OGM, Monsanto rinuncia all’Europa: ci stiamo dando la zappa sui piedi

03 Giu 2013
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zappa-sui-piediUn grande successo (ma non per le prossime generazioni). Con questa nuova notizia, fatta senza approfondimenti e senza capirne le reali conseguenze, si dovrebbero chiudere i finanziamenti alle organizzazioni anti-OGM. Oppure si tratta di una notizia di terz’ordine.
Chissà quanti posti di lavoro ci porterà Greenpeace e quanti OGM entreranno in Italia non targati Monsanto, dove quindi pagheremo anche gli intermediari…

Monsanto rinuncia all’Europa su La Repubblica

Ogm, la Monsanto rinuncia all’Europa e dagli Usa allarme frumento contaminato

La multinazionale delle biotecnologie non farà più attività di lobbying sui Paesi Ue per le sue sementi. Allarme dagli Stati Uniti: in Oregon un agricoltore ha scoperto nei suoi campi la presenza di frumento ogm mai autorizzato. Greenpeace: “Fare più controlli”

20 commenti al post: “OGM, Monsanto rinuncia all’Europa: ci stiamo dando la zappa sui piedi”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ma non rinuncia certo a venderci le varietà tradizionali di mais e soia per ora e di cui siamo tributari dalle tre sorelle per il 100%. Però dimentichiamoci che ci venda le sue migliori varietà solo prima di trasformarle geneticamente con i tratti transgenici, per accontentare i nostri pruriti; ci vendera delle vecchie formule ibride o delle popolazioni nel caso della soia che ha creato, ma che non meritano di essere ingegnerizzate. Perchè non dimentichiamoci che non sarà un solo gene che farà diventare una cattiva varietà una buona varietà essa rimarrà tale anche se la possiamo diserbare con il glyphosate.

    In altri termini saremo bastonati due volte: 1° non godremo delle innovazioni. 2° calerà lo standard produttivo delle varietà che useremo.

    P.S L’Italia non ha un’industria sementiera e quindi è impotente, ma non crediate che chi ha un’industria sementiera del mais come Francia e Germania possano aiutarci in quanto producono tipi non adatti ai nostri climi ed inoltre anche la maisicoltura francese che ha una sua industria sementiera in molti casi agisce con collaborazioni ed usa formule ibride americane. Le tre sorelle hanno monopolizzato tutto il materiale genetico maidicolo perchè hanno comprato tutto quello che si poteva comprare. QUESTO E MEGLIO CHE LO SAPPIANO DA SUBITO GLI AGRICOLTORI.

  2. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    allora le tre sorelle sono dei benefattori, che hanno ormai il monopolio delle sementi…….aumenta o diminuisce la libertà dell’uomo…..stiamo meglio o stiamo peggio?

    Personalmente ho sempre sostenuto che siano le “tre sorelle” a non volere gli OGM in Europa, così continuano a venderci navi di mais e di soia (tanto noi “pistoloni” ne vietiamo la coltivazione, ma non ne vietiamo l’uso……incredibile).

    Pensateci….pensateci…..in questo modo i Paesi esportatori guadagnano sicuramente di più!

  3. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    I fessi non diventeranno mai furbi e saranno selezionati dall’evoluzione tra l’altro fatta alla luce del sole. Infatti nel momento in cui avvenivano le acquisizioni io ho scritto a destra ed a sinistra che ci sarebbe stato un impoverimento del numero di geni lavorato perchè l’accentramento avrebbe portato ad una ricerca di pochi che sarebbe stata sempre meno della ricerca di molti, tuttavia le tre sorelle sono divenute tali alla luce del sole e non hanno fatto nulla di illegale. C’è chi ha resistito alle lusinghe, come la Florimond Desprez che ha rifiutato di ricevere 10 volte il fatturato e chi non l’ha fatto perchè la ricerca genetica è sempre più costosa e il settore agricolo non ne comprende appieno il valore, specialmente delle potenzialità delle tecniche di transgenesi.

  4. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    per questo che abbiamo le Leggi Antitrust.

    I monopoli, laddove presenti, hanno sempre determinato effetti negativi per il benessere della collettività.

  5. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Appunto se ci sono gli estremi perchè non applicare le leggi antitrust, si vede che per ora non si sono riscontrate. Le leggi ci sono per questo.

