Obama: effetti collaterali

09 Nov 2012
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Barack Obama nuevo presidente Mercoledì mattina abbiamo saputo della rielezione di Obama per un secondo mandato. Per evitare sprechi di denaro pubblico l’elezione è stata accoppiata a vari referendum, come quelli sull’uso della cannabis.

Moltissimi in Europa hanno esultato per il risultato del presidente Obama e per i successi in alcuni referendum connessi come ben sintetizza l’immagine ed il titolo del Manifesto e gli articoli nelle pagine interne.

Ma c’erano anche altri referendum che si tenevano allo stesso tempo e nella California che permette l’uso della marijuana e vuole più tasse, si è tenuto anche un altro referendum su cui era meglio tacere: l’etichettatura dei cibi OGM.
http://www.ukiahdailyjournal.com/ci_21954850/ukiah-police-and-fire-log-thursday-nov-8

La vittoria morale invocata dai perdenti è davvero clamorosa in quanto non costava davvero nulla etichettare (e ricordo a tutti che io personalmente sono, non solo a favore dell’etichettatura degli alimenti contenenti OGM, ma sopratutto a favore della etichettatura dei cibi derivati da animali nutriti con mangimi OGM).
Gli argomenti contro Monsanto si sprecheranno, ma davvero puerili. Le persone serie potrebbero invece decidere se i soldi di Monsanto per fare lobbing sono sporchi ed invece non lo sono quelli di Auchan, Carrrefour e COOP che messe insieme hanno un fatturato 16-volte più alto di quello di Monsanto.
Ecco il tema: chi annusa l’odore dei soldi?

Yes we canna bis
Barack Obama ottiene il secondo mandato in un’America sempre più divisa. Con il presidente soprattutto donne, giovani e minoranze. I repubblicani conservano la Camera ma l’anima del paese vota a sinistra: per la prima volta passano i referendum sui matrimoni gay e l’uso di marijuana a scopo ricreativo. E la California reaganiana vuole perfino più tasse PAGINE 2,3,4,5
http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20121108/

http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20121108/manip2pg/02/manip2pz/331350/

DEMOCRATICI - VITTORIA NETTA, 60,2 MILIONI DI VOTI CONTRO 57,5 E 25 STATI. ASPETTANDO LA FLORIDA
Obama, i gay, la marijuana. È en plein liberal

Questa ri-urbanizzazione delle persone induce una secolarizzazione delle mentalità. Non a caso, il seggio senatoriale del Massachusetts che per mezzo secolo era stato dei Kennedy (prima John, poi Robert, poi Ted) e che con l’ondata reazionaria del 2010 era andato ai repubblicani, è stato riconquistato dalla candidata democratica Elisabeth Warren, la prima lesbica dichiarata a diventare senatrice. Per lo stesso motivo il Colorado e lo stato di Washington sono i primi stati in cui un referendum ha legalizzato la vendita di marijuana a scopo ricreativo (in Massachusetts è stata legalizzata la vendita a scopo terapeutico, come vigeva già in California). Le donne single hanno votato massicciamente Obama non solo e non tanto per una questione di anno di nascita o status sociale, ma perché era in pericolo la politica della contraccezione, era messo in forse il diritto all’aborto.

9 commenti al post: “Obama: effetti collaterali”

  1. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    Ora qualche notizia trapela

    http://www.ilfattoalimentare.it/ogm-california-referendum.html

  2. bacillusNo Gravatar scrive:

    Madonna, più che “Il fatto alimentare” è “La mistificazione alimentare”.

  3. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ci sarà pur qualcuno che avrà votato per Obama di quelli che hanno votato contro l’etichettatura, ebbene secondo il “fatto alimentare” questi elettori erano intelligenti quando hanno votato per Obama, ma sono divenuti imbecilli quando hanno votato per la non etichettaura. Bel modo di ragionare e soprattutto sorretto da una logica stringata!

    Non è passato anche solo per l’anticamera del cervello che potrebbero aver usato il loro cervello per valutare nel giusto senso il fatto che in 20 anni di alimentazione OGM nessun americano ha presentato inconvenienti di sorta e che quindi che il 53% sia stato più intelligente del 47% che ha invece solo votato ideologicamente?

