OGM per la scuola

23 Mag 2011
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Da molti anni è evidente che ci sia un forte deficit di capacità degli scienziati di esprimersi e comunicare col grande pubblico e soprattutto di contribuire a formare nuove generazioni capaci di valutare e comprendere il valore delle innovazioni e delle scoperte scientifiche.

Il mondo della scuola è un luogo fondamentale dove cercare di tenere attiva la mente delle ragazze e dei ragazzi in piena formazione consentendo loro di formarsi un giudizio critico ed autonomo rispetto a tematiche, come gli OGM, dove il pensiero corrente è tutto orientato nel senso di voler terrorrizzare il pubblico di chi beve immagini pubblicitarie false come quella della fragola-pesce.

Quello che si propone qui è un percorso modello che potrebbe essere replicato in tante altre scuole italiane stimolando lo spirito critico e le capacità di diffidare delle informazioni della rete che andrebbe infuso in tutte le giovani generazioni.

L’esperimento pilota è stato condotto in una quarta classe del liceo scientifico Labriola di Napoli, progetto Brocca, per merito delle docenti Roberta Calbi, docente di lettere, e Silvia Maria Lippo, docente di scienze. Il percorso prevedeva la visione di un video registrato durante l’ultima riunione di Vedrò (http://www.vedro.it/ ) un think tank pensato da under-40 di centro-destra e centro-sinistra per trovare una nuova modalità di dibattere di tutti i temi più rilevanti alla presenza di tanti esperti del mondo della comunicazione, dell’imprenditoria, della politica e della classe dirigente più giovane e dinamica del Paese.

Il video (visibile al sito: http://www.youtube.com/watch?v=0iypcPWwKyM) consiste in un dialogo tra i conduttori della trasmissione radiofonica di Radio RAI 2 Decanter, Fede e Tinto (in onda tutte le sere dalle 19.50 alle 21) e Roberto Defez. Non si tratta di una vera conferenza, ma le domande di Fede e Tinto derivano da video scaricati da youtube sull’argomento OGM (e dintorni). Interrompere l’illustrazione di diapositive con dei video serve proprio a risvegliare l’attenzione dei ragazzi.

Ai ragazzi dell’intera IVD dopo la visone è stato chiesto di fare una ricerca in rete e poi di redigere un testo breve utile anche per preparare i ragazzi agli esami di maturità. Le insegnanti hanno selezionato tre testi che trovate qui allegati: sono i testi redatti da Giuseppe, Ivana e Davide.

Vorrei chiedere a tutti i lettori di salmone.org di leggere i testi e di lasciare commenti sul sito e mi farebbe piacere se Giuseppe, Ivana e Davide rispondessero ai commenti (e in parte alle consulenze) che troveranno sul sito. Ritengo che si tratti di una rara occasione di mettere i relazione diretta aree del Paese, culture e sensibilità molto diverse che quindi possono arricchirsi a vicenda e comprendere le rispettive posizioni.

Il percorso potrebbe risultare virtuoso perché domani altre tre classi di un Istituto Tecnico verrannno esposte allo stesso percorso ed anche a loro chiederò di inserirsi e commentare il dibattito su salmone.

Due avvertenze per i docenti che volessero adottare questa modalità didattica. Il video scaricabile dalla rete, nonostante gli sforzi profusi, lascia un pò a desiderare per il suo peso eccessivo quindi è molto utile per farsene una idea, ma difficoltoso da proiettare a scuola: chi vuole può scrivere a sagri@salmone.org e riceverà il DVD del dibattito. Le diapositive illustrate nel video sono di difficile visione e quindi sarebbe meglio avere da un lato la proiezione del video e dall’altra uno schermo dove far passare le diapositive relative che potete vedere di seguito pubblichate su Slide Share:

39 commenti al post: “OGM per la scuola”

  1. Deborah PiovanNo Gravatar scrive:

    Che splendida iniziativa. Ottimo lavoro, ragazzi!
    E’ capitato anche a me di andare nelle scuole a raccontare agli studenti cosa siano gli ogm, come si ottengano e a cosa possano servire ora e in futuro.
    Devo dire che i ragazzi si mostrano sempre interessati e fanno molte domande; sono invece i professori (soprattutto se non insegnano materie scientifiche e fanno quindi un po’ di fatica a porsi davanti alla questione in modo razionale) a mostrare talvolta spavento. la frase che spesso mi sento dire è: “Sarà anche vero, ma mi fa strano”.
    Cioè, da un lato manca quel minimo di cultura che permetta di capire che queste biotecnologie operano in modo non molto dissimile dalla mutagenesi accettata da quasi un secolo, o che in fondo non esiste ‘il gene della fragola’ o quello ‘del pesce’; dall’altro, la paura del nuovo porta a paralizzarsi in un pericolosissimo (sono parole usate fra gli altri anche della Pontificia Accademia delle Scienze) principio di precauzione che blocca ogni possibilità di progresso.
    Ricordiamo che anche la tecnologia della pastorizzazione del latte fu violentemente osteggiata, all’inizio!
    Ragazzi, il pericolo principale, l’unica cosa da temere, è l’ignoranza perchè impedisce il formarsi di una propria opinione e di avere le capacità di informarsi correttamente. Agli studenti a cui parlo raccomando sempre di lavorare per sviluppare un proprio senso critico e per verificare le fonti da cui si traggono le informazioni!
    Per concludere, non dimentichiamo che gli ogm, prima di essere messi in commercio, sono più testati di un missile della Nasa, proprio per verificare che non comportino alcun pericolo!
    E ancora, auguriamoci che in Italia ci si decida a dare un po’ più di fiducia a chi svolge il proprio lavoro con comeptenza e responsabilità. Sto pensando agli scienziati; e anche agli imprenditori che operano in agricoltura. Paesi che bizzarramente ci ostiniamo a considerare ‘terzo mondo’, come Cina, India, Brasile Argentina, investono moltissimo nella ricerca genetica applicata all’agricoltura e ne stanno traendo vantaggi economici e ambientali grandissimi.

    Buon lavoro!
    Deborah Piovan, un agricoltore con il pallino per la genetica.

