Altroconsumo ancora una volta dice cose sensate

04 Mar 2012
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van-gogh-vincent-pecher-en-fleurs-souvenir-de-mauve1In una breve ed accurata (indagine Altroconsumo) dimostra ancora una volta di saper ragionare con la propria testa, mentre molti altri seguono solo i sondaggi ed i discorsi da bar. I dati non sorprenderanno i lettori di salmone, ma detti dalla più seria organizzazione di consumatori fanno una grande differenza. All’attivo di Altroconsumo ci sono il rifiuto di iscriversi a Liberi da OGM, l’organizzazione capitanata da Capanna nel 2007 che aveva 11 milioni di iscritti e sostiene di aver raccolto 3 milioni di adesioni. Ma Altroconsumo aveva anche diffuso l’indagine su Eataly, l’organizzazione legata a Slow Food che pochi anni fa fu messa sotto analisi per la presenza di aflatossine nei formaggi. Grazie ad Altroconsumo scoprimmo allora che latte con aflatossine deve essere mandato al macero ma non esiste una normativa sul dosaggio massimo consentito nei formaggi.

10 commenti al post: “Altroconsumo ancora una volta dice cose sensate”

  1. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Devo complimentarmi con altro consumo, questo si chiama informare!

    Certo non è sicuramente informazione quanto dice nell’intervista il Prof. Buiatti, che tra l’altro dimostra di non conoscere le condizioni delle varie agricolture mondiali e di non avere i fondamenti del miglioramento delle piante agrarie, che guarda caso s’impara pestando la terra e scarpinando in mezzo a campi parcellari di osservazione e di valutazione. Vengo a dargliene un dimostrazione:

    Non le sembra, Prof. Buiatti, una conquista sociale per tutta la comunità mondiale la constatazione che sono gli agricoltori più poveri a seminare PGM? Rappresentano ben il 90% degli utilizzatori di sementi OGM ed affermano di trovarvi il loro tornaconto. Purtroppo i comportamenti dittatoriali non sono solo quelli dei dittatori riconosciuti dei paesi poveri, ma che hanno questi comportamenti sono anche le ong che ricattano i governi, vedi questo link: http://www.pseudo-sciences.org/spip.php?article1751
    Professore secondo Lei è stato un bene privare la comunità dei cittadini dell’UE delle cifre che le riporterò qui di seguito? Secondo uno studio fatto in Inghilterra (Park J., McFarlane I., Phipps R. and Ceddia G. The impact of the EU regulatory constraint of transgenic crops on farm income. 2011, New Biotechnology doi :10.1016/j.nbt.2011.01.005) i guadagni andati in fumo nell’insieme dei paesi europei per non aver potuto coltivare le GM disponibili sono i seguenti : Mais tra 157 e 334 milioni di €/anno(M€), Cotone tra i 13 e 39 M€, Soia tra 13 e 39 M€, Colza tra 195 e 318 M€, Bietola da zucchero tra 73 e 219 M€, vale a dire un totale compreso tra 443 e 929 M€ all’anno.
    Professore circa il suo appunto sui metodi statistici dell’EFSA si legga questo:
    http://www.pseudo-sciences.org/spip.php?article1784
    Lei dice che secondo l’USDA le produzioni unitarie hanno avuto lo stesso trend d’aumento di sempre. Ma non si è accorto che ha detto un’ovvietà? Ci rifletta su. Per aiutarla La prego considerare che si sono prese le migliori varietà di mais e di soia di 15 anni fa e sono state modificate per la resistenza ad un principio attivo, che non ha apportato o tolto nulla da un punto di vista produttivo; ha solo reso più facile il diserbo, infatti, gli stessi risultati si raggiungevano con una serie di altri principi attivi ma frutto di più irrorazioni. Diverso è il discorso per la tossina Bt autoprodotta dalla pianta e che combatte la piralide del mais o gli insetti fitofagi del cotone, qui, parlando di mais, siamo di fronte ad un duplice vantaggio: uno maggiore, apportato ai produttori di mais GM-Bt ed un altro indiretto ma non trascurabile apportato ai coltivatori di mais non GM delle stesse zone. Si legga questo lavoro se non ne è convinto: http://www.sciencemag.org/content/330/6001/222.abstract ,
    mentre per quanto riguarda il cotone George Pelletier (vedasi qui curricula) http://www.international.inra.fr/join_us/working_for_inra/portraits/georges_pelletier ) in una riunione alla quale ho assistito nel 2008, riporta che in USA la riduzione di insetticidi è stata del 40% tra il 1996 ed il 2005 mentre a livello mondiale la diminuzione di insetticidi e erbicidi assieme è stata di 224.000 t, con un risparmio di 2,2 milioni di m³ di gasolio, vale a dire 47,5 milioni di t di CO2 non emessa.
    Se poi Lei va a chiedere agli agricoltori USA il perché dell’adozione delle PGM Bt o TH sa cosa le rispondono? Che a loro interessa di più spendere meno in prodotti e semplificare il lavoro perché ciò permette loro di coltivare più terra che altrimenti avrebbero lasciata incolta. I guadagni li realizzano in questo modo e non con l’aumento della produttività in assoluto. Ma vi è un altro aspetto da non trascurare ed è eminentemente ambientale, checché ne dica Lei: a loro interessa la copertura del suolo nell’intercoltura e quindi non farselo portare via da venti, inoltre l’aratura diviene inutile per suolo non costipato e fornito di umidità. Si semina su copertura in atto e si diserba poi. Queste quantità di diserbanti se vuole essere onesto intellettualmente non me li può imputare come aumento ecologicamente incompatibile, anzi al contrario essi sono funzionali a motivi ecologicamente molto sensibili (permanere della fertilità del suolo e CO2 non emessa per diminuite lavorazioni). Altro aspetto che Lei non considera è il fatto che misurare i diserbanti a livello di quantità ponderali implica l’uso di un parametro molto empirico. Mai sentito parlare professore dell’EIQ (Environnemental Impact Quotient). Ebbene, sulla coltivazione di soia il confronto tra i diserbanti che il glifosate ha eliminato ed il glifosato stesso fatto non sulle quantità ma sell’EIQ è particolarmente favorevole al glifosato ed alle piante PGM. Questi sono principi di agronomia moderna che Lei, se spiega genetica vegetale a degli studenti, dovrebbe conoscere e trasmettere.

