OGM diversi

25 Mar 2015
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diAlberto Guidorzi
Sono stati concepiti per i consumatori e non più per favorire i produttori agricoli.
la mela “ARTIC Apples”
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Negli USA il 15 febbraio u.s. l’USDA ha dato il nullaosta per la coltivazione di una mela transgenica creata da una piccola società biotecnologica canadese, la Okanagan Specialty Fruits Inc. (OSF). Essa ha modificato la mela introducendo due eventi, il GD743 ed il GS784, che silenziano i quattro geni che inducono la produzione dell’enzima polifenolossidasi (PPO). Ciò è stato fatto in due varietà di mele già molto consumate quali la Golden e la Granny Smith. Le mele GM sono state coltivate in pieno campo ormai da un decennio ed hanno subito tutte le prove di sicurezza alimentare ed ambientale. Inoltre tutta la documentazione scientifica di queste prove è stata resa pubblica e accessibile, in quanto per ben quattro anni i dossier sono stati revisionati dalle autorità competenti in Canada e USA. Comunque prima del 2016 non si vedrà una produzione. seppure sperimentale, e solo nel 2018 si troverà qualcosa sul mercato. Questione di tempi tecnici.
Di cosa si tratta
Quando si addenta una mela o la si taglia o cade ammaccandosi, si liberano i polifenoli, che prima erano concentrati nei vacuoli cellulari; essi, come ben si sa, sono degli antiossidanti per noi e dei meccanismi di difesa per le piante. Contemporaneamente gli enzimi PPO, di cui sopra, entrano in contatto con l’ossigeno dell’aria. Ecco che allora i PPO e l’ossigeno ossidano i polifenoli e li trasformano in pigmenti scuri, come ben si vede nella fila di fette di mele tagliate sopra nella foto. I chimici dicono che si tratta di un imbrunimento enzimatico e la pratica corrente di cucina per impedire ciò consiglia di detergerlo con il succo di limone (si modifica il pH e si sfruttano le attività chelanti sugli atomi di rame che sono presenti nell’enzima) o di inserire il succo di limone nelle macedonie di frutta preparate (l’acido ascorbico del limone funge da antiossidante). Nelle preparazioni industriali di frutta che deve sostare tagliata o schiacciata si usano altri metodi come la conservazione in azoto per impedire il contatto con l’ossigeno oppure l’aggiunta di conservanti. Nei succhi di frutta si usano preliminarmente del PVPP, del carbone attivo, della bentonite per togliere la base fenolica su cui agiscono le PPO. Quindi il problema dell’annerimento di un frutto tagliato, o meglio porzionato, o di una macedonia, si pone nell’ambito della ristorazione e specialmente in quella veloce, anzi spesso si rinuncia a mangiare frutta perché non si ha tempo di pelarla all’istante, oppure perché il colore molto scuro, se questa è stata già porzionata, non attira il consumatore. Si potrebbe dire: “ma vale la pena creare una PGM di mela solo per un motivo estetico? Ebbene occorre riflettere che nella lavorazione molte mele sono scartate perché appunto, avendo avuto uno shock meccanico, si presentano con una macchia scura sulla pelle a cui corrisponde una parte sottostante della polpa più marcatamente imbrunita e di sapore sugheroso. L’altro aspetto riguarda la dietetica in quanto si aumenterebbe il consumo di mele nelle mense scolastiche e aziendali se si potessero offrire delle fette di mela pelate e preparate in precedenza e con il colore di quelle appena tagliate. L’aspetto salutare del mangiare più mele si ricava da questo studio. Vedi http://www.teatronaturale.it/tracce/salute/20729-le-proprieta-salutistiche-delle-mele-.htm
Si potrebbe anche ritorcere il fatto che in questo modo le difese naturali della pianta diminuirebbero, solo che nelle prove non è stata osservata una maggiore aggressione da parte dei parassiti e quindi nella mela i polifenoli non hanno la stessa funzione che essi hanno nel pomodoro, dove effettivamente difendono la pianta. Si pensa infatti che nella mela sia un’eredità “inutile” da un ancestrale della mela.

