O etichettate, o la smettete di imbrogliarci

22 Giu 2015
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lente ingrandimento Articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale il 30/06/2015

Un memorabile articolo di Elena Cattaneo che ribalta gli equilibri della “foresta pietrificata” italiota.

Leggi L’Italia, la ricerca pubblica e il paradosso degli OGM.

Martina risolve i problemi dell’agricoltura e crea un nuovo contenitore, una matrioska. Leggi “Perché gli OGM non bastano“.

Dalla Fattori (M5S) Malagoli, Bizzarri, Vieri, Buiatti ed Infascelli.
Nel pubblico Trinca, Galli (ex-AIMA), Pecoraro Scanio, Alberto Manzo
MIPAAF, Cervone FISV e Defez salmone.

Le parole di Malagoli mi ricordano qualcosa o qualcuno, ma non saprei
dire dove e quando le ho sentite, ma mi verra’ in mente prima o poi.
Simone Vieri dice cose che sottoscrivo dalla prima all’ultima.
Buiatti trova ben tre interventi che dicono che la coesistenza non e’
possibile e lui finisce per ammettere che lui ha firmato i protocolli
per la coesistenza del mais.

Questo il link all’evento: http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2015/06/il-futuro-della-ricerca-e-applicazione-degli-ogm-in-agricoltura—convegno-m5s.html

40 commenti al post: “O etichettate, o la smettete di imbrogliarci”

  1. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    L’amica Elena fa una proposta sulla quale sono sempre stato un sostenitore, appunto in quanto agronomo italiano e ben consapevole che viviamo del 50% di derrate agricole importate e inoltre ci vantiamo di vendere prodotti tipici “Made in Italy” con materie prime in gran parte importato.

    Ho avuto modo di esprimere molte volte il paradosso circa la maggiore “tipicità” (non bontà!)del “reggianito” argentino rispetto al al grana Padano o Parmigiano-reggiano nostro, ma vi è anche quello delle scatole di pelati italiani con scritto su “San Marzano” ma dentro vi sono le selezioni fate sul Sana Marzano in USA e che hanno dato origine a varietà totalmente nuove come le le prime Roma VF e Chico che ormia sono contenute in tutte le scatole di pelati che esportiamo.
    Sono queste le mariuolaggini” che stiamo perpetrando all’EXPO.

    Circa poi l’altra cosa citata da Elena, vale a dire la nazionalizzazione del rifiuto agli OGM ( per il rifiuto all’importazione vi è già stato un netto no a votarlo da parte del parlamento europeo)e la tendenza da parte del parlamento italiano a rifiutarla, credo possa interessare questo:

    http://agrariansciences.blogspot.it/2015/06/le-parole-ufficiali-sullo-status-quo_20.html?utm_medium=twitter&utm_term=agricoltura,+scienza,+produzione,+fame,+ogm,+cibo&utm_source=twitterfeed

  2. franco nulliNo Gravatar scrive:

    MI sono già complimentato con Elena per il coraggio che dimostra con un articolo così “controcorrente” in perfetta linea con il nostro Salmone.
    Ho anche mandato i miei complimenti per il coraggio controcorrente al Direttore de “La Repubblica”.
    Non é da tutti scrivere e pubblicare idee tanto “politically uncorrect”!
    Anche qui rinnovo pubblicamente il ringraziamento a Elena Cattaneo e al Direttore Ezio Mauro!

  3. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    la neuroscienziata/agronoma vuole battere ogni primato in tema di “sostegno spudorato senza se e senza ma agli OGM” ……. in 1 anno avrà fatto almeno 10-15 interventi a favore degli OGM e, ovviamente, anche a favore di chi li produce…….. ma se si dedicasse alle sue cose e ai suoi laboratori non sarebbe meglio per tutti?