  2. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    A Giuseppe, Ivana e Davide e ai loro Amici del Progetto Brocca vorrei segnalare un esempio di piante geneticamente modificate ottenute da Ricercatori italiani utilizzando esclusivamente fondi pubblici attraverso il Progetto Biotecnologie del Ministero dell’Agricoltura. Faccio riferimento all’ottenimento di piante capaci di produrre frutti senza semi, un obiettivo perseguito da diverse aziende sementiere multinazionali senza grandi risultati malgrado i tantissimi soldi investiti (contro le poche decine di milioni di lire utilizzate dai ricercatori italiani).
    In genenrale, un fiore per svilupparsi in frutto ha bisogno di polline che fecondi la parte femminile del fiore (del medesimo fiore o dei fiori di altre piante. E qui si apre il complesso campo della biologia fiorale che bisogna conoscere bene per ottenere le produzioni e che i consumatori ignorano del tutto). Prendiamo una pianta di pomodoro (ma lo stesso vale per peperone, melanzana, zucchino, cetriolo, ecc.) da coltivare non nel suo periodo classico (qualcuno direbbe naturale) cioè durante l’estate visto che sono specie macroterme, quando i fiori producono polline ma in serra per avere una produzione destagionalizzata durante l’inverno, quando la pianta non resisterebbe alle basse temperature. Cosa che si fa da oltre mezzo secolo perchè i consumatori vogliono pomodori tutto l’anno! Ebbene, quando fa freddo, in serra i fiori non producono sufficiente polline o non ne producono per niente per fecondarsi. Per mobilitare quel poco di polline l’agricoltore deve inserire le api o i bombi e chiudere le serre altrimenti questi volano via! Quando invece non si forma polline per niente, l’alternativa è quella di spruzzare le auxine (sintetiche) su ogni fiore al momento della sua massima apertura (antesi). Questa operazione viene detta impropriamente ormonatura perchè l’azione delle auxine è paragonata a quella degli ormoni del regno animale. Le auxine si sa sono sostanze prodotte dal fiore dopo l’allegagione per far crescere e sviluppare il ricettacolo e quindi formare il frutto. Bisogna stare attenti alla dose spruzzata altrimenti avremo frutti deformi per eccesso o di dimesioni ridotte e deformi per difetto di auxina spruzzata. Questa operazione incide per almeno il 10% del costo totale di produzione.
    La partenocarpia, cioè l’assenza di semi nei frutti, è un carattere presente in natura ma è molto influenzato dalla temperatura: in genere, le piante partenocarpiche, a temperature inferiori a 10-13°C non formano polline nei fiori e riescono a produrre un po’ di auxine dando frutti più o meno commerciabili ma di forma e dimensione diversa nei diversi grappoli fiorali; se la temperatura supera 10-13°C la pianta produce fiori con polline in quantità differente che influenza la forma dei frutti. Ed in serra, anche d’inverno, è facile passare da pochi gradi a oltre 30°C! Quindi, la produzione è poco omogenea con molto scarto.
    Cosa hanno fatto i ricercatori italiani? Hanno preso da un batterio un gene che sintetizza per la produzione di auxina e l’anno inserita nel corredo cromosomico della pianta secondo i metodi classici e che il Dr. De Fez vi ha spiegato; poi hanno inserito un altro gene che fa sintetizzare l’auxina solo nel fiore e non nelle altre parti della pianta (denominato perciò gene ad espressione specifica). In questo modo tutti i fiori prodotti delle piante transgeniche partenocarpiche daranno frutti perfetti anche senza l’ormonatura o l’impollinazione con o senza api e indifferentemente dalla temperatura di crescita delle piante.
    Quando questo brevetto italiano fu pubblicizzato (alla fine del 1996!) un grande scienziato americano, con molta ammirazione, scrisse: “Gli Italiani hanno inventato l’immacolata concezione!”. E voi siete già grandi per capire perchè!
    Ho fatto l’esempio del pomodoro, ma il metodo fu prima sperimentato sulla pianta del tabacco (pianta modello per le biotecnologie) e poi fu trasferito sulla melanzana, che fu la prima pianta ad essere modificata per avere frutti commerciabili partenocarpici con tale via. Le melanzane prodotte in questo modo, oltre a non avere i semi che fanno diventare amari i frutti, hanno la caratteristica di avere polpa soda, compatta, dolce e che non imbrunisce. Ovviamente si trattava di un modello di pianta utlizzabile per ottenere varietà o meglio ibridi commerciali. Le annalisi organolettiche dimostrarono anche che non contenenvanoprodtti tossici per l’uomo.
    Poi, il metodo, modificato e perfezionato, fu adattato al pomodoro, al melone, all’uva da tavola, a piccoli frutti, ecc. Pensate che il pomodoro da industria (sia per i pelati che per il concentrato) senza semi eviterebbe molto scarto considerato speciale!
    Purtroppo, la messa al bando degli OGM in agricoltura come vi ha spiegato il Dr. De Fez impedì la diffusione di tale scoperta, che tutto il mondo aspettava. Ai Ricercatori italiani che avevano fatto la scoperta non furono dati più finanziamenti per portare avanti le ricerche e fu impedito perfino di far applicare il brevetto nei paesi stranieri dove le piante GM vengono coltivate. Si calcolò che i proventi per l’utilizzazione di quei brevetti avrebbe finanziato tutta la ricerca italiana sul miglioramento genetico degli ortaggi e avrebbe consentito all’Italia di essere leader assoluta nel settore dove già si distinguevano bravissimi Ricercatori sia dell’Università che del CNR e degli Istituti Sperimentali del Ministero dell’Agricoltura. In questo modo si bloccò un sogno, ssi impedì di continuare i programmi che furono definiti “la via italiana alla transgenia” (che mirava esclusivamente al miglioramento della qualità delle produzioni e all’introduzione delle resisitenze genentiche ai più terribili parassiti delle piante); quindi si impedì alla ricerca italiana di progredire e si impedì alle generazioni future di giovani di accedere ad una branca della ricerca che in tutti i paesi sviluppati non sono mai state interrotte. Insomma, abbiamo perso una grande occasione di formare know-how di prima mano. In altri termini, si fece UNA SCELTA DI SOTTOSVILUPPO per tutta la nazione e non solo per l’agricoltura e la ricerca in agricoltura che tutti noi stiamo pagando caramente!
    Va aggiunto che chi difese quei brevetti rischiò il carcere e deve ancora andare a difendersi in tribunale per reati mai commessi ma buttategli addosso per rappresaglia ideologica, come nelle peggiori dittature. Ovviamente a spregio della dignità dei Ricercatori, della Ricerca e della Costituzione che li tutela! Purtroppo, nessuno si mai indignanto per questo scempio politico collettivo!

