Nessuna presenza accidentale

08 Nov 2013
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Mais OGMI campioni sono stati prelevati a luglio, insensato che sia stato necessario aspettare una audizione parlamentare a novembre per lanciare l’allarme. La disinformazione regna sovrana, ma non ci saranno ripercussioni giudiziarie serie perché non c’è danno se non il pesante danno mediatico diffuso dai vari giornali locali. Intanto Fidenato e Dalla Libera chiedono di essere uditi per spiegare come stanno i fatti, ma posso scommettere che per anni ci sarà qualcuno che ogni tanto sosterrà che “la contaminazione dei campi vicini era del 10% almeno e che gli agricoltori hanno pagato pesanti multe”. Vedrete che partiranno presto anche le lettere di diffida.

Leggi il comunicato stampa di Futuragra e la richiesta di audizione alla Commissione Agricoltura di Agricoltori Federati

Leggi anche l’intervento di Cesare Patrone e la rassegna stampa dei quotidiani del 7 e 8 Novembre sulla contaminazione da OGM in Friuli:
Gazzettino di Pordenone
Gazzettino di Udine

Il Fatto Quotidiano
Il Quotidiano di Udine
Il Messaggero Veneto

129 commenti al post: “Nessuna presenza accidentale”

  1. roberto defezNo Gravatar scrive:

    A volte ritornano (anche se piuttosto maleodoranti)

    Ogm:Pecoraro Scanio,Governo agisca su inquinamento in Friuli
    Conferma che coesistenza con colture ‘free’ non è possibile
    08 novembre, 11:48

    (ANSA) - ROMA, 8 NOV - “Ora Governo e Regione agiscano contro l’inquinamento genetico ed i responsabili delle semine illegali” in Friuli Venezia Giulia. Lo chiede l’ex ministro dell’Ambiente Alfoso Pecoraro Scanio dopo che il capo del Corpo forestale dello Stato ha parlato di ‘contaminazione’ per il territorio vicino alle semine Ogm.

    “E’ la conferma che la coesistenza delle colture Ogm con l’agricoltura Ogm free non è possibile - osserva Pecoraro - Ora il Governo e la Regione devono intervenire contro i responsabili e soprattutto prendere tutte le misure per impedire altre semine illegali”.

    “L’inquinamento genetico - conclude l’ex ministro, attualmente presidente della Fondazione Univerde - è molto pericoloso per l’ambiente e la qualità dell’agricoltura italiana; senza interventi seri si danneggerà l’unico comparto economico che nell’ultimo anno ha visto crescere occupazione ed export. Questo sarebbe da irresponsabili”. (ANSA).

  2. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    Quello che più spaventa è leggere in questo giorni che la CE all’atto di approvare il nuovo GM di Pioneer vorrebbe a conclusione lasciare mano libera ai singoli stati nel decidere se vietarli o meno.
    Ma vi immaginate una possibilità legislativa simile in mano a degli analfabeti scientifici come si sono dimostrati nell’ultimo decennio?
    Mi auguro che prevalga il buon senso e soprattutto gli equilibri economici EU/US e che la facciano finita con questa melina, la possibilità di legiferare sta bene in mano solo a chi ha cognizione di cotanto potere ( escluderei categoricamente il parlamento italiano di ieri e di oggi).

  3. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Francesco,
    la norma sulla “libertà di lasciare gli stati membri liberi di coltivare o meno OGM” è un “Cavallo di Troia”….. una norma a voi favorevole per la diffusione degli OGM….purtroppo….purtroppo……

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/10/possibilita-per-gli-stati-membri-di.html

  4. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Roberto,

    i danni ci sono, eccome se ci sono! Pensa solo agli agricoltori biologici che non possono più garantire un prodotto esente da OGM. Ogni ettaro di biologico ha un fatturato mediamente di 3-4.000 euro. se si considerano 100 ettari intorno al campo di fidenato, entità verosimile, sono 400 mila euro di danno solo per i biologici.

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/11/coesistenza-ogmconvenzionale.html

  5. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    I coltivatori di mais biologico in pieno campo bisogna cercarli con il lanternino!!!

    In Francia il governo ha incaricato l’HCB (alto Consiglio per le biotecnologie) di valutare la possibilità di coesistenza tra mais concenzionale e OGM. Ebbene il verdetto è stato che oltre i 15 metri il flusso pollinico è tale che il mais convenzionale può presentare presenza di OGM al di sotto dello 0.9% accettato. Ben diverso sarebbe il caso se il limite fosse stabilito allo o,1%.

    Quindi smettila per favore di fare allarmismo non documentato, ma inventato

  6. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Francesco PD

    Non preoccuparti, la Commissione sarebbe felicissima se i vari Stati membri accettassero la proposto di nazionalizzare le decisioni di accettazione sugli OGM. Ciò, però, non avverrà mai in quanto gli USA potrebbero nazionalizzare le ritorsioni sui singoli Paesi ed allora si che se vedrebbero di belle. Infatti, quel qualche burocrate nazionale che ha la testa sulle ha già riferito al Ministro che se facesse una cosa del genere si tirerebbe le ire di tutti quelli che commerciano con gli USA.

    Ho letto che da Dalla Libera vogliono sapere dove ha comprato il mais OGM, il che è fuori luogo in quanto un agricoltore può andare i Spanba a comprare del mais OGM liberamente commercializzato in quel paese se di una varietà iscritta a catalogo europeo e nessuno gli può dire nulla. Possibile che i deputati non sappiano ancora che non ci sono più le frontiere e le merci legali possono circolare liberamente?

  7. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Francesco

    Vengo dal leggere che il Ministro Orlando ha accolto con favore la proposta della Commissione sulla nazionalizzazione delle decisioni sugli OGM. E’ un emerito incompetente, provi a portare la proposta in Consiglio dei Ministri e vedremo se il Primo Ministro Letta, più informato di lui sugli OGM gliela passa. La Commissione è pressata dal dover prendere una decisione sul mais OGM di Pioneer, se tarda un po’ Pioneer si farà pagare i danni e quindi già il 13 dicembre vuole una decisione, sarà contraria, ma ciò aprirà le porte ad una autonoma decisione della Commissione che sarà favorevole, non può fare altro (si tratta di una mais diverso dal Mon 810). Ti immagini cosa capiterebbe se un Pierino qualunque come Orlando decretasse la non coltivazione? Subito scatterebbe la causa per danni verso l’Italia. Ora invece l’Italia alla Pioneer risponde ” non mi compete, rivolgetevi a Bruxelles”. Posizione molto più comoda, non ti pare.

  8. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Ma non si può contare sul reato di contaminazione mentale?
    Oppure di contaminazione faziosa, contaminazione disinformata, contaminazione in malafede, contaminazione da disinformazione mediatica, contaminazione “bio”, contaminazione antiagricola (se volete ve la spiego in Euro)…
    Al confronto una eventuale, forse, potenziale contaminazione OGM sarebbe un’inezia…
    @ Esimio prof. Malagoli alias OGM bb. Sono in trepida attesa di una sua critica al mio messaggio banale e qualunquistico.
    Franco Nulli

  9. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    @alberto
    Sul suo primo commento sono daccordo, infatti velatamente l’avevo accennato anch’io il fatto degli equilibri commerciali ed in questo ci speravo, cercavo conferme anche da chi ne sa molto più di me ed è più aggiornato.
    Sul 2° commento, le notizie che stanno circolando in queste ore sugli strascichi della vicenda friulana lascia senza parole con l’amaro in bocca e con la rabbia che sale, unico pensiero che si possa fare è che l’EU prenda in mano la situazione e punisca l’Italia per l’indegna liberticida capziosa persecuzione di un libero cittadino.

    ps: scusate tutti, ma un’ultimo mio commento per OGMbb, non vale la pena commentare chi si nasconde dietro un blog senza nome in anomimato, e farfuglia mezze verità,… e per questo si vada a vedere in internet un documento ufficiale… se non ricordo male la Spagna è stata audita in commissione europea proprio sulla convivenza tra Bio ed Ogm evidenziando non solo la possibilità ma il migioramento delle condizioni anche per il Bio… ma tant’è queste notizie non le manda vero??.. più comodo dare mezze verità… e non lasciare liberi i commenti sul SUO blog, non sia mai che ci siano pareri pur legittimi ma non allinati al pensiero totalitario/massimalista, più conveniente andare a commentare sui blog altrui..

  10. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    il mio commento n. 10 non compare…

  11. aNo Gravatar scrive:

    Una curiosità: ma l’ing. Patrone è al servizio del CFS, e quindi del Ministero, e quindi dell’agricoltura italiana o lavora per i giallo-verdini?

  12. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Meno male!!

  13. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    “Ogm:ambientalisti, clausola salvaguardia”
    “Anche per Forestale inquina terreni vicini a luogo coltivazione”

    http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/friuliveneziagiulia/2013/11/09/Ogm-ambientalisti-clausola-salvaguardia_9592626.html

  14. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    A mio avviso non si può invocare la clausola di salvaguardia per il semplice fatto che non esistono le regole di coesistenza e vi è già una sentenza che la mancanza di regole di coesistenza non impedisce le semine di mais OGM autorizzati.

    La forestale in quale forma ha fatto i rilievi? La campionatura è avvenuta in presenza delle parti? Sono stati rilasciati campioni rappresentativi dei prelievi alle parti interessate e tratti dal campionamento generale. Esiste un campione di controllo depositato in luogo non accessibile alle parti? Questo si chiama agire con correttezza legale. La forestale si presta ad allarmismi e chi lo fa dovrebbe essere sanzionato, altro che salvatore della patria!

  15. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    alberto, c’è tutto

    anche il miele del Friuli Venezia giulia è inquinato da OGM e deve essere etichettato……per cui non ne sarà venduto un grammo.

    in Italia il valore del miele prodotto è di circa 20 milioni di euro, pertanto circa 1 milione per ogni regione……..fidenato ai 400 mila euro del mais io aggiungerei anche 1 milione di euro di miele.

    http://www.giornatadelmiele.it/it/index.php?page=friuli-venezia-giulia

  16. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    ma va la! va a raccontar balle da un’altra parte.

    Se fosse come dici tu i 22.000 ha di mais OGM seminati in Francia nel 2007 avrebbero inquinato al punto che il Sud-Owest sarebbe deserto in quanto nessuna attività economica legata alla terra avrebbe resistito e sarebbe sopravvissuta.

  17. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ma dai…..ho esagerato un pò…..come fai tu quando dici che non succede niente….succede….succede……purtroppo succede

  18. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    Il bello è che il CFS ha fatto campionamenti sul campo di Dalla Libera del mais OGM e campionamenti del mais convenzionale a diverse distanze dal mais OGM perché si voleva raccogliere dei dati di commistione in una situazione reale italiana. L’ambiguo Patrone, nell’audizione in Commissione agricoltura ha riferito solo il dato del grado di commistione rilevato a 2-3 metri dalle file coltivate a mais OGM. Ha, ovviamente, omesso di riferire che il grado di commistione rilevato a 6-8 e 15 metri dalle piante coltivate ad OGM è stato 0 (zero). Di questo vi possiamo fornire i certificati delle analisi firmati dal CFS. Altro che contaminazione!!! Chi reclamerà i danni economici vadano a chiederli al CFS e a tutti quelli che hanno creato un allarme sul nulla!!!!

  19. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    Per quanto riguarda la multa che mi hanno affibbiato per mancata tracciabilità della semente vi faccio osservare che esistono centinaia di fotografie che ritraggono il sacchetto di seme che ho seminato e il CFS è stato informato che si tratta del seme che mi avevano appena dissequestrato il 6 di giugno di quest’anno e che avevo comprato nel 2011 in Spagna.
    Inoltre nel provvedimento dicono che io non avrei risposto ad una loro richiesta di informazioni. Io invece entro i 30 giorni ho spedito le informazioni che loro mi hanno chiesto. Se poi loro perdono i fax io non so che farci.

    Notate però il comportamento improvvisamente puntiglioso della politica. Fino a 5 mesi fa in Italia non si poteva seminare OGM. Oggi invece scopriamo che c’é un D. lgs del 2005 che prevede la sanzione se chi semina un OGM non conserva la tracciabilità per 5 anni. Ma guarda che caso!!!

  20. LaniceNo Gravatar scrive:

    Volevo dire che di questa storia ero già più o meno informata, e che personalmente ho tendenza a gettare la spugna (poi mi passa, è un periodo).

    E volevo anche dire che pagherei a peso d’oro le pannocchie della foto, ho trovato pure un posto dove vendono i semi di delle pannocchie bellissime: http://shop.nativeseeds.org/collections/corn-popcorn/products/ts363
    E ho rotto le scatole a Giorgio Fidenato (tanto per fare una cosa nuova) per indurlo a piantarne qualcuna, ma quelli non spediscono in Italia :(

  21. LaniceNo Gravatar scrive:

    Ah, ai link c’è da aggiungere questo:

    http://www.coldiretti.it/news/Pagine/756—6-Novembre-2013.aspx

    Non può mancare, in collezione, è un pezzo da 90.

  22. marco pastiNo Gravatar scrive:

    Se è vero che l’impollinazione con polline ogm del 10% è nella prima fila della fascia tampone, quindi sullo stesso appezzamento dove è stato seminato il mais ogm, non si può certo dire che il capo dello corpo forestale dello stato sia un bravo servitore dello Stato quando afferma che l’inquinamento nei campi vicini ha raggiunto il 10%.

  23. LaniceNo Gravatar scrive:

    Quel 10% che significa poi, esattamente?
    Calcolano il peso dei chicchi o delle pannocchie? Voglio dire, se una pannocchia ha un chicco risultante dalla fecondazione di polline GM, non calcoleranno mica l’intera pannocchia? Non mi stupirebbe affatto, dati i discorsi già fatti qui sulla reale percentuale di materiale GM rispetto a quella calcolata (solo nell’embrione, cioè nel 15% del peso del chicco, solo nel 25% del DNA - e quindi non della parte proteica - degli embrioni eccetera).

  24. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    fidenato…mi scusi….ha controllato anche le api? e tutte le altre fonti di diffusione del polline?

  25. bNo Gravatar scrive:

    OGM,bb!…mi scusi…proporrei di passare ad altro argomento: che ne dice delle scie chimiche?

    Oppure dia manforte all’ingegnere: “Per poter fare passi in avanti bisogna sapere in che direzione andare e Patrone ha ben chiari gli obiettivi del suo Corpo. «Dobbiamo bloccare con forza chi ancora inquina queste zone e contribuire con il nostro lavoro a stabilire, prima possibile, punti e limiti certi dei terreni interessati, collaborando anche con altre Istituzioni. Questa grave situazione non deve essere in alcun modo strumentalizzata. Non si può fermare lo sviluppo delle province di Caserta e Napoli. E per quei luoghi ancora non bonificati si potrebbe pensare intanto a colture no food che comunque garantirebbero un certo guadagno agli agricoltori””
    http://foodpolitics.comunita.unita.it/2013/11/09/%E2%80%9Cterra-dei-fuochi%E2%80%9D-intervista-al-capo-del-corpo-forestale-dello-stato/
    Tralasciando la competenza che traspare da ogni frase, datosi che lui è a capo del CFS dal 2004, e la situazione da inizio millennio ad oggi non è cambiata di un millimetro, ci sarebbe da chiedersi lui che ci sta a fare …

  26. LaniceNo Gravatar scrive:

    OGM bb le api NON sono vettori del polline del mais.

  27. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    http://www.ilcambiamento.it/legislazione_ambientale/corte_europea_vieta_vendita_miele_ogm.html

  28. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    Lo stanno facendo i forestali. A Mereto di Tomba quando il mio mais era in fioritura era l’unico fiore in quel momento appetibile. I forestali hanno detto che hanno visto delle api sopra e ora stanno facendo i controlli sugli alveari. Vedremo i dati. Si sa comunque che le api non muoiono per via che la proteina bt contenuta nel polline si misura in nano grammi, quindi molto basso. Non conosco se per le api ci sia un DL di proteina bt, ma immagino che siano stati fatti parecchi studi sulla possibile mortalità delle api.

    L’articolo sopra riguarda invece un problema legale e se cioè il polline bt può essere considerato un ingrediente o un componente. Il burocratese fa male anche in europa.

    E non mi si venga a dire che chi vuole un prodotto OGM free deve essere messo al corrente anche se esiste una molecola di bt. Ma io vi chiedo allora: perché non si dice quando si vende un prodotto biologico, che questi contiene tot milligrammi della tal tossina che a dosi più elevate può provocare il cancro allo stomaco? La purezza assoluta nel mondo non esiste e con il cibo si assumono sempre micro dosi di sostanze indesiderate!!!

  29. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Lanice, mi dispiace contraddirti, ma anche l’EFSA ha detto che nel miele vi può essere polline di mais…….come la mettiamo?

    http://www.federapi.biz/index.php?option=com_content&task=view&id=1086&Itemid=1

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/11/nel-2012-la-corte-di-giustizia.html

  30. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    cosa vuol dire “si misura in nano grammi”…….fidenato prova a prendere un nanogrammo di plutonio e poi vediamo cosa succede………oppure qualche molecola di diossina……..molecola, ho scritto molecola……

  31. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    Le ripeto che ci sono sostanze pericolose alla salute dell’uomo anche nell’alimento più sano, solo che la dose è talmente bassa che non succede niente. Lo sa che la dose di radiazioni, ossia 0.01 mSv l’anno, viene assorbita guardando la TV. Non so quanta radiazione possa dare un manovrammo di Polonio, ma possiamo informarci. Si sappia che una certa dose di radiazioni si assorbono ogni anni davanti alla tivù o a qualsiasi elettrodomestico. Quindi non faccia la figura di colui che vuole insinuare che il male sta solo da una parte e il bene sta solo dall’atra. Un manovrammo di bt, secondo me, sta sicuramente sotto la sogli letale per le api. Bisogna poi vedere se le api muoiono mangiando la tossina del MON810. Ad esempio, visto con i miei occhi, il lepidottero helicoverpa armigera, non muore se mangia mais MON810, C’erano delle belle larve ciciotte sulla pannocchia MON810 di helicoverpa.

  32. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    fidenato…non ho parole…..a parte il fatto che io parlo di miele, per cui le api non c’azzeccano…….ha fatto delle sperimentazioni per gli effetti del Bt sulle api?

    visto che l’ha scritto 2 volte, per cui non è sicuramente un errore di battitura, lo devo proprio dire……..sono NANOGRAMMI e non MANOVRAMMI, di quello che vuole…..

  33. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Per favore raccontiamo le cose come sono successe e non a metà.

    La CGUE nel 2011 ha detto che il polline OGM contenuto nel miele non è ne una impurità ne un corpo estraneo ma un ingrediente. La conseguenza di ciò era che il miele doveva quindi ricevere un0autoriuzzazione per essere messo in commercio. Dato poi che nessuno sapeva se il suo miele aveva polline dentro la sentenza avrebbe obbligato tutti gli apicoltori a far analizzare il loro miele preventivamente. Vi immaginate che casino? Non solo ma dato che in Europa il miele non può essere ultrafiltrato, mentre quello d’importazione lo è (l’Europa importa il 50% di miele) si sarebbe verificato che il polline sarebbe stato presente solo nel miele di produzione europea e non in quello d’importazione, appunto per la ultrafiltrazione praticata. Ecco quali conseguenze la sentenza avrebbe comportato.

    Successivamente si precisò però che la sentenza valeva solo per il polline di piante OGM non autorizzate anche per il miele e quindi tutti quelli che avevano presentato domanda di autorizzazione alla semina di OGM si premunirono a chiedere l’autorizzazione anche per il miele.

    Pertanto citare il miele nel caso del MON 810 è fuori luogo in quanto il Mon 810 è autorizzato anche per il miele e quindi chi si fregava le mani per dire che il mais OGM non poteva essere coltivato restò con un palmo di naso. Non solo ma questi avevano anche pensato di riuscire a creare tramite la sentenza un marchio europeo in quanto tutti il miele importato conteneva polline non autorizzato, ma come ho detto sopra l’ultrafiltrazione avrebbe reso il miele estero purissimo e quello europeo invece poteva contenere polline OGM regolare.

    Per uscire dall’impasse si è dovuto riconoscere che il polline nel miele non è un ingrediente.

    In altre parole la sentenza Bablok (è l’apicoltore che ha generato la sentenza della Corte Europea) alla sua uscita è stata salutata come un modo di creazione di un mercato protetto dalle associazioni ambientaliste, quando poi vennero a sapere delle conseguenze si ritirarono in buon ordine. E ora tutto il mondo tace, ne parlano solo i male informati come OGM bb che pensano di venirci a trovare in castagna.

  34. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Per quale ragione Fidenato dovrebbe fare la sperimentazione per il polline delle api di un qualunque apicoltore che frutta a sbafo i suoi fiori?
    Fidenato ha solo rispettato una legge Europea ed il catalogo europeo delle sementi che include solo semi che non danneggiano ne’ la salute ne’ il nostro ambiente. Dimostrare che ci sono danni non previsti o non opportunamente valutati spetta ai ricercatori di luoghi civili e democratici, ossia non noi, che conducono delle accurate sperimentazioni di OGM coltivati in pieno campo per vari anni con delle parcelle randomizzate e con fondi per fare tutte le possibili analisi.
    Caro OGM bb, tu che sei tanto vicino a quelli che hanno i soldi ed il potere politico, economico e legislativo prova a convincerli che il problema delle api necessita che si riprendano le sperimentazioni in campo, noi non aspettiamo altro. In assenza di questo sappi che la Forestale non potra’ fare molto perche’ le sue analisi non sono statisticamente valide per andare dall’EFSA a dire che il miele e’ contaminato, per farlo serve non una analisi estemporanea, ma una attivita’ sperimentale vera.

  35. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    @roberto
    ieri sera nella famosa trasmissione per la raccolta fondi per la ricerca contro il cancro, la ministra della sanità (l’infermiera) ha sentenziato senza mezzi termini: “Il paese che non investe in ricerca è destinato a fallire”
    Infatti hanno provveduto nella giusta direzione… i risultati si vedono tutti.

  36. bNo Gravatar scrive:

    a proposito di trasmissioni, stasera report straparla di semi e brevetti. chi volesse rovinarsi il fegato anticipatamente e inutilmente può guardarsi il promo, dove tra l’altro il modello della doppia elica di W&C viene posticipato di un paio di decenni.
    ultima (cronologicamente) conferma di un paese votato alla rovina.

  37. LaniceNo Gravatar scrive:

    bb il vettore del polline del mais è il vento, le api non lo raccolgono e distribuiscono su altre piante (pensa a come è fatto l’apparato riproduttivo del mais).

    Giorgio le api sono imenotteri, non sono sensibili alle tossine bt, possono pure rotolarcisi dentro, nel polline.

    Il resto è già stato detto.

    Chiedo ancora: come è stato calcolato quel 10%? il 10% dei semi o il 10% delle pannocchie, anche se un solo chicco risultava formato dalla fecondazione con polline bt?

  38. LaniceNo Gravatar scrive:

    bb

    http://www.gmo-safety.eu/database/1038.effects-maize-honeybees.html

    “We fed bees with doses of pure proteins that were up to 186 times the normal dose. We were unable to find any link between the active Bt ingredient and the mortality or weight of bee larvae when fed with the pollen or with pure Bt proteins.”

    Non esistono tossine bt efficaci sugli imenotteri; solo su ditteri, lepidotteri e coleotteri.

  39. cNo Gravatar scrive:

    OGMbb! ha scritto
    cosa vuol dire “si misura in nano grammi”…….fidenato prova a prendere un nanogrammo di plutonio e poi vediamo cosa succede………oppure qualche molecola di diossina……..molecola, ho scritto molecola……

    urge ripassino di chimica

  40. roberto defezNo Gravatar scrive:

    La discussione sulla trasmissione di Report di stasera l’ho avviata sul post della SIGA: http://www.salmone.org/report-sulla-certificazione-varietale/

  41. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Ottimo lavoro degli amici di Prometeus:

    http://www.prometeusmagazine.org/wordpress/2013/11/11/ogm-e-disastro-ambientale/

  42. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Lanice,
    se non si convince prova con: Ditteri, Datteri ed Elicotteri

  43. LaniceNo Gravatar scrive:

    http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2013-11-06/friuli-il-corpo-forestale-contaminazioni-ogm-fino-10percento-coldiretti-stiamo-andando-un-disastro-ambientale-195539.shtml?uuid=AB1Zyvb

    Giusto per.

  44. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    Non solo Fidenato non si deve preoccupare delle api e del miele, ma con la sentenza Bablok e successive decisioni non ha nessuna responsabilità se del polline OGM, ma di un OGM legalmente accettato in EU, ed il mais MON 810 lo è, è ritrovabile nel miele di qualsiasi apicoltore, in quanto esso non è più considerato un ingrediente ed il polline seppure OGM è perfettamente equivalente al polline del mais tradizionale e questo l’ha detto l’EFSA, l’autorità demandata a stabilirlo. Questo dicono le leggi che ci regolano, ma che ministro., deputati, Coldiretti e quant’altro non conoscono. Tutto il resto sono solo invenzioni del lupo di Esopo.

  45. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    lanice,

    cercherò di essere gentile….puoi mettere in moto il cervello prima di scrivere?…….e non attribuirmi cose che non ho detto…….io non ho mai scritto che il mais Bt provoca la morte delle api………se poi a te serve per sputtanarmi………ben venga.

  46. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    E allora se non le ammazza, che vuoi dimostrare? Che il miele deve essere puro al 100% e non contenere nemmeno un granello pollinico di mais OGM? Perché non ti chiedi e non chiedi lumi su quante tossine di vario genere contengono gli alimenti biologico? E perché non pretendi che venga scritto sull’etichetta dei prodotti biologici quante tossine ci sono e cosa fanno al corpo umano?

  47. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    giorgio, io non voglio dimostrare niente, voglio solo far notare che la gente gli OGM non li vuole e tu vuoi comunque darglieli da mangiare. Fatto da uno che proclama la LIBERTA’, mi sembra quanto meno un comportamento ipocrita.

  48. dNo Gravatar scrive:

    la gente chi?
    io non le ho mai dato mandato di rappresentanza, veda di smetterla.

  49. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    Infatti io non voglio che la gente sia obbligata a mangiare gli OGM. Ma ci sono persone che lo vogliono. E non si può fare come fa la Coldiretti che afferma che non si devono autorizzare gli OGM perché il 70-75% degli italiani non li vogliono. Ci fosse un solo consumatore che li volesse, bisogna lasciargli la libertà di coltivare e/o di consumare OGM!!! Io voglio servire questi 20-25% che li vuole che è già un buon mercato per cominciare.

  50. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    potrei essere d’accordo con te se non ci fosse inquinamento genetico, ma, purtroppo, con questi OGM (Vecchi e che non mantengono le promesse), tu obblighi i tuoi confinanti, e non solo, ad ottenere un prodotto che in parte è OGM.

    A mio parere tu sei libero di coltivare OGM, ma non puoi obbligare gli altri a produrre OGM, perchè il tuo polline se ne va in giro per il mondo.

  51. eNo Gravatar scrive:

    OGM,cb
    per reciprocità varrebbe anche il contrario, ovvero non posso obbligare gli altri a non inquinare il mio di prodotto.
    E infatti chi produce, ad esempio, cereali da seme sta ben attento a far si che ciò non accada e non si sogna di pretendere che siano invece i suoi vicini a cambiare coltura.

  52. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    @OGM,bb. Hai trovato la quadra del problema. La consuetudine, che è fonte di diritto, ci dice come dobbiamo comportarci. Infatti, poiché lo spostamento del polline è un fenomeno di natura, nessuno produttore che coltiva una pianta può essere caricato di obbligazioni per fenomeni che appartengono alla natura. Per cui un coltivatore di mais bianco, pur sapendo che il coltivatore di mais giallo gli provoca una perdita di valore commerciale del suo prodotto qualora venisse fecondato da un polline proveniente da una pianta gialla, non ha mai potuto portare in tribunale il coltivatore di mais giallo che gli ha procurato un danno commerciale, ne ha mai potuto ottenere un divieto di coltivazione al produttore di mais giallo perché lui deve coltivarsi il mais bianco. Come tu stesso mi confermi, chi deve fare un mais da seme non riesce a far cambiare o impedire la coltivazione ai suoi vicini. Ma siccome, per esigenze commerciali, deve ottenere un prodotto con un certo grado di purezza e conoscendo il fenomeno della fecondazione incrociata, metterà in atto delle tecniche che gli eviti di avere le impollinazioni incrociate al di sopra di una certa soglia. Ecco: i produttori di mais convenzionale o biologico, poiché (soprattutto il biologico, perché domani lo standard convenzionale sarà l’OGM) non vogliono essere deprezzati dall’OGM dovranno adottare delle pratiche agricole che minimizzi la fecondazione incrociata. ECCO TROVATA LA SOLUZIONE ed è da più anni che sto dicendo cosa significa la coesistenza: chi vuole vendere non OGM DEVE LUI FARSI CARICO DELLE TECNICHE PER EVITARE LA COMMISTIONE, NON IL CONTRARIO!!!!! Il massimo che possono pretendere da me, è di sapere entro gennaio dove io intenda seminare OGM in maniera che io, produttore biologico, possa fare i miei calcoli di convenienza e organizzarmi con le semine. Perfetto, siamo assolutamente d’accordo!!!!!

  53. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    giorgio, il tuo ragionamento non fa una grinza……peccato che siano i presupposti sbagliati, poichè in presenza di inquinamento genetico da mais bianco, il mais giallo può comunque essere venduto senza etichettatura e senza alcuna riduzione di prezzo.

    In particolare mi fai esempi di piante particolari (mais bianco), coltivato in piccolissimissimamissima % rispetto al giallo, che convivono con altre e che hanno un prezzo decisamente superiore…….pertanto l’agricoltore di mais bianco, consapevole del possibile inquinamento da polline, mette in atto pratiche agricole costose, che saranno ricompensate da un prezzo di mercato superiore (prezzo che tiene conto di questa eventualità).

    Nel tuo caso (OGM) succede l’esatto contrario. Perchè io agricoltore biologico adotto tecniche di produzione molto costose, per ottenere dalla granella un prezzo di mercato superiore. Prezzo che non riuscirò ad ottenere se tu con il tuo mais mi inquini il mio. Egli coltiva ai costi del biologico per poi vendere ai prezzi del transgenico.

    Mi dispiace, non è proprio la stessa cosa.

  54. FNo Gravatar scrive:

    OGM,cb
    non c’è peggior sordo…
    è esattamente il contrario: se io coltivo mais bianco, voglio ricavare mais bianco ed è il mais bianco che deve essere protetto.
    se io coltivo mais ogm e tu vuoi fare tradizionale, vale lo stesso discorso: tu non vorrai avere ogm e le sperimentazioni in campo hanno ampiamente dimostrato che bastano 4-5 metri per avere percentuali di contaminazione ben al di sotto dello 0,9% (e quindi il tuo mais può comunque essere venduto senza etichettatura e senza alcuna riduzi9one di prezzo) in cambio io (che continuo a credere che la legge è uguale per tutti) non posso pretendere che il tuo brutto mais, che mi fa schifo, passi in qualche modo il confine e inquini il mio ogm, così come può succedere con le malerbe. Se voglio essere sicuro mi premunirò con le tecniche disponibili, esattamente come dovresti fare tu se fossi un pò meno supponente.

  55. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Indagini sugli Ogm in Fvg
    Contaminate solo le file vicine

    Il dato emerso durante l’audizione alla commissione agricoltura della Camera di due dirigenti regionali. Regione alla ricerca della coesistenza

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2013/11/13/news/indagini-sugli-ogm-in-fvg-contaminate-solo-le-file-vicine-1.8108566

  56. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Siccome non si tratta di fare la quadratura del cerchio e che gli accorgimenti da attuare sono facili da mettere in atto la coesistenza è possibile tra convenzionale e OGM per restare nei limiti di 0,9%. Tra biologico e OGM invece il coltivatore di biologico ha autonomamente deciso 0% OGM senza nessuna tolleranza, quindi che visto il suo assolutismo ideologico è insensato si arrangia a cercare di ottenere lo 0% OGM se ce la fa.

    Se ammettessimo l’inverso il coltivatore OGM sarebbe escluso dalla semine in quanto lo 0% è inassicurabile, ed infatti è per questo che Bruxelles per poter permettere la coesistenza ha fissato lo 0,9% di presenza come massimo al fine di poter dichiarare legalmente quel mais esente da OGM.

    Questa è la logica delle regole.

  57. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Vuoi vedere che la Serracchiani si dimostra di una lungimiranza tale che tutti gli altri sono cortissimi di vista? Infatti ha già risposto al Ministro: “fatemi le regole ed io le applico, ma siccome non le avete fatte io applico quelle che ci sono” Vale a dire Dalla Libera e Fidenato non sono fuorilegge, ma sono nella legge.

  58. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Con questi OGM, che hanno transgeni nucleari (oggigiorno il transgene potrebbe essere inserito nei cloroplasti), coesistenza impossibile.

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/07/ogm-coesistenza-impossibile.html

  59. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Ciao Alberto…non ci metterei la mano sul fuoco ma credo che lo 0,9% valga anche per il biologico (Reg. CE 834/2007) redatto a Giugno 2007 ed entrato in vigore il primo Gennaio 2009. Non mi risultano altri provvedimenti a modifica di questo (potrei sbagliarmi però).

  60. Enrico MarsiliNo Gravatar scrive:

    Riporto dal sito di SEL. Scusate la lunghezza:
    INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE AMBIENTE

    Al Ministro dell’Ambiente e della tutella del territorio e del mare

    Per sapere, premesso che:

    nello scorso mese di giugno in alcuni comuni della provincia di Pordenone è stato seminato del mais utilizzando sementi geneticamente modificate del tipo MON810, in assenza del provvedimento autorizzativo prescritto dall’articolo 1 del decreto legislativo 24 aprile 2001, n.212;
    i promotori delle semine suddette hanno ritenuto di avvalersi della pronuncia della Corte di giustizia europea dell’8 maggio 2013 (causa C-542/12) per aggirare l’obbligo di ottenere preventivamente l’assenso dell’autorità nazionale competente;
    in data 12 luglio 2013 il Ministro della salute, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare hanno sottoscritto un decreto che vieta in via cautelativa, sull’intero territorio nazionale, la coltivazione del mais geneticamente modificato MON810, provvedimento adottato ai sensi dell’articolo 34 del regolamento (CE) 1829/2003 che consente agli Stati membri di adottare misure d’emergenza qualora sia manifesto che prodotti geneticamente modificati possano comportare un grave rischio per la salute umana, per la salute degli animali o per l’ambiente;
    nonostante il citato decreto interministeriale del 12 luglio 2013 abbia stabilito il divieto di coltivazione e nonostante il rischio di danno ambientale e contaminazione delle colture agricole prefigurato nelle ricerche condotte da enti pubblici citate a supporto del decreto stesso, le coltivazioni di mais MON810 in provincia di Pordenone non sono state soggette, nel periodo intercorso dalla semina al 23 settembre 2013, ad alcun provvedimento restrittivo o cautelativo da parte delle autorità regionali e locali;
    relativamente a quanto suesposto, i responsabili del Corpo forestale della regione hanno pubblicamente affermato che: «dai sopralluoghi e dalle analisi effettuate riteniamo che vi sia in atto una contaminazione nelle aree circostanti e la tracciabilità non è stata rispettata»;
    il 6 novembre scorso, nel corso di un’audizione sul tema che si è tenuta alla Camera, il Capo del Corpo Forestale dello Stato, Cesare Patrone, ha confermato che in provincia di Pordenone è in corso un grave episodio di contaminazione delle produzioni agricole a seguito delle semine non autorizzate di mais transgenico MON810. Nel documento consegnato da Cesare Patrone si afferma, fra l’altro, che l’inquinamento genetico dei campioni di mais convenzionale raccolti in aree limitrofe “arriva anche al 10%”;
    se una sola semina transgenica ha prodotto tale livello di contaminazione è evidente che ci troviamo di fronte ad un grave rischio di inquinamento ambientale e per la filiera alimentare;

    Ø se non si ravvisino inadempienze da parte della regione, e se, nell’ambito delle proprie competenze, non si ritenga indispensabile intervenire con sollecitudine per mettere in sicurezza l’area, e se non si ravvedano gli estremi per il reato di danno ambientale ai sensi del decreto legislativo 152/2006.

    PELLEGRINO, ZAN, ZARATTI

  61. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    Si è vero che vale anche per loro lo 0,9% (in Francia reclamano lo 0,1%),
    ma parole, poi nei fatti come per tutte le altre regole che hanno le adattano alla bisogna e l’ente certificatore pure, vogliono lo zero assoluto, ne va della loro immagine di puristi.

  62. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Enrico

    A questo ha già risposto la Serracchiani scrivendo al Ministero. E la Serracchiani non è una pro-OGM, è solo una che si è accorta di avere le mani legate e l’ha detto pubblicamente con il coraggio di chi è onesto intellettualmente

  63. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    OGM,bb. Il tuo ragionamento utilitaristico è questo. Io ho un appartamento in un condominio. Di questo appartamento ricavo 1000 € al mese. Poi ad un certo punto negli altri appartamenti limitrofi cominciano a vivere dei neri. E dai uno, due, tre in pochi anni nel condominio vi abitano quasi tutti dei neri. Il mio inquilino bianco va via e cerco di riaffittarlo. Poiché il condominio ormai è abitato per la maggior parte da neri, il valore dell’affitto del mio appartamento crolla, perché pochissimi sono disposti a venire a vivere vicino a dei neri. Per questo motivo, secondo te, è giusto che una legge intervenga per mandare via i neri dai loro appartamenti legittimamente detenuto, perché altrimenti il valore dell’affitto del mio appartamento cala di troppo.
    Ma che ragionamenti fai. Innanzitutto qua in Friuli ci sono molti che coltivano mais bianco accanto a coloro che coltivano mais giallo e nessuno ha avuto mai da dire niente. Non solo: anche se il coltivatore di mais bianco volesse portare in tribunale il coltivatore di mais giallo per danno, nessun tribunale gli darebbe retta. Per similitudine dovrà accadere questo: io sulla mia proprietà semino quello che voglio. Chi non vuole subire la mia commistione deve attrezzarsi ed usare le opportune tecniche per evitarla.

  64. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Comunicato stampa

    OGM, FUTURAGRA: IL CORPO FORESTALE CONFERMA ALLA CAMERA CHE SUL CAMPO DI VIVARO NON E’ AVVENUTA COMMISTIONE
    Martedì verrà presentata la prima tranche di firme dei maiscoltori che chiedono al Consiglio regionale di adeguarsi alla sentenza europea in materia di coltivazione di mais OGM

    Pordenone, 14 novembre 2013 – Il Dottor Miniussi, Vicedirettore centrale all’area risorse agricole e forestali del Friuli, e il Dottor Stroppa, Direttore del servizio del Corpo forestale, hanno confermato ieri presso la Commissione agricoltura della Camera che sul campo di Vivaro di proprietà di Silvano Dalla Libera non vi è stata commistione, a esclusione di quei pochi metri di proprietà dello stesso Dalla Libera seminati appositamente nell’intercalare dei due appezzamenti OGM, come buona pratica agricola. “È l’ennesimo riconoscimento di quello che abbiamo sempre sostenuto con il supporto scientifico, ha commentato Duilio Campagnolo, Presidente di Futuragra. Come avevamo prontamente sottolineato, anche il Corpo Forestale dello Stato ha ribadito ieri alle istituzioni che la fantomatica contaminazione del 10% del mais friulano è totalmente priva di fondamento”.

    “I dati emersi dalle analisi svolte sia dal Professor Maggiore, già Docente Ordinario di Agronomia Generale e Coltivazioni Erbacee presso l’Università degli Studi di Milano, che dal Corpo Forestale dello Stato parlano chiaro, ha proseguito Campagnolo. Non è avvenuta commistione se non a pochi metri e per evitarla è bastato posizionare una bordatura di mais isogenico, seminato a fianco del mais OGM, che è risultata essere l’unica area dove sono state rilevate tracce di mais Bt. È questa la più efficace dimostrazione per tutti coloro che invocano ancora oggi la necessità di una clausola di salvaguardia. Per un quadro definitivo e completo attendiamo ora i risultati dell’ERSA sulla biodiversità, risultati che tardano ancora ad arrivare”.

    “Martedì 19 novembre presso la Regione Friuli Futuragra presenterà al Consiglio regionale una prima tranche di firme raccolte dai maiscoltori friulani, che chiedono alla Regione di adeguarsi alla sentenza della Corte di Giustizia europea in materia di coltivazione di mais OGM, ha concluso Campagnolo. Le aziende agricole italiane non vogliono più avere divieti e invocano libertà di scelta e di semina. Un intervento della politica può creare solo ulteriori e inutili impedimenti verso l’accesso alle innovazioni del nostro settore produttivo a livello nazionale”.

  65. LaniceNo Gravatar scrive:

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2013/11/13/news/indagini-sugli-ogm-in-fvg-contaminate-solo-le-file-vicine-1.8108566

    AL LUPO! AL LUPO! AL LUPO!!!

    (pssssssssst, non c’era nessun lupo)

    Audacter calumniare, semper aliquid haeret.

  66. LaniceNo Gravatar scrive:

    Ops, c’era già.

    Ok, comunque era per esprimere il concetto. Giuro che da adesso leggerò tutti i commenti prima di postare.

  67. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    Guidorzi
    chiedo scusa, le rispondo qua su le scienze al momento il commento non è passato

    @franco (Il tuo commento è in attesa di essere approvato.) 15 novembre 2013 alle 07:02
    Guidorzi
    Sono rimasto indietro con i commenti..
    I campi ben isolati in altezza( siepi,dislivelli favorevoli,barriere stradali etc ) ,riducono la distanza necessaria, ma i vuoti: fossi ,strade senza ostacoli etc molto meno. Soprattutto se in favore dei venti dominati nel periodo di fioritura che sono di stima preventiva, aleatoria anche per i più esperti. Come è aleatorio lo sfalsamento per stima dell’epoca di fioritura ,che può variare per
    -risemina
    -ritardi di sviluppo,
    -condizioni di campi limitrofi diverse,
    -nuove varietà di ciclo incerto,
    -seminatrice non pulita con presenza di residui di seme di diverse classi di precocità.
    Mediamente per quel che vedo io in gran parte della pianura padana ,almeno un lato di gran parte dei campi,è contiguo(a 1 metro) con quello dei vicini.
    La coesistenza allo 0,9 mi sembra funzionale alle ditte sementiere,che “guarda caso” faticano a far riprodurre seme ogm free,che garantisca un raccolto con quella soglia. Ha oneri e costi che i vari promotori di OGM,prima han negato, poi minimizzato e successivamente ammesso , ma in nome della loro libertà di coltivare quel che gli pare sulla loro proprietà,vorrebbero scaricare oneri e costi di coesistenza su quella che, al momento in Italia, è la maggioranza di coltivatori di mais non ogm.
    Vorrebbero “passare” ai coltivatori di mais ogm free, oltre il costo della coesistenza, anche il costo e l’onere di mantenere aree rifugio a minima salvaguardia della tecnologia bt..In quel caso probabilmente si dissolverebbero magicamente,anche da parte loro , le remore per i 15 metri o più di mais non ogm attorno al mais ogm.
    Se il futuro sarà di solo mais indifferenziato OGM,come pare auspicate, industrie,mulini e mangimifici che che necessitano di mais differenziati a maggior valore aggiunto(bianchi,waxi ,alimentari,specifici zootecnici etc ) OGM free ( nell’insieme mi pare superino il 13% del consumo di mais italiano,ed è un settore in espansione) inizialmente si approvvigioneranno all’est Europa come,vista la scarsità di prodotto Italiano specifico , in parte già fanno. Successivamente è probabile che de localizzino anche le poche attività di trasformazione attualmente sul suolo patrio. La maggior produzione di un mais OGM, necessaria per pareggiare i maggiori costi( seme e fertilizzanti etc ) sono inversamente proporzionali ai prezzi di mercato globalizzati del mais “commodities.” Il solo mon 810 non elimina tutti i fattori che possono determinare il calo produttivo ( limiti di legge alla concimazione azotata in ZVN, diabrotica ,siccità, eccesso di pioggia e relative difficoltà di semina e raccolta) e neanche è garanzia di maggior reddito.
    Anche negli usa ultimamente differenziano mais ,non per comodità ma guadagnano qualcosa in più ,con collocazione stabile del raccolto anche in annate di surplus produttivi , pur non utilizzando ogm, in quanto produrli non rientra degli interessi di sementieri ,trader e non si presta alla finaziarizzazione delle commodities. Almeno cosi dicono i Farmer.
    Costringere i maiscoltori italiani ogm free ad accollarsi i costi di coesistenza significa spingerli nella direzione dell’omologazione all’ogm,..con quel che ne consegue a livello di filiere.Non mi paiono buone prospettive ne per l’occupazione, ne per prezzo e collocazione del mais nazionale coltivato ogm o commistionato che sia,con maggiori costi sicuri ,produttività e prezzi sempre incerti.

  68. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    @franco (l’altro)
    L’agricoltore che non abbraccia la finanziariarizzazione del settore con opportune coperture sui prezzi durante la campagna e contraria nel periodo di immagazzinamento è semplicemente un agricoltore professionalemente morto.
    L’agricoltura non è più un’attività per vecchi, almeno se questa non viene vista solo come attività motoria nel periodo di quiescenza, o da dopo lavoro ferroviario.
    Borsa di milano 12/11/2013
    mais italiano 195/196 ; mais non comunitario 206/207
    soia italiana 433/438 ; soia estera 457/462
    Non mi sembra proprio che gli agricoltori italiani incaponiti con il mais e la soia convenzionali, abbiano avuto grande soddisfazione dai prezzi! .. senza contare i fattori produttivi nettamente più favorevoli alle tecnologie BT.
    E’ ora di raccontare la verità anche a chi non la vuol vedere.

  69. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Bravo Francesco Partito Democratico,

    tu sì che la racconti la verità quando fai intendere che il mais non comunitario e la soia estera siano OGM!!! (dove sta scritto?…..non c’è scritto che è OGM!!….c’è scritto mais non comunitario e soia estera……)….continua pure a raccontare balle…….e poi ti meravigli che la gente non voglia gli OGM!!! solo balle, nient’altro che balle!

    E’ ora di raccontare la verità anche a chi non la vuol vedere.

  70. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    @ogm bb
    Il primo produttore italiano di mangimi l’ha pubblicamente dichiarato di farne uso, ancora, i consorzi agrari vendono mangimi a base ogm (le fatture sono li a dimostrarlo), ma secondo ogmbb,.. tutto questo prodotto come sarà negoziato?.. e sarà trasportato via piccioni? Non val la pena discutere con chi si ostina ad insabbiare l’evidenza. Essere associato al PD (partito) la ritengo un’offesa!

  71. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    l’unica Borsa merci che riporta dati confrontabili è quella di Bologna, stessa materia prima “OGM” e “non OGM”.

    http://www.agerborsamerci.it/listino/listino.html

    E’ interessante notare il diverso prezzo, sempre superiore, dei trasformati di soia non derivanti da OGM, rispetto a quelli OGM. In particolare:
    - Soia tostata integrale Estera non derivante OGM………….497/498 €/T
    - Soia tostata integrale Estera………………………….…………….474/475 €/T

    Una differenza di 24/25 €/T, pari al 5% circa.

    - Soia tostata Decorticata estera non derivante OGM………540/542 €/T
    - Soia tostata Decorticata estera……………………….……….…….478/480 €/T

    Una differenza di 60/62 €/T, pari all’11% circa.

    francesco le balle le vai a raccontare da un’altra parte.

  72. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Franco (l’atro)
    usa toni ed argomenti ragionevoli e con lui credo si possa ragionare nel merito e non nel pregiudizio. Nonostante i tentativi di arruolamento di OGMbb, le due posizioni non mi sembrano assimilabili.

    Nessuno, o almeno non io, vuole che i coltivatori OGM-free abbiano oneri aggiuntivi, ma credo che se tutti possiamo decidere cosa coltivare nel nostro campo non sia accettabile nemmeno (e parlo per paradossi ed iperbole) che un coltivatore che vuole piantare fragole imponga ai suoi 4 confinanti di piantare uno cipolle, il secondo aglio, il terzo menta ed il quarto prezzemolo in modo da scoraggiare l’attacco di nematodi sulle sue fragole.
    Quindi stante il fatto che tutti hanno il diritto di decidere la politica e le strategie della propria impresa agricola ed abbiano anche tutto il diritto anche di portarla al fallimento decidendo di incamminarla su un terreno ad elevato rischio (con la stessa probabilità uno qualunque dei tre tipi di agricoltura).
    L’unica soluzione che vedo sta nel dialogo tra vicini-confinanti con una prelazione su chi sta già coltivando secondo uno stile di agricoltura, il che non significa che non posso coltivare mais Bt vicino ad un biologico, ma semplicemente che dovro’ tenere conto del fatto che il mio vicino non puo’ valicare la soglia dell’0,9% e che non posso costringerlo a modificare le sue pratiche consolidate.
    I dettagli da definire sono molti, ma dal dialogo tra persone che riconoscono il diritto di tutti a non subire danni possono emergere pratiche virtuose. Credo si debba cominciare su comprensori definiti ed affinare le procedure per evitare conflittualità, ma se si vuole si puo’ gestire la coesistenza e dalla competizione sia i Bt sia i biologici troveranno un incremento del valore delle loro produzione, dallo scontro permanente un danno.

  73. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    @ Roberto Defez….

    SONO D’ACCORDO CON QUANTO HAI SCRITTO

  74. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    No Roberto io non sono d’accordo sulla prelazione, sul diritto di mantenere le pratiche consolidate. Questo potrebbe significare, ad esempio, che in Italia è consolidato che ci vivano dei bianchi e che i negri che vengono dopo hanno meno diritto a ricevere un contributo rispetto a quelli che già vivevano in Italia. Oppure se domani io voglio fare un mais da seme, comincio a pretendere che i miei vicini non piantino mais altrimenti mi inquinano. Siamo tutti uguali e il diritto di praticare l’agricoltura biologica ha la stessa forza e la stessa praticabilità di colui che vuole seminare OGM. Ne più ne meno.
    Detto questo come fare a coesistere? Partendo dal dato di natura e cioè che il polline, in natura, viene sparso nel vento per favorire la propagazione della specie. Partendo da questo dato di natura, chi non vuole essere commistiato o chi vuole esserlo entro certi valori, dovrà porre in atto tecniche colturali che ne impediscano o limitino la commistione. Il massimo che un vicino può pretendere è sapere da me se pianterò il mais OGM, quando e che varietà.

    Queste sono questioni di principio inderogabili. Poi io lo so che la stragrande maggioranza degli agricolori troverà un accomodamento, ne sono più che certo. Ma l’accomodamento deve basarsi sui rapporti di buon vicinato e non su una legge!!!

  75. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Concordo in toto con Giorgio.
    In particolare con l’ultimo suo capoverso, l’accenno ai rapporti di buon vicinato, che sembra essere divenuto un concetto lontanissimo dalle diatribe “politiche” che si stanno scatenando sull’argomento.
    Torniamo un pochino alle vecchie buone prassi di vicinato che hanno regolamentato secoli e secoli di convivenza civile fin dai tempi dei Certosini!

    Franco
    Questo Franco non l’altro che saluto cordialmente :-)

  76. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Scusate, non ho capito, o forse non voglio capire……….io sono un coltivatore biologico, che ha fatto le siepi intorno alla sua azienda agricola, si è dotato di macchine particolari per la “falsa semina” e per l’esecuzione dei trattamenti antiparassitari con prodotti naturali, si è dotato di strutture particolari per l’allevamento degli animali biologici, si è dotato di macchine particolari per la trasformazione dei prodotti agricolo/zootecnici, ha sopportato i minori introiti del periodo di conversione, si è sottoposto ai controlli previsti dalla Legge………..tutto questo comporta maggiori costi, con la speranza di poter ottenere maggiori prezzi di vendita, che non otterrà se il suo prodotto sarà anche in parte OGM………….arrivate voi con questa roba che nessuno vuole e mi venite a dire che devo essere io a impedire l’”inquinamento della mia produzione da parte del vostro mais OGM!!!!!!!! ma dai!!!

  77. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    @ Giorgio e Franco…

    Non credo che l’idea di Roberto fosse quella di portare tutto su un piano legale e legislativo quanto piuttosto iniziare a studiare pratiche di civile convivenza; mettere appunto protocolli che possano lasciare intatto il diritto di tutti a seminare ciò che si vuole senza, al tempo stesso, recare danno a nessuno.

    :-)

  78. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Scusate mi è partita una P di troppo in “mettere a punto” :-P

  79. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Cari Giorgio e Franco,
    provo a ribattere per capire meglio anche io cosa si potrebbe fare.
    L’esempio scelto da Giorgio serve al rovescio di come lo illustra. Lui dice: io decido di fare mais da seme e…..
    Siccome hai cambiato attività (prima favi mangimi, ora vuoi fare seme) sei tu che vuoi fare seme che devi dare precedenza, ma se hai sempre fatto seme io credo che tu non ti sia mai messo troppo vicino ad altri che potessero darti “fastidio”.
    Se fai tradizionale e vuoi diventare biologico di nuovo sei tu che devi adeguarti perchè hai cambiato.
    Se hai sempre fatto biologico (e così rispondo anche ad OGMbb) hai il diritto di priorità, ma non di di fare la zitella acida. Ossia se il tuo vecchio vicino ha sempre fatto tradizionale ed ha sempre usato fertilizzanti di sintesi ed usato diserbanti ed insetticidi, non ti puoi svegliare improvvisamente solo perchè oggi ha cambiato e vuole fare mais Bt. Il biologico ha si priorità, ma come faceva il biologico prima a gestire le file di confine con un vicino che usava pesticidi? li raccoglieva regolarmente e li vendeva come biologico?, oppure aveva 8-10 metri di distanza per non essere “disturbato”: ebbene anche il coltivatore Bt dovrà avere una fascia di rispetto eguale dal suo lato del campo.
    Posso sbagliare e non vedere problemi, io non sono un imprenditore agricolo, gli esperti siete voi due, ma discutere mi aiuta a riflettere sui difetti della mia proposta, quindi tutte le critiche sono ben accette,
    grazie roberto

  80. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Concordo pienamente con Roberto, anche se penso che i costi di coesistenza debbano essere sostenuti da coloro che vogliono coltivare gli OGM.
    Si potrebbe introdurre un’assicurazione……oppure si potrebbe pensare di creare dei “consorzi di produttori” di una certa entità e di coltivare OGM solo in questi consorzi.

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/search?updated-min=2013-01-01T00:00:00-08:00&updated-max=2014-01-01T00:00:00-08:00&max-results=44

  81. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Aggiungerei al discorso fatto da Roberto, che forse, se ben gestita, una cooperazione tra imprenditori agricoli (Biologici e non), potrebbe portare ad eccellenti risultati in termini di qualità dei prodotti, salubrità, originalità ed unicità.

    Mentre tornavo a casa dal lavoro (due ore fa circa), riflettevo su una cosa: Spesso si sente dire che con l’introduzione di OGM nel territorio italiano, si perderebbe l’unicità dei prodotti italiani e del made in Italy. Da non molto tempo mi sto interessando per cultura personale al vino italiano…devo dire ottimo. Abbiamo moltissimi vini tutti diversi e ciascuno dalle caratteristiche uniche. Ma un vino buono non è tale perchè unici sono i suoi vitigni (mi riferisco al genotipo), quanto piuttosto perchè, quella particolare uva, cresciuta in quel particolare posto con caratteristiche pedo-climatiche precise, con quel particolare processo di vinificazione lo rende unico. E’ il caso ad esempio dei pomodori di pachino. La ricerca, lo sviluppo tecnologico e il miglioramento genetico ottenuto con le diverse tecniche, possono aiutare a migliorare i prodotti italiani risolvendo là dove possibile i nostri problemi, i problemi dei nostri agricoltori. Mi auguro che non in eterno dovremo comprare tecnologia dall’estero. Per far questo però, si deve tornare e presto, ad investire in un settore ritenuto da molti inutile.

  82. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    @ OGMbb…

    Non avevo ancora letto il tuo commento quando ho postato il mio. Questi ultimi post sono la prova che si può parlare e discutere nel merito delle questioni. :-)

  83. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    Contraccambio i cordiali saluti dell’omonimo Franco Nulli e colgo l’occasione per rinnovarli ( se non ricordo male mi pare, in questo blog, di averli fatti anni fa ) a blog master e frequentatori del blog

    Una mia personale considerazione

    Per chi fa mais convenzionale differenziato(bianco waxi etc) ad oggi è richiesta l’esenzione di ogm e una soglia dal mais comune non ogm del 5%..Con una soglia del 0,9 % per via della coltivazione di ogm in sito ,da garantire a spese e oneri anche solo parziali del coltivatore di mais, diminuiscono i siti in cui è conveniente farlo ,con tutto quello che consegue per la filiera.

    Ma a parte la questione coesistenza.le fasce tampone hanno anche l’importante ruolo di garantire un minimo di tutela per la tecnologia bt .
    Comportano maggior oneri alla semina e probabilmente una maggior concentrazione di attacchi di piralide Scusate ma non capisco per quale motivo se li dovrebbe sobbarcare anche in parte, uno che non coltiva bt?

  84. roberto defezNo Gravatar scrive:

    non è come dici tu Franco l’altro
    avere a fianco un mais Bt ti diminuisce e non ti aumenta gli attacchi su mais biologico sono cose molto ben valutate negli USA.
    Ecco a cosa potrebbe servire una ricerca in campo di OGM in Italia

  85. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco (l’altro)

    Io credo che l’uso di fasce tampone convenientemente estese siano di competenza del coltivatore che semina OGM per due motivi:

    1° L’avere una piccola produzione di mais convenzionale commisto non gli comporta nessun onere in quanto lo può benissimo mescolare alla sua produzione OGM e venderlo come tale. In caso diverso il produttore convenzionale si troverebbe a dover piazzare una piccola quantità di mais a tutti gli effetti considerato OGM sul mercato .

    2° La fascia avente anche la funzione di tampone interessa, in caso di resistenza agli insetti è di utilità esclusiva del coltivatore OGM. Nel caso del mais OGM rr invece questa funzione viene meno, ma cominciare il diserbo con principi convenzionali e continuarlo con glifosate non gli comporta noie più di tanto.

    Nel caso che il coltivatore sia biologico ed esiga lìmiti inferiori allo 0,9%, allora se ne deve incaricare lui di salvaguardare la sua produzione.

    Nel caso del mais bianco o waxy il coltivatore OGM si deve incaricare di far mantenere il vicino entro il limite dello 0,9 di OGM, ma per quanto riguarda il % di giallo o di non waxy è lui che se ne deve incaricare come ha fatto fino ad ora nei confronti del mais convenzionale giallo.

  86. roberto defezNo Gravatar scrive:

    non male le proposte di Alberto

  87. Fidenato GiorgioNo Gravatar scrive:

    Mi pare che non ci siamo o non mi sono fatto capire.
    Allora vediamo cosa succede oggi.
    Ci sono diverse tipologie di coltivazioni per il mais. C’è il mais convenzionale ibrido e aggiungo giallo. C’è il mais biologico. C’è il mais da seme. C’è il mais bianco. C’è il mais dolce. C’è il mais da seme. C’è il mais waxy. C’è il mais tradizionale, cioè le vecchie linee.

    Chi pratica la coltivazione del mais ibrido giallo non ha nessun problema dal punto di vista commerciale. Anche se viene fecondato da tutti gli altri, il risultato è sempre un mais ibrido giallo, perché, in natura, il carattere giallo è dominante (è così e non si può fare niente).

    Chi coltiva mais biologico deve stare attento che sul suo prodotto, non vengano usati prodotti di sintesi. Per evitare il fenomeno inevitabile della deriva, la produzione che deriva dalle prime file del suo appezzamento che stanno a fianco della produzione convenzionale, non possono essere etichettate e vendute come biologiche. Ciò significa che se un coltivatore biologico semina un ettaro di mais, potrà vendere come biologico solo 8000 mq (poi dipende dalla forma del l’appezzamento; più è stretto e lungo, maggiore sarà la percentuale che non può essere etichettato come biologico). Notare che il coltivatore biologico non può pretendere che il convenzionale non coltivi sul suo terreno il mais con il metodo convenzionale. Il costo per evitare l’effetto deriva ( a meno che questi non derivi da colpa o dolo del confinate) è tutto a carico del biologico perchè l’effetto deriva è un fatto di natura.

    Chi coltiva mais bianco sa che le prime file del suo mais bianco verrà “contaminato” dal mais giallo che gli provocherà un deprezzamento commerciale. Per questo, in funzione del grado di commistione, le prime file non le venderà come mais bianco. Come per l’esempio sopra, il produttore di mais bianco, non può impedire che il produttore di mais giallo coltivi il suo mais giallo sul suo terreno, fino al limite della sua proprietà..

    Il produttore di mais waxy subisce il deprezzamento commerciale dal mais ibrido. Vale lo stesso discorso di sopra.

    Il produttore di mais dolce subisce un deprezzamento commerciale se viene fecondato dal mais ibrido. Anche questi non può impedire che il produttore di ibrido giallo possa praticare la sua attività economica al produttore di mais ibrido giallo.

    Il produttore di mais da seme per le sue esigenze commerciali, deve ottenere un seme con un elevato requisito di purezza. Se viene incrociato con qualsiasi altre varietà, subisce un forte deprezzamento commerciale. Ancora una volta però non può impedire ad un legittimo proprietario di un terreno di coltivare il suo mais.

