Nuovi dati Francesi sulla coesistenza di OGM

20 Feb 2012
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Questo documento dell’Alto Consiglio delle Biotecnologie francesi costituisce un canto del cigno del comitato che prodotto il documento si è spaccato.
Confido nei successivi commenti,  aggiornamenti e traduzioni che Alberto Guidorzi ci vorrà fare per discutere dei dati esposti nei due documenti scaricabarili dal sito web:

http://www.marcel-kuntz-ogm.fr/article-coexistence-en-99344698.html

Suggerisco di guardare la Tabella 3 del documento di lavoro (rapport de travail) dove si vede che la coesistenza è possibile anche senza separazione dei campi se si rispetta il limite dello 0,9%. Ma basterebbero l’uso di classi di mais con fioritura distanziata di 30 giorni e soli 12 metri di separazione dei campi (anche posti sottovento al campo OGM) per avere un trasferimento fortuito sotto allo 0,3%. Insomma i dati non sono come parole al vento.

Oggi Alberto Guidorzi ci ha inviato un ulteriore contributo: leggi cosa-bolle-in-pentola

9 commenti al post: “Nuovi dati Francesi sulla coesistenza di OGM”

  1. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Ciao Salmone RD

    Ho letto (é una parola grossa, ho scorso) la documentazione che ci hai “linkato” (che brutto nome).
    C’é da discutere per un paio di mesi su quest’argomento e mi piacerebbe che riuscissimo a farlo…
    Una richiesta da imbecille a chi si occupa di Salmone, quindi a te, Roberto, la faccio…
    Da “imbecille” non sono stato capace di trovare la “tab.3″ che ci consigli di guardare.
    So che hai tanto da fare, e ti ringrazio ogni giorno per quello che fai, ma aiutami/aiutaci!
    Un tuo seguace imbecille non é stato in grado di trovare la tab. 3…
    Mettici un link… Grazie!

    Ciao Franco

  2. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Franco

    Franco devi cliccare sul link che ha dato Roberto
    All’inizio del testo troverai
    L’avis du HCB (L’avis è scritto in blu e devi cliccarci su)

    Comparirà una finestra con indicati vari documenti, clicca su:

    Rapport du groupe de travail du comité scentifique

    Ti si apre un documento sul quale devi andare a pag 40 (essa porta la tabella 3)

  3. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Devo essere imbecille completo!
    Io l’ “avis” blu che mi segnali non lo trovo nel link di Roberto. Non vorrei fosse colpa del mio MAC che mi fa vedere solo quello che vuole lui…
    Mi scusino tutti quelli che seguono questa discussione che si sta traducendo in un “libretto di istruzioni” per l’accesso ad un’informazione per imbecilli :-)
    …Ma gli imbecilli come me credo esitano dappertutto!

    Ciao a tutti

    Franco

  4. franco nulliNo Gravatar scrive:

    TROVATO!

    Lo ho trovato al blu “two documents” alla prima riga del testo che mi appare e poi nella sezione al link

    …http://www.hautconseildesbiotechnologies.fr/IMG/pdf/111221_Avis_CS_Coexistence_Avis_CS_HCB.pdf

    Non so se è colpa o merito del MAC, ma ci sono arrivato.
    Adesso però ho sonno e …lo leggo domani!

    Ciao a tutti e grazie per l’aiuto.

    Franco

  5. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Franco

    Non sei un imbecille, perchè mi sono dimenticato di premettere che prima di tutto devi far comparire la versione in Francese solo cos’ trovi quanto ti ho detto io.

  6. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Ho sotto controllo quanto stanno facendo i nostri cugini francesi e devo dirti non sono più sicuro chi pecchi più di “bizantinismi” tra noi e loro.
    Il documento o meglio le “raccomadazioni” come le chiamano loro del CEES (COMITE ECONOMIQUE, ETHIQUE ET SOCIAL) sono demenziali.

    Mi pare che abbiano inventato un nuovo REGNO di VIVENTI, dopo quello animale e vegetale hanno introdotto quello degli Organismi Geneticamente Modificati.

    Ma ti rendi conto che con ciò si travisa la scienza e solo pochi scienziati si alzano per dire che è un modo di fare demenziale. Siamo a livello, con questa impostazione che ci sono tre regni, che se il senso comune vede di malocchio il creare un essere metà pianta e metà animale, altrettanto diviene obbrobrioso creare un animale-OGM o una Pianta-OGM.
    Ma ti rendi conto a che livelli di deformazione mentale si è arrivati e quali conseguenze ci saranno sull’agricoltura del Vecchio (meglio Decrepito) Mondo?

