Nasce la mangimistica free

08 Dic 2013
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Se nasce ora (nasce una filiera italiana e No Ogm) forse vuol dire che questa NICCHIA DI MERCATO non era coperta finora. Bene, molto bene che l’offerta sia differenziata e che anche questa opportunità sia offerta a chi la gradisce e la sa valorizzare: auguri.

3 commenti al post: “Nasce la mangimistica free”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Tonello L’ho conosciuto come Presidente dell’ABI (associazione Bieticoltori Italiani) e vi devo dire che di bieticoltura non ne capiva e non ne ha mai capito niente. Ora vuole mettere in “filiera mangimifici e sementifici”.

    Dunque un mangimificio si sorregge solo se di settimana in settimana controlla i mercati e acquista le materie prime, diversificandole a seconda dei prezzi che spuntano o spunteranno. Dopo di ciò adatta la sua produzione e assemblaggio del mangime. Tonello si vorrebbe rivolgersi ad un mercato di nicchia delle sostanze grasse e proteiche e fare mangimi concorrenziali? Ma mi faccia un favore!. Ormai chi esporta soia si è votato all’OGM e chi esporta granoturco almeno per la metà. Dunque come fa a comprare materie prime in concorrenza? Mistero possibile solo nella testa della Coldiretti. Signori i Cai non è che versino in condizioni finaziarie da poter rischiare il non guadagno.

    Se avete notato non si accenna neppure ad una produzione autarchica, che sarebbe una soluzione, seppure parziale, questo perchè ben si sa che gli agricoltori italiani la potrebbero sostenere i rifornimenti se non lautamente incentivati

    Sementifici, qui siamo di fronte alla fatica di Sisifo, noi non abbiamo una genetica nazionale ne animale ne vegetale, bisognerebbe crearla, ma è come pretendere che l’acqua vada in salita e non in discesa, in quanto siamo di fronte ad un processo inarrestabile di concentrazione sementiera a livello mondiale, al di sotto di una certa dimensione non si sopravvive. Ormai le multinazionali della chimica si sono tutte votate alle creazione varietale applicandovi le biotecnologie, senza questo nuovo strumento il miglioramento classico non ha sbocchi economici e non si sostiene. Ecco ora è arrivato il “saputello” che vuole creare una filiera OGM free dal nulla senza rendersi conto delle problematiche.

    Al Brennero vi era un convitato di pietra ed era il “miglioramento vegetale nazionale”. Che senso ha discutere sulla provenienza della materia prima quando la genetica è tutta non nazionale. Non si crederà che i geni agiscano in modo diverso a seconda della latitudine!!!

    Come presidente del CAI Tonello farebbe bene a saldare tutti i creditori che con i vari commissariamenti dei consorzi agrari del Cai sono ancora a bocca asciutta.

  2. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Una bella iniziativa che, però, è destinata a durare poco, a causa del fatto che i “derivati dell’allevamento OGM free” (carne, latte, uova, ecc.) saranno venduti sullo stesso mercato e agli stessi prezzi dei derivati ottenuti con mangimi OGM!!!

    Grazie Tonello, ma bisogna battersi per una Legge sull’etichettatura dei derivati da mangimi OGM.

  3. Enrico MarsiliNo Gravatar scrive:

    Grazie Alberto per la spiega. sembra un`idea senza solide basi tecniche e di mercato.

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Nella categoria: News, OGM & Agricoltura italiana, OGM & Ambiente, OGM & Coesistenza

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