    E questo, bada bene Roberto, accade anche se per ipotesi un proprietario terriero che per 10 anni avesse coltivato soia e il confinante avesse fatto un mais da seme, o waxy, o bianco, o dolce e quindi avesse praticato un metodo di coltivazione. Infatti se il proprietario, che per 10 anni ha coltivato soia, ad un certo punto decide di seminare mais ibrido giallo e quindi andrebbe ad influire sulla pratica colturale del vicino, non può essere obbligato a non piantare o a piantare il mais dolce per 10 metri così da “non disturbare” il vicino il quale potrebbe coltivare le sue coltivazione senza cambiare il processo produttivo. Questo perché la fecondazione incrociata è un fenomeno di natura ed essendo indipendente dall’uomo, non possiamo legiferare su di esso. La natura è così e quindi la nostra azione deve adattarsi ad essa.

    Stante questa consuetudine consolidata in millenni, oggi interviene il biologico che dice che, nei confronti dell’Ogm, vuole avere diritto di vita e di morte su di esso. Mentre fino ad ora il costo è sopportato da chi non vuole essere “contaminato”, ora il biologico vuole imporre all’ogm i costi del suo ottenimento e vuole impedire la libera impresa economica di questo. Mentre fino ad ora la pratica consuetudinaria si è adattata alla natura ed al diritto agrario, oggi il biologico sposta il confine del sua inibizione sulla proprietà degli altri, affermando implicitamente, contro il principio di eguaglianza, che il suo diritto all’attività economica è più importante di quello dell’Ogm.

    E non si può sostenere un parallelo come i piani regolatori dell’attività edilizia (che fra l’altro io aborro), perché anche in quel caso, si dice, si limita il diritto di proprietà. Ma le circostanze sono diverse: nel caso del piano regolatore edilizio perseguiamo un interesse generale. Nel caso di Ogm e biologico abbiamo il contrasto di due interessi legittimi privati. E poiché entrambi gli interessi privati sono legittimi e di pari importanza, il criterio da seguire sarà il rispetto della natura delle cose. Nel caso del mais, sappiano che la pianta affida al vento la dispersione del suo polline e che certi caratteri sono fenotipicamente dominanti e quindi di conseguenza qualsiasi coltivatore deve tener conto di ciò è, a seconda del risultato economico perseguito, dovrà comportarsi di conseguenza.

  88. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    Guidorzi (commento 84)..sono daccordo
    Roberto (commento 83)
    A maggior ragione, se è ben valutato che il mais delle fasce tampone convenientemente estese,non comporta nessun onere per il coltivatore di mais bt, ma solo il vantaggio di salvaguardare la tecnologia, ai possibili coltivatori di mais bt ,conviene mettersi nelle condizioni di poter eventualmente continuare a farlo, anche quando scadrà il brevetto del mon 810.
    Cosa ci guadagnerebbero,in previsione futura,in fatto di prezzi e collocazione sul mercato ,nel mandare a monte le varie differenziazioni del mais , in espansione e in corso in Italia? L’interesse collettivo in Italia, è avere tutta la coltivazione nazionale di mais indifferenziata e omologata all’ogm, per giunta con tratti bt da rinnovare all’insorgere di ogni nuova resistenza?
    Daccordo sulla sperimentazione pubblica controllata e indipendente.
    Più che il confronto con il solo bio ,sarebbe interessante poter comparare i risultati agronomici ed economici tra l’uso del mon 810 e anche le tecniche e strategie che mette in atto chi non usa ne insetticidi ,ne geodisinfestanti ,ne bt per contenere il proliferarsi di piralide,diabrotica,siccità ,volatilità dei mercati e quant’altro compone il reddito da coltivazione.

  89. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    Pensare che con gli Ogm si metta fine alla volatilità dei prezzi è pura follia. I prezzi volano, sia con gli Ogm che senza gli Ogm!!!

  90. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro Giorgio,
    grazie della approfondita analisi. Il tuo punto è chiaro. Siccome ci saranno tante possibili situazioni da dover gestire per la semina 2014, ti propongo di chiedere che vengano identificati da subito quali siano i campi che saranno coltivati a mais biologico (così rispondo anche a Franco l’altro). I biologici già si sanno chi sono, ma ci devono dire quale dei loro campi vorrebbero coltivare con mais biologico e quale classe di mais hanno intenzione di coltivare. In questo modo chi volesse coltivare mais Bt potrebbe scegliere un appezzamento invece di un altro (volontariamente), una classe di maturazione invece di un altra e comunque disporre il 20% tampone di mais tradizionale sul margine che fronteggia quello della coltivazione biologica.
    Non pensi che questa richiesta preventiva possa ridurre l’eventuale conflittualità limitandola a pochi casi, facendo in modo che l’onere della notifica ricada non solo su chi vuole piantare mais Bt, ma anche chi vuole fare mais biologico?

  91. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    alcune proposte ragionevoli…oltre che da Roberto e da Franco l’altro, anche da “Santo subito”.

    Giorgio, ma la vuoi capire che sei arrivato dopo e che ti inserisci, come “un elefante in una cristalleria”, in una situazione che con tanta fatica aveva trovato un suo equilibrio e tu vuoi imporre a questa situazione le tue regole………..regole che tu stesso chiami di “Libertà”?……….ma quale Libertà?……solo la tua?

  92. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Mattioli,

    non ho mai detto di essere contro il “mais Bt”…….sono contro questo “mais Bt”………se me lo farai con transgeni inseriti nei cloroplasti (o, quantomeno, che non origini inquinamento genetico), promotori inducibili e senza marcatori antibiotici, sarò uno dei vostri……….

  93. GNo Gravatar scrive:

    caro OGM,cb
    visto quanto propone Fidenato mi sembra improntato a semplice buon senso, le sue regole potrebbero essere le mie, e la sua libertà anche la mia.
    Piuttosto come la mettiamo con i biologici o addirittura i biodinamici che si inseriscono “in una situazione che aveva trovato un suo equilibrio” (da decenni, quando non da secoli) e pretenderebbero di spostare questo equilibrio a loro esclusivo vantaggio?

  94. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Caro OGMbb, conosco il tuo pensiero e in parte lo condivido come ho già avuto modo di dire in precedenti post. Lo condivido nel senso che pensare di fermarci a questo sarebbe quanto meno miope ed infantile. Saranno possibili piante GM ottenute per trasformazione cloroplastica (anche se la cosa non è affatto ovvia) e sarà possibile molto di più (ad esempio piante che potranno solo fecondare se stesse). Fino ad allora però, cercate di trovare giusti compromessi che possano lasciare liberi tutti e non ledere nessuno. Mi sembra che in pochissime righe, di proposte ne siano uscite!!!

  95. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    non è sbagliatissimo nemmeno il ragionamento (solo il 2° periodo) di G……purtroppo!

    Però a questo punto bisogna dialogare e cercare di fare la cosa migliore per il benessere delle generazioni future, alle quali abbiamo già provocato tanti danni……..

  96. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Mattioli,

    facciamo prima di tutto un OGM che non origini inquinamento genetico…………qualcuno poi manifesta delle perplessità sui marcatori antibiotici? e togliamo sti marcatori, esistono già le tecnologie…………….qualcuno dice che i promotori costitutivi originano una forte pressione selettiva, per cui gli insetti maturano una resistenza genetica? e facciamo sti OGM con promotori inducibili.

  97. Flavio MasiNo Gravatar scrive:

    Cari amici di salmone.org,
    da lettore abbastanza assiduo di questo sito mi permetto di scrivere 2 righe, visto lo sconcerto che mi hanno procurato alcuni commenti di questa discussione. Capisco che il nostro sia un paese per molti versi abnorme, ma è mai possibile che ci si debbano porre problemi che, a quanto capisco, Spagna e USA, per fare due esempi, hanno risolto felicemente e senza drammi?
    Giorgio Fidenato ha inquadrato bene la questione, mi sembra, e la sospirata adozione del mais bt in Italia non dovrebbe certo dare luogo a catastrofi o sconvolgere lo status quo. Roberto Defez ci ricorda che il mais bt ha addirittura una funzione positiva nel contenimento della piralide, il che gioverebbe anche alle colture bio. Alberto Guidorzi ribadisce che la “contaminazione” è un problema relativo, limitato a pochi metri. Almeno qui potremmo pure stare tranquilli - omgbb a parte, che vorrebbe gli ogm dell’isola che non c’è, ma al quale auguro di trovarla, ’sta benedetta isola.

  98. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Scusate…il ragionamento di OGMbb, in parte, non è sbagliato. Le questioni che lui solleva sono problemi che la scienza si è già posta e sulle quali sta indagando (con i suoi tempi ovviamente). Per quanto riguarda i marcatori di selezione ad esempio, il golden rice è un tipo di riso GM che non porta marcatori di resistenza agli antibiotici. L’uso di promotori inducibili è sicuramente uno strumento in più (OGMbb, non aiuterebbero però molto nel contenere la comparsa di resistenze). L’adozione di piante GM maschio sterili (dove possibile), trasformate per via cloroplastica e via dicendo, risolverebbero per sempre il problema “contaminazioni”.
    Detto questo però, considero sbagliata la posizione di quanti coloro ritengono che non si dovrebbe fare nulla fino all’ottenimento di questo tipo di OGM…è come dire che siccome i primi telefonini provocavano un maggiore inquinamento elettromagnetico rispetto agli attuali, la batteria aveva un’autonomia di mezz’ora e l’unica cosa che sapevano fare era telefonare, allora quei telefonini non dovevano essere messi in commercio. La ricerca e lo sviluppo sono cose che hanno un costo; chi avrebbe ripagato le aziende degli sforzi fatti per produrre quei primi telefonini? Vogliamo che ricerca e sviluppo non sia solo prerogativa delle multinazionali? Allora smettiamola una volta per tutte di aspettare che le soluzioni cadano dal cielo; iniziassero le aziende italiane ad investire in ricerca/sviluppo e iniziamo a finanziare seriamente la ricerca pubblica.

  99. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Mattioli,

    Ti ringrazio per gli apprezzamenti, non mi è mai capitato sino ad ora su Salmone!

    L’esempio dei telefonini è condivisibile solo in parte, poichè ci sono persone che gli smatphone non li vogliono proprio e, se vogliono, possono optare per le vecchie tipologie di telefono. Con gli OGM, questa libertà viene in parte limitata, poichè nel caso di coesistenza e in assenza di etichettatura dei derivati (carne, latte, uova, ecc.), ben presto si creerà una situazione in cui la gran parte delle coltivazioni sarà OGM, così come del resto si è verificato negli USA, in Canada, in Argentina, ecc.

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/01/con-la-coesistenza-gli-ogm-scacceranno.html

  100. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Tra l’altro
    il mais Bt in tutte le forme e configurazioni non ha marcatori di antibiotico resistenza (che sono un problema solo mediatico visto che circa un miliardo di volte più pericolosi sono i batteri contenuti nei letami “biologici” che portano plasmidi con resistenze multiple ad antibiotici e che tali plasmidi si trasferiscono a qualunque altro batterio ad elevatissima frequenza, ma non essendo OGM di queste resistenze ad antibiotici che ne freghiamo olimpicamente) per cui non solo si dovrebbe cominciare a piantare mais Bt, ma seguendo l’esortazione di Roberto Mattioli si potrebbero cominciare a sperimentare i nuovi mais con resistenze multiple, così invece di usare solo i primi telefonini potremmo assaggiare anche quelli di generazione un po’ più recente.

  101. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    “”
    .qualcuno dice che i promotori costitutivi originano una forte pressione selettiva, per cui gli insetti maturano una resistenza genetica? e facciamo sti OGM con promotori inducibili.”"

    Ma possibile che si voglia dare colpe agli OGM oltre ogni limite di credibilità scientifica? Ogni cambiamento è disequilibrante per un ecosistema, ciò avveniva anche quando l’uomo non esisteva ancora, anzi molto di più perche la stabilità del pianeta era inferiore. La selezione crea pressione selettiva, le pratiche agricole pure ed allora perchè non diciamo niente più miglioramento vegetale, e niente più pratiche agricole? Ma in questo caso vi è qualcuno che si attacca al tram! Un gene trasferito intraspecie per il fatto di farlo aumentare di frequenza genera pressione selettiva sia che sia trasferito per introgressione che per transgenesi biotecnologica. Quindi lo stesso effetto lo si ottiene mediante una pratica da tutti ammessa o mediante una pratica OGM tanto aborrita.

    Le resistenze genetiche che evolutivamente sono neutre, si generano comunque perchè tanti sono i fattori di pressione selettiva, sta all’uomo conscio di ciò procrastinare il più possibile l’insorgere di resistenze per lui negative anche se sorgono in relazione ad una pressione selettiva nuova.