  4. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    C’è un 47% che vuole sapere che cosa mangia. Una percentuale molto alta, che costringerà l’industria a tenerne conto e a rivedere i propri piani di etichettatura.

    Chissà in quanti si daranno da fare per accaparrarsi quel 47%.

  5. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro OGM bb,
    hai capito che noi avremmo votato con quei 47%?
    Il problema non è il nostro, è di quelli che vendono mangimi con OGM nei loro consorzi agrari e poi urlano contro la contaminazione degli OGM, come i mariti puritani che vanno a puttane.
    Noi non abbiamo la doppia faccia e la doppia morale. Etichettiamo tutto quello che deriva da animali nutriti con OGM come “Derivato da OGM”.
    Ma non per finta, noi siamo seri.

  6. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    I referendum si fa per far decidere al 50%+1, gli altri si adeguano. Questa è democrazia, oppure tu pretendi le maggioranze bulgare (a te tanto care)? Ma sappiamo bene come erano costituite.

  7. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    E’ il solito commento all’italiana: quando uno perde le elezioni è perchè ha a vuto contro i giornali e le televisioni (anche se sono in gran parte sue!); quando vince è per la forza delle sue idee, che hanno convinto gli elettori (i quali quando votano per gli altri sono, comunque, dei coglioni o venduti!) Continuiamo così, è il modo “migliore” per affrontare i nostri problemi, grandi e piccoli!

  8. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Ciao OGM bb
    Io sono uno del 47%
    Sarei molto felice di leggere sulle mie etichette che c’é o non c’é OGM in quello che mangio.
    Non avrei nessun dubbio su cosa scegliere. Ci sarebbe ovunque l’OGM e la scelta sarebbe comunque obbligata.
    L’alternativa sarebbe la fame oppure il mercatino a Kmzero dove l’etichetta di provenienza non si trova manco a pagarla a peso d’oro… e l’OGM si. E spesso nemmeno lo scontrino fiscale… (Befera dove sei?)
    L’industria ne terrà sicuramente conto. Anzi lo sta già facendo con una normativa di etichettatura che ci costringe ogni anno a rottamare quantità enormi di etichette che diventano obsolete prima di essere utilizzate (mi riferisco in particolare alle normative per i prodotti DOP di cui ho esperienza personale)
    Siamo, ti assicuro, tutti molto consapevoli. Non ci divertiamo a giocare con le normative e nemmeno con i consumatori che ci danno da vivere.
    Per quanto riguarda il 47% da accaparrarsi come clientela spero di potermi fidare del buonsenso dei consumatori, se solo non saranno unicamente indottrinati da un mondo mediatico intriso di falsi miti.
    Sarebbe ora che chi mangia sapesse realmente quello che mangia, ma purtroppo chi diffonde informazione é spesso troppo fazioso.
    Franco

  9. franco NulliNo Gravatar scrive:

    P.S. per OGM bb
    Da 20 anni circa mangio OGM, come te, volente o nolente.
    Anche il mio squisito Salame di Varzi (mi onoro di presiedere il suo Consorzio di Tutela) deriva da carni di suini alimentati prevalentemente OGM. Tutto ormai da noi é OGM. Facciamocene una ragione…
    Il Prosciutto di Parma, il San Daniele, Il Parmigiano Reggiano, Il Grana Padano, Il Culatello di Zibello, Il prosciutto di Modena, il cotechino e lo Zampone di Modena, lo Speck dell’Alto Adige… tutto é OGM derivato…
    Ti assicuro che i miei parametri clinici sono ottimi (a parte il fegato, ma questo dipende dal mio amore per il Prosecco…)
    Seppelliamo l’ascia di guerra in questa diatriba quanto mai dannosa per l’economia italiana.
    Di Kmzero si può sopravvivere con un’azienda famigliare, ma non vive l’industria agroalimentare italiana…
    Il PIL agroalimentare italiano non é una percentuale indifferente nel bilancio dello Stato. Non mortifichiamolo.
    Franco

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