Vediamo se qualcuno procura semi Ogm sterili

15 Gen 2015
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http://www.huffingtonpost.it/marco-perduca/quattro-chiacchiere-roberto-defez-ogm_b_6426588.html

La sfida e’ lanciata, speriamo che almeno questa fesseria si spenga qui. In realtà’ la giusta da fare sarebbe quella che ognuno risalga alla sorgente della sua disinformazione e capisca che si e’ sempre abbeverato ad una fonte inquinata. All’inizio dell’anno si devono sempre fare un po’ di sogni, no?

12 commenti al post: “Vediamo se qualcuno procura semi Ogm sterili”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Veramente Roberto La produttività del mais è arrivata a realizzare performances di 15 volte le vecchie varietà.

    http://www.monsanto.com/global/fr/actualites/pages/300-quintaux-par-hectare-de-mais-en-georgie-usa.aspx

    Qui l’incidenza degli OGM è minima sulla produttività, l’OGM serve solo per facilitare la coltivazione. E’ il miglioramento genetico con metodi classici e con l’ausilio delle biotecnologie (genomica, proteomica metabolomica) che ha permesso questi risultati. Quindi individuare la Monsanto con gli OGM è totalmente fuorviante, la Monsanto è in assoluto la società più avanzata nel miglioramento vegetale di mais, soia, cotone e varietà orticole, indipendentemente che poi immetta tratti genetici Bt o HT.

    Gradirei sapere, però, come fa chi coltiva le vecchie popolazioni a salvarsi dalla piralide e dal carbone del mais, perchè sono di una sensibilità estrema. Quest’anno ho coltivato per le mie nuore che volevano fare dei vassoi di pannocchie variamente colorate una cinquantina di piante di semi presi da pannocchie variegate dai transposoni. Ebbene lo sai che non ne ho raccolta una che è una sufficientemente completa da esporre? Non lo sa quello che decanta le vecchie popolazioni che i mulini che fanno farina di popolazioni semivitree fanno coltivare della varietà migliorate dalla Monsanto appositamente per questo scopo e sono venduti come ibridi sintetici? Non esistono praticamente più le popolazioni di una volta in quanto sono state riprese e riselezionate pur non essendo OGM in quanto il gioco non vale la candela.

  2. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Io ho un po’ di belle pannocchie di tutti i colori presi dal campo da Silvano Dalla Libera. Sono stato con lui a sceglierle e non c’era mai piu’ di una pannocchia per pianta

  3. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Comunque e’ venuto Salamini nel mio studio ed ha apprezzato la mia collezione esposta (giallo con piralide, rosso, bianco e Bt) e cosi’ ora c’e’ una copia di tutto questo nei corridoi del CNR a Roma. Al prossimo post in evidenza sul mais ci metto quella foto

  4. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto,

    Il “Cesco”, questo è familiarmente Francesco Salamini per me (sai dopo 9 anni di contatti quotidiani e poi mai ci siamo persi di vista durante gli anni della professione), oltre ad essere un valentissimo genetista è anche un agricoltore e agronomo con i fiocchi (lui si che ha fatto veramente l’agricoltore) quindi ha sempre calato il suo agire vedendolo proiettato sul lavoro di tutti i giorni degli agricoltori.

    A proposito il carbone del mais ora si vede solo nelle popolazioni di mais e non più negli ibridi. Il mais poi è la tipica pianta che riassume in se tutte le fisime contro le novità formatisi nella storia ed a cui molto gente ha creduto e si è battuta per voler conservare il vecchio, ma tutte spazzate via dal nuovo che apportava progresso. L’arrivo del mais in Europa per ben 200 anni è stato visto come pianta che non dava ne cibo umano e neppure cibo animale, quando poi si è cominciato a coltivarlo era cibo per i poveri (ricordo che si credeva che lo stomaco dei poveri e quello dei ricchi fosse diverso). La diversità genetica accumulata dalla selezione fatta dagli amerindi piano piano dette luogo alle popolazioni locali a cui man mano ci si affezionò al punto che quando arrivarono gli ibridi di mais si disse che non si poteva abbandonare ciò che il tempo aveva fatto divenire patrimonio locale ( si arrivò a dire che solo i semi delle popolazioni locali erano mangiabili dai polli e non gli ibridi perchè avevano semi troppo grossi e avrebbero affogato i polli). Ora i corsi ed i ricorsi storici di viciana memoria ritornano, ci si è affezionati ai tanto aborriti (prima) ibridi, datati solo 60/70 anni fa, e si rifiutano gli ibridi OGM. Scusate se lo grido: MA CREDETE PROPRIO CHE SIA POSSIBILE PRIVARE (e per quanto tempo visto che hanno nazionalizzato la decisione) UN MILIONE DI ETTARI ITALIANI DELLE POTENZIALITA’ PRODUTTIVE RAGGIUNGIBILI DALLE VARIETA’ DI MAIS DI ULTIMA GENERAZIONE SOLO PERCHE’ SONO OGM? SARA’ COME PRETENDERE CHE L’ACQUA RISALGA LE MONTAGNE!! Ci sarà solo una differenza, che non avremo la soddisfazione di prendere gli emeriti cretini che frequentano anche questo blog e sbattere loro in faccia di essere stati dei retrogradi e degli emeriti imbecilli!!!!

    Se mi gira bene vi racconterò più in dettagli la cronistoria, solo abbozzata sopra, di come la storia non insegni mai nulla nei momenti in cui lo dovrebbe fare.

    Certo tutto ciò non toglie che se si vuole mangiare una buona polenta occorre riandare sui tipi semivitrei (indurata) e non sugli ibridi zootecnici (indentata) attuali. Ma ciò non inficia nulla di quanto detto prima perchè basterebbe importare un po’ di “plata” e il problema sarebbe risolto, e secondo perchè nessuno vuol impedire che si coltivino anche le popolazioni locali per fare le nostre buone polente (anche se “contaminate da OGM” come si vuol far credere).

  5. roberto defezNo Gravatar scrive:

    la foto promessa sta per arrivare

  6. TC1507No Gravatar scrive:

    Ma non c’è ancora un sito italiano in lingua italiana (a parte salmone) che si occupi bene o male di agricoltura che riporti la notizia del record dei 314 q.li/ha a un mese dall’ufficializzazione? Questo è significativo.
    Monsanto è leader miglioramento genetico di mais e soia ma anche l’altro colosso statunitense DuPont non è che scherzi; spesso vincitore, con record, del ncga contest dal 1999 al 2013.
    Altra curiosità: la top resa di soia è di 107,9 q.li/ha (con 13% umidità) (2010).

  7. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    TC1507

    In realtà Pioneer è leder in fatto di germoplasma di mais (aveva le migliori varietà e le più produttive) solo che ha dovuto associarsi a Du Pont perchè aveva snobbato il DNA ricombinante, anzi ha un po’ preso a pesci in faccia la Monsanto, quando questa, non ancora industria sementiera, aveva offerto i suoi tratti genetici modificati per inserirli nelle varietà della Pioneer dietro pagamento di royalties.

    La Monsanto, infatti è dovuta divenire un po’ obtorto collo un’industria sementiera acquistando a destra ed a manca società sementiere per avere il germoplasma su cui operare in autonomia; vi è di più, per questa suo quasi obbligo a spendere palate di soldi ha rischiato la bancarotta in quanto la ricerca sul DNA ricombinate gli era già costata un baracca di soldi.

    Ora invece le cose si sono invertite: la Monsanto detiene varietà di molte specie e tratti genetici propri e quindi domina il mercato, mentre la Dupont Pioneer non è arrivata allo stesso livello in fatto di DNA ricombinante e tratti genetici, anzi ha dovuto chiedere a Monsanto di cedergli i tratti ormai affermati. Syngenta invece ha agito in proprio, ma non è ancora arrivata al livello di Pioneer in fatto di variietà di mais e della Monsanto in fatto di tratti genetici.

  8. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    TC 1507

    Dimenticavo di dirti una cosa e lo faccio sotto forma di domanda: tu credi che se noi diremo NO agli OGM come ci sarà concesso di fare, le tre ditte sementiere suddette e la Monsanto in primis, porrà sul mercato italiano le varietà isogeniche, ma non OGM, di soia e mais che hanno espresso le potenzialità produttive che tu citi? Io sono convinto che ci daranno solo delle varietà sorpassate, vuoi perchè così proveranno un po’ di soddisfazioni per tutti i calci negli stinchi che continuiamo a tirar loro, ma anche perchè non hanno nessuna paura di perdere il mercato italiano, tanto noi siamo totalmente impotenti non disponendo di nessuna industria sementiera.

  9. TC1507No Gravatar scrive:

    Alberto Guidorzi
    La risposta è si, e forse lo stanno già facendo.

  10. TC1507No Gravatar scrive:

    Si nel senso che ci venderanno le varietà sorpassate, nuove solo nel nome.

  11. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Seralini colpisce ancora!!!

    http://link.springer.com/article/10.1007/s12012-014-9299-2

  12. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Non berrei mai una coppa di glifosate con il ghiaccio al posto di un buon Negroni, ma ritengo che usarlo con criterio nelle situazioni in cui é utile/indispensabile sia “meno peggio” che avere le infestatanti che controlla pur con tutti gli effetti collaterali possibili, immaginabilii e non auspicabili.
    Con buona pace di Serafini…
    Sono sicuro che il glifosate non é come il miele d’acacia.
    Ma nemmeno l’acido acetilsalicilico, l’”Aspirina” per intenderci, (che ha salvato 1/2 umanità) é innocua..
    Ragioniamo con criterio…

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