    Così nell’ultimo suo lavoro pro OGM del 20 giugno 2015 scopriamo che:

    - nel “nostro Paese, quasi unico in Europa, non si può studiare come migliorare geneticamente le nostre piante tipiche per proteggerle nelle condizioni di campo che ne compromettono resa e qualità.” Ma dai Cattaneo, come puoi dire che in Italia le piante non le puoi migliorare geneticamente? Forse volevi dire che non le puoi “Trasformare geneticamente” attraverso operazioni di ingegneria genetica, che è un’altra cosa! Ma bisogna essere precisi, perchè poi la gente si confonde ….. oppure era quello che volevi fare? E poi, come puoi affermare che questa trasformazione serve a migliorare resa e qualità. Per quanto riguarda la resa ci sono ormai centinaia di lavori scientifici che affermano che la resa delle piante OGM non è molto diversa da quella delle isogeniche. Per quanto attiene, invece, alla qualità, ci sono centinaia di indagini statistiche che dicono che il consumatore ritiene gli alimenti OGM di qualità inferiore a quelli non OGM. Del resto, se fosse vero che gli alimenti OGM sono migliori di quelli non OGM, perché le imprese alimentarti non li producono e li vendono, etichettandoli, così come prevede la Legge? Dimenticavo, ma tu sei senatrice, e per giunta “a vita”, per cui tu conosci le esigenze del popolino e sei in grado di fornire al popolino ignorante la soluzione alle sue esigenze, ovvero te la canti e te la balli da sola.

    Cattaneooooo facci sognare!

  4. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Per approfondire le nostre conoscenze sulla neuroscienziata a favore delle sperimentazioni sulle cellule staminali embrionali
    http://www.enzopennetta.it/2013/09/senatori-a-vita-ancora-una-forzatura-stavolta-in-gioco-la-bioetica/

    La neuro scienziata si è battuta anche contro la Legge sulla sperimentazione animale votata dal Parlamento italiano
    http://www.repubblica.it/scienze/2013/11/27/news/caro_presidente_caro_premier_ecco_perch_il_nostro_paese_sta_morendo-72052666/

  5. PieroNo Gravatar scrive:

    da dove arriva Enzo Pennetta
    https://antidarwin.wordpress.com/chi-siamo/

  6. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Molto divertente che Ogm bb veda l’audizione di Marcello Buiatti che dice che non c’e’ nessun problema per le mucche (lui le chiama mucche) a mangiare soia Ogm e quindi questa si puo’ tranquillamente importare. Poi legge Cattaneo che chiede di etichettare i derivati da Ogm e non fa una piega.
    Caro Ogm bb le tue posizioni le conosciamo da tempo ed anche il tuo effimero legame con la logica. In questo ennesimo caso si e’ visto chi aiuta Monsanto ad importare derrate, ma tu credi ancora che urlado frasi sconnesse puoi attirare l’attenzione, non è così.

  7. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Roberto, ho mai difeso Buiatti? Ho mai difeso la Vandana? anzi….

    Sicuramente condivido certe affermazioni della neuroagronoma …… altre no!

  8. roberto defezNo Gravatar scrive:

    ecco facci vedere quali condividi

  9. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Sicuramente condivido quella dell’etichettatura dei derivati. E’ una norma di chiarezza, di responsabilità, di libertà, che consente realmente di decidere se gli OGM sono graditi oppure no.

  10. roberto defezNo Gravatar scrive:

    ….anche per il cotone?

  11. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    il cotone non è coltivato nel nostro Paese ……..non sono un esperto di cotone ……. se ti riferisci alla carta moneta o al cotone per uso medico, ti potrei dire che l’etichettatura non mi interessa……….. il cotone non è buono da mangiare.

    Potrebbero esserci delle controindicazioni di carattere ambientale?…….

    ovviamente dobbiamo valutare caso per caso.

  12. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Il tuttologo magootelma ha perso i poteri…. Non sa che i semi di cotoni fanno parte della dieta delle vacche da
    latte! Sono una ottima fonte di fibra, grassi e proteine….. Etichettare i cibi derivati degli OGM vuol dire che il consumatore dal reddito medio basso potra’ scegliere tra mangiare quei cibi o fare la fame!

  13. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Guardate che Roberto si riferiva (immagino) al cotone che circola negli ospedali e che entra in contatto con il nostro sistema immunitario…

  14. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Scienza 79

    Si è vero che Defez intendeva quello, ma Mbianchessi che è un “pestaterra” come me (non ti offendi vero Mbianchessi”?)sa bene che i mangimi si fanno con il computer collegato alle quotazione di mercato dei semi ad uso alimentazione animale. Si compra e si miscela in funzione del prezzo.

