OGM: etichette anche per derivati di animali nutriti con mangimi da OGM

11 Mar 2009
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Finalmente il grande nodo dell’ambiguità Europea sugli OGM giunge al suo pettine. Benché la cosa sia ben lungi dal divenire operativa, finalmente il trucco di fondo dell’OGM-free arriva ad un punto di svolta. Chi usera’ soia da OGM dovrà (ma sarebbe meglio dire dovrebbe, se mai questa divenisse una legge) indicarlo in etichetta.

E’ fin troppo facile fare la Cassandra e prevedere che la norma non passerà mai per l’avversione feroce della gdo.
ALIMENTARE: PE SOSTIENE ITALIA, OK ORIGINE SU ETICHETTE/ANSA NUOVE ETICHETTE PER OGM, SOSTEGNO A BIOLOGICO E FARMER MARKET
(di Patrizia Lenzarini)
(ANSA) - BRUXELLES, 10 MAR - L’Italia ha un nuovo alleato istituzionale nella battaglia che porta avanti in Europa per introdurre l’origine sulle etichette alimentari: il Parlamento europeo si è infatti pronunciato in favore dell’indicazione obbligatoria dell’origine delle materie prime sull’etichetta. Non solo. L’Assemblea europea ha chiesto che venga imposto l’obbligo di etichettatura sulle confezioni di latte, carne e uova provenienti da animali nutriti con mangimi Ogm e la facoltà di scrivere ad esempio in etichetta “esente da ogm”.
Insomma il messaggio politico che i parlamentari europei inviano a Bruxelles è chiaro: i consumatori devono ricevere maggiori informazioni sugli alimenti che acquistano. L’etichetta deve diventare un ‘libro aperto’ per il consumatore che potrà confrontare qualità e prezzi e decidere cosa acquistare. Un successo è già stato registrato per l’olio d’oliva in quanto dal primo luglio dall’etichetta scopriremo se è 100% made in Italy o una miscela di oli con il ‘profumo’ di quello italiano.
A Strasburgo i parlamentari hanno poi delineato quello che dovrebbe essere il nuovo profilo della produzione agricola di qualità in vista della proposta che Bruxelles presenterà a maggio. La sfida è importante: in periodi di crisi economica infatti, la qualità può rivelarsi vincente per essere competitivi sui mercati mondiali soprattutto per l’Italia che può contare su un atlante alimentare di oltre 4.500 prodotti tipici. L’importante è che non ci sia concorrenza sleale da parte dei prodotti importati essendo “le norme Ue per la sicurezza alimentare le più rigorose del mondo”, e per questo implicano un forte impegno in mezzi da parte dai produttori Ue.
Il Parlamento ritiene anche che la produzione biologica “rappresenti una delle maggiori possibilità di crescita dell’agricoltura europea” e per questo vada sostenuta.
I deputati europei non nascondono invece di essere preoccupati “per l’influenza delle grandi catene di distribuzione sulla qualità generale dei prodotti alimentari”
e del fatto che la concentrazione dell’offerta tende a uniformare e a ridurre le varietà a scapito dei prodotti tradizionali. Per il Parlamento è più che mai il momento di
agire a monte del problema “promuovendo la creazione di farmer market” per la vendita diretta dall’agricoltore al consumatore.
Tenere alta la qualità alimentare necessita, per Strasburgo, la creazione di un’Agenzia europea per la qualità dei prodotti alimentari complementare all’Agenzia per la sicurezza alimentare (Efsa) a Parma, per occuparsi della difesa delle Denominazioni d’origine e indicazioni geografiche protette (Dop-Igp), il ‘fiore all’occhiellò dell’agroalimentare. Proprio a difesa delle Dop e Igp insorgono i deputati europei per rafforzarne la tutela, non solo comunitaria, ma soprattutto internazionale nel
quadro dei negoziati commerciali alla Wto. (ANSA).
10-MAR-09 18:48

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Nella categoria: News, OGM & Europa

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