  3. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Cara IV D,
    vorrei chiedere a tutti, non solo ai tre redattori di temi selezionati:
    Avevate una opinione sugli OGM prima che iniziasse questo percorso?
    Avete cambiato opinione grazie al video ed all’approfondimento successivo?
    Ne avete parlato in famiglia?
    Qualcuno ha discusso con i familiari del fatto che tutti i mangimi derivano da OGM?, che reazioni avete avuto?
    Che impressione avete in generale del dibattito, siete per caso sorpresi della distanza tra la pubblicità e le apparenze rispetto ai dati ed alla pratica?

  4. DavideNo Gravatar scrive:

    @Vitangelo, interessante la spiegazione dell’Immacolata Concezione, anche se alquanto deprimente. Il punto è che nessun capo di governo può proporre leggi pro Ogm, perché questo vorrebbe dire perdere gran parte dei voti ricevuti. Inutile ripetere che quindi l’unica via da percorrere rimane sempre l’informazione libera, perché una massa contro gli ogm produrrà sempre un governo contro ogm, e quindi noi avremo leggi “progressicide”. Continuiamo a fare del nostro meglio, con questo sito, in casa, a scuola, ovunque si possa, per informare quanta più gente possibile, e prima o poi vedremo un cambiamento!

    @Dr Defez, personalmente avevo già affrontato la tematica degli ogm, credo alle scuole medie, e avevo già un’opinione da pioniere, nel senso che comunque non sapendo veramente cosa ci fosse dietro gli Ogm, volevo provarli. Probabilmente se l’avessi fatto sarei rimasto deluso nel vedere che non c’era alcuna differenza, tranne probabilmente il prezzo ^^

  5. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    Caro Davide, i capi di governo non devono fare leggi pro-OGM, devono solo applicare le direttive europee e le decisioni prese in altri ambiti internazionali perchè non siamo soli al mondo e neanche i migliori in assoluto!! Non possiamo continuare a comportarci in Europa come ad un supermercato dove si va per prendere solo quello che fa comodo o si crede faccia comodo. Quindi, i capi di governo non dovrebbero neanche fare leggi anti-OGM (ma sarebbe meglio dire anti-ricercatori e anti-agricoltori, visti i risultati)! E’ un assurdo; ma tutta questa storia è assurda. Sugli OGM è stato scritto parecchio anche in Italia, pro e contro. Dario Bressanini lo ha fatto con due libri anche divertenti negli ultimi tre anni. L’ultimo “Pane e bugie” (Chiarelettere) è importante anche per sapere qualcosa oltre gli OGM. Anna Meldolesi scrisse “OGM: storia di un dibattito truccato” (Einaudi) che affrontò una decina di anni fa l’argomento con rigore scientifico da quella bravisisma divulgatrice che è. Quindi, se vuoi -o volete- approfondire l’argomento con rigore scientifico e nello stesso tempo imparare come giudicare e valutare un alimento, gli strumenti ci sono. Solo che le conclusioni sono scoraggianti per un giovane che dovrebbe vedere al futuro anche fidandosi dei buoni maestri, che certamente, come hai intuito, non sono i politici, in questo e altri casi, perchè la questione OGM è ormai una metafora di come si affrontano i problemi seri in Italia.
    Ciao, Vitangelo.

  6. Dario BressaniniNo Gravatar scrive:

    Ivana, Giuseppe e Davide: complimenti per i vostri elaborati!
    Volevo sapere se, raccontando quello che avete scoperto sull’argomento a qualcuno (amici, parenti…) che invece non era informato, avete notato incredulita’ o addirittura opposizione e negazione di quanto avete trovato e scritto.
    Ciao e in bocca al lupo

    Dario Bressanini

  7. PieroNo Gravatar scrive:

    Al punto 1. della slide 58 si afferma che una vacca ingerisce fino a 11 kg/giorno di farine di mais. Non è esatto, la vacca buona produttrice ingerisce (per brevi periodi al picco della curva di lattazione)quel quantitativo sotto forma di concentrati (miscele di fonti proteiche, minerali, cereali…) in ragione di circa il 50% della sostanza secca della razione giornaliera. (22-24 kg)Il mais non supera di norma il 50% della miscela di concentrati. Solo per la precisione, il lavoro è ottimo!

  8. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Piero,
    manda a sagri@salmone.org una descrizione della dieta di una vacca ed io provo a pubblicartela, i miei numeri derivano dalle discussioni con un veterinario nutrizionista che forse era troppo teorico mentre sono molto interessato ad una descrizione più realistica;
    grazie, roberto

  9. FrancescaNo Gravatar scrive:

    @Dr Defez, sono un’alunna di IV D. Rispondo alle sue domande..
    conoscevo già gli OGM ma, come molte persone che non hanno approfondito l’argomento, ero stata condizionata sulla natura degli OGM e quindi ne avevo un’idea sbagliata, anche perchè nella mia famiglia sono sostenitori dell’agricoltura biologica. Solo dopo aver visto il suo video con la professoressa Lippo ho cominciato a riflettere su COSA FOSSERO REALMENTE GLI OGM e su quali potessero essere gli aspetti positivi della loro introduzione nella nostra vita e dopo aver studiato tanto a scuola ho cambiato la mia opinione.Ho parlato poi con i miei familiari e devo dire che anche loro si sono ricreduti cosa che non credevo possibile!! :)

  10. Bestia BugblattaNo Gravatar scrive:

    Vorrei raccontare la mia esperienza.
    Sono un insegnante di Matematica e FIsica in un Liceo Classico.
    Da circa due anni anch’io sto cercando di sensibilizzare i miei studenti, 2^ e 3^ Liceo Classico, riguardo varie problematiche quali OGM, pseudoscienze, soprattutto omeopatia, e altri temi inerenti la divulgazione scientifica.
    Il mio scopo è quello di stimolare gli studenti affinché possano sviluppare gli strumenti necessari per analizzare, selezionare e interpretare in maniera critica la marea di informazioni provenienti dai media tradizionali e dal web su problematiche tecnico scientifiche e penso che il tema degli OGM si presti molto bene al caso.
    Al riguardo sono riuscito a organizzare un incontro seminario con Dario, che ringrazio di nuovo per la sua disponibilità, lo scorso anno e con un professore universitario di Biotecnologie agrarie quest’anno.
    Gli studenti si sono mostrati molto interessati, curiosi, disposti ad ascoltare e, cosa che mi ha fatto molto piacere, privi di pregiudizi.
    Sono anche entrato in possesso dei famosi 6 semi di Mon810, proprio con lo scopo di far vedere agli studenti come sono fatti questi famigerati Organismi Geneticamente Modificati.
    Quando li ho portati a scuola sono tutti rimasti immediatamente colpiti dal colore rossiccio dovuto alla concia, tutti tranne uno il cui nonno coltiva mais, tanto da ritenere che risedesse proprio nel colore la “diversità” dei semi.
    La reazione successiva, almeno di quelli più curiosi, è stata:”Prof. piantiamoli qui a scuola!”.
    Non ho potuto dar seguito a questo proposito in quanto molti colleghi avrebbero sicuramente manifestato il loro disappunto.
    I parlare con gli studenti mi ha permesso di nutrire molta fiducia nelle nuove generazioni, spero solo che non vengano rovinate da noi adulti.