    Ora il Panello di cotone prodotto dalla deoleificazione ha un contenuto di proteine del 37% (più elevato il contenuto delle farine) e quindi se il cotone è OGM necessariamente il tratto genetico modificato è contenuto nel Panello, anche perchè il cotone per uso medico è una lungo polimero di cellulosa che non può contenere il tratto GM, ma non so dire se in questo cotone vi rimangano anche delle proteine.

    Il panello di cotone serve appunto come apporto proteico nei mangimi animali. Non apro il discorso sulle attenzioni che bisogna avere sulla somministrazione di panelli di cotone ai monogastrici e vitelli per il contenuto in gossipolo, ciò ci porterebbe fuori tema. L’ho solo accennato per avitare che ci sia qualcuno che in caso di inconvenienti tiri fuori la balla che dipende dal tratto OGM inserito.

  15. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Grazie Alberto…non era per criticare nè Mbianchessi né OGMbb…cercavo solo di interpretare il pensiero di Roberto

  16. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Scusa Alberto non ho risposto alla tua domanda sulle proteine nella fibra di cotone.

    Secondo la commissione europea nell’opinione di cui ti allego il link, viene riportata la possibilità che tracce proteiche possano persistere dopo i trattamenti anche se dovrebbero essere denaturate dal trattamento stesso.

    http://ec.europa.eu/food/fs/sc/ssc/out216_en.pdf

  17. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Guardate che le vacche si mangiano anche i semi interi, non solo i panelli come dice Alberto. Li ingeriscono, li spaccano per bene durante la ruminazione e poi rumine reticolo omaso e abomaso fanno il resto! Scusami Alberto ma la definizione di pestaterra non mi si addice più di tanto; io mi sento più un pestamerda!

  18. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    bravo pestamerda, l’hai capita! smerdatore ……. ti si addice di più ….. solo che lo fai fare agli indiani …… poveracci.

    Smerdatore, come al solito non capisci un cazzo dell’argomento di cui si parla.

    Roberto intendeva l’etichettatura del cotone …….. per l’uso zootecnico le problematiche sono quelle della soia, della colza e del mais ……. non cambia niente……….. etichettatura dei derivati, anche se viene utilizzato cotone OGM …… è ovvio!

  19. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Tuttologo che non capisce un c…o di economia! Etichetta pure tutto quello che vuoi…. Il fatto è che dopo che lo hai fatto dovrai continuare a mangiare derivati da ogm perché quelli da agricoltura no ogm saranno una truffa come il bio a prezzi che i poveri cristi da 1000 euro al mese non si potranno permettere! Un mio amico faceva latte ogm free fino a quando si è reso conto che il certificato di analisi no OGM al seguito dei mangimi era sempre lo stesso! Chi doveva andare in galera in questo caso? Il mio amico o il suo fornitore? Oppure chi con quel latte vendeva formaggi OGM free con tanto di etichetta?

  20. roberto defezNo Gravatar scrive:

    In aggiunta all’etichetta sul cotone Ogm io proponevo anche la firma di un consenso informato qundo andavamo in ospedale in modo da selezionare coloro che accettavano di farsi tamponare una ferita con cotone Ogm.

    In aggiunta caro Mbianchessi e caro Alberto, mi hanno spiegato che hanno da poco modificato i8l disciplinare della mozzarella di bufala campana per poter usare anche semi Ogm di cotone: avete notizie in merito?

  21. roberto defezNo Gravatar scrive:

    intendo dire usare i semi di cotone Ogm come mangime

  22. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    la problematica è la stessa della soia, del mais e della colza

  23. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Quelli della bufala devono poter usare cotone OGM perché tenere separate partite di prodotti OGM e no è praticamente impossibile e le contaminazioni sono all’ordine del giorno. Poi ad ogni passaggio bisognerebbe fare analizzare il prodotto perché fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio….. Quali sono le conseguenze se dico che uso soia o cotone non OGM fidandomi del certificato farlocco che mi da il fornitore e poi salta fuori che non lo sono? Si tratta di truffa o no? Io non certificherò mai a nessuno che il latte che vendo deriva da mangimi non OGM perché non sono in grado di garantirlo e di finire nel tritacarne della giustizia italiana non ne ho voglia!