  2. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Complimenti Alberto! Se in Italia non fosse scomparsa la discussione agronomica, vecchia e nuova, non saremmo arrivati a queste miserevoli condizioni! E non riesco a capacitarmi del fatto che docenti di una certa levatura continuino a dire sciocchezza dopo oltre un decennio di evidenze prevalentemente a favore delle PGM e della loro massiccia adozione anche nelle agricolture povere.
    Già un decennio fa io avanzai una ipotesi (Roberto mi è testimone): vuoi vedere che questi illustri docenti genetisti sono invidiosi dei risultati ottenuti dai bravi ricercatori italiani che hanno saputo utilizzare al meglio i fondi pubblici messi a loro disposizione pur lavorando negli scalcinati (si fa per dire!) Istituti del Ministero Agricolo? Il quale Ministero, innammorato dei baroni universitari non ha mai considerato i suoi bravissimi Ricercatori e (cicero pro domo sua, consentitemelo, visto che sono presuntuoso già nel cognome!) i bravissimi Direttori di codesti istituti, molto più preparati, anche sul piano pratico, di molti docenti universitari, che hanno fatto sballare - e continuano a farlo- le politiche agrarie italiane, con i risultati che sappiamo. Perchè, caro Alberto, è prevalso il famoso giudizio autoreferenziale di Trilussa: Perchè io so’ io e voi non siete un ca..o”!

  3. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Vi faccio notare un piccolo ma insidioso dettaglio. Il prof.Buiatti alla domanda sulla sicurezza sanitaria per la salute degli OGM, risponde dicendo di non avere certezze. Sembra una risposta Pilatesca (ed in parte lo è, si dovrebbe dire se con i dati disponibili si consente o si vieta il commercio di ogni singolo OGM adottando poi gli stessi parametri anche per qualunque altro prodotto). Ma non è questo il punto: Buiatti dice di non avere certezze da dare.
    In ben altro modo ha argomentato la dott. Paola Migliorini, ricercatrice dell’Università di Pollenzo, ossia l’Università di Slow Food, chiamata a testimoniare al processo penale contro Fidenato. La dott. Migliorini rispondendo a due successive domande del giudice sulla sicurezza alimentare degli OGM, anzi del mais Bt MON 810, risponde che esistono due documenti che ne provano la pericolosità per la salute umana. Uno dei due è un articolo del 2008 proprio di Buiatti (dove i realtà si descrive solo in che zona del DNA il transggene è caduto, senza fare nessuna elucubrazione sulla sicurezza sanitaria del mais in questione).
    Ora mi ripropongo di chiedere all’avvocato di Fidenato il permesso di riportare le parole testuali della dott. Migliorini in modo che ognuno possa farsene una opinione personale.

