Evviva perdiamo soldi e posti di lavoro!

23 Gen 2012
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Nella loro ossessione compulsiva i vari anti-OGM fanno finta di non capire che BASF non ha rinunciato a fare OGM, ma ha solo licenziato 140 persone in Europa per riassumerle in USA, quindi a costi di certo superiori. Si tratta di sfiducia nella ragionevolezza Europea, non di rinuncia agli OGM. La considerazione è che l’Europa crede di essere determinante mentre diventa sempre più irrilevante ed economicamente inaffidabile. Intanto il pianista del transatlantico continua a suonare.

Leggi da Italia OGGI: Ricerca OGM - La BASF saluta l’Europa

Leggi da LA STAMPA: Se i colossi della chimica lasciano l’Europa

2 commenti al post: “Evviva perdiamo soldi e posti di lavoro!”

  1. SILVANONo Gravatar scrive:

    BASF è lungimirante. Ha capito che l’agricoltura europea è finita e che l’Europa avrà sempre più bisogno di importare materie prime alimentari dall’estero.

  2. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Purtroppo, la realtà è che per gli ambientalisti e tutto il popolo (numeroso!) anti-OGM queste cattive notizie sono delle vittorie. Lo percepisco ogni giorno vivendo in Puglia dove è stata fatta una scelta politica a favore dell’ambiente con tutte le storture e la demagogia del Governatore Vendola. Ormai ci si oppone a tutto, in Puglia. Alla conta dei danni c’è sempre tempo. Dopo tanto tempo se ne sono accorti che la produzione dell’energia alternativa ha distrutto i campi e la terra migliori Eppure, c’e la demagogia, ascoltata oggi, che l’eneria prodotta in Puglia soddisfa un milione di persone. Forse per accendere le lampadine in casa! E le industrie come le mandiamo aventi? Ah, ma quelle mica le vogliamo! E’ la risposta. Abbiamo tanta energia. Ma per farne che? Quindi niente rigassificatore, niente perlustrazione di eventuale petrolio in Adriatico; niente agricoltura convenzionale, niente innovazione in agricoltura tanto ci basta la biodiversità e il biologico! Davanti a tanta incoscienza ce da restare basiti. Ed intanto la disoccupazione avanza; le aziende chiudono, delocalizzano, …ma ci si affida all’ambiente, con i posti di lavoro che non ne produce, ormai dovrebbe essere chiaro. In fondo, come scrive alla fine dell’articolo Elisa Bianco, in Sostiene Slow Food sulla Stampa, “Il passo successivo, a questo punto, ci auspichiamo sia di ripensare il sistema di incentivi e contributi per sciegliere di sostenenre una certa agricoltura, locale, variata e sostenibile, invece di un’altra, intensiva e standardizzata”. Insomma, alla fine si bussa a soldi, che sono sempre meno e che potrebbero non esserci più, per portare avanti una “certa agricoltura” che ha dimostrato la sua debolezza sia nel produrre cibo che ricchezza e posti di lavoro. Perchè no ad una “altra agricoltura” che contemplando la sostenibilità ambientale si sostiene anche economicamente senza chiedere soldi alla collettività che possono essere spesi per altre pur nobili cause (educazione, ricerca, sicurezza, ecc.) delle quali si sente un forte bisogno? Quanti agricoltori sarebbero felici di produrre guadagnando senza niente chiedere? Tantissimi; quasi tutti quelli onesti! Ma non si può; l’agricoltura o è assistita o non si fa! Per la goduria di chi fa politica con gli inutili GAL, PSR, e altri programmi inutili e spendaccioni.

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Nella categoria: News, OGM & Europa

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