  11. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    @ Francesca

    Pensa che le piante geneticamente modificate potrebbero far diventare il cibo veramente biologico, non come adesso che le sostanze impiegate in agricoltura biologica sono tutt’altro che “naturali” (ammesso che tale termine abbia un senso di distinzione)

  12. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    @ Bestia Bugblatta

    La transgensi e le biotecnologie in generale possono essere apprezzate molto di più dai raggazzi se si rendono conto che cosa sgnifichi miglioramento vegetale, quali sono i tempi e le difficoltà che s’incontrano. Guarda che non è difficile da spiegare, pur rimanendo sulle generali. Io ho smesso d’insegnare trent’anni fa, ma non ho mai mancato di spiegare i rudimenti della genetica.
    Non più tardi di una settimana fa un mio ex studente ormai quarantacinquenne mi ha dato atto che con quel poco che gli ho spiegato a suo tempo, riesce a districarsi molto meglio rispetto ad altri suoi amici.

  13. Bestia BugblattaNo Gravatar scrive:

    @Alberto
    Sono d’accordo, ma non è il mio compito, io insegno Matematica e Fisica.
    Come ho già detto per me gli OGM rappresentano un mezzo per discutere delle problematiche relative alla cattiva divulgazione scientifica e per far sviluppare un senso critico agli studenti. Ovviamente utilizzo le conoscenze di genetica che gli studenti possiedono in quanto ricevute nel corso di Scienze.
    Purtroppo anche alcuni colleghi di Scienze vedono gli OGM come una minaccia e non come una opportunità.

  14. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Certo che se nella scuola non s’insegna una cosa (la genetica) perchè potrebbe essere strumento d’uso per insegnare agli studenti cose che non si condividono siamo messi bene.

  15. Bestia BugblattaNo Gravatar scrive:

    @Alberto
    Forse non mi sono spiegato bene.
    Io non insegno genetica in quanto devo insegnare Matematica e Fisica, discipline per le quali a malapena si riescono a completare i programmi previsti.
    Parlo con i miei studenti di problematiche scientifiche varie, tra cui gli OGM, soprattutto PGM, nei ritagli di tempo o invitando esperti al di fuori della normale attività didattica.
    I colleghi di Scienze insegnano regolarmente la genetica, ma non affrontano, se non marginalmente, il problema delle PGM, parlano sicuramente di più degli OGM in campo medico.
    Devo dire a loro difesa che questa scelta è anche dovuta al fatto che cercano di dare una preparazione in grado di colmare l’handicap che gli studenti del Classico hanno, rispetto a quelli dello Scientifico, nell’affrontare i test d’ingresso alle facoltà universitarie ad accesso limitato (leggasi Medicina).
    Infine ho aggiunto che mi rammarico dell’atteggiamento pregiudizialmente negativo di alcuni colleghi nei confronti delle PGM, atteggiamento dovuto principalmente a motivazioni socio-economiche.

  16. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Un plauso a Ivana, Giovanni e Davide (oltre che a tutta la IV D) e in particolare alle loro Docenti per aver stimolato una discussione fresca e genuina come questa!
    Se noi agricoltori abbiamo una speranza di vedere un giorno una pianta OGM crescere nei nostri campi senza implicazioni giudiziarie sarà forse grazie a queste operazioni di “marketing” (scusate il termine un po’ improprio) rivolte alla nuova generazione che ancora non è stata corrotta dai pregiudizi correnti!
    Grazie anche a Roberto Defez che ancora una volta, direttamente o indirettamente, é protagonista di queste iniziative.

    Franco

  17. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @ Roberto

    Fai in modo che questa discussione rimanga in primo piano per molto tempo.
    Mi pare sia uno scambio di opinioni molto interessante e, sopratutto, non relegata fra i soli soliti addetti ai lavori.
    Abbiamo un grande bisogno di estendere il nostro pensiero, che sia giusto o sbagliato, a quante più persone possano contribuire al dibattito.
    Credo che l’aiuto dei giovani della IV D e dei loro amici possa contribuire moltissimo a diffondere “conoscenza”!

    W i giovani…

    Franco

  18. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Pssst…

    C’é nessuno che vuol far sentire la sua voce?
    Forza giovani della IV D e altri, datevi da fare…
    Non fermiamo qui la discussione; abbiamo certamente tante cose da dirci.
    Non ha importanza se siamo sulla stessa linea di pensiero o no. Anzi, ancor meglio se possiamo discutere da fronti opposti.
    Agricoltori e ricercatori insieme abbiamo bisogno di Voi!
    Chiedete, informatevi, criticateci, siate protagonisti della vostra crescita culturale (mi veniva voglia di scrivere “colturale” per stare in tema agricolo…
    Chiedete agli agricoltori cosa stanno facendo in questo momento critico della stagione nei loro campi e cosa potrebbero fare con mezzi tecnologici diversi.
    Chiedete ai ricercatori di cosa si stanno occupando per migliorare la nostra vita.
    Cercate di capire cosa succede nei campi e nei laboratori e non solo sugli scaffali del supermercato quando tutto é già fatto e una bottiglia di latte sembra un contenitore asettico dietro cui non esiste nulla se non il latte, ma c’é molto di più…

    Franco

  19. MariannaNo Gravatar scrive:

    Sono una ragazza della 5゜D del liceo Labriola. Sono felice che si sia aperta una discussione tra noi studenti e gli “addetti al lavoro” su di un tema così dibattuto e, per questo, ringrazio i miei compagni di quarta che hanno fornito a tutti noi un pretesto per un confronto così produttivo. Sono d’accordo con chi ha finora sostenuto la rilevanza che l’istruzione riveste in questo campo come in tanti altri. Solo sensibilizzando i giovani e le loro famiglie possono essere debellati quelle immagine “demoniache” da troppo tempo collegate al tema OGM.
    Premetto che il mio sogno è diventare una ricercatrice e non posso, quindi, che appoggiare la ricerca libera in ogni suo campo. Devo dire a questo proposito che ciò che più mi preoccupa a riguardo è il monopolio che in questo campo è detenuto dalla Monsanto. Sono a conoscenza del fatto che non è l’unica azienda a produrre OGM ma, in ogni caso, essa è la leader indiscussa di tale campo. So che il mio pensiero può sembrare anacronistico e, in un certo senso, utopico ma ho sempre creduto che la ricerca per essere veramente tale deve essere libera. Non può sottostare alle leggi di mercato! Qualcuno mi dirà che i fondi da qualche parte si devono pur prendere. Io non ho la risposta e forse parlo ancora con quell’ideologia un pò sognatrice dei miei 19 anni.
    Gli OGM sono un bene prezioso per chi è capace di usarli in maniera coscienziosa ma possono diventare una sorta di “arma letale” (lasciatemi passare l’espressione) nelle mani dei pochi affaristi, che non possiedono un briciolo di etica. Forse si dovrebbe , anche per tranquillizzare l’opinione pubblica, affidare tale ricerca agli enti pubblici! Peccato che lo stato non ha fondi nè per ricerca nè per istruzione! Forse la ricerca sugli OGM, come la ricerca in genere, saranno riconosciute ed apprezzate di più e in maniera più estesa, quando il governo inizierà a dare il proprio buon esempio!

  20. MariannaNo Gravatar scrive:

    Sono una ragazza della 5゜D del liceo Labriola. Sono felice che si sia aperta una discussione tra noi studenti e gli “addetti al lavoro” su di un tema così dibattuto e, per questo, ringrazio i miei compagni di quarta che hanno fornito a tutti noi un pretesto per un confronto così produttivo. Sono d’accordo con chi ha finora sostenuto la rilevanza che l’istruzione riveste in questo campo come in tanti altri. Solo sensibilizzando i giovani e le loro famiglie possono essere debellati quelle immagine “demoniache” da troppo tempo collegate al tema OGM.
    Premetto che il mio sogno è diventare una ricercatrice e non posso, quindi, che appoggiare la ricerca libera in ogni suo campo. Devo dire a questo proposito che ciò che più mi preoccupa a riguardo è il monopolio che in questo campo è detenuto dalla Monsanto. Sono a conoscenza del fatto che non è l’unica azienda a produrre OGM ma, in ogni caso, essa è la leader indiscussa di tale campo. So che il mio pensiero può sembrare anacronistico e, in un certo senso, utopico ma ho sempre creduto che la ricerca per essere veramente tale deve essere libera. Non può sottostare alle leggi di mercato! Qualcuno mi dirà che i fondi da qualche parte si devono pur prendere. Io non ho la risposta e forse parlo ancora con quell’ideologia un pò sognatrice dei miei 19 anni.
    Gli OGM sono un bene prezioso per chi è capace di usarli in maniera coscienziosa ma possono diventare una sorta di “arma letale” (lasciatemi passare l’espressione) nelle mani dei pochi affaristi, che non possiedono un briciolo di etica. Forse si dovrebbe , anche per tranquillizzare l’opinione pubblica, affidare tale ricerca agli enti pubblici! Peccato che lo stato non ha fondi nè per ricerca nè per istruzione! Forse la ricerca sugli OGM, come la ricerca in genere, saranno riconosciute ed apprezzate di più e in maniera più estesa, quando il governo inizierà a dare il proprio buon esempio!

  21. silvia lippoNo Gravatar scrive:

    Devo dire che sono molto soddisfatta del lavoro svolto quest’anno con i miei ragazzi della classe quarta sperimentale Brocca scientifico, lavoro che ha coinvolto anche i miei colleghi di corso e che coinvolgerà anche le famiglie nel corso del prossimo anno scolastico con l’organizzazione di una tavola rotonda a più voci di opinione diversa sugli OGM. Rivolgo un invito a tutti coloro che sarebbero eventualmente interessati a partecipare sia al lavoro previsto per l’anno prossimo che alla tavola rotonda a lasciare un post ed eventualmente contattarmi all’indirizzo silviamaria.lippo@unina.it.
    Grazie, silvia

  22. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Cara Marianna,
    capisco le tue preoccupazioni sui timori di abuso da posizione dominante di una singola azienda, Monsanto. Fammi fare solo poche sintetiche considerazioni:
    1. Chi ha dato questa posizione dominante a Monsanto sono state paradossalmente le organizzazioni ambientaliste con le loro richieste di validazione sanitaria ed ambientale degli OGM così costose da espellere dal mercato chi aveva davvero prodotto delle ottime piante modificate ossia tantissime Università ed enti di ricerca sparsi in tutto il mondo: per cui meno controlli sugli OGM farebbero bene all’agricoltura e ridurrebbero i teorici rischi di posizioni dominanti.

    2. La guerra contro Monsanto nasce oramai 13 anni fa ad un G7 in Canada. Oggi la situazione è molto cambiata. Se guardi la massa di pubblicazioni scientifiche e di finanziamenti alla ricerca ed alla validazione è del tutto evidente che molti dei prossimi OGM saranno cinesi ed indiani e casomai anche pubblici. Pensiamo davvero di arginare questi nuovi produttori di derrate visto che l’Europa ha bisogno di 45 milioni di ettari extra-europei per nutrire i suoi cittadini? O pensiamo di stare fuori da questo mercato lasciando che sia dominato da Asia ed Americhe?

    3. Monsanto è una piccolissima company che fattura nel mondo la metà di quanto COOP fattura in Italia. Ma quando appare una nuova tecnologia sul mercato, ad esempio Internet, credi che la miglior soluzione sia chiudersi a riccio e rifiutare di giocare la partita? Immagina Microsoft, era ben più dominante di Monsanto e per aspetti molto più strategici come l’informazione, ebbene nessuno ha mai pensato di vietare l’accesso alla rete in Italia. La soluzione quando appare un novità è quella di creare competizione. Google, Skype, Facebook sono non solo il modo in cui si è data risposta a nuove esigenze con nuovi servizi, ma si sono soprattutto creati posti di lavoro. Vietare, chiudersi in autarchia, aver paura di affrontare le sfide ci mette nella situazione di privilegiare le scelte, le professioni e gli interessi della parte più anziana della popolazione italiana mantenendo in vita le posizioni dominanti di una classe dirigente parassitaria ed incapace di passare la mano.

    Penso di aver messo carne a cuocere a sufficenza per chi come te sta per affrontare la maturità
    ciao roberto

  23. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Marianna
    Rifletti sul fatto che la trasngenesi, questa è la definizione più giusta, che in fin dei conti è solo un mezzo e non una soluzione, è avversato anche come mezzo, al punto da preferire la limitazione delle produzioni invece che di aumentarla.

    Non ti pare che sia più etico aumentare la produzione di derrate alimentari che di diminuirle? Tale è infatti la finalità perseguita da chi produce biologico e da chi impedisce di accelerare il processo di miglioramento vegetale; voluto da chi vorrebbe mettere al bando le biotecnologie.

  24. GreenNo Gravatar scrive:

    “Senza la costante analisi critica, senza la messa in dubbio, la scienza non andrebbe mai avanti” mi disse una volta una professoressa. Ora, questa “scienza” è arrivata ad un’altra svolta. Si è messo in dubbio l’impossibilità di modificare, migliorando o meno, un organismo vivente. Io, un semplice studente di III (sempre del brocca al Labriola) non ho nemmeno lontanamente idea delle possibilità di questa svolta e non sono abbastanza preparato per dare un’opinione; tuttavia sono estremamente interessato a questo argomento tutto nuovo, che però a quanto pare è ancora piuttosto criticato. Perchè, mi chiedo? Non è tanto più rischioso di quanto fu la ricerca sul nucleare, e al confronto mi pare che le possibilità siano decisamente più interessanti. Insomma, in definitiva, con questo mio commento, oltre che a volermi almeno introdurre all’argomento, voglio esprimere tutto il mio appoggio per questa nuova “scienza” e la critica a chi tenta di arginarla, che di fatto limita la capacità stessa della scienza di migliorarsi, sempre.
    Ciao e grazie per l’attenzione.

  25. SimoneNo Gravatar scrive:

    Sono un alunno della quarta che ha partecipato a questo progetto, avevo affrontato anche io questa tematica già in passato ed ero rimasto subito affascinato riguardo ciò che la genetica era in grado di fare.
    Ora avendo visto i vantaggi che gli ogm portano nella nostra vita, spero che l’idea di adottarli possa diffondersi e portare i suoi benefici.

  26. EmanueleNo Gravatar scrive:

    Salve a tutti mi chiamo Emanuele e sono un alunno della IV D. Vorrei partire subito col dire che questa esperienza di approfondimento nel campo degli OGM è stata del tutto nuova e sorprendente. Prima di capire cosa fossero realmente,ne avevo solo sentito parlare qualche volta ma sempre in maniera negativa, ora però riconosco il fatto che la paura che aleggia sugli OGM nasce dalla cattiva informazione e da false notizie diffuse dalle aziende interessate. Come ho già detto le uniche notizie che avevo riguardo gli OGM riguardavano solo i loro lati “negativi” inesistenti quindi nel momento in cui ho cominciato a studiare l’argomento partivo già con pregiudizi non positivi. Ora la mia posizione è del tutto differente e con la mia anche quella della mia famiglia che è stata subito informata al termine e nel corso dei miei approfondimenti. Ovviamente un ringraziamento dovuto va alla professoressa Lippo e al Dr. Defez che indirettamente ha partecipato alla nostra formazione.

  27. IvanaNo Gravatar scrive:

    salve a tutti..sono ivana di IV D! Volevo contribuire anche io a questa bellissima iniziativa di dibattito riguardo un’argomentazione che mi ha interessata particolarmente durante quest’anno scolastico, gli OGM. Beh, non posso che essere soddisfatta e compiaciuta del fatto che il mio approfondimento e quello di altri due miei compagni sugli OGM, siano riusciti a promuovere questa interessante diatriba, anzi, lo definirei piuttosto un confronto di idee, e possano magari, essere presi in considerazione da altri ragazzi della nostra età come spunto di discussione nella loro scuola. il tema degli OGM come sappiamo è molto discusso e frainteso, forse perchè come ogni innovazione, suscita scalpore e soprattutto timore. Io, la mia classe e ora anche la mia famiglia, siamo convinti che, dalle informazioni ricavate sugli OGM e dai video gentilmente mostratici dalla prof.ssa Lippo riguardo questo tema affrontato dal dott. Defez, gli OGM potranno ovviare ad alcune problematiche. Ringrazio in particolar modo la prof.ssa Lippo e il dott. Defez, per averci aperto gli occhi su questa tematica ed aver dato, a me personalmente, la possibilità di trascrivere un mio elaborato su questo bellissimo sito. Ciao a tutti!

  28. Alessandro e StefanoNo Gravatar scrive:

    @Dr Defez .Abbiamo entrambi provato a parlarne in famiglia e abbiamo avuto pressoche’ le stesse risposte. Come noi, inizialmente non conoscendo a fondo la questione erano un po’ scettici. Infatti per quel che si legge su giornali e telegiornali gli OGM non sembrano una buona alternativa ai cibi classici. Gli abbiamo pero’ spiegato in cosa realmente consistono e quanto siano in realta’ naturali. Apparentemente ci e’ sembrato di averli convinti ma nessuno dei due ha riscontrato esiti positivi nel senso che ancora dobbiamo vedere sulle nostre tavole cibi OGM.

  29. VIncenzo Musella (alunno di IV D)No Gravatar scrive:

    @Dottor Defez
    Le prime informazioni che ho avuto sugli OGM sono state quelle sull’argomento scientifico studiato a scuola. Non ho mai avuto una vera e propria opinione sugli OGM precedentemente. Grazie alla prof Lippo abbiamo visto quant’è complessa la situazione per quanto riguarda il loro uso ma soprattutto le difficoltà che nascono dalla confusione dell’opinione pubblica, influenzata dal solito e ormai familiare filtro deformante dell’informazione mediatica. L’unico dubbio che mi sorge è, per eliminare “superstizioni”, ideologie e correggere conoscenze specifiche sbagliate sull’argomento, come si fa a sanare questo flusso di informazioni? Penso che questo sia l’obbiettivo primario ma non sono in grado di rispondermi.

  30. Emanuele F.No Gravatar scrive:

    Anche io sono della IV D. Fondamentalmente io credo che la cosa veramente importante riguardo questo percorso di approfondimento sugli OGM sia stata quella di aver imparato a sviluppare senso critico, prendere in considerazione più correnti di pensiero ed opinioni differenti, al fine di costruire ognuno di noi un proprio giudizio a riguardo basato su studio e cognizione di causa, non per sentito dire. Detto questo ringrazio la prof.ssa Lippo che ci ha condotto attraverso questo percorso di studio e il Dott. Defez, da cui, anche se indirettamente, è partito tutto.