Meccanismo dell’annerimento enzimatico
L’annerimento enzimatico è tipico del vegetali, ma non di tutti, esiste presso certi microrganismi e anche nei crostacei. Sono reazioni che in certi casi assumono connotati negativi perchè alterano il sapore, l’aspetto e la qualità nutrizionale, in altri casi invece conferiscono qualità, come è il caso del caffè nella tostatura, nella maturazione dei datteri, nella fermentazione del the o nella preparazione del sidro. Lo schema della reazione è questo:
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Nella mela immatura le PPO sono uniformemente distribuite nel frutto, mentre alla maturazione si localizzano nella buccia e nella polpa, esse inoltre sono localizzate di preferenza in forma integrata della membrana cellulare. Nel caso delle mele sono presenti perfino a livello della membrana del granulo d’amido. Sono anche presenti nel cloroplasti e nei mitocondri.
Il ruolo fisiologico delle PPO non è stato ancora ben delucidato e sicuramente non è un ruolo essenziale in quanto vi sono piante che non hanno le PPO o dei substrati polifenolici su cui agire; sono tali gli agrumi e l’ananas. Vi sono varie ipotesi circa la loro funzione, come già detto, si pensa ad una funzione di difesa verso attacchi batterici, fungini e virali, perché si nota una accresciuta attività delle PPO in caso di stress; tuttavia non si tratta di accrescimento del numero delle PPO, ma di una loro maggiore attività. Altra ipotesi e quella che essendo localizzati nei cloroplasti svolgano un’azione nella fotosintesi o che regolino l’ossigeno attivo nei cloroplasti

Perché si tratta di un OGM “diverso”

Rispetto a quelli che sono stati fino ad ora creati, la mela modificata ha queste peculiarità.

1° La tecnica dell’ RNA interferente, e conseguente del silenziamento genico, non implica la produzione di una proteina esogena nella pianta modificata, come invece è il caso fino ad ora riscontrato.
2° Il tanto propagandato rischio di contaminazione non esiste, quindi i melicoltori biologici e comunque no-OGM sono accontentati. Infatti il melo si moltiplica solo per talea ed inoltre la polpa della mela non contiene del DNA modificato, manca solo l’enzima PPO.
3° Non si tratta più di arricchire una multinazionale (il “grande vecchio” che tutto opprime e ricatta….), ma la OSF è solo una piccolissima società canadese.
4° Il consumatore ha ancora possibilità di ingerire residui di pesticidi molto al di sotto della soglia di pericolosità, in quanto il tratto genetico non implica ne un uso maggiorato di pesticidi e neppure un uso diminuito.
5° Finalmente la mela modificata sarà etichettata perché il produttore considera che si rivelerà un valore aggiunto, ma lo farà non nel senso che vorrebbero i NO-OGM, cioè con la dicitura “Mela OGM”; esse saranno, invece, di vendute con un marchio unico, vale a dire “Artic®” e quindi il consumatore sarà informato comunque di cosa mangia.
6° Siamo in presenza del primo OGM fatto per favorire il consumatore e non il produttore,

Parliamo pure di questa famigerata contaminazione.

Per parlarne occorre conoscere la biologia della specie mela, la quale è ad impollinazione entomofila e quindi solo gli insetti pronubi che trasportano quel particolare tipo di polline possono favorire la fecondazione di quella particolare varietà di mele. Infatti. nel melo vi sono parecchi meccanismi che lo impediscono l’impollinazione incondizionata di una varietà di mela verso un’altra . E’ pratica comune che i melicoltori piantino nel loro meleto qualche pianta di melo particolare che ha solo funzione impollinante e non produttivo. Altro aspetto è che comunque l’eventuale modifica genetica rimane confinata nei semi e non è contenuta nella parte edibile del frutto. Inoltre i semi non si mangiano, tra l’altro contengono delle sostanze nocive (cianogenetiche). Altro aspetto è che i semi non sono usati per creare i frutteti, ma questi sono frutto di piante clonate ed inoltre si ricorre all’innesto su portainnesti particolari per apportare modifiche alle piante ed ai frutti (queste modifiche perché non hanno mai fatto scandalo, si è sicuri che siano a rischio zero se proprio vogliamo essere pignoli ?).
Chi coltiva biologico poi non ha più di che brontolare, vende un frutto che è comunque biologico anche se dovesse contenere qualche seme (senz’altro non tutti) modificato che comunque andrebbe buttato.

Nell’attesa cosa capiterà

Inizierà la difesa “contraerea” dei NO- OGM. Come?

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  • Ecco che del pari della “fragola pesce” o del “cibo di Frankestein” qualcuno, equivocando sull’aspetto estetico della realizzazione, ha definito queste mele delle “Mele Botox” dal nome del preparato estetico al butolino
  • Data l’intenzione di OSF di marchiare queste mele con questo logo (vedi foto sopra), nel senso di “bianco ghiaccio”, si dirà che si vogliono ingannare i consumatori sottacendo il fatto di essere OGM, seppure il collegamento tra il marchio e la modifica sia diretto
  • Si mostreranno bambini addentare mele a forma di teschio
  • All’insorgere di ogni malattia infantile si farà corrispondere l’aver mangiato mele Artic. Indagini con picchi di autismo verranno diffuse
  • Purtroppo i no-OGM saranno privi del facile messaggio contro le multinazionali, in quanto trattasi di una piccola ditta con quattro dipendenti, ma vedrete che creeranno il neologismo “Monsatan”.
  • Sarà difficile ipotizzare una collusione tra il Governo USA e la ditta OPS, ma ci proveranno.

