OGM ed allergie: come inventarsi dati mai prodotti

17 Mar 2009
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Da qualche settimana si agita il solito tam tam della disinformazione sugli OGM. La ciliegina e’ a firma di un consigiere regionale dell’Emilia Romagna:

REGIONI: E-R; CORRADI,SCONSIGLIARE USO CIBI OGM DOPO RICERCA
(ANSA) - BOLOGNA, 6 MAR - Il consigliere regionale Roberto Corradi (Lega nord) chiede una campagna informativa che sconsiglio l’uso di alimenti Ogm e un intervento della Giunta per evitare che prodotti alimentari Ogm vengano somministrati nelle mense scolastiche e ospedaliere dell’Emilia-Romagna. Lo chiede in una interrogazione rilevando la pubblicazione dei risultati di uno studio condotta dall’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) su cavie alimentate con mais geneticamente modificato: si evidenzierebbe “la presenza di alterazioni genetiche - scrive Corradi - al sistema immunitario (sia intestinale, sia periferico)”, che “potrebbero rappresentare un campanello d’allarme, anche se rimane da verificare se queste alterazioni siano associate a disfunzioni del sistema immunitario”. Per Corradi, la ricerca avrebbe evidenziato la necessità di valutare “con estrema prudenza” l’uso alimentare dei prodotti geneticamente modificati, “stante la necessità di considerare gli effetti che questi alimenti possono determinare sulla risposta immunitaria intestinale e periferica”. (ANSA).

Il consigliere Corradi, che vuole essere più realista del re, trae spunto da vari recenti passaggi stampa. Ecco quello più  interessante:

OGM:STUDIO INRAN,SICUREZZA NON ANCORA GARANTITA AL 100%/. SCOPERTE ALTERAZIONI IMMUNITARIE IN TOPI NUTRITI CON MON810
(di Raniero Nanni)
(ANSA) - ROMA, 28 FEB - La sicurezza alimentare degli Organismi geneticamente modificati (Ogm) non può essere ancora considerata come garantita al 100%, almeno alla luce dei risultati di uno studio dall’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (Inran) condotto sui topi.
L’assunzione da parte di questi animali di mais geneticamente modificato, il Mon810 della Monsanto, ha infatti provocato alterazioni sul sistema immunitario sia intestinale sia periferico che, secondo i ricercatori, “potrebbero rappresentare un campanello d’allarme, anche se rimane da verificare se queste alterazioni siano associate a disfunzioni del sistema immunitario”. E un altro studio dell’Università della Tuscia ha rilevato la presenza, nei semi del Mon810, di una nota proteina allergenica e irregolarità sull”espressione’ di altre 43 proteine rispetto al mais ‘di controllo’ (non genetico), confermando la necessità di approfondire gli studi sulla sicurezza alimentare degli Ogm.
La ricerca dell’Inran è stata sviluppata all’interno del progetto “OGM in agricoltura” del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, coordinato da Giovanni Monastra, direttore generale dell’Istituto. In particolare, i ricercatori hanno alimentato alcuni topi allo svezzamento e anziani con una dieta contenente farina di mais Mon810 o del suo ‘controllo parentale’ non geneticamente modificato (gm), provenienti da un campo sperimentale dove le piante sono state tenute nelle stesse condizioni ambientali e di coltura. Inoltre, in questi esperimenti è stato inserito un secondo gruppo di controllo di topi alimentati con dieta standard di laboratorio contenente mais commerciale non ogm. La scelta di considerare topi in età di sviluppo ed anziana non è casuale, perché in queste fasce d’età, ha spiegato Elena Mengheri, che ha guidato il gruppo di ricerca dell’Inran, “é noto che il sistema immunitario può rispondere con minore efficienza agli stimoli
esterni rispetto a quanto accade in un adulto sano”. “I risultati dopo 30 e 90 giorni di alimentazione - ha aggiunto Mengheri - indicano che, al contrario di quanto accade con il mais non ogm, con il MON810 si sono verificate alcune alterazioni immunitarie statisticamente significative. Queste hanno riguardato la percentuale delle sottopopolazioni dei linfociti dell’intestino, della milza e del sangue, e la produzione di citochine, proteine fondamentali per il funzionamento del sistema immunitariò, trovando un aumento anche se contenuto, delle citochine infiammatorie”. Va precisato che i risultati ottenuti nel gruppo di topi alimentati con farina di mais ‘parentale’ non ogm sono sovrapponibili a quelli ottenuti nei topi alimentati con dieta standard di laboratorio. Secondo la ricercatrice questi risultati suggeriscono che nella valutazione della sicurezza d’uso degli Ogm “sarebbe quindi importante considerare sia la risposta immunitaria intestinale e periferica all’intero alimento gm, sia l’età degli animali”.
A confermare la necessità di valutare in maniera più approfondita la sicurezza alimentare degli Ogm è uno studio condotto dal Prof. Lello Zolla, ordinario di biologia molecolare dell’Università della Tuscia. La ricerca ha analizzato i semi del Mon810 e del suo ‘parente’ non ogm, rilevando che di 43 proteine alcune venivano espresse maggiormente altre in misura ridotta rispetto al mais di controllo. Inoltre nel MON810 era presente una nuova proteina allergenica, la 50 kDa y-zein.(ANSA).