    Con questo modo di vedere, parlare di coesistenza è totalmente superfluo perchè, se devo rispettare quelli che producono convenzionale con lo 0,9%, quelli del biologico con lo 0,1%, quelli che si autoproducono il seme perchè non vogliono nessuna contaminazione, quelli che non vogliono contaminazioni di nessun genere sui semi ancestrali che loro vogliono coltivare. Non vedo come si possa continuare a fare agricoltura.

    Infatti, perchè considerare estraneo solo il polline OGM o le piante OGM? Un bel giorno si alzerà uno che dice, io ho trovato dei semi ancestrali e pretendo che le piante che ne risultano conservino intatto il patrimonio genetico, quindi coloro che seminano piante della stessa specie moderne non possono azzardarsi ad inviarmi un granello del loro polline pena la richiesta di danni.
    Un altro che coltiva un orto con i semi tramandati da padre in figlio per più generazioni potrebbe dire: “tu i miei zucchini ottenuti dal seme di mia nonna se me li incroci con il polline ibrido degli zucchini moderni mi crei un danno in quanto mi fai perdere le caratteristiche delle mie zucchine ricordo di famiglia!”.

    Al limite io che semino la varietà A di frumento (anche se la fecondazione incrociata è solo del 5%) esigo che tu che coltivi la tua varietà B non mi incroci la mia. Dato poi che sono pignolo esigo che tu te ne vada alla distanza di un chilometro a coltivare la tua varietà B, così almeno sono sicuro.

    Lo so che è paradossale ciò che sto dicendo, ma se voi leggeste ciò che dice il seguente documento annesso collegato a quelli dell’Alto Consiglio delle bioteconologie od al suo Comitato Scientifico vi rendereste conto a che livello di demezialità si arriva quando un’attività economica viene ad essere diretta da pazzoidi e da bastian comunque contrari.

    Scorretevi questo documento e vedrete che non sono andato molto lontano dal prefigurare quanto ho detto sopra:

    http://www.hautconseildesbiotechnologies.fr/IMG/pdf/111221_Recommandation_Coexistence_CEES_HCB.pdf

  7. roberto defezNo Gravatar scrive:

    leggo solo ora i vostri scambi di mail e mi scuso per la poca chiarezza del mio testo che è alla base di questo bellissimo scambio di informazioni in rete che dimostra come ci sia tanto desiderio di sapere e tanto affetto,
    grazie a tutti, roberto

  8. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Invio una traduzione riassuntiva riguardate il flusso genico nel mais ricavato dal documento citato da Roberto ( ho riassunto le pagine 28-35 ed indicato le tabelle da consultare)

    4.1 Flusso genico

    4.1.1 Dispersione del polline
    Il mais è una pianta allogama (a fecondazione incrociata) a sessi separati. ♂ supero e ♀ infero. Il % di autoimpollinazione stimato è del 5%. La pianta è maggioritariamente protandra (il polline si dispede prima che il pistillo sia recettivo, appunto per favorire l’allogamia. L’impollinazione è essenzialmente anemofila. Gran parte del polline cade vicino alla piante che lo emette, ma sono possibile anche impollinazioni a lunga distanza. Pericoli di impollinazione con specie diverse in Europa non ne esistono. Tutte le varietà di mais coltivate sono interfeconde.
    41.1.1. Esperienze di impollinazione incrociata
    Le espereienze in questo campo sono numerose e late alla produzione di sementi ibride ed hanno messo in evidenza i fattori influenzanti il fenomeno:
    1- La forma, la distanza e la taglia dei campi emettitori del polline
    2- Il sincronismo delle fioriture
    3- Le quantità di polline emesso in funzione della varietà
    4- Le condizioni climatiche, in particolare velocità e direzione dei venti (ndt la Pianura padana per i venti fa eccezione in quanto poco veloci o assenti)
    5- Isolamento biologico ( data e durata della fioritura, densità del polline emesso e sua quantità totale
    6- Isolamento fisico (distanza tra i campi, orientamento delle parcelle e ampiezza)