  4. Corrado FogherNo Gravatar scrive:

    E’ veramente deprimente constatare come un docente di genetica argomenta la sua opposizione agli OGM. A parte la non conoscenza delle problematiche agricole, come ben chiarito da Guidorzi, che dovrebbero suggerire, a una persona seria, di non arrivare a conclusioni fuori della sua portata, ma dimostra anche, e questo è più grave per un docente di genetica, di non conoscere i protocolli della tecnologia rDNA; affermare infatti che “il risultato della modifica genetica non è così prevedibile” è cosa ovvia ma… e qui gli chiederei di elencare quali sono i controlli che il ricercatore esegue. Ancora affermare che “non è detto che un gene, che in un determinato essere vivente esplica una certa funzione, si comporterà allo stesso modo se inserito da un’altra parte. Questo perchè le piante sono vive”….. forse lui da bravo genetista fino ad oggi ha lavorato sugli “organismi morenti”?. Ho il dubbio poi che, constatando la sua preparazione (o la sua onestà intellettuale, scegliete voi), riferendosi ad una certa funzione del gene pensi che possa cambiare il prodotto genico e non tanto la sua funzionalità.

  5. Amedeo PietriNo Gravatar scrive:

    Per inciso, non è vero che per l’aflatossina “non esiste una normativa sul dosaggio massimo nei formaggi”. Il Reg. 1881/2006 dice:” Art.2 – Nell’applicare i tenori massimi .. ai prodotti alimentari essiccati, diluiti, trasformati o composti da più di un ingrediente, si tiene conto di quanto segue:
    a) modifiche della concentrazione del contaminante causate dai processi di essiccazione o di diluizione;
    b) modifiche della concentrazione del contaminante causate dalla trasformazione;”. La trasformazione latte-formaggio determina una concentrazione dell’aflatossina di 2-4 volte per i formaggi teneri e di 4-6 volte per i formaggi a pasta dura. Inoltre nello stesso Regolamento è riportato: “Per consentire l’applicazione dei tenori massimi ai prodotti alimentari essiccati, diluiti, trasformati e composti per i quali non siano stati fissati specifici tenori massimi comunitari, gli operatori del settore alimentare devono fornire i fattori specifici di concentrazione e diluizione corredati dagli opportuni dati sperimentali che giustifichino il fattore proposto.”

  6. PaoloNo Gravatar scrive:

    >La dott. Migliorini rispondendo a due successive domande del giudice sulla sicurezza alimentare del mais Bt MON 810, risponde che esistono due documenti che ne provano la pericolosità per la salute umana. Uno dei due è un articolo (dove in realtà si descrive solo in che zona del DNA il transgene è caduto, senza fare nessuna elucubrazione sulla sicurezza sanitaria del mais in questione).

    Se fosse esattamente cosi’, questa si chiamerebbe “falsa testimonianza”.
    Possibile che nessuno l’abbia fatto notare in fase processuale?

  7. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro Amedeo,
    a tua nozione esiste anche una sola marca di polenta venduta in un qualunque negozio o supermercato che riporta il dosaggio massimo di fumonisine presenti? O almeno sotto quale soglia sia quel lotto?

  8. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    Ho cominciato a leggere “Danger dans l’assiette” di S. Dragacci, N Zakia-Rozis, P. Galtier - Edition QUAE.

    Se anche un profano volesse informarsi sulle micotossine varrebbe la pena leggerle. Penso che se è simpatizzante di Slow Food alla fine li manda a quel paese.

  9. ElisaNo Gravatar scrive:

    Salve,
    sono interessata all’argomento ogm e salute umana e vorrei approfondirlo.
    Posso chiedere a chi ne sa in merito se fosse così gentile da indicarmi quali sono i maggiori studi recenti, indipendenti, peer reviewed e pubblicati su riviste con un buon if, che escludono rischi per la salute umana a lungo termine? Grazie in anticipo,
    E.

  10. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    Cara Elisa,
    quli sono gli studi con le caratteristiche che indichi tu che dimostrano che leggendo questo messaggio non ci sono rischi a lungo termine per la salute umana?
    L’idea stessa di “assenza di rischi” è una idea NON SCIENTIFICA.
    Non esiste nessuna attività umana senza rischi, forse le attività divine, ma non ce occupiamo qui.

    Torna a scriverci se vuoi dopo avermi presentato un solo caso su un qualunque argomento di qualsiasi disciplina che dimostri l’assenza di rischi per la salute umana: stai parlando di religioni non di vita reale,

    grazie roberto defez

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