Cominciamo con ordine. In questa notizia ANSA poi ripresa anche dal Corriere.it (qui) vengono associate due informazioni tra loro molto diverse. Prima si parla di “alterazioni del sistema immunitario” , ma i ricercatori trattano la questione con estrema cautela tanto da non far capire di cosa si tratti veramente. Anzi costringono il redattore dell’ANSA ad un virgolettato: “.(…) anche se rimane da verificare se queste alterazioni siano associate a disfunzioni del sistema immunitario” che smentisce l’affermazione che il sistema immunitario era davvero alterato! Come sempre si deve fare, meglio leggere l’articolo originale per scoprire cosa viene davvere pubblicato (Monastraimmuno.pdf).

In questo articolo si dimostra che dando alimenti diversi ad un animale (che gia’ di suo ha una certa variabilita’) si attivano popolazioni cellulari diverse. La cosa e’ assolutamente ovvia e non c’e’ alcun modo di dare una valutazione generale del fenomeno leggendo il manoscritto. I topi sono trattati per 30-90 giorni ed apparentemente sono in buona salute, quindi non esistono nei due casi (mais tradizionale e da OGM) alcun problema ne’ allergico ne’ di grave immunodeficenza. Ma non solo. Ci sono popolazioni di cellule attivate dal mais tradizionale ed altre dal Mon810 senza che si possa dire in alcun modo se questo provochi un qualunque tipo di problema ne’ in un gruppo di animali ne’ nell’altro. Si spiega cosi’ l’estrema cautela dei ricercatori che sembrano quasi voler dire che il Mon 810 e’ sicuro al 100%, numero che al pari dello 0 a mio modo di vedere non appartiene alla valutazione scientifica.

Ma l’ANSA non potendo calcare la mano su questo dato prodotto dall’INRAN, vi ha accoppiato un altro manoscritto primo nome il prof Zolla.
Anche in questo caso meglio leggere il lavoro originale (ProteomeMON810.pdf) e scoprire cosi’ alcuni arcani.
Per prima cosa la proteina da 50kD e’ davvero allergenica (50kdaige.pdf) ma non viene menzionata nel titolo dell’articolo, nell’abstract o nelle conclusioni. Per trovarne traccia si deve andare nel testo dove la cosa è detta un po’ di sfuggita. Ma non basta. Come Antonio Pascale ha gia’ spiegato nella sua rubrica, un articolo dopo la pubblicazione deve anche superare il vaglio della comunita’ scientifica. Ebbene questo articolo non supera tale vaglio. Non lo supera per una sbadata leggerezza genetica. Gli autori dicono che derivano la linea T06 dalla parentale T05 ed altrettanto fanno con la WT06 che deriva dalla WT05 (o almeno questo si capisce dai materiali e metodi). Gli autori che sono degli eccellenti biochimici che studiano mediante gel bidimensionali le proteine piu’ abbondanti prodotte dalle linee di mais, dimenticano pero’ che quelli che hanno in mano sono degli ibridi di prima generazione, l’analogo di un incrocio tra un bianco purissimo ed un purissimo negro. La progenie e’ tutta mulatta alla prima generazione, ma quando si reincrociano due mulatti i loro figli possono avere tutti i colori possibili dal nero al bianco, quindi sono geneticamente disomogenei.
Alla luce di questo errore genetico quello che davvero dimostra l’articolo di Zolla et al. e’:

  1. che il mais normale ha una proteina allergenica
  2. che questa proteina puo’ essere abbondante in particolari condizioni
  3. che tale proteina da 50kD non e’ abbondante ne’ nella linea parentale, ne’ in quella genetica,mente ingegnerizzata ottenute dalla Pioneer
  4. che reincrociando le linee modificate si puo’ avere una maggiore espressione della proteina allegenica.

Conclusione finale e’ che le multinazionali lavorano bene e ci vendono un seme sicuro, ma se noi cerchiamo di contraffare il marchio (cosa vietata dalle ditte produttrici di semi biotech) cercando di riprodurre i semi, possiamo creare sconquassi che portano a problemi inattesi.

Escludo che sia nell’intento di chiunque in questa vicenda tessere le lodi delle multinazionali in questione, ma questa vicenda mostra ancora una volta come i dati scientifici siano distorti per ottenere una notizia anche a costo che questa pseudo-notizia generi un allarme mediatico.

2 commenti al post: “OGM ed allergie: come inventarsi dati mai prodotti”

  1. Famiglia Cristiana sbaglia, ma non si corregge | Salmone.org scrive:

    [...] Improvvisamente ci è sembrato un déjà-vu perché i lettori di Salmone ricorderanno la storia delle micotossine e della sperimentazione sul mais dell’Inran addirittura finita in un editoriale di Nature Biotechnology (http://www.salmone.org/2008/07/11/sagri-e-inran/ ). Vuoi vedere, abbiamo pensato, che il gruppo dell’Inran ha pubblicato nuovi dati e non ce ne siamo accorti e il Mipaf ha tenuto tutto sotto silenzio? Una rapida consultazione di qualche database scientifico ci ha confermato che non c’è alcun dato nuovo, l’unico lavoro dell’Inran - pubblicato nel 2008  - non dimostra affatto che il MON810 è pericoloso per i topi e quindi neanche per gli umani. Nondimeno un giornalista dell’ANSA aveva confezionato un comunicato in cui mescolando vari indizi slegati si era illuso di aver creato una prova di un reato. Qualche mese fa Salmone si era occupato già di queste insinuazioni con una ricostruzione dei dati citati nel comunicato dell’ANSA (http://www.salmone.org/2009/03/17/ogm-ed-allergie-come-inventarsi-dati-mai-prodotti/). [...]

  2. Alimenti pericolosi: Dati sicurezza alimentare dal RASFF scrive:

    [...] Tra le emergenze di ieri non ve ne è nessuna che riguarda OGM, ma invece ne troviamo una che riguarda delle concentrazioni fuorilegge di fumonisine in mais e farine di grano saraceno (è la notizia 34). Il valore eccessivo trovato è di ben 2432 μg/kg - ppb. Se si trattasse di mais pronto per il consumo umano saremmo ben 3 volte sopra la soglia massima consentita (800) per gli adulti. Purtroppo si tratterebbe di un prodotto italiano distribuito in Francia, Stati Uniti ed Australia, una pecca per il Made in Italy. Non si capisce dalle informazioni disponibili se si tratta di mais grezzo o pronto per il consumo umano, ma il numero richiama alla mente quel 2450 μg/kg - ppb che trovate nell’articolo Monastra immuno su allergie e ogm. [...]

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