Aiutiamo Dentamaro srl

17 Feb 2011
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Qualche persona onesta in questo Paese esiste ancora. Mandiamo una mail di sostegno a Dentamaro srl per sostenerli contro questa pressione mediatica per l’illegalita’ orchestrata da greepeace e soci che vogliono impedire la vendita di olio di soia da OGM legalmente e regolarmente etichettato. Guardate che comunicati mandano in giro.

scrivi a: info@oliodopterradibari.it

Campagna Greenpeace:

la minaccia OGM rispunta dopo sette anni sugli scaffali dei supermercati italiani. I nostri volontari hanno scovato in Puglia due oli prodotti con soia geneticamente modificata, come riportato in etichetta. Si tratta dell´olio di soia e dell´olio di semi vari a marchio “Dentamaro”, prodotti e commercializzati dalla Dentamaro Srl di Bari.
Dal 2004, anno nel quale sono entrati in vigore i regolamenti europei sull’etichettatura degli OGM, questo è il secondo caso in cui troviamo un prodