OGM: Mais da coltivare, al via procedura autorizzazione UE

22 Gen 2009
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(ANSA) - BRUXELLES, 21 GEN - La Commissione europea ha lanciato oggi - per la prima volta dopo 10 anni - la procedura per l’autorizzazione di due mais geneticamente modificati destinati alla coltivazione in Europa: si tratta del mais Bt11 della multinazionale Syngenta e del Bt1507 della società Pioneer. Lo hanno indicato all’ANSA fonti della Commissione europea.
La proposta, giunta in porto dopo mesi di forti contrasti all’interno del collegio dei commissari europei, passerà nelle prossime settimane al vaglio del Comitato di autorizzazione Ue degli Ogm in cui sono presenti, a livello tecnico, i rappresentanti dei 27 stati membri.
La proposta della Commissione europea di dare il via libera alla coltivazione in Europa dei mais Bt11 e Bt1507 si basa su due pareri favorevoli dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa).
L’ultimo parere risale ai mesi scorsi quando il commissario europeo all’Ambiente Stavros Dimas, contrario ad un via libera, aveva proposto al collegio dei commissari europei di rifiutare la richiesta ed approfondire le possibili conseguenze ambientali, anche a lungo termine, di una eventuale coltivazione di questi mais. Il panel dell’Efsa, costituito da scienziati europei, dopo aver esaminato le 11 pubblicazioni fornite da Bruxelles, in aggiunta agli studi precedenti, ha confermato la valutazione positiva.

La Commissione europea propone di respingere la richiesta francese di introdurre una clausola di salvaguardia per sospendere la coltivazione del mais Mon810 geneticamente modificato. Nella stessa occasione Bruxelles ha chiesto anche a Grecia e Ungheria di riaprire le frontiere al mais biotech Mon810.
Lo hanno indicato all’ANSA fonti della Commissione europea precisando che nel caso della Francia e della Grecia le proposte di rifiuto della clausola di salvaguardia saranno esaminate in febbraio dal Comitato europeo per la catena alimentare e animale, dove sono presenti i rappresentanti, a livello tecnico, dei 27 stati membri. Nel caso dell’Ungheria, la proposta sarà esaminata il prossimo marzo dal Consiglio dei ministri dell’ambiente dell’Ue. (ANSA).

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