Monsanto a processo in Brasile

23 Mag 2012
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Dubbi sull’applicazione dei brevetti biotecnologici in Brasile con una richiesta di risarcimento da 6,2 miliardi di euro. Una querelle che potrebbe portare ad una riduzione degli ettari coltivati a soia.

Tribunale brasiliano condanna la Monsanto

2 commenti al post: “Monsanto a processo in Brasile”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Come la mettiamo ora?

    La soia che paga 9 € ad ettaro è cattiva mentre la soia OGM riprodotta dai coltivatori è buona?

    Se non sono male informato, in Brasile non vige il riconoscimento reciproco del brevetto USA concesso a Monsanto. tanto è vero che Lula aveva interdetto gli OGM, ma ha dovuto inchinarsi ad un dato di fatto, vale a dire l’importazione di contrabbando tramite l’Argentina di soia OGM da parte dei soicoltori brasiliani. La Monsanto ha cercato un compromesso, ecco da dove derivano i 9 €/ha. Una vera quisquilia per le grandi estensioni del Matogrosso.
    Solo nello Stato del Paranà si coltiva soia su aziende medio piccole (per il Brasile!) e queste erano contrarie alla soia OGM per il semplice fatto che avevano contratti per soia OGM-free con gli europei (leggi anche Coop Italia, dice lei…) e volevano continuare a lucrarne il plus valore.

    Quali gli scenari futuri?

    1° Se la sentenza verrà confermata la Monsanto non venderà più soia ogm in Brasile e sarà obbligata a far firmare a chi acquisterà seme di soia OGM da Lei in altre nazioni che riconoscono il brevetto, un impegno per il quale se sono riconosciuti responsabili di qualche triangolazione commerciale per far arrivare la soia OGM in Brasile, saranno chiamati a rifondere i danni (basta vincere una causa del genere è le triangolazioni spariranno). Indipendentemente dal fatto che molti altri soicoltori brasiliani pur di poter accedere ai nuovi semi OGM di soia saranno disponibilissimi ad impegnarsi a pagare brevetti e impegni di stretto controllo del prodotto, mica fessi sono quelli del Matogrosso!

    2° E’ la soluzione che ritengo più probabile si addiverrà ad un compromesso che esiste anche in Europa dove si concede a delle aziende al di sotto di una certa superficie di poter seminare il prodotto raccolto e solo se dimostreranno di aver acquistato almeno una volta del seme ufficiale Monsanto, senza dover pagare royalties.

    Vi è un terzo scenario, che è quello della guerra Commerciale, nel senso che gli USA saranno indotti a rifiutare di riconoscere tutti i brevetti brasiliani sul suo territorio, ed a boicottare i prodotti brasiliani, ma a questo si arriverà come estrema ratio. Ricordiamoci che il Brasile ha giò obbligato l’Europa a smantellare 1/3 della sua filiera zucchero per una questione di sovvenzioni, quindi vi è in ogni cosa sempre una dare ed un avere.

    Il progresso se è tale non è mai stato fermato da regolamenti di proibizione o da barriere doganali. Col tempo tutto è aggirato.

  2. L scrive:

    [...] O mangi sta minestra… Beh! La Monsanto, in Brasile, l’han messa sotto processo, dell’Argentina ho messo un link sopra e per quanto riguarda gli Usa, fan poco testo. Le lobbyes [...]

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