OGM e sicurezza alimentare

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Il capitolo sicurezza alimentare è stato da sempre un grande cavallo di battaglia dell’opposizione agli OGM a livello internazionale. Sin dallo sbarco sui media degli OGM nell’estate del 1998 ad opera di Putzai fino ai giorni nostri con le insinuazioni di Ermakova sulla fertilità di ratti nutriti con soia transgenica (http://www.salmone.org/wp-content/uploads/2007/09/nbt0907-981.pdf) il tema del rischio alimentare è sempre stato molto sbandierato. L’industria alimentare Europea e soprattutto le grandi catene della distribuzione del cibo hanno approfittato subito di questa paura inculcata nei consumatori lanciando linee di prodotti OGM-free come se questi contenessero una certificazione di salubrità per il consumo umano. In realtà si è trattato solo di una brillante scelta commerciale confezionata da grafici pubblicitari e non da medici nutrizionisti con cui è stato giustificato l’incremento dei prezzi di linee di prodotti di filiera. La certificazione di essere esenti da OGM ha giustificato questi prodotti come alimenti di una qualche più elevata qualità e quindi meritevoli di essere pagati a prezzi più elevati dai consumatori. In realtà vedremo tra breve che alcuni prodotti OGM-free dovrebbe costare meno e non di più di un prodotto contenente alcuni specifici tipi di derivati di piante ingegnerizzate.

Va ricordato come tutte le più prestigiose autorità internazionali abbiano sempre garantito la sicurezza alimentare degli OGM e tra questi vanno citati l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), la Food and Drug Administration degli USA, il programma per gli aiuti alimentari ai Paesi in via di sviluppo delle Nazioni Unite, la FAO, l’Unione Europea e tutte le più presigiose accademie scientifiche internazionali. Una sintesi di questa analisi si trova nel consensus document sottoscritto da 16 Società scientifiche italiane coordinate dalla Società Italiana di Tossicologia e consultabile al sito: http://www.salmone.org/wp-content/uploads/2007/09/consensus-ita.pdf
La fiducia nella sicurezza alimentare degli OGM finora commercializzati deriva da due aspetti: l’assenza di una sola persona ospedalizzata fino ad oggi a seguito del consumo di un alimento contenente OGM e la dimostrazione che i controlli di sicurezza funzionano ben a monte del possibile arrivo sul mercato degli alimenti.

Fino ad oggi non esiste nessuna prova scientificamente dimostrata di un effetto negativo su esseri umani derivante dal consumo di OGM. Il caso di una presunta reazione allergica derivante dal consumo di alimenti a base di un tipo mais illecitamente commercializzato (il caso Starlink), si è risolto con la condanna dell’azienda che aveva trasgredito al divieto di commercializzare l’alimento già definito sospetto ed autorizzato perciò solo per il consumo animale e con un rapporto del prestigioso Center for Disease Control di Atlanta che escludeva la presenza di alcuna reazione allergica (da IgE) nel siero degli individui che avevano dichiarato una simile patologia.
Nel paragrafo successivo viene riportato il caso del mais Bt e dei suoi vantaggi ambientali. Ma il mais Bt è estremamente valido anche dal punto di vista della sicurezza alimentare essendo meno soggetto alla contaminazione da fumonisine.  Le fumonisine sono micotossine capaci di indurre tumore all’esofago nell’uomo e malformazioni del sistema nervoso centrale dei feti delle donne in gravidanza (ad esempio spina bifida). Le fumonisine causano le patologie sopra descritte inibendo l’assorbimento di acido folico, la vitamina B9. Esiste una vasta letteratura che mostra come le fumonisine siano 2-6 volte più abbondanti nel mais tradizionale rispetto alle concentrazioni presenti nel mais Bt. La ragione risiede nel fatto che un mais Bt non viene quasi attaccato da alcuni parassiti del mais quali la piralide. Questo insetto scava delle gallerie nel fusto e nella pannocchia e tali cavità sono ideali per lo sviluppo di funghi tossici. Infatti in un ambiente umido ed oscuro i funghi possono proliferare e rilasciare i prodotti del loro metabolismo secondario quali appunto le fumonisine. Questo dato mostra come alcuni OGM siano più sicuri dei loro progenitori non-ingegnerizzati. Sulla base di questi dati si spiega come nel penultimo paragrafo un alimento etichettato come NO-OGM dovrebbe costare di meno e non di più di uno analogo dove un mangime era a base di mais Bt.

Invece in due distinte occasioni (i casi della noce brasiliana e dell’alfa-amilasi di fagiolo) si è dimostrato che prodotti derivanti da OGM non hanno superato la fase sperimentale e quindi non hanno mai raggiunto i consumatori proprio a causa dei controlli accurati che presiedono a questa transizione nel caso dei soli OGM. In entrambi i casi le piante ingegnerizzate in questione sono state bloccate dagli stessi sperimantatori dimostrando come il sistema di controlli si sia dimostrato efficace.

In realtà la sicurezza alimentare ha fatto negli ultimi anni dei grandi passi in avanti, mentre si assiste ad un sempre più ossessivo richiamo nostalgico ai bei tempi andati dimenticando gli enormi problemi sanitari connessi con una preparazione artigianale degli alimenti. Per una trattazione documentata e coinvolgente si rimanda al libro di Antonio Pascale, Scienza e Sentimento, Einaudi 2008.

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Luca Simonetti

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