al nazismo” allora si è buttato tutto a mare. Gli altri invece se la sono creata e l’hanno mantenuta e noi, se volevamo godere del progresso genetico siamo dovuti ricorrere a loro e legare le nostre scelte alle loro. Così sarà per la creazione varietale futura, frutto della variabilità genetica creata dalla transgenesi.

    Quindi smettila una buona volta di discettare su cose delle quali sei un “ignorantone”. Non è un’offesa è solo una sintesi di quanto manchevoli siano le tue conoscenze in merito.

  73. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    a proposito di industria sementiera nazionale……..
    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/04/la-scomparsa-della-nostra-industria.html

  74. franco NulliNo Gravatar scrive:

    No, OGM bb, non siamo per nulla d’accordo!
    Non é a causa dell’utilizzo di sementi delle vituperate Multinazionali che é scomparsa l’industria sementiera italiana. E’ esattamente il contrario; non confondiamo le idee…
    L’industria sementiera italiana é morta dapprima per le ragioni espresse da Alberto Guidorzi e in seguito, negli ultimi anni, forse anche a causa di un oscurantismo politico cha ha di fatto impedito la ricerca e lo sviluppo in questo campo.

    E tornando al PIL, se io potessi incrementare le mie produzioni a parità di mezzi tecnici d’importazione (tutti, dai semi ai fitofarmaci) grazie alle sementi OGM (riducendo anche l’utilizzo di fitofarmaci, sempre d’importazione) sicuramente aiuterei la crescita del PIL. Anche a tuo vantaggio.
    Ma forse tu, come chi la pensa come te, hai tendenze masochiste…

    Franco

  75. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    d’accordo aumenteresti il PIL, ma lo aumenteresti ancor di più se Tu utilizzassi sementi ottenute da ditte sementiere italiane.

  76. PieroNo Gravatar scrive:

    OT, quasi…
    per la stima che ho per Alberto e con tutto il rispetto per le sue opinioni politiche, gli chiedo di togliere dal post.72 la frase “ma dato che erano uomini e realizzazioni del ventennio e non frutto della “resistenza partigiana al fascismo e al nazismo” allora si è buttato tutto a mare.”
    Non voglio trasformare questo blog in qualcosa d’altro, quindi non tornerò sull’argomento, ma, per favore Alberto, togli quella frase.
    Grazie!

  77. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    Si Alberto, Piero ha ragione,
    l’ideologia c’entra poco e non ha di certo inciso nella rinuncia alle industrie sementiere: le cause sono molto più gravi e profonde, oltre che molto più preoccupanti.

  78. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Concordo con Piero e Roberto.
    Anche se parzialmente ho avallato la tesi di Alberto sulla scomparsa dell’industria sementiera in Italia , ritengo che sia doveroso e giusto tralasciare i temi politici e ideologici fuori dall’ambito di Salmone.
    Siamo, o almeno cerchiamo, di essere dei “tecnici” (anche se non vanno molto di moda ultimamente…) al servizio dell’informazione.
    Ciascuno di noi esponga le sue tesi con civiltà e saranno sempre accettate da qualunque parte giungano.
    La politica, nel senso deteriore del termine, e l’ideologia stiano lontane da Salmone!
    Noi si parla d’altro.

    Franco

  79. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    NO! NO! NO!

    Non posso non dire che la stazione di bieticoltura di Rovigo piena di materiale gentico pregiatissimo per le condizioni climatiche italiane è stato depredato e suddiviso tra le tre società saccarifere allora esistenti anche con il beneplacito di componenti maggioritarie del CLN, felici di sbarazzarsi di una realizzazione considerata di stampo fascista.
    La divisione del materiale è stata la prima azione di distruzione della Stazione. Sulla Casa natale di Munerati a Costa di Rovigo è stata posta una lapide commemorativa solo nel 1999 a 50 anni dalla morte e per la sensibilità personale del direttore della stazione Enrico Biancardi. Tutti gli stranieri che venivano in Italia volevano vedere la stazione e si meravigliavano dello stato di abbandono e di come l’Italia non desse i dovuti meriti ad un grande scienziato. Leggetevi i lavori del Prof. Munerati e vedrete quali intuizioni produsse presso la sua stazione.