    Con l’avvento delle varietà transgeniche è stato studiato il fenomeno secondo questo aspetto r lr distanze di isolamento tra campo e campo sono state stabilite nel rispetto di soglie di impollinazione non voluta dell0 0,1; 0,5 e 1% ed in condizioni di massima rischiosità del verificarsi dell’evento (vento forte e condizioni secche). L’autore (Ingram 2000) tuttavia non garantisce sulle distanze che propone (200 m e 300 m lo 0,5% e 1%). Altre esperienze dunque sono state messe in atto. Nel progetto europeo SIGMEA son state prese in considerazione 20 prove e analizzate nella condotta e nei risultati. Per quelle ritenute valide si è assodato che:
    • Vi è una forte decrescita della dispersione del polline con la distanza (1 ‰ ad una distanza di 100 metri dal bordo del campo emettitore di polline
    • Vi è una grande variabilità di queste % in funzione delle condizioni ambientali e sperimentali
    • Il mantenersi di una impollinazione a lunga distanza a delle % molto basse, ma non nulle
    • Un sensibile effetto è causato anche dall’intensità della presenza di OGM nel comprensorio (dati ricavati dalla Spagna)
    • Un effetto molto importante della direzione del vento.
    Restano da capire meglio gli effetti:
    • La dinamica della fioritura per studiare la sfasatura delle fioriture
    • Della presenza di barriere naturali e artificiali per limitare il flusso pollinico
    • Di movimenti convettivi per meglio capire il fenomeno del “rumore di fondo”

    Dalle meta analisi eseguite purtroppo non sono state prese in dovuta considerazione e sperimentate tutti i fattori influenzanti il flusso di geni e quindi è difficile estrapolare dati per ambienti diversi. Mancano pure esperienze su creazione di isolamenti temporanei quali lo scaglionamento delle semine o scelte di diversa precocità varietali che potrebbero essere soluzioni da adottare laddove l’intensità maidicola è maggiore.

    4.1-1-2 Si riportano anche esperienze fatte in altri luoghi:
    • una in Svizzera su distanze varianti tra 50 3 4500 m da risultati sempre molto bassi di fecondazioni incrociate: inferiori allo (0,02 %) ma inspiegabilmente c’è poca relazione con la distanza
    • In Inghilterra tra i 50 ed i 150 e 200 m la percentuale di ADN modificato è di 0.1%, ma i risultati sono variabili (appena sulla soglia di individuazione del PCR e anche oltre qualche % a 150 metri)
    • In Spagna in un ambiente reale un campo di non OGM contornato da un campo di OGM con fioriture coincidenti il % medio di ADN modificato era dell’1,89%. Per comparazione con una fioritura non contemporanea anche piccole parcelle non rivelano fecondazioni non volute.

    4.1.1.3 Dispersione a lunga distanza (l cosidetto”rumore di fondo pollinico”)

    Il polline di mais può essere trasportato a lunga distanza nell’atmosfera per effetto del vento e delle correnti ascendenti. Hanno trovato polline vitale a 2 km di altezza e in particolari condizioni di temperatura e umidità possono poi depositarsi su mais a lunga distanza e fecondarli. Tra un mais giallo (impollinante) ed un mais bianco sono state impiantate prove distanti dai 2 ai 5 km. Il mais bianco è stato in parte castrato. In quello non castrato sono state trovate fecondazioni che vanno tra lo 0,009% e lo 0,04% mentre sulle parcelle castrate le percentuali andavano tra lo 0,08% e lo 0,24%.

    CONCLUSIONI

    Le tabelle 3, 4 e 5 di pagina 40, 41, 42 di questo link: http://www.hautconseildesbiotechnologies.fr/IMG/pdf/RAPPORT-COEXISTENCE_GT_CS_HCB_111215.pdf

    Mostrano le distanze da osservare per ottenere diverse % di fecondazioni non volute: la tab 3 è il caso meno favorevole (direzione del vento dal campo OGM al campo non OGM. La tab 4 è il caso inverso, mentre la tabella 5 il vento è perpendicolare alle due parcelle.

    E’ da qui che viene ricavata la convinzione che una presenza di ADN tollerata fino a allo
    0,9 % è realizzabile con accorgimenti non stravolgenti. In altri termini la coesistenza è realizzabile. A livello dell’0,1% le cose si fanno molto più difficili.

  9. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Grazie Alberto!
    Nei prossimi giorni sarò in montagna a smontare una casa allagata e da ricostruire! Mi ritaglierò qualche ora per approfondire la tua interessante sintesi.

    Franco

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