Ponzio (Barroso) Pilato

06 Lug 2011
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L’Europa da un primo si allo sciogliete le righe in termini di politiche agricole comunitarie, liberalizzando (in prima lettura) la possibilita’ di vietare di coltivare OGM. Altri in passato se ne sono lavati le mani pensando cosi’ di salvare la poltrona. L’onda lunga dell’ambientalismo autarchico e pessimista sta dando i suoi letali frutti.

Leggi: (Stati liberi di vietare gli OGM) - (Coltivare gli OGM: sarà lo stato a decidere) - (Apertura dell’Europa ai prodotti transegenici)

3 commenti al post: “Ponzio (Barroso) Pilato”

  1. Corrado RuggeriNo Gravatar scrive:

    Speriamo! L’Italia vieterà gli ogm mentre gli altri paesi inizieranno ad usarli. Così, quando sarà evidente il vantaggio economico per gli altri paesi, i nostri agricoltori inizieranno a mandare messaggi ai nostri solerti politici che liberalizzerano gli ogm dando la colpa del divieto all’opposizione (qualunque essa sia). Siamo realisti è l’unica strada per sperare che i nostri politici facciano qualcosa.

  2. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Bene, prendiamo atto che l’Europa non c’è.
    Ma non si creda che sia un colpo di spugna, perchè esistono altri impegni validi all’interno dell’UE ed a alivello internazionale, che riassumo così:

    Si ha la possibilità di bandire la coltivazione, ma da qui non ne discende che non possa essere imporati quelli ammessi dalla Commissione dopo parere dell’EFSA. Anzi la Commissione è quello che aspettava per uscire dall’impasse del non riuscire ad autorizzare le PGM per il non raggiungimento delle maggioranze qualificate. Ora il parere dell’EFSA diventerà pressochè esecutivo e quindi le ammissioni di PGM nuove fioccheranno.

    Anzi le nostre frontiere saranno pressate da prodotti di piante OGM ben più numerose di adesso. Vale a dire che l’UE potrà liberamente liberalizzare la circolazione sul territorio Europeo di molti più PGM di prima.

    In altri termini l’UE si è scrollata di dosso un’eventuale contestazione in sede di Organizzazione Mondiale del Commercio, ma adesso le contestazioni si rivolgeranno verso i singoli paesi europei.

    Ne vedremo delle belle quando i nostri vini, le nostre scarpe, la nostra moda, i nostri formaggi, i nostri prosciutti, la nostra pasta ecc. ecc. verrà rimandata al mittente. Infatti è questo che ci capiterà in sede OMC.

    Probabilmente io non assiterò al “rinsavimento”, ma lascio a futura memoria contare i danni del nostro agire da struzzi.

  3. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Qualcuno dissente…

    Ogm: sulla decisione europea l’Italia si divide
    Il divieto di coltivazione per motivi ambientali è stato accolto con favore da Coldiretti e Cia ma ha suscitato l’insoddisfazione di Uniceb http://agricolturaonweb.imagelinenetwork.com/agripiazza/2011/07/08/ogm-sulla-decisione-europea-l-italia-si-divide-14395.cfm

    Il Parlamento europeo “E’ positiva la decisione del Parlamento europeo di consentire agli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di Ogm per ‘motivi ambientali’, come lo sviluppo dalla resistenza ai pesticidi e la tutela della biodiversita”.

    E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente il voto del Parlamento europeo, ottenuto con una “maggioranza schiacciante”.

    Secondo la Coldiretti, l’orientamento dell’assemblea di Strasburgo “rafforza la decisione dell’Italia di chiedere l’applicazione della clausola di salvaguardia a livello comunitario proprio per mantenere il territorio nazionale libero da Ogm, come richiesto dalla maggioranza dei cittadini”.

    “In Italia, per la conformazione morfologica dei terreni e le dimensioni delle aziende, non sarebbe possibile evitare le contaminazioni ambientale” spiega la Coldiretti.

    Anche la Cia - Confederazione italiana agricoltori si unisce alla Coldiretti nel giudicare positivamente la decisione di Strasburgo: “Questa decisione è una conferma della validità della scelta italiana di mantenere il territorio nazionale libero da Ogm”. “D’altra parte, in questi anni la nostra agricoltura - rileva la Cia - è riuscita a tutelare la sua inimitabile varietà sia grazie all’azione svolta dai produttori che a quella della scienza che, però, non ha avuto certo bisogno degli Ogm per andare avanti”.

    A questo proposito la Cia ricorda che la sua contrarietà agli Ogm non scaturisce da una scelta ideologica, ma dalla consapevolezza che il loro utilizzo rischia di annullare l’unico vantaggio competitivo dei prodotti italiani sui mercati: quello della biodiversità.

    Di segno contrario la reazione dell’Uniceb, che esprime “assoluta insoddisfazione”.

    “Con questa posizione - spiega l’organizzazione - si maschera la possibilità di produrre Ogm da parte degli Stati membri mentre, di fatto, con i vincoli previsti se ne vieta la coltivazione”.

    L’organizzazione parla di approccio “miope e pregiudizievole nei confronti delle nuove tecnologie in campo agroalimentare” e ricorda che “soprattutto in un momento in cui i costi per l’alimentazione animale sono diventati insostenibili e i margini degli allevatori praticamente non esistono più, i mangimi di cui il nostro Paese è deficitario addirittura nella misura del 95% sono regolarmente importati (soia e mais in primis) da Paesi terzi nei quali la quasi totalità della produzione è Ogm”.

    La Uniceb, pertanto, auspica che in sede di Consiglio dei ministri Ue si riesca a trovare una posizione “che possa garantire non solo al nostro Paese ma all’intera Unione europea la possibilità di sfruttare queste nuove tecnologie”.

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Nella categoria: News, OGM & Aspetti legali, OGM & Coesistenza, OGM & Europa

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