  31. DanieleNo Gravatar scrive:

    Buonasera a tutti, mi chiamo Daniele e sono un ragazzo della IV D.
    Prima che ne parlassimo a scuola, non sapevo niente riguardo gli OGM.
    Come ogni informazione che lavora su una tavoletta di cera, quindi, ho accettato per vero(e continuo ad accettare, anzi a sostenere) tutto ciò che ho studiato e ascoltato e cioè che gli OGM, con i loro lati negativi, che intimoriscono tanto le multinazionali, e con i loro lati positivi, che ci inducono a sperare (e a superare alcuni problemi connessi ad alimentazione, ad esempio) in una migliore selezione di ciò che ci serve realmente, sono il progresso e il futuro; progresso che, tra l’altro, viene ostacolato (a mio avviso in modo molto fastidioso) da “istituzioni che non hanno competenza (correggetemi se sbaglio) riguardo l’argomento di valore scientifico”, parlo della Chiesa, che influisce molto sulle opinioni della gente, oggi e da sempre. Voglio darvi la mia esperienza da ragazzo che ha ricevuto un’educazione cattolica e che si scontra quasi ogni giorno con dei genitori cattolici.
    Avevo appena studiato gli OGM, da pochi giorni avevo visto in classe il video del professor Defez e avevo deciso di parlarne a tavola con la mia famiglia. Quando mi videro sostenere in modo così fermo le argomentazioni pro-OGM, non sembrai forse agli occhi loro un… eretico? Continuavano a sostenere che poichè gli OGM non ci sono stati dati da Dio e che poichè l’uomo non può cambiare in modo così radicale la natura a suo piacere in quanto deve ricordarsi che è un dono di Dio, gli OGM sono sicuramente diavolerie. Ho sintetizzato il pensiero secondo me assurdo dei miei genitori cattolici e di altri cattolici a cui chiesi, incredulo, loro considerazioni riguardo gli OGM. Altri invece sono più aperti e sostengono come me che, se ben controllati e non strumentalizzati, gli OGM sono davvero utili; mi aspetto che il futuro possa davvero godere delle peculiarità magnifiche della tecnologia genetica.
    Per concludere, cito una frase di Voltaire, che, sebbene detta circa 300 anni fa, è sempre attuale: “La superstizione è la più mostruosa nemica del genere umano” e del progresso. :)

  32. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ragazzi

    Provate ad inquadrare l’argomento in questo modo con i vostri famigliari:

    L’uomo fino da quando da coglitore è passato a agricoltore ha selezionato le variazioni che le piante presentavano e che riteneva positive per lui. Nessuno ha intravisto in questo modo di fare il contravvenire a principi etici, benchè la scelta operata facesse diminuire la biodiversità in quanto le altre variazioni non ritenute interessanti e non subendo la pressione selettiva dell’uomo, erano in gran parte destinate alla scomparsa.

    L’uomo si è ad un certo punto chiesto: se la natura crea queste variazioni genetiche casualmente, non ci sono strumenti che facciano aumentare il sorgere di queste variazioni (in gergo mutazioni) in modo che si abbia una casistica maggiore nella quale scegliere?

    Altra esperienza fatta è stata quella di chiedersi, come faccio a non perdere le mutazioni che ho individuato buone? Laddove ha potuto sfruttarla, ha scelto di riprodurre le piante per via agamica, cioè non passando per la via sessuale che scombussolava tutto.

    Il progresso della scienza è proseguito come pure le esigenze di coltivare per produrre più cibo sono divenute impellenti. Allora l’uomo si è chiesto posso aumentare artificialmente la possibilità di avere più mutazioni su cui scegliere?

    Ha scoperto che le mutazioni potevano essere generate dal bombardare i semi con radiazioni e questa non è una scoperta di adesso ma di ben mezzo secolo fa, come applicazione di routine.

    Ha anche scoperto che in certi casi, pochi purtroppo, era possibile immettere caratteri nuovi in una specie vivente andandoli a pescare in altre specie. Solo che l’introduzione avveniva unicamente se le due specie riuscivano ad incrociarsi tra loro. Il che avveniva, ma non così facilmente.

    Con il progresso della biologia cellulare ha scoperto che c’era la possibilità di unire i nuclei di due cellule in una sola cellula e poi ricreare una pianta nuova e l’ha fatto.

    Con il progresso della biologia molecolare ha scoperto che addirittura si poteva sapere quali caratteri producevano i geni e quindi escogitò la possibilità di trasferire un solo gene in una pianta che ne era priva.

    E’ qui che si parlò di “piante geneticamente modificate”, ma in effetti si trattava di “Piante geneticamente migliorate” che vennero valutate come si comportanvano e se avevano qualche aspetto negativo.

    Ecco, invece di dire OGM, usate il quest’altra terminologia: transgnesi, se trasferite un gene di altra specie e cisgenesi se trasferite un gene della stessa specie. E’ esattamente ciò che avviene tutte le volte che si fa un incrocio, ma in questo frangente il tutto avviene solo guidato dal caso e può capitare di ritrovarsi tra le mani una casistica per nulla interessante, mentre con le biotecnolologie si agisce in modo mirato.

    Conclusione la tecnica per ottenre della Pinate Geneticamente migliorate (PGM acronimo migliore di OGM) e solo un MEZZO più affinato per giungere allo scopo di migliorare le specie vegetali e animali. NON è mai una SOLUZIONE. E’ esattamente la stessa cosa che fa un artigiano quando si costruisce uno strumento più adatto per fare una determinata parte di un lavoro, ma non tutto il lavoro, per fare quello occorrono ancora altri strumenti o mezzi.

  33. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Daniele

    Prova a sottoporre ai tuoi genitori questa considerazione:

    La Chiesa ha creato la PAS-Pontificia Accademia delle Scienze (che è favorevole alla creazione di PGM (piante genticamente migliorate), perchè, per quanto riguarda l’interpretazione delle sacre scritture e rilevarne le verità, essa è autonoma, per quanto riguarda la filosofia, i testi ci sono , mentre per quanto riguarda l’interpretazione delle verità scientifiche deve chiedere aiuto agli scienziati.

    Cio che la Chiesa richiede agli scienziati della PAS è divulgare con coscienza, non nascondere la verità e non farsi trasportare dalle proprie convinzioni filosofiche

  34. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Cari ragazzi e in particolare Daniele e Vincenzo,
    alcuni di voi hanno trovato ascolto presso i rispettivi genitori, altri hanno trovato un muro, uno strano muro visto che quasi nulla di quello che mangiamo oggi ci e’ stato “donato” dalla natura: ad esempio tutti gli alberi da frutta sono innestati, sono dei minotauri, li’ la mano dell’uomo e’ passata ed è stata pesantissima.

    Vincenzo pone la domanda chiave di tutta la vicenda OGM: come si fa a riequilibrare una informazione truccata?
    Come te Vincenzo, anche io non ho la soluzione in tasca benchè abbia parlato del tema con molti direttori di testate giornalistiche e televisive tutto quello che posso proporvi è di discuterne insieme, ma questa volta anche con i vostri genitori o a scuola da voi o al CNR nella nostra sala conferenze da oltre 200 posti. Pensateci, io sono sempre disponibile.

    Torno su un concetto che ho già scritto qui sopra: se le carte del gioco sono truccate, ed io sostengo che lo siano, chi ne pagherà le conseguenze sono le giovani generazioni che verranno illuse di una Natura sana, buona e caritatevole, che penseranno che l’innovazione è un demonio ed usciranno da tutti i circuiti culturali ed economici che riguardano l’innovazione, che passeranno anni a recuperare la coscienza di cosa è realmente avvenuto in Italia in questi 15 anni.
    Dove erano le associazioni dei consumatori quasi tutte anti-OGM (tranne Altroconsumo ed ADUC) che non hanno spiegato che tutti i mangimi erano a base di OGM? perchè nessuno vuole etichettare il latte, formaggi o salumi come derivati di OGM?, per quale perversa ragione abbiamo messo sotto ricatto l’intera filiera della produzione di Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Prosciutto di Parma, Sandaniele, etc. che hanno dovuto nascondersi e forse pagare il silenzio per non venire accusati di avere prodotti inquinati da OGM? Abbiamo truffato i consumatori e colpevolizzato le aziende ponendole sotto il ricatto di politici e organizzazione anti-OGM: come si fa a creare posti di lavoro in un Paese che pensa solo a chiudersi gli attributi in un cassetto?

    Per darvi il senso di questo dramma vi chiedo di rileggere un post dove Parmigiano Reggiano viene quasi costretta ad aderire (come 33esima organizzazione) ad una monumentale campagna anti-OGM: http://www.salmone.org/il-parmigiano-aderisce-alla-campagna-di-capanna-ma-gli-spiega-come-non-sia-possible-evitare-gli-ogm-visti-i-tempi-di-stagionatura-per-almeno-tre-anni-non-rischiamo-che-ci-venga-imposto-alcun-parmig/

    Ma se volete sentire la viva voce del presidente del Consorzio, Alai, eccovi la registrazione di una puntata di Decanter ed un mio articolo su Spazio Rurale: http://www.salmone.org/dopo-il-parmigiano-sotto-a-chi-tocca/

  35. DioNo Gravatar scrive:

    Gli ogm sono il diavolo..

  36. robertaNo Gravatar scrive:

    Bella questa iniziativa. Io l’ho vissuta un po’ a latere (si capisce che insegno Latino???), dunque di biologia e giù di lì capisco ben poco, ma grazie ai ragazzi che hanno lavorato, e scritto, su questi temi, grazie a Silvia che mi coinvolge in sperimentazioni didattiche sempre nuove ed entusiasmanti, … ora almeno capisco i termini della questione. In verità, sugli OGM resto ancora alquanto diffidente, ma sono disponibile ad approfondire. A voi “salmonisti” il compito di convincermi!

  37. SalvatoreNo Gravatar scrive:

    Mi complimento per l’iniziativa. Una maggiore consapevolezza scietifica circa problematiche, quali quella in oggetto, che vanno esaminate da più angoli di visuale e che, in ragione delle ricadute economiche, condizionano scelte politiche, è assolutamente necessaria. Di qui la opportunità di favorire comunicazioni con il pubblico su temi controversi come quello degli OGM.

  38. Ennio GalanteNo Gravatar scrive:

    Faccio un commento generale. Sono contento del dibattito che state sviluppando i questo blog. A mio avviso, è necessario con pazienza cercare di intensificare le presenze in TV e sulla carta stampata di coloro che operano sul campo. Ad esempio Vitangelo Magnifico, che possono testimoniare in modo competente le demistificazioni sugli argomenti contrari agli OGM. Buone le dia.
    Saluti a tutti e buon lavoro.

  39. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    @ Ennio Galante

    Siamo considerati “non bucatori di schermo” o non facitori di scoop giornalistici. Quelli che sono andati in televisione (ed erano fior di scienziati) o che scrivono (io sono uno che scrive) sono stati oggetto (consenzienti i conduttori) di prevaricazione e impediti di sviluppare i loro ragionamenti, oppure all’articolo il giornale ne hanno fatto seguire quattro o cinque di altri contro, impedendo la continuazione del dibattito. Le eventuali lettere in risposta ad articoli pieni di falsità sono sistematicamente ignorati.

    Sai i vari Capanna sono facilitati, si esprimono sul tema della genetica e delle biotecnologie per slogan tipo fragola-pesce, mentre si tratta di argomenti complessi che hanno bisogno di un ragionamento articolato per farsi capire. Ti faccio un esempio che forse è riassuntivo dell’andazzo.

    La fragola-pesce che è una balla totale, ma che ancora circola è stata subito interpretata come una fragola che avrebbe avuto il sapore di pesce (avendo un impatto dirompente sull’opinione pubblica) in quanto si è sempre solo ammesso che un gene del pesce venisse trasferito nel genoma della fragola, mai è stato invece interpretato come procedimento inverso cioè che un gene di fragola venisse trasferito in un pesce e questo assumesse il sapore di fragola. Da qui capisci la tendenziosità. Ecco in televisione è permesso far passare il messaggio della fragola-pesce e non quello del pesce-fragola.

    Il mio professore di genetica iniziava tutti gli anni il suo corso di genetica con questo aneddoto: un’attrice bellissima rimase impressionata dall’intelligenza di uno scienziato e quindi gli fece una “proposta indecente”, vale a dire un’accoppiamento per generare un figlio bellissimo come lei e intelligentissimo come il professore, ma questi di rimando gli rispsose che poteva nascere anche l’inverso, intelligentissimo come lei e “bellissimo” come lui (da tutti considerato alla stessa stregua di uno sgorbio della natura).

    Ecco il miglioramento vegetale ha ancora questi limiti, molto spesso si ottiene l’obiettivo inverso di quello preventivato. La transgenesi è la prima tecnica che permette di agire miratamente e di ridurre in parte l’alea insita nelle metodologie della genetica classica e non più sopportabile per le esigenze di un mondo che fra 40 anni sarà cresciuto di altri tre miliardi e altri tre avranno raggiunto livelli di consumo di cibo uguali a quelle attuali del mondo occidentale. E’ questo che l’opinione pubblica dovrebbe capire.

    Scusami se mi sono lasciato trasportare (facendo un’intervento lungo)dalla foga

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