  24. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ….. a proposito di coesistenza…..con gli OGM coesistenza impossibile

  25. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    La coesistenza è impossibile non con gli OGM ma piuttosto con chi vuol vivere nel 2015 in compartimenti stagni come nel medioevo.

  26. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    la neuroagronoma non ha considerato che gli attuali OGM vanno bene per le aree fertili di pianura e, pertanto, ancora una volta mettono in crisi le aree marginali…….. come la mettiamo con l’assetto del territorio e con il dissesto idrogeologico?

  27. PieroNo Gravatar scrive:

    Roberto: il disciplinare della mozzarella che sono riuscito a trovare non parla dell’alimentazione delle bufale. Il disciplinare del parmigiano, per esempio, elenca gli ingredienti ammessi e quelli no. Il seme di cotone è vietato, quello di soia è ammesso. Non si fa cenno agli ogm. Se per la mozzarella hanno approvato il seme di cotone senz’altra specificazione, è scontato che può provenire da piante gm.
    Che io sappia, l’unico disciplinare che esclude esplicitamente gli ogm è quello del bio.

  28. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Ragazzi scusate avrei una domanda. Non è il mio settore quindi chiedo a voi. Ogni specie e varietà oggi in commercio deve essere autorizzata ed iscritta in un registro? Grazie

  29. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    O anche…se voglio vendere un prodotto frutto di incrocio (ad esempio), questo deve essere autorizzato? Grazie ancora

  30. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    SCIENZA 79

    Una semente per poter fare oggetto di commercio deve essere inscritta in un catalogo nazionale di un paese membro. Per ottenere l’iscrizione occorre inviare un campione di seme per due anni di seguito ad un apposito ufficio accompagnato da una domanda d’iscrizione in cui sono specificate le caratteristiche della varietà e il metodo che è stato usato per ottenere la varietà. Il seme del primo anno serve per caratterizzare la varietà ed a descriverla fin nei minimi particolari e verificarne Omogeneità, Stabilità e Distinguibilità. Il seme del secondo anno (che deve rispecchiare il primo) invece serve a verificare la rispondenza con quello del primo ed a farne la prova agronomica al fine di stabilire se rispetto ai testimoni apporta qualche progresso.

    Il percorso dura dunque due anni ed alla fine una commissione analizza il dossier delle prove d’iscrizione e ne decreta la bocciatura o l’iscrizione al registro nazionale. L’iscrizione corrisponde ad un Certificato di Ottenimento Varietale (COV) che è il titolo che permette la protezione della varietà presso tutti i membri dell’UPOV (comunitari e non comunitari). In ragione dell’iscrizione il seme è venduto in confezioni chiuse con apposto un cartellino ufficiale di un altro ente nazionale che certifica (dopo visite di controllo in campo ) che quel seme rispecchia le caratteristiche della varietà precedentemente iscritta. Esiste anche l’istituto del brevetto e per ottenerlo occorre fare il percorso d’iscrizione e poi il percorso del brevetto. Ricordo che per ottenere il brevetto la varietà non deve mai essere stata commercializzata. In Europa è il COV che predomina, mentre in USA è il brevetto. La differenza sta nel fatto che con il COV si preserva il diritto di altro costitutore di usare la varietà per costituirne un’altra diversa ed il diritto dell’ agricoltore (entro certi limiti d’importanza aziendale) di riseminare la sua produzione, senza dover pagare nulla al costitutore. Con il brevetto invece il diritto del costitutore è esercitabile solo se viene eliminato il tratto brevettato, mentre il diritto del coltivatore in linea di principio non è mai esercitabile. In Europa però si tende a trasferire tutti i diritti concessi dal COV anche al brevetto.