    Non posso non dire che la Stazione di cerealicoltura voluta da Nazareno Strampelli dopo la guerra è stata privata della dizione di “genetica”. Infatti si chiamava Istituto Nazionale di genetica per la cerealicoltura e divenne invece solo Stazione di Cerealicoltura. Questo fu perpetrato perchè il lyssenkoismo era la nuova religione. Quali furono le colpe di Nazzareno Strampelli? Aver creato la prima “rivoluzione verde”, ma purtroppo, per sola sua colpa anagrafica in epoca fascista, e per questo chiamata “battaglia del grano”; oppure aver chiamato “Bruno” il glorioso frumento, poi più opportunamente, per il costume del dopoguerra, cambiato in S. Pastore, in onore del figlio di Mussolini caduto in operazione bellica.
    La scomparsa della dizione di genetica corrispose anche ad una azione di ricerca molto diminuita (sempre perchè il lissenkoismo imperava), ed infatti finita la novità e l’attualità degli assemblaggi genetici di Strampelli finì anche la creazione varietale italiana di varietà innovative di grano sia duro che tenero.

    Perchè insisto nel ribadire queste cose? Per il fatto sono un estimatore di G.B. Vico che con i suoi “Corsi e Ricorsi storici” continua ad insegnarci di ricordare le imbecillità del passato perchè potremmo ricaderci. E’ veramente da ciechi non vedere che il rifiuto della transgenesi e delle biotecnologie di manipolazioone del DNA sono un esempio di oscurantismo come lo è stato l’aver trasformato la “RESISTENZA”, salvatrice della dignità degli italiani, in partito politico e appannaggio di una parte politica che credeva che Stalin fosse un benefattore dell’umanità.

    Credete che io sia un nostalgico? Vi sbagliate di grosso, mio padre non è mai stato fascista, ha fatto parte del CLN, è stato degasperiano ed ha abbandonato la politica quando con l’avvento del centro sinistra comprese che si entrava nell’epoca del “ruba tu che rubo anch’io” ed io sono stato fedele ai suoi insegnamenti.

    Nessuna ideologia quindi, ma “pane al pane e vino al vino”. Il responsabile del blog se crede può cassare il mio commento che ha urtato certe sensibilità, è libero di farlo, come, però, resto libero di trarne le conseguenze.

  80. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Temo che Alberto, per motivi anagrafici, e mi spiace per lui :-) , abbia più competenze di noi pischelli 50/60 enni.
    Questo non giustifica comunque la trasformazione di questa discussione in una sterile diatriba politica ideologica, ma non bisogna nemmeno cancellare e/o dimenticare eventuali errori che si sono fatti in passato in nome dell’ideologia.
    Se errori ci sono stati riconosciamoli con sincerità e cerchiamo i evitarli per il futuro.
    E riconosciamo anche quanto di buono, in un periodo pur oscuro della nostra storia nazionale, é stato fatto.
    L’ideologia a volte contrasta con la scienza. E noi nel piccolo ambito di Salmone cerchiamo, a fatica a con risultati non sempre all’altezza, di parlare dell’ultima, la Scienza.

    Andiamo avanti con la fronte alta dei galantuomini a sostenere le nostre differenti opinioni parlando del futuro sperando che sia migliore e non del passato che per definizione dovrebbe essere superato.

    Franco

  81. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Non ho bisogno di aggiungere nulla alle parole impeccabili di Franco.

    Credo che ci si debba mettere alle spalle un secolo di cieca ideologia, senza scordare nulla, ma anche senza farsi guidare da nostalgie e rancore, ma solo da dati, numeri, e fatti. Questi saranno più autorevoli quanto più saranno lontani dagli schematismi dei partiti politici.

  82. Il Capo Dipartimento della Salute risponde alla SIGA scrive:

    [...] del Ministero della Salute è in relazione all’iniziativa di Balduzzi l’Ambientalista (Ministro della Salute Balduzzi scrive a Bruxelles sugli OGM ) e spiega che ora dobbiamo attendere una risposta dall’Europa. Vediamo poi se rispetteranno [...]

  83. Paolo FedericiNo Gravatar scrive:

    sono arrivato su questo sito facendo una ricerca.
    Chi mi può dare chiarimenti in merito alla questione OGM USA per i quali il Giappone ha bloccato l’importazione e l’Europa si appresta a fare altrettanto?
    Esiste una qualche normativa italiana?
    grazie
    Paolo Federici

  84. Nature Biotechnology su politica francese verso gli OGM scrive:

    [...] che siamo soliti inviati a Bruxelles le traduzioni in italiano di vecchi documenti francesi (vedi nota Balduzzi), non è che una volta vogliamo inviare qualcosa di sensato? Tags: clausola salvaguardia, francia, [...]

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