la patata “Innate”

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Nel 1950 il gigante americano J.R. Simplot Company(fatturato di 4,5 miliardi di $) ha dato inizio al mercato delle patate fritte congelate. Oggi invece si lancia in un business complementare, cioè porre in commercio una patata che presenta due vantaggi: - essa non inscurisce più dopo il taglio e inoltre gli shock di raccolta e manipolazione dequalificheranno meno il prodotto, - essa poi, una volta fritta, presenta un tasso di acrilamide fortemente ridotto, di circa il 50/75%.
Dunque trattasi di una modifica estetica associata ad una modifica salutistica. L’acrilamide, un prodotto che si forma dall’amido quando questo è scaldato ad alte temperature, è da tempo imputata di essere mutagena, cancerogena e di essere tossica per il sistema nervoso e riproduttivo. Essa si forma per effetto di una reazione tra un amminoacido (asparagina) e gli zuccheri riducenti (fruttosio e glucosio) quando la temperatura raggiunge i 120°, inoltre aumenta a temperature superiori. Condizioni facili a verificarsi quando si friggono le patate. La tecnica ha avuto l’approvazione sia dell’FDA che dell’APHIS ed è quindi coltivabile.

E’ un prodotto OGM

Anche in questo caso sono state prese tre tra le migliori varietà di patate americane sul mercato e si sono ingegnerizzate, vale a dire, mediante la tecnica dell’RNAi si sono silenziati i geni che stanno alla base dell’imbrunimento (vedi Artic apple) e quello che codifica la produzione di asparagina (Asn1) Quindi nessun gene esogeno è stato aggiunto alla patata, ma se n’è solo silenziato qualcuno. A questo proposito non si immagini nessun artificio da apprendista stregone e affermare che è una cosa che non avviene in natura, basta riflettere sul fatto che il grandissimo genoma del frumento (tutta la sua catena del DNA con inseriti i geni) per metà è silenziato, cioè non sappiamo cosa ci stia a fare; tuttavia, anche con questa incertezza, ci permettiamo di bombardarlo con radiazioni ionizzanti per creare mutanti e tutto ciò è accettato che si sia fatto da più di mezzo secolo e che i nuovi frumenti ottenuti abbiano dato farine per il nostro pane e la nostra pasta. Il silenziamento dei geni avviene dunque anche naturalmente, ma non sappiamo come sia avvenuto, le conoscenze nuove di biologia molecolare ci hanno permesso di scoprire un metodo per poterlo fare anche noi e l’abbiamo applicato come ha fatto (forse) per altre vie la natura. D’altronde qual è il concetto di “Smart food” o cibo intelligente, se non quello di silenziare geni umani il cui “superfunzionamento” non sarebbe salutare? Non si può a questo punto sottacere il vantaggio che la tecnica offre: essa consiste nel lasciare intatti tutti i geni favorevoli che una varietà coltivata ha accumulato nei secoli e quindi di ripartire dal grado di miglioramento ottenuto senza dover perdere nulla. Le varietà modificate sono: Atlantic adatta alla produzione di cips e Russels Burbanks la più coltivata per le patate da friggere surgelate.
La patata inoltre ha delle caratteristiche tali che ben si presta alle modifiche genetiche in quanto non si moltiplica per seme, ma solo per via agamica cioè si seminano i tuberi, non solo ma è una pianta particolare che impedisce qualsiasi diffusione pollinica, essa è, infatti, una pianta totalmente autogama ed i fiori sono posti in cima agli steli raggruppati in un’unica infiorescenza, che può essere formata da 5 a 15 fiori. Va notato che molte cultivar non fioriscono neppure ed altre producono fiori sterili.