    L’iscrizione in un registro nazionale quindi apre le porte alla commercializzazione delle diverse categorie di sementi certificate ufficialmente (Prima o Seconda riproduzione dal seme di base che è servito per l’iscrizione)e alla conseguente protezione nel paese d’iscrizione, queste possibilità però sono estese automaticamente ai territori di tutti i paesi membri UE in quanto è stato istituito il Registro Comune delle varietà e una varietà iscritta in un registro nazionale vi viene immessa automaticamente entro il 31 dicembre dell’anno d’iscrizione nel paese membro.

    Una varietà OGM invece ha un percorso preliminare, nel senso che anche per lei se ne chiede l’iscrizione in un paese, ma automaticamente questo informa tutti i paesi membri di aver ricevuto la domanda d’iscrizione di una varietà OGM e a questa è concessa la possibilità di porre divieti motivati, ma questi divieti avranno accoglienza solo se saranno riconosciuti dall’EFSA alla quale è demandata l’approvazione o meno del tratto OGM. Ottenuta l’approvazione dall’EFSA la varietà segue l’iter d’iscrizione delle varietà convenzionali. Il primo mais contenente il tratto OGM MON 810 ha fatto oggetto di domanda d’iscrizione in Spagna, l’EFSA ha approvato il tratto modificato e la varietà è stata iscritta in Spagna e poi è divenuta comunitaria. Non solo, ma dopo il nullaosta sul MON 810 dato dall’EFSA tutte le varietà presentate all’iscrizione nell’UE e contenenti il tratto OGM MON 810 hanno seguito solo l’iter dell’iscrizione al registro.

    L’atteggiamento di procrastino dimostrato dall’UE a causa dei disaccordi e dei boicottaggi dei paesi membri ha orientato le ditte sementiere a far approvare solo il tratto genetico da parte dell’EFSA e a non chiederne l’iscrizione per la commercializzazione del seme, ciò al fine di far in modo che la derrata OGM prodotta in altri Stati comunque potesse avere libero accesso in Europa.

    Per quanto ho detto ne discende che tutti i mais con il tratto Mon 810 sono seminabili in Europa senza nessuna possibilità di blocco legale. E’ vero che il blocco o moratoria in Italia, in Francia è avvenuto, ma in modo illegale. Un agricoltore cominitario può seminare una varietà OGM contenente il MON 810 liberamente e non incorre in nessuna infrazione in quanto le infrazioni stabilite per legge da un paese membro e con motivazioni non accettate dall’EFSA sono regolarmente cassate dalla Corte di Giustizia europea. Che poi l’agricoltore che sfida le leggi nazionali illegali si penta di averlo fatto, appunto per dover dimostrare di aver ragione prima nei tribunali italiani e poi in quelli comunitari, è altrettanto vero. Ma qui rientriamo nell’ambito delle vessazioni e di lesioni di diritti sanciti dalle leggi. Se io cittadino non rispetto le leggi mi condannano se invece uno Stato legifera illegalmente prima di tutto lo fa per ottenere il suo scopo illegittimo, ma non paga per averlo fatto quando viene stabilita l’illegalità. LE LEGGI NON SONO UGUALI PER TUTTI!!!!

  31. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Piero

    I panelli di cotone (il seme tal quale non è quasi mai somministrato) non è quasi (attenzione al quasi!) più preso in considerazione per gli inconvenienti che può provocare:

    1° Presenza di gossipolo, anche se il panello può essere degossipolizzato, però, che si usano prodotti come la benzina, l’esano o l’acetone, che sono eliminati, ma che nella moderna fobia e attenzione, più per gli animali che per gli uomini fin dal concepimento, suonerebbero molto male.

    2° Il panello di cotone può conferire sapori particolari al latte per certi principi volatili che contiene, anche se la cosa sarebbe ovviabile somministrandolo come pastone ben inumidito con l’acqua in modo da evitare che questi si trasmettano al latte. Cioè non si tratta di sapori trasmessi al latte per via fisiologica, ma solo per via ambientale.

  32. PieroNo Gravatar scrive:

    Intendevo rispondere a Roberto. Al momento non conosco disciplinari (sempre escluso il bio) che prendano in considerazione gli ogm che, ma lo diciamo da tempo, di conseguenza possono entrare in tutte le produzioni anche dop. L’ammissione o meno dei semi di cotone deriva da scelte dei consorzi. Per la produzione di grana sono ammessi, per il parmigiano no.
    Il tenore in gossipolo libero è normato dal Reg. UE n. 574/2011
    I semi di cotone sono stati, non ho notizie recenti -ovviamente dipende dalle quotazioni-, ampiamente utilizzati nell’alimentazione delle vacche da latte.

