OGM e Scienza italiana

OGM » OGM e Scienza italiana

Una tra le maggiori mistificazioni nel dibattito sugli OGM è quella che gli scienziati italiani sarebbero divisi su tale tematica. In realtà non c’è nulla di più lontano dalla realtà. A scagliarsi contro gli OGM sono politici, organizzazioni agricole, organizzazioni legate all’agricoltura biologica, esponenti della ristorazione di lusso, grandi cuochi, catene della grande distribuzione, ma solo pochissimi scienziati italiani, che spesso hanno una posizione cauta più che ostile. Queste posizioni scettiche vengono fortemente strumentalizzate dalla politica come dai media per giustificare quella che è una vera e propria violazione della Costituzione Italiana (articolo 33) ossia il divieto di fatto di condurre esperimenti in pieno campo con OGM per tutta la Ricerca Pubblica italiana. Contro un simile divieto, unico tra i Paesi più sviluppati al mondo, la Scienza italiana si è schierata compatta. Esistono ben tre documenti pubblici redatti da 21 Società scientifiche italiane e dalle Accademie delle Scienze e dei Lincei a sostegno alla tecnologia degli OGM (http://www.salmone.org/archives/category/ogm-la-comunita-scientifica-italiana ).

Ma oltre a tali documenti i singoli scienziati di più vasta notorietà e prestigio sostengono la validità degli OGM. Tra questi si possono citare: Silvio Garattini, Umberto Veronesi, Renato Dulbecco, Carlo Rubbia, Rita Levi-Montalcini, Margherita Hack, Edoardo Boncinelli, Tullio Regge, Andrea Ballabbio, Piergiorgio Oddifreddi, Giulio Cossu, Elena Cattaneo e tantissimi altri. Al contrario è difficile trovare un solo scienziato prestigioso che si possa dire contrario agli OGM.
I due principali Consensus Document sono stati pubblicati nel 2004 e nel 2006 e riguardano la Salute e gli OGM il primo e la Coesistenza ed i temi ambientali il secondo. In maniera semplice e documentata si evidenzia nel primo documento come gli OGM vengano vagliati da un sistema di controlli sanitari che non ha eguali nella catena alimentare. Nel secondo invece si dimostra come 20-25 metri di distanza tra un campo di mais da OGM ed uno tradizionale siano sufficenti a garantire che i pollini dei due campi non si incrocino a livelli superiori a quelli stabiliti dalla Direttiva 556/2003 dell’Unione Europea, ossia con percentuali di incrocio inferiori allo 0,9%.
A più riprese nel 2001, 2002 e poi nel 2007 la comunità scientifica italiana si è ritrovata unita a sostenere la tecnologia degli OGM e la situazione mediatica sta molto cambiando negli ultimi tempi (vedi anche http://www.salmone.org/archives/category/ogm-media ).

A settembre del 2008 nasce SAgRi, Salute AGRicoltura Ricerca, una Onlus che riunisce i Presidenti della Società di Genetica Agraria, Luigi Frusciante, della Società di Tossicologia, Giorgio Cantelli Forti, di Futuragra Duilio Campagnolo e che elegge presidente Gilberto Corbellini, docente di Storia della Medicina alla Sapienza di Roma e come coordinatore Roberto Defez del CNR di Napoli.  Scopo dell’associazione culturale SAgRi è quello di introdurre dati scientifici all’interno del dibattito mediatico sugli OGM.

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…