Come si prefigura la strategia

Anche qui sono interessate alle modifiche i “fast food” e le catene delle GDO. Solo che, contrariamente al costitutore della mela Artic, qui si tratta di un colosso commerciale che ha preso l’iniziativa ed inoltre è già il maggior fornitore di McDonalds. Solo che giustamente GDO e catene di Fast Food, se prima erano tutti no-OGM perché a loro non veniva niente in tasca, ora sono attendisti e vogliono stare alla finestra per osservarne l’impatto sul consumatore e comunque per una questione di immagine non vogliono fare gli apripista all’iniziativa. In linea di principio, quindi, non hanno espresso chiusura, ma non vogliono sbilanciarsi, ecco che allora Simplot produrrà queste patate e le metterà in vendita allo stato fresco al fine di valutare l’accettazione e solo in funzione di questa esperienza valuteranno se proporre o meno la disponibilità per preparati pronti surgelati e di usarle nella ristorazione collettiva.
Il coltivatore di patate è evidentemente neutrale e produrrà questo tipo di patate solo se il mercato le richiederà. Però Simplot si è premunito allettando anche la categoria degli agricoltori, infatti, nell’aprile 2014 ha depositato una domanda di autorizzazione per l’evento W8 inserito nella varietà Russet Burbanks al fine di renderla resistente alla peronospora, un fungo che ormai per controllarlo in annate particolarmente favorevoli al suo sviluppo possono occorrere anche 15 trattamenti antiperonosporici. Il gene (Rpi-vnt1) è stato preso da un’altra patata, ma selvatica. Anche qui nessun gene esogeno alla specie. La strategia quindi è quella di soddisfare produzione e consumo e se il piano riesce non c’è verso che la GDO e il fast-food possa mettersi di traverso.
Il prossimo futuro ci dirà se i due tentativi avranno seguito o se resisterà la paura degli OGM.
Tuttavia le correnti contro gli OGM, hanno già fatto sapere:
1° - che la tecnica dell’interferenza mediante ARN non è ancora ben messa a punto e quindi a loro dire ancora pericolosa, ma si tratta di rischi solo paventati e non dimostrati.
2° - che comunque le due innovazioni genetiche sono contrarie all’instaurarsi questo modello di società; quella dei fast-food è un’alimentazione che a loro non piace
3° - Si tirerà fuori la solita solfa che gli OGM favoriranno un’alimentazione ricca di grassi e sono causa di obesità e per giunta sono fritti; come se fino ad ora, anche senza gli OGM, la cosa non sia già avvenuta e, per giunta, in barba ad ogni indicazione salutistica contraria.

10 commenti al post: “OGM diversi”

  1. MassìnoNo Gravatar scrive:

    Ma quanto costa arrivare ad un risultato del genere? Mi domando se non sia un rischio, visto il clima anti OGM , investire nella ingegnerizzazione di mele e patate. Quante bisogna venderne per andar pari?

  2. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Massimo, la stessa domanda se la pone chi fa miglioramento genetico di tipo tradizionale. Non si tratta solo di investimento ma di sfida per raggiungere un determinato obiettivo indipendentemente dalla via che si vuol perseguire. Il clima anti OGM non impedisce di avere al mondo oltre 170 milioni di ettari(ancora in crescita) coltivati con cultivar ingegnerizzate. Alla sfida sul piano puramente scientifico si aggiunge quello sociale e politico. E non è la prima volta che succede. Ma sai quanti OGM bb e Vandana Shiva ci sono stati in passato. Pensa agli OGM bb preti che si opponevano a Galilei con l’aiuto dell’Inquisizione (all’epoca Sacra!) Chi ha avuto ragione? Gli OGM bb preti, ovviamente!!!!!!

  3. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Alberto!
    Ogni tanto ricordati di salutare e dare una carezza a tua moglie e ai tuoi nipotini…
    Non puoi stare sempre incollato alla tastiera a scrivere dotti ed interessantissimi interventi ;-)
    Comunque Grazie per le tue lezioni…

  4. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Franco

    Non preoccuparti faccio anche quello, una volta dormivo di più.

  5. franco nulliNo Gravatar scrive:

    La ricerca é un po’ come l’agricoltura.
    Si fa prevalentemente per passione e per amore.
    Spesso il tornaconto diventa secondario rispetto ad altri valori…

  6. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Massimo

    Ti dirò di più, hanno impiegato due cenni di ricerche per creare la patata OGM e farla accettare.

    Certo se vi sarà l’accettazione da parte del pubblico, molte armi cxontro verranno spuntate. In fin dei conti noi di OGM direttamente non ne abbiamo ancora mangiati.

  7. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    queste mele saranno brevettate, per cui……tanti contratti di soccida tra il possessore del brevetto e gli agricoltori

    così oltre agli smerdatori di vacche per conto delle multinazionali, avremo anche

    gli spruzzatori di antiparassitari per conto delle multinazionali

  8. franco nulliNo Gravatar scrive:

    OGM, stai cominciando a frantumare i casabisi…
    Quando esageri con le tue pistolate diventi decisamente eccessivo…
    Smettila di dire ca**ate.
    Non servono al dialogo.
    Con rispetto.

  9. Giancarlo CurzelNo Gravatar scrive:

    OGMbb
    certo che questa mela è brevettata, così come tutte le moderne varietà di mela oggi coltivate. Senza royalties, come farebbe ad andare avanti la ricerca, sia privata, che pubblica?

  10. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    il problema non è il brevetto, ma l’uso che se ne può fare……

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2015/01/ogm-e-brevetto-una-nuova-forma-di.html

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