  33. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Grazie Alberto come sempre…una miniera di informazioni. Un chiarimento però: tutta la procedura che hai descritto per le varietà non GM, è solo per un discorso commerciale o anche di tutela della salute (anche se solo sulla carta)? Cioè tutta la procedura serve ad appurare solamente carattestiche commerciali o anche di natura ambientale, salute ecc?

  34. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Scienza 79

    La legislazione sementiera è stata messa in atto solo per tutelare l’agricoltore e favorire la crescita produttiva tramite sementi selezionate anche attraverso la tutela del creatore varietale e non è più nelle mani del singolo Stato membro, ma è divenuta una materia esclusivamente comunitaria. Gli Stati membri si limitano a recepire le direttive una volta emesse.

    E’ una legislazione che non prende in considerazione l’ambiente e la salute in quanto si tratta di specie già ampiamente coltivate. La stessa legislazione vale anche per le coltivazioni orticole e arboree, ma per quest’ultime i tempi sono evidentemente diversi.

  35. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Grazie Alberto…converrai con me però che il fatto che siano specie già coltivate di per se non vuol dire nulla. Tramite un incrocio sto immettendo un prodotto che prima non esisteva. Ricordi il caso della patata ai glicoalcaloidi nel 74 ottenuta da un incrocio negli Stati Uniti?

  36. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    Piero 26 giugno 2015 alle 15.00

    Non solo il bio.. anche i discplinari di difesa integrata (coltivazione)prevedono il divieto d’ uso di varietà ogm.

  37. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Scienza 79

    Certo, ma capita nella selezione della patata quando si fanno incroci interspecifici, infatti poi occorre ricorrere al reincrocio per eliminare i geni del parentale selvatico. Se non lo facessi presenteresti all’inscrizione una patata che non sarà mai iscritta per difetto di caratteri agronomici.

  38. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    cattaneo …… ci sei o ci fai?

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2015/06/cattaneo-ci-sei-o-ci-fai.html

  39. PieroNo Gravatar scrive:

    Il Ministro Martina non risponde alla Senatrice Cattaneo. Tergiversa, mena il can per l’aia, parla d’altro. A tutto ciò siamo ormai abituati per cui non credo valga la pena soffermarcisi troppo. Mi sembra importante, invece, allargare il discorso sulla vulgata secondo cui bisogna abbandonare il sistema produttivo che ha “trasformato il cibo in merce”.
    Assistiamo a uno strano corto-circuito logico quando si parla di agroalimentare. Da una parte ci si strappa i capelli per un settore che ormai “guarda solo alla quantità penalizzando la qualità”, dall’altra (sta succedendo in questi giorni con la faccenda latte-formaggi) si esaltano le nostre produzioni messe sotto attacco dalle politiche lobbistiche della UE.
    Sarebbe interessante chiedere al Ministro, ma anche al Carlin nazionale e a tutti e suoi incensatori, da chi, in quali aziende, con quali mezzi sono prodotti i nostri gioielli con cui “Siamo fortunatamente costruttori di valore aggiunto, di paesaggio, di ruralità. I prodotti agroalimentari italiani sono apprezzati in tutto il mondo e portano con se la storia di territori e tradizioni: sono i nostri principali ambasciatori.”
    È bastato che si scoperchiasse il paiolo del lavoro nero nelle sacre Langhe, perché ci si precipitasse a precisare che di poche “mele marce” si tratta, ma quando in TV mostrano animali in gabbie ristrette, giocando spesso sulle inquadrature –sempre le stesse! -, eccoli lì pronti a emettere sentenze sul “sistema” che è uno solo e sacrifica tutto all’interesse e forza con gli orti famigliari!

  40. MaxNo Gravatar scrive:

    Una folata d’aria fresca…..

    http://www.fidaf.it/index.php/ogm-una-polemica-fuorviante-ma-che-non-accenna-a-scemare/

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