Il gioco delle parti sugli OGM

08 Set 2011
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images-11Dal Corriere della Sera riportiamo la notizia che la corte europea di giustizia dà torto alla Francia sulla proibizione di coltivare OGM:

IL GOVERNO FRANCESE: «QUESTIONI PROCEDURALI»
Ogm: Corte europea di giustizia dà torto alla Francia che li aveva proibiti
Parigi ha preso di sua iniziativa una clausola di salvaguardia senza rispettare la normativa Ue.

Qui l’articolo completo:
http://www.corriere.it/ambiente/11_settembre_08/ogm-francia-sentenza_bd9094f8-da26-11e0-89f9-582afdf2c611.shtml

Caduta la clausola bocciata dalla Corte Europea si potrebbe piantare anche solo a scopo dimostrativo, anche solo per voler ristabilire la legalità, ma nulla di tutto questo avverrà e scommetto che la Francia resterà stabilmente priva di OGM (coltivati) ancora a lungo.

Aver vinto questa battaglia legale non cambia i termini della partita. Non è interesse delle grandi aziende multinazionali stravincere la partita delle coltivazioni OGM. Basti pensare che già così (con una Europa fintamente OGM-free) controllano il 90% del mercato della soia destinato alla mangimistica. Per il mais è solo questione di tempo. L’Italia con una politica miope già ne deve importare il 30% del suo fabbisogno pagandolo in questi giorni a prezzi salatissimi. Per le grandi aziende sementiere la partita del mais si puo’ anche pertdere (almeno per qualche tempo ancora) ricevendo in cambio una scarsa conflittualità sulle importazione di OGM anche non ancora autorizzati dall’ EFSA. In questo modo tutto il nuovo si fa nei grandi Paesi agricoli e l’Europa, ricca decaduta, finanzia la ricerca, l’agronomia, la coltivazione e le lavorazioni dei Paesi sviluppati ed emergenti.

Ma non basta. Una Europa che perde la partita delle grandi coltivazioni e si dedica ai prodotti di nicchia (se non ai germogli ) sposta il suo interesse sulla coltivazione delle orticole. Per preservare la pace mediatica sul mercato dei semi delle orticole si possono ben sacrificare sia la coltivazione del mais e tutti i maiscoltori che gli scienziati che ancora cercano di dire cose (quasi) ragionevoli. Il baratto è vantaggioso: i semi per le orticole valgono almeno 3 volte più del valore dei semi di mais (OGM e non). In fondo le aziende attaccano solo il ciuccio lì dove il padrone chiede.

Con una simile sentenza le aziende sementiere dovrebbero partire lancia in resta alla riscossa dopo anni di umiliazioni. Non muoveranno un sopracciglio e non daranno alcun fastidio ai manovratori politico-sindacali che stanno scavando da anni la fossa all’agricoltura continentale. Condendo il tutto con 42 miliardi di euro di sovvenzioni tanto anestetiche e soporifere quanto letali.

8 commenti al post: “Il gioco delle parti sugli OGM”

  1. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Gli Stati nazionali lavorano contro i loro agricoltori:

    OGM: “Veti nazionali e sindacali uccidono l’agricoltura italiana”
“Ci sarà un cambio di passo o prima un altro cambio di ministro?”
    La Corte di Giustizia europea ha dato torto alla Francia in merito alla proibizione della coltivazione del mais geneticamente modificato Mon810 della Monsanto. Interviene Roberto Defez, biotecnologo del CNR e animatore del sito specializzato salmone.org: “E’ la riprova che esiste una vera e propria associazione a delinquere. Gli stati nazionali vietano in casa le stesse coltivazioni di cui permettono l’importazione. E’ il paradosso frutto di scelte sbagliate, che mettono gli agricoltori europei, e in particolare quelli italiani, in uno stato di concorrenza sleale nel quadro internazionale”. Defez se la prende anche con i sindacati, in primis la Coldiretti, che, “come dimostrato da un’inchiesta di ItaliaOggi, vieta ai propri coltivatori di produrre quella soia OGM che poi vende nei propri consorzi agrari. L’80% dei mangimi prodotti in Italia è geneticamente modificato, anche se nessuno lo dice”. Conclude Defez: “La politica condanna il Paese a produzioni di nicchia. La grande vittima è l’agricoltura italiana, che resta ininfluente nel mercato internazionale”.
    Secondo Annalisa Chirico, esponente radicale e membro di giunta dell’Associazione Luca Coscioni, “la politica nazionale ha chiuso la questione OGM in un cassetto. Col risultato che in Italia gli OGM si possono mangiare (anche nelle produzioni dop), ma non coltivare”. Continua la Chirico: “Il ministro Romano, il terzo in ordine di tempo nominato da questo governo, prosegue nella strategia dell’affossamento. Il dossier OGM è bloccato, come bloccati dal 2007 sono quei protocolli, che dovrebbero regolamentare sul piano operativo la coltivazione OGM a fini commerciali. Intanto l’Italia rimane l’unico Paese in Europa ad essersi tagliato fuori dalla coltivazione sperimentale in campo aperto, con grave danno per la ricerca italiana pubblica e privata”. Prosegue la Chirico “Qual è la strategia del Ministro Romano per il rilancio di un settore, dove 40mila aziende chiudono i battenti ogni anno e il deficit della bilancia commerciale si aggira annualmente attorno ai 10 miliardi di euro?”. Conclude la Chirico “In assenza di alcuna prova scientifica, la politica agraria del Paese è lasciata in mano alla Coldiretti, a Carlo Petrini e alla Lega Nord, le cui posizioni protezionistiche in materia di quote latte sono già costate ai contribuenti quasi quattro miliardi e mezzo di euro. Ci sarà un cambio di passo o prima un altro cambio di ministro?”.