  6. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Vedete, non é una questione di tre o quattro sorelle, di rischi di contratti di soccida o di ideologie pro/contro.
    Non esiste un monopolio, ma il tutto é gestito in forma di oligopolio. Perfettamente lecito.
    Lo dici implicitamente anche tu, OGM bb. ” allora le tre sorelle sono dei benefattori, che hanno ormai il monopolio delle sementi” Monopolio implicherebbe il singolare nel verbo…
    Non che mi piaccia vivere in un simile regime che sicuramente non ci favorisce, ma la colpa non é delle Multinazionali, semmai di chi lo ha permesso con atti di omissione; e quindi indirettamente noi!
    La tristezza di tutta questa vicenda é che per colpa di ottusità decisionali (e quindi della politica) abbiamo perso un patrimonio di Conoscenza (volutamente maiuscolo, non é un errore) che poneva il nostro Paese ai vertici fino a qualche decennio addietro.
    Non serve adesso parlare di “colpe”. Le colpe sono di tutti quelli che non hanno intuito che avremmo potuto essere sul podio e invece stiamo a pietire le briciole ai piedi dei primi di poter sopravvivere.
    Le grandi Compagnie sementiere hanno solo fatto il loro dovere istituzionale.
    Sono Compagnie il cui scopo sociale non é nutrire il mondo o fare beneficienza, ma fare profitti; altrimenti gli azionisti si incazzano!
    Se l’Antitrust non é intervenuta significa che anche gli Amministratori hanno fatto bene il loro dovere limitando le acquisizioni entro i limiti del consentito e gestendo bene il florilegio di marchi e brand in funzione delle loro esigenze. Nulla di più.
    E quindi bravi!

    Cosa fare ora? Se mi dessero la bacchetta magica rimetterei in pista la nostra ricerca, ma non gestita dal pubblico che sappiamo essere maestro di sprechi…
    E’ sicuramente tardi, abbiamo perso tantissimo tempo, ma sai come sono bravi gli italiani… Sanno recuperare in fretta. Dei maestri quando hanno l’opportunità…

    Franco

  7. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    No Franco un patrimonio genetico che si disperde non si recupera più specialmente oggi che il miglioramente vegetale non è più il lavoro di uno, ma di tanti e specializzati e questi tanti devono essere coordinati, dotati di strumenti sofisticati e soprattutto finanziati. Nelle piante allogame poi, Mais, bietola girasole, occorrono capitali ingentissimi, molto più che le piate autogame. Prima avevamo una variabilità da sfruttare ora questa variabilità si è fatta sempre più rarefatta in quanto gran parte di quella che c’era l’abbiamo sfruttata ed il cercarne altra è diventato complicato e costoso, mentre il crearne di nuova è divenuto oggetto di finanziamenti che solo la Borsa può procurare, ma questi capitali non si accontentano della remunerazione che invece può dare il privato o un organismo cooperativo.

    Prendiamo il caso della Produttori Sementi di Bologna una ditta che ha un secolo di vita, nata da agricoltori lungimiranti che hanno affidato ad un miglioratore, che a quei tempi aveva bisogno di usare solo gli occhi ed il “naso” per fare creazione varietale, queste materiale d’elite era seminato dagli agricoltori uniti in cooperativa e il loro raccolto serviva da semente per altri agricoltori, Nel 1930 divenne S.p.A. per allargare la base sociale, la quale portò però al controllo della società da parte di una banca, la Cassa di Risparmio di Bologna che ha investito gli utili anche in questa attività. Nel 1999 subentra la Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, ma è il momentio che la sola pianta autogama frumento non da utili sufficienti per sostenere gli investimenti, seppure la creazione varietale sia una delle migliori in campo nazionale e quindi la Fondazione deve ripianare le perdite di gestione, ma queste si accumulano e la Fondazione decide che l’attività non vale più la pena sostenerla. Il mondo agricolo italiano non ha mai compreso e non comprende ancora l’utilità di avere una ricerca per i propri ambienti dove cioè semina grano duro e grano tenero. Non vuole pagare royalties e, drogata dai prezzi e dagli aiuti PAC, preferisce dimenticarsi della produttività e della relativa ricerca di aumentarla come fattore di reddito duraturo.
    Cosa capiterà di questo fiore all’occhiello della granicoltura italiana? Ci sarà qualcuno che la comprerà, ma solo per impossessarsi del materiale genetico che unirà al proprio, ma qui vi sarà sicuramente già perdita di materiale perchè questo materiale si sarà mescolato con altro e non tutto potrà essere seguito. Ma dato che probabilmente chi la comprerà avrà un mercato più ampio di quello della Produttori sementi investirà risosrse solo dove i ritorni saranno maggiori e l’Italia non sarà uno di questi e quindi diverremo tributari della ricerca altrui.
    Potremo essere fortunati che trovino qualcosa che va bene anche a noi, ma non sempre va così.
    Ecco come si sono formate le tre sorelle.

  8. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Gli oligopoli fanno “Cartello”, per cui diventano dei Monopoli….questo è risaputo.

    A mio parere il problema parte da lontano, ovvero da un miglioramento genetico sempre improntato alla quantità……anche in relazione al fatto che il mercato riconosce poco per la qualità e paga soprattutto in funzione della quantità. Gli OGM sono frutto di questa mission. Una mission sbagliata, poichè oggigiorno il consumatore richiede…Qualità…..Sicurezza alimentare….Tracciabilità.

    Purtroppo, oggigiorno, la quantità vince ancora sulla qualità.

    Mia moglie ha comprato un melone ai primi di maggio (l’ha pagato una fortuna)……forse veniva dal ???????? ……faceva schifo…..il prossimo melone lo compreremo in agosto (forse)………

    Possibile che queste cose gli agricoltori non le capiscano, ovvero che un prodotto di scarsa qualità proveniente da chissà dove mette in crisi anche i produttori di ottima qualità. E noi possiamo vincere solo con la qualità. Sulla quantità siamo perdenti.

  9. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Mi meravigli, e sei pure un agronomo.

    Ma come fai a dire che è improntato alla quantità tout court. Il tutto si è improntato alla qualità d’uso, se con il mais non si fa più polenta ma è un mangime non mi preoccupo più dell’aspetto proteico o strutturale, ma di quello amilaceo, se il grano per una buona parte è divenuto alimento zootecnico, non mi puoi dire che non guardano alla qualità, guardano a quella per uso zootecnico che ha come grossa componente la quantità, La qualità per uso zootecnico c’era già hanno quindi pensato alla quantità ed infatti vi una categoria di frumenti foraggeri, di forza, biscottieri per panettoni ecc. ecc. Una volta avevano qualità scarsa che si adoperava per tutti gli usi. Il pane era cattivo , ma lo si mangiava ugualmente tanto non perdeva le qualità nutritive. Vuoi panificare puoi scegliere dove vuoi in funzione del pane che hai, Voui il mais dolce c’è anche quello, vuoi il mais da polenta la Monsanto si è incaricata di fare anche quello usando le popolazioni locali. (chiedi ai molini Filippi) La produttività del mais è cresciuta di 10 volte, ma la bistecca è divenuta alla portata di tutte le borse. Rifletti solo sulle ampiezze di latitudine dove ormai il mais è coltivato. Siamo arrivati in Svezia e si è invasa tutta l’Africa. Per fare ciò abbiamo dovuto adattarlo o no! I 350 milioni di mais USA per 127 vanno ad uso zootecnico, 35 per usi umani e industriali (escluso l’etanolo, perchè a questa braca sono ormai destinati altri 127 milioni, mentre 46 sono esportazioni. E tu che sei un economista dovresti sapere che fa il prezzo sono questi ultimi 46 e relative fluttuazioni.

    Il melone che fa schifo? Certo se tu vuoi un melone fuori stagione fa schifo, inoltre laddove si fanno meloni al di fuori delle zone tradizionali non hanno ancora imparato a farlo, a Sermide sanno come fare i meloni e normalmente dal 20 maggio li hai (quest’anno li avrai il 15 di giugno e purtroppo sarà la rovina di molti).

    Gli oligopoli diventano monopoli se i poteri costituiti lo permettono, ma se applicano le leggi ciò non avviene.

  10. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    a me, invece, meraviglia il fatto che ci siano degli agronomi che pur di sostenere la bietola OGM dicano in giro che la bietola da zucchero non fiorisce il primo anno di coltivazione.

  11. franco NulliNo Gravatar scrive:

    OGM bb! Ogni tanto mi sforzo di darti ragione, ma spiegami per cortesia per quale ragione devi andare indietro di 456 post per opporre ad Alberto il problema delle bietole e del loro primo anno di coltivazione senza fioriture?
    Trova argomentazioni migliori…

    Franco

  12. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    io per natura sono gentile e tollerante, non ho mai sparato giudizi per primo……però se qualcuno “tira piatti” io non posso stare sempre fermo.

    Tu cosa avresti risposto a uno che, offensivo per natura (non credo prenda pastiglie per essere tale, però non si sa mai), inizia un post offendendo?

    Le argomentazioni ci sono, basta vederle…..”non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere”. Gran parte degli agricoltori italiani/europei le hanno capite e non ci stanno ad avallare queste “strategie di conquista” dell’industria.

  13. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ma fammi il piacere. Hai gli occhi accecati dall’ideologia e quindi non vedi più lontano del tuo naso. Ma se è stata da sempre un’esigenza dell’agricoltura quella di produrre di più e questo perchè spesso si produceva di meno ed era fame. La fame è un ricordo indelebile. Solo un gran numero di agricoltori italiani pretende di fare PLV con il prezzo unitario e non con la produttività, ed infatti si vede in quale condizione si trovano.

    Visto che non conosco le bietole, secondo te, scrivi alla COSUMAR, la società marocchina che gestisce gli zuccherifici del paese per avvisarli che si sono affidati ad un cretino come me per risolvere parte dei loro problemi fitosanitari e agronomici sulle loro coltivazione di bietole. Sono già stato in Marocco su loro invito dall’1 al 6 aprile ci dovrò tornare a fine giugno e mi hanno pure pregato di essere relatore principale per un prossimo convegno prima delle semine di ottobre.

    Quindi il disco sulla bietola annuale che metti su ogni volta quando ti trovo in castagna con i tuoi interventi non meditati o da incompetente per me è un complimento se detto da te.

  14. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    si continua a remare contro l’agricoltura italiana……fatti almeno pagare!!

    Berlusconi si è affidato alla minetti per risolvere i problemi della Lombardia……il Marocco può affidarsi a te per risolvere i problemi della bieticoltura….cosa c’è di strano?

  15. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Al massimo sarò stato (ma tanto tempo fa) un gigolò….

  16. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Ma Basta! Dopo la puntata di Porta a porta di ieri sera, che senso ha di continuare a parlare di Agricoltura seria in Italia. Per fortuna c’era De Castro a ricordarci che il mondo ha fame e ne avrà sempre di più; ma noi stiamo a perdere tempo dietro agli snob che si giocano politicamente una rendita di posizione pretendendo di dare lezione agli altri!
    Da non credente apprezzo quello che dice il Papa venuto, non a caso, dall’altro mondo: “Milioni di bambini muoiono di fame ma non fa notizia; se la borsa scende di un punto si scatena il panico!”.
    E stiamo a farci belli con i nostri prodotti tipici che non sappiamo vendere e vogliamo combattere sul mercato americano il loro San Manzano brevettato e coltivato ed inscatolato da italiani-californiani da decenni, perchè il nostro San Marzano è più vero del loro e con il fallimento totale della DOP? Con la disorganizzazzione commerciale che abbiamo? Abbiam dovuto cambiare nome al Tocaj e al Prosciutto San Daniele per poter continuare a venderli. L’ultima speranza è Eatitaly, ma il padrone la smettesse di dire che può fare a meno di erbici e concimi e…. OGM (visto che si trovava!). Che bello discutere di prodotti tipici con la pancia piena! Ma si sa che chi è sazio non crede a chi è digiuno! E’ lo specchio degli italiani, un popolo di una ex-nazione industrializzata ridotta al rango (si fa per dire!) di nazione da quasi terzo mondo! Con un debito e una classe politica da vergogna! E giustamente gli altri di noi non sanno che farsene, malgrado i tanti buoni prodotti tipici.
    Quindi complimenti ad Alberto per la missione in Marocco! E complimenti ai Marocchini che hanno scelto l’uomo giusto che sono certissimo conosce bene la differenza fra una “pianta di bietola a comportamento biennale” da una a “comportamento annuale”. Altrimenti non ci sarebbe differenza fra la coltivazione della bietola autunnale e quella annuale in funzione della latitudine e dell’altitudine. E noi agronomi pugliesi ne sappiamo qualcosa. E con la cattiva politica agricola italiana (e i produttori hanno grosse responsabilità!) abbiamo perso la coltivazione di zucchero anche sulla Murgia oltre che nel Metapontino e nel Foggiano! Un vero crimine agronomico ed economico. Ma abbiamo i prodotti tipici, che non sappiamo vendere!

  17. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Vitamgelo

    qui al Nord ho già visto stoppie di campi di grano, ma non perchè mietuti, ma perchè destinati agli impianti di biomassa, Non valeva la pena raccoglierli tanto erano devastati dalle malattie fungine. Temo anche che chi raccoglierà si troverà nella stessa condizioni dei maisicoltori dell’anno scorso (quelli di quest’anno non so cosa raccoglieranno abbiamo una vegetazione che nei migliori campi e in ritardo di un mese, si accorgeranno di avere raccolto “un rifiuto speciale” per la presenza di micotossine a iosa. Forse potremo dire che aremo delle micotossine “tipiche”

  18. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Alberto
    Una situazione drammatica della quale nessuno parla. Ecco perchè trovavo stonato i sorrisi della puntata di Porta a porta sull’agricoltura; pardon sui prodotti tipici e del vino in particolare Tanto di cappello al lavoro svolto!). E il resto? ad Uno mattina se ne è parlato ma per dire che aumenteranno i prezzi delle derrate alimentari e quindi, automaticamente le speculazioni ai danni dei produttori e dei consumatori, tanto che qualcuno invoca un patto fra città e campagna. Come al solito; purchè ci rimwetta l’agricoltore!
    Stasera presento un libro “Ricette dell’alta Murgia” (Il Grillo, editore, Gravina in Puaglia); lo faccio per parlare di agricoltura pugliese e ricordare un po’ di Grandi Agronomi (Pantanelli, Strampelli,Cavazza, Scarascia Mugnozza,ecc.) che, approfittando della Scienze Agrarie e della Genetica hanno fatto grande l’agricoltura pugliese….e dato origine ai prodotti tipici (che non sappiamo vendere!). Se ne parla anche, giustamente,in primo piano a Salmone.

  19. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Vitangelo

    Ho avuto modo di presentare una ventina d’anni fa la coltivazione del pisello proteico in semina autunnale presso il teatro di Rocchetta Sant’Antonio. Dopo la presentazione della coltivazione e al momento delle domande, mi è stato chiesto quanto si guadagnava, quanto erano gli aiuti, se esistevano organizzazioni che s’incaricavano della coltivazione ecc. ecc. Non fu toccato quasi nessun argomento tecnico-agronomico, interessava poco. Quando poi dissi loro che i loro padri seminavano la sulla per avere un po’ di pane in più nell’anno successivo e quindi il pisello avrebbe rimesso una leguminosa in rotazione come tecnicamente si conviene, non mi hanno riso in faccia perchè erano persone educate, ma l’impressione l’ho avuta netta.

  20. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Giovane agricoltore (si fa per dire… 32 di esperienza e 60 anni anagrafici anni bastano?) posso confermare quanto espresso con disappunto da Alberto?
    Siamo stati abituati nei decenni passati a guardare più al “contributo” che agli aspetti agronomici.
    Da qualche anno la solfa sta un po’ cambiando, ma ora purtroppo siamo costretti anche a fare fossi per le rane, a piantare siepi e simili “stronzate” (scusate il termine) per portare a casa qualche Euro in più.
    Non ci (mi) piace, ma dobbiamo (devo) farlo per far quadrare i bilanci delle nostre aziende.
    Mi piacerebbe tanto poter fare scelte agronomiche serie ed essere remunerato dal mio prodotto, dalle mie capacità professionali e non dalle sovvenzioni della EC.
    Comincio a sperare che veramente si arrivi alla fame, anche se non é bello nemmeno pensarlo, per veder rivalutato il ruolo dell’agricoltura…
    Ci sarà prima o poi qualcuno nei ruoli di governo che se ne rende conto?

    Franco

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