  102. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    “”"ben presto si creerà una situazione in cui la gran parte delle coltivazioni sarà OGM, così come del resto si è verificato negli USA, in Canada, in Argentina, ecc.”"”

    Ebbene cosa vi è di strano? Non mi pare che la Monsanto invada tutti i terreni agricoli (proprietari nolenti e volenti) e ci semini il sua mais OGM. Li pone su un mercato e se vi è gente che liberamente li sceglie che c’è di strano? Solo perchè ci sono i bastian contrari si dovrebbe impedire che il mercato proponga novità? Ma da quando in qua un prodotto innovativo è stato messo fuori legge perchè le attività dei venditori di prodotti più tradizionali e di immissione più vecchia erano danneggiate? Tra l’altro abbiamo la dichiarazione di un consesso di scienziati che ci dicono che sono esattamente equivalenti i prodotti OGM e convenzionali. Per nessun prodotto è mai stata fatto nessun studio preventivo di verifica neutrale, ai telefonini non è stata richiesta una verifica preventiva dell’innocuità, si è solo detto che erano innocui.

  103. Fidenato GiorgioNo Gravatar scrive:

    Quando Ogm, bb capirai che io non entro in una realtà consolidata, ma che IO SEMINO SU UN TERRENO DI MIA PROPRIETÀ? Ho cercato di spiegarti che se un agricoltore per 50 anni produce un mais da seme approfittando che il proprietario confinante coltiva un pascolo, al 51 anno NON PUÒ IMPEDIRE a questo di dissodare il terreno e seminarvi un mais perché lui nel frattempo ha consolidato una tecnica di produzione che verrebbe stravolta dalla presenza improvvisa del nuovo mais coltivato vicino. ESISTE IL DIRITTO DI PROPRIETÀ che è prevalente sull’usucapione del metodo di coltivazione più vantaggioso. Lo può fare solo acquistando (pagando dei soldi o chiedendo una donazione volontaria) l’astensione volontaria del proprietario confinante, ma non con un obbligo legale. Lo so che per gli anti Ogm il diritto di proprietà è come la peste bubbonica, ma io mi batterò fino in fondo affinchè questo mio diritto venga rispettato!!!

    Come fare allora? Per me è molto semplice. Favorire i rapporti di buon vicinato. Chi coltiva biologico o convenzionale e ha in

  104. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    ..e ha in mente di vendere un prodotto non OGM dovrà informarsi dai vicini e chiedere loro se in un tal terreno il vicino metterà OGM. Lo so che fra molti vicini c’è una guerra e non si comunicheranno mai niente. E allora chi vuole fare OGM free agisca come se il vicino volesse seminare OGM. Quindi escluderà, ALL’INTERNO DELLA SUA PROPRIETA’, un 10-12 file dal essere venduto come biologico o convenzionale e tutto il resto verrà venduto come OGM free. Così facendo vedrete che il prodotto OGM free aumenterà di valore. Dovrà ovviamente stare attento alla seminatrice, alla raccolta, ecc….

  105. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    “Giorgio Fidenato” commento n°89

    “Pensare che con gli Ogm si metta fine alla volatilità dei prezzi è pura follia.

    Se lo dice lei ci credo.

    sempre commento 89°

    “I prezzi volano, sia con gli Ogm che senza gli Ogm!!!

    In annate di con condizioni di mercato saturo e cedente succede a stoccatori e cooperative e anche agricoltori di arrivare al tempo del nuovo raccolto,senza essere riusciti ancora, nonostante la volonta di farlo, a collocare buona parte della produzione indifferenziata dell’anno precedente e doverla poi gioco forza svendere.

    Questo succede soprattutto quando,per varie ragioni, vengono importati (sovente dall’est europa) quantitativi che a fine campagna si rivelano superiori alle reali necessità
    A quanto risulta non on è mais successo con prodotti indifferenziati in filiere ,con contratti con gli utilizzatori ( industrie molini mangimifici) a prezzo medio annuale ,a prezzo fisso pluriannuale, a premio maggiorativo fisso della quindiciana di vendita,o percentuale del prezzo medio
    Sono alcuni dei mezzi possibili ed efficaci per attutire effetti e rischi di volatilità e fasi di mercato saturo o cedente.
    Concretamente si fanno con produzione differenziate.

    scusate in questi giorni ho pochissimo tempo..
    sono sempre indietro con la lettura dei vs numerosi commenti
    buona giornata a tutti.

  106. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    giorgio,

    il tuo ragionamento non fa una piega………….fregatene degli altri, anche dei figli dei tuoi figli……….fai una centrale nucleare sul tuo terreno……….guadagneresti molto di più.

  107. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Roberto,
    in merito all’antibiotico resistenza, i miei informatori mi dicono che il 90% delle varietà transgeniche autorizzate hanno il gene che conferisce resistenza alla Kanamicina. Il restante 10% è resistente ad altri due antibiotici: ampicillina e igromicina.

    Comunque se fosse vero che il mais Bt non ha geni di resistenza agli antibiotici, un problema in meno……..e facciamoli sti “OGM buoni”!

  108. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    Io sono un nuclearista convinto. Se mi lasciassero farla, la farei immediatamente. Ovviamente con tutte le precauzioni del caso. Così facendo il costo del Kwora sarebbe inferiore e tanta povera gente potrebbe permettersi qualche elettrodomestico in più. OGM, bb!, non ci crederai ma tutte le fisime dei verdi-ambientalisti non fanno altro che peggiorare le condizioni di vita dei più deboli. Tanto per dire, un grande ambientalista convinto antiOGM è Carlo di Inghilterra. Suo padre mi pare essere il fondatore o un membro del wwf. Pensa un po che grandi porelli!!!

  109. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    per quanto riguarda gli OGM autorizzati, OGM, bb questi sono autorizzati. Punto. Il principio di precauzione che guida le scelte degli OGM prevede la possibilità di attivare la clausola di salvaguardia qualora studi successivi dimostrano la pericolosità. Devono esserci prove, non supposizione però!!! Quindi cerchiamo di essere più sereni nel parlare di certi argomenti. Continuamo a fare supposizioni, ma dobbiamo poi trovare le prove a sostegno di queste supposizioni. Altrimenti si deve accettare che si coltivino gli OGM. Ovviamente, come consumatore, noi libertari ammettiamo il boicottaggio, cioè il non acquisto dei prodotti, che la vera arma in mano ai consumatori per orientare le scelte dei produttori. Ovviamente le scelte dei consumatori sono fluide, cambiano con il tempo e sebbene oggi sembri che tanti non vogliono gli OGM nel piatto, le percentuali e i gusti possono cambiare!!!

  110. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    come può essere attuato il boicottaggio se i derivati da OGM non sono etichettati?

    Ci pensi tu e la monsanto a chiedere l’etichettatura dei derivati?

  111. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    OGM, bb si vede che la tua è una mentalità autoritaria e burocratica. Voi pretendete sempre che ci sia una legge che regolamenti tutto, anche quante volte si deve andare a pisciare (scusa la battuta). Un po di fantasia!!!
    Non serve una legge: basta che chi vende prodotti non OGM lo scriva sull’etichetta: Non contiene OGM. Quindi se uno non scrive niente significa che probabilmente è OGM e, a scanso di equivoci, non si compra. Se uno scrive che non è OGM mentre alle analisi si, lo portiamo in Tribunale per truffa e gli chiediamo i danni. E, a cascata, tutti i prodotti vengono etichettati in questa maniera. Un sana responsabilità individuale!!!

  112. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    è la stessa cosa? ho i miei dubbi…perchè dalle analisi della carne, del latte, ecc. è quasi impossibile verificare se i mangimi utilizzati sono OGM o no. per cui ben venga l’autorità e la burocrazia…

  113. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    Sei proprio un burocrate!!! Nemmeno oggi sono rintracciabili con analisi. Bisogna sempre autodichiarare il metodo di produzione che prevede la non presenza di OGM. Quindi i controlli dovranno effettuarsi sui mangimi utilizzati. Un po’ come avviene con i prodotti zootecnici biologici. Ma per fare questo non serve è una legge, basta una sana responsabilità individuale e tribunali che funzionino velocemente!!!

  114. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    va bene…hai ragione.

  115. marco pastiNo Gravatar scrive:

    X OGM, bb!
    riguardo al commento 71 sul prezzo di soia ogm vs non ogm mi sembra un disco rotto: ricordo le stesse argomentazioni diversi mesi fa’: gli agricoltori italiani non producono soia tostata quindi è pretestuoso riferirsi a quella quotazione rispetto ai normali semi di soia. Su questi poi c’è da dire che per la prima volta nella primavera 2013 la quotazione di quelli non ogm ha sensibilmente superato quella dei semi ogm. Tuttavia il motivo è abbastanza semplice: nel 2013 la produzione nazionale di soia è stata scarsissima e le produzioni animali che si fregiano di usare mangimi non ogm si sono trovate scarse di soia non ogm in quanto non è così facile trovarne all’estero, ed il prezzo è aumentato notevolmente. Tuttavia è stata una contingenza passeggera in quanto con il nuovo raccolto il prezzo della soia nazionale è ben presto tornato sotto a quella ogm estera. Piuttosto c’è da osservare che le filiere che si fanno pubblicità per non usare mangimi non ogm si aprovvigionano di questi senza pagare alcun premio visto che i produttori di soia nazionali non possono che fare soia non ogm salvo che in annate del tutto eccezzionali come il 2012. Ma stia pur sicuro che se si dovesse ripetere a breve una situazione in cui chi si vanta di usare mangimi non ogm deve pagare un premio significativo ai produttori di soia nazionale rinuncerebbe a tale vanto. Coop Italia con Cereol insegna nel lontano 2003 quando entrò in vigore l’obblogo di etichettatura dei mangimi e questa primavera ha già mandato a dire più o meno velatamente agli allevatori convenzionati che non era disponibile a pagare un extraprezzo per i mangimi non ogm per un secondo anno.

  116. @franco( l'altro)No Gravatar scrive:

    @ Pasti
    Buongiorno

    “Gli agricoltori italiani non producono soia tostata”…

    Vero ..ma è quello che diventa la loro soia granella. Come è che quel maggior prezzo rispetto a un prodotto OGM a pari lavorazioni,costante tutto l’anno e da anni, della soia tostata OGM free, gli agricoltori lo beccano ( in parte ) solo quando per cause di forza maggiore ,il quantitativo venduto in epoca di raccolta,non supera l’esigenza di acquisti sul venduto a quel momento, di soia OGM free?
    Come agricoltori non solo non siamo in grado di incassare il differenziale che paga l’allevatore,non solo bio ma anche quello con bestiame ancora proprio( non in soccida)che fa vendita diretta ad es tutto l’anno per l’ OGM free, Non siamo organizzati a sufficienza, neanche per sfruttare appieno il maggior prezzo che gli acquirenti di granella OGM free pagherebbero presumibilmente se scaglionassimo le vendite.
    La maggioranza di agricoltori e anche loro cooperative vende quasi tutta la produzione di soia in epoca di raccolta( per far spazio al mais ,per esigenze di liquidità,per considerazioni su prezzi di mercato e rischi di volatilità)
    L’alta volatilità della soia ,che spesso comporta scarti di prezzo che superano il premio/ differenziale OGM free, fa si che ,chi acquista soia granella ogm free,sia disposto a pagare un premio ,al massimo per un quantitativo OGM free venduto certo e solvibile (2 mesi, 3?).La parte eccedente deve competere con la soia OGM .se va male non ci perdono,se va gli bene ci guadagnano (solo loro) Sempre per l’alta volatilità anche i produttori di soia, preferiscono vendere e incassare in raccolta piuttosto che aspettare e rischiare un crollo di prezzo che si mangerebbe l’ogm free. Per la serie pochi maledetti ma sicuri subito..

    Quanta soia italiana ogm free,finisce in questo modo per essere pagata al produttore come quella ogm,quanta effettivamente viene poi utilizzata come ogm? Quanto differenziale dall’ ogm free importato potremmo recuperare organizzandoci un po meglio?

  117. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    giorgio,

    hai capito perchè serve una Legge per l’etichettatura dei derivati? se non l’hai capito leggiti anche quello che ha scritto Franco l’altro.

  118. HNo Gravatar scrive:

    ogm,cb
    sei tu che non vuoi capire
    Le norme vigenti dicono che un prodotto GM è esattamente equivalente a un prodotto convenzionale, figurarsi un derivato.
    Se per tue personali fisime (vedi biodinamico) vuoi un prodotto OGM free commerciale (cioè con una presenza di OGM sotto la soglia di 0,9%) non ci sono problemi e non serve l’etichetta, semmai servono i controlli.
    Se poi vuoi un prodotto con l’assenza totale di OGM (statisticamente discutibile) fattelo mettendo in opera le cautele del caso, o compratelo da chi ti garantisce di farlo e, lui si, lo etichetta come tale.
    E a proposito di etichettatura e sicurezza, forse sarebbe il caso di ricordare i famosi germogli BIOLOGICI che in Germania (non in Italia) hanno causato diverse decine di morti e almeno altrettanti invalidi.

  119. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    No, non ho capito niente di quello che ha dettoFranco, anche se mi sembra che non centri niente con quello che ho detto io. Mi sembra un discorso contorto per uno che non ha capito niente. In buona sostanza, contrariamente a quello che dice la Coldiretti, al di la delle parole, il consumatore non è disposto a pagare di più una produzione che non fa ricorso agli OGM. In buono sostanza il vero sondaggio si fa sul mercato non in un intervista. Sono i comportamenti che contano e il comportamento dei consumatori direi non è proprio conforme a quello che dice la Coldiretti.

  120. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Chi ci legge e che non è addentro alle cose zootecniche, sappia la tostatura delle soia è un trattamento che si fa alla soia, che non si dimentichi è una fabacea e quindi piena di antinutritivi e sostanze tossiche (tanto è vero che i topi non mangiano mai i fagioli secchi)per eliminare queste sostanze e aumentare il mangime di elementi nutritivi. Pertanto è un trattamento che costa.

    Alla Coop avevo mosso la critica che era difficile credere che essa potesse trovare soia OGM free a sufficienza per i suoi allevamenti convenzionali e quindi la sua propaganda ripetuta ad oltranza era um messaggio pubblicitario menzognero. Mi rispose che aveva nicchie brasiliane che sovvenzionava perchè la rifornissero. Solo che ormai il Brasile aveva cambiato registro ed allora ad una mia ulteriore contestazione mi dissero che vi erano paesi in cui si poteva ancora operare come l’Ukraina (vatti a fidare di un paese del genere!!!).

    Al che io ho ribattuto che era inutile andare a finanziare le agricolture brasiliane o ukraine, tanto valeva creare una filiera OGM free di soia italiana (ricordo che in Italia si sono coltivati circa 400 ettari di soia quando il mais era molto su di prezzo e quindi ora sarebbe più facile trovare coltivatori)e dare gli incentivi agli italiani invece che all’estero.

    Adesso Pasti mi dice che di incentivi non ne vogliono più pagare, non crederete che diventi più facile trovare soia esente da OGM, anzi diverrà impossibile. Tra l’altro le varietà di sois che ci rifilano sono ormai talmente degenerate che chi semina soia spera solo che ci sia una fiammata internazionale dei prezzi, altrimenti per il tipo della nostra agricoltura, obbligatoriamente intensiva, la soia è una coltivazione inseminabile, con tutto quel che ne consegue a livello di agricoltura sostenibile.

    Sapete quale fu il riscontro? Il perfetto silenzio, quindi credo proprio che l’OGM free sia solo fumo negli occhi per dei poveri ingenui di cittadini creduloni.

    Franco mi sai dire quale reddito ricavi dalla soia, che produce molto meno di prima?

  121. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    @Guidorzi
    Con il 2013 sono 30 campagne (ho iniziato nel 1984) consecutive che la soia è presente a rotazione nei miei ordinamenti colturali mediamente sul 40_50% della sau aziendale

    L’evoluzione di mercati ,politiche e diserbi disponibili( e anche la venuta a conoscenza di nuove possibili tecniche di coltivazione)mi han portato da prevalenza di coltivazione di primo raccolto su terreno lavorato, del primo decennio di coltivazione

    a, da quando è stato ritirato l’ultimo dicotiledonicida efficace e selettivo (oxasulfuron) a prevalenza di semina su sodo in secondo raccolto, con seme auto prodotto, nei periodi che seguono la raccolta di orzo,trinciato di triti cale,grano e triti cale da granella, seminati anche loro su sodo .In questo modo le infestanti piu rognose son gia emerse e le secchi con il gliphosate ( fin che funziona ancora) sulle stoppie, prima che nasca la soia . Non lavorando il terreno ne nascono sempre meno.Eventuali sarchiature e la scerbatura manuale, nel caso di poche piante, aiutano a liberarsene.

    Le attuali produzioni di secondo raccolto variano dai 35 qli ettaro per le semine da meta a fine giugno e scendono fino progressivamente al ritardo di semina, fino ai 18/20 qli/ha per le ultime semine entro il 20 luglio.
    Semino sia in irriguo che in asciutta, dove la resa è maggiormente legata all’andamento stagionale ( dai 20 ai 30 qli/ha ) e all’epoca di semina.

    In questo modo le mie spese di coltivazione si riducono a semina su sodo ,seme autoprodotto( con rinnovo mediamente bi annuale ) ,un passaggio di gliphosate+graminicida ,entrambi in pre emergenza soia, più eventuali post ( non la concimo) trebbiatura ed essicazione.Dei costi costi li avrei comunque a mantenere pulite le stoppie.

    seminado di norma i post sono necessari solo in irriguo
    -con il dicotiledonicida precoce ,dove vi è ancora nascita di dicotilendoni difficili
    - eventualmente un graminicida, se non riesco a sarchiarla tutta.

    Ovvio che le semine tardive comportano rischi alla raccolta,ma su sodo si va sempre , senza cingolatura e senza danneggiare il terreno e alla fine con un occhio al meteo e l’essiccatoio, la porti via sempre e sana, perché non la lasci alla pioggia da matura..
    In tutti questi anni ho seminato dal gruppo 00 al gruppo 2, con epoche di semina variabili da fine marzo a fine luglio.
    La mia esperienza nella mia situazione(per quel che vale) mi dice che fino a fine maggio, conviene ancora seminare il mais da granella . Successivamente meglio la soia, meno costi di essiccazione. Dopo il 20 di luglio soprattutto in asciutta meglio lasciar perdere e seminare un sovescio lungo, per il mais successivo oppure uno corto per un eventuale ringrano.
    Dato il ritardo di raccolta del mais, una parte dei cereali che lo dovevano seguire ,li sto seminando a spaglio,con seme auto prodotto, prima di trinciare gli stocchi. Probabile che queste primavera ve ne saranno di buoni soltanto da sovescio..sarà un occasione per provare a seminare soia su sodo in primo raccolto, su cereali crimpati come cover.

  122. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Da quello che so tu hai terreni che portano raccolte tardive, mentre a sud del Po il secondo raccolto è sconsigliabile.

    Quando la soia è stata introdotta dal gruppo Ferruzzi, ho avuto mod di seguirla da un punto vista tecnico anche perchè avevo un’ottima varietà di Orzo da vendere (Arma) e quindi l’accoppiata orzo soia di secondo raccolto mi interessava. Ti devo dire che il progresso genetico sulla soia si è interrotto e giustamente come dici tu se si può seminare un mais è meglio.

    Che il miglioramento genetico della soia non OGM sia in una impasse me lo confermano tutti i miei colleghi sementieri.

  123. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Scusate se non c’entra nulla con la discussione… Vi segnalo due eventi:

    Arquata del Tronto: convegno contro OGM. Sabato 23 grandi esperti del settore si incontrano per discutere sul tema. Link: http://www.viveresanbenedetto.it/index.php?page=articolo&articolo_id=437509

    Gli OGM sono progresso e innovazione? Un confronto sul tema venerdì 22 novembre a Trieste.
    Link: http://www.ilgiornaledelfriuli.net/cron/gli-ogm-sono-progresso-e-innovazione-un-confronto-sul-tema-venerdi-22-novembre-trieste/comment-page-1/

  124. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    @ogm bb (bugie e bugie) seguito commento 71
    ho incassato la risposta e atteso lungo il fiume, fiducioso nella verità!

    borsa verona 18.11.2013 http://gestione.regolaonline.net/default.asp
    SEMI OLEOSI (prezzo base per Tonnellata)
    Semi di soia nazionali (Contr. Naz. 132) 425 / 427
    Semi di soia esteri geneticamente modificati 430 / 435
    ..e questi sono dati omogenei ovvero prodotto pagato per seme soia tal quale, e non di soia semilavorata come giustamente fatto notare dall’ottimo commento del dr.Pasti

    rispondo con la stessa moneta (su non se la prenda, uso le sue stesse parole) ogmbb le balle vada a raccontarle da un’altra parte!

    … e gli agricltori è bene che si sveglino, se non vogliono perire.
    Se proprio l’Italia vuole non OGM, mi paga! La differenza di prezzo,.. e il differenziale di costo per la produzione,.. da qui si discute, tutto il resto sono vacue parole, in caso contrario libertà di scelta imprenditoriale per l’agricoltore, compreso l’ogm
    E per l’occasione segnalo l’ottimo intervento del presidente di Confragricoltura Veneto in risposta alle solite vacue parole politiche dell’assessore Manzato.
    http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2013/11/19/ogm-bonaldi-quotusare-una-terminologia-correttaquot/35590

  125. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    francesco Partito Democratico,

    non si entra nel tuo link…..è solo per raccomandati.

    Comunque “soia nazionale” e “soia estera geneticamente modificata” non è lo stesso prodotto…bello……mi devi confrontare, così come ho fatto io,”soia estera geneticamente modificata” e “soia estera non geneticamente modificata”……tutto il resto sono balle! sono le solite “mezze verità” con le quali puoi intortare la gente comune, non me!

    ripeto…..francesco partito democratico, le balle vai a raccontarle da un’altra parte!

  126. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    Francesco OGM, bb!

    Di solito fino a quando non finisce la soia nazionale (che è tutta ogm free)
    non se ne vedono di quotazioni di soia estera ogm free.
    La soia ucraina ogm free, arriva in italia di norma a cavallo tra il periodo in cui finisce la soia nazionale e prima che arrivi il raccolto ogm free sudamericano sul cui prezzo vi sono tante incognite , manovre e rischi: stime usda,incidenza meteo sulle prod sudamericane consumi etc etc.

    Noi produttori italiani vendiamo comunque soia ( se ce l’abbiamo ) anche quando gli acquirenti sono coperti, oltre che per il venduto ogm free, anche per quello indifferenziato( quello per cui non è richiesto l’ogm free).di conseguenza gli acquirenti ce la pagano meno del valore attuale dell ogm , all’incirca il prezzo dei futures dell ogm, del periodo in cui gli acquirenti prevedono di essere scoperti.

  127. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    guidorzi commento 121

    esattamente ,qui le primavere fredde e piovose ritardano di parecchio le semine e di conseguenza la raccolta.Orzo e pisello dannno rese instabili,per cui diventa complicato inpostare una rotazione rigida e suff ampia,altrimenti l’accopiato orzo da granella - soia di secondo raccolto penso anche io che sarebbe l’ideale per alleviare i ns problemi di infestanti della soia.Sulla produttivita delle nuove soie ogm ,ovviamente possiamo solo guardare chi le coltiva, Per quel che puo valere come aneddoto,vedo i video con i monitor con i dati produttivi in tempo reale delle trebbie dei farmer,non è che producono poi tanto di piu..difatti si lamentano anche loro visto quanto gli costa il seme che non si possono riprodurre . sperano nelle nuove varietà di soia a piu alto valore aggiunto, ma nei commenti si lamentano che le ditte non gliele vogliono fare.e perchè stanno già guadagando con le soie ht e perche chi le finanzia non ama le differnzazioni,non si prestano alla finanziarizzazione come la soia commodities.

  128. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ok Franco, l’altro

    occorre però dire che francesco non conoscendo l’agricoltura (ma vuole comunque parlare di OGM in agricoltura) crede che il contenuto proteico della soia nazionale sia uguale a quello della soia estera (un’automobile che sia Panda o Ferrari, sempre auto è), per cui spara balle in continuazione e vuole sostenere tesi inesistenti.

    La soia OGM ha un prezzo di mercato inferiore alla soia “non OGM”. punto!

    “santo subito” diglielo anche tu……istruisci i tuoi adepti…francesco, ma anche roberto defez, che sarà un bravo genetista, ma l’agricoltura è una cosa complessa……

  129. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ok, “santo subito”, se non lo dici tu a francesco Partito Democratico, glielo dico io:

    la soia nazionale costa meno della soia di importazione perchè ha un contenuto proteico intorno al 43% e non perchè non è OGM.

    la soia estera costa di più di quella nazionale perchè ha un contenuto proteico intorno al 49% e non perchè è OGM

    at capi! francesco Partito Democratico

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