  2. roberto defezNo Gravatar scrive:

    ancora su questi temi Annalisa Chirico

    http://www.prodottidop.net/

    http://blog.panorama.it/italia/2011/09/09/la-politica-agraria-in-mano-a-coldiretti-carlo-petrini-e-lega-nord/

  3. roberto defezNo Gravatar scrive:

    ulteriori precisazioni in una intervista al sito La Valle dei Siele di Giordano Masini

    http://lavalledelsiele.com/2011/09/12/ogm-una-sentenza-che-non-fara-storia-intervista-a-roberto-defez/

  4. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    Nel ricostruire la “saga del Mon 810″, che ho pubblicato e che tu hai letto, era già evidente quanto avevo scritto che i francesi non avevano nulla in mano di scientificasmente valido che potesse contrastare gli studi proposti per la domanda di ammissione del MON 810 in Europa. Gli italiani non sono da meno, ma forse peggio perchè pretendono di proibire gli OGM con leggi interne senza fondamento giuridico solo per tirare a campare, non hanno nemmeno avuto il coraggio di invocare la clausola di salvaguardia perchè non hanno trovato nessun cattedratico (in questo caso è un eufemismo!) che si dichiari anti-OGM e che abbia “scienza e cosceienza” si contrapporre lavori scientificamente validi a quelli sottoposti all’EFSA da chi ha chisto l’ammissione del nuovo evento.

    Ecco, come in Italia è stata cancellata la leggina ZAIA, così in Francia viene meno l’invocazione della clausola di salvaguardia.

    Giurisprodenza vorrebbe che fossero ripristinate le leggi vigenti prima, ma come tu dici giustamente ciò non avverrà, perchè abbiamo un’opinione pubblica che non si vuol fare un’opinione personale ma segue il gregge degli ideologi.

    Le multinazionali (che continuo a ripetere non mi piacciono) hanno vinto una battaglia, ma si rifiutano di vincere la guerra, perchè come dice il proverbio cinese sono sulla riva del fiume ad aspettare il “cadavere Europa”.

  5. Ogm: una sentenza che (non) farà storia. Intervista a Roberto Defez | Libertiamo.it scrive:

    [...] volta, in occasione dell’assemblea di Futuragra dello scorso febbraio. Eppure sul suo sito, salmone.org,commentando la notizia sembra sostenere che nonostante la sua portata storica,questa sentenza non [...]

  6. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    @ Roberto

    Ho chiesto informazioni in Francia alla mia ex-ditta e mi hanno spiegato che la Francia non potrà più chiedere un’altra clausola di salvaguardia per il MON 910 e di conseguenza anche a quegli italinai che spingono il Ministro a chiederla gli si è spuntata l’arma in mano.

    Infatti si dice che un paese non può applicare la clausola di salvaguardia se non proponemdola per appplicarla alla Commissione essendo questa che decide, solo se questa la ignora uno Stato può sdostituirsi alla Commissione.

    La Morizet (La ministra francese) ha detto che la chiederà perchè il MON 810 accelera il sopravvenire della non resistenza alla diabrotica (notizia proveniente dagli USA e che tu hai riportato), ma qualcuno giustamente gli ha fatto notare che un’iniziativa del genere, in punto di diritto, dovrebbe coinvolgere tutte le varietà di mais convenzionali (totalmnete sensibili all’insetto) e quindi l’effetto ipotetico sarebbe che nessuno più può seminare mais.

    Quindi tutte le armi sono spuntate per impedire le semine del MON 810 senza l’insorgere di eventi straordinari. Solo che in mancanza di un’azione di semine autonome e massicce da parte degli agricoltori di MON 810 questa varietà rimarrà nel “limbo”. Sarà ciò che capiterà.

  7. GiulioNo Gravatar scrive:

    Annalisa Chirico, esponente radicale bla, bla, bla. Fu il Partito Radicale, con il suo Massimo esponente, marco pannella, a proporre il referendum di abolizione del Ministero dell’Agricoltura e di quello del Turismo. Grazie al referendum oggi abbiamo, in Italia dei surrogati dei succitati ministeri: istituzioni surrettizie che servono più per le pratiche di finanziamento della PAC e di immagine dei ministri che per scopi di indirizzo e promozione dei settori. Non accetto lezioni, oggi, da chi ha coscientemente distrutto le istituzioni ieri.
    Per quanto riguarda le coltivazioni GM, la Francia rinnoverà la legge e servirà un nuovo ricorso per abolirla. In Italia chi ha coltivato GM si ritrova con i terreni e il conto in banca sotto sequestro, amministrato da un tutore nominato dal tribunale. Le leggi sono dalla parte degli innovatori, l’applicazione delle leggi NO!

  8. DisarmingTheGreens - OGM: una sentenza che (non) farà storia. Intervista a Roberto Defez scrive:

    [...] volta, in occasione dell’assemblea di Futuragra dello scorso febbraio. Eppure sul suo sito, salmone.org, commentando la notizia sembra sostenere che nonostante la sua portata storica,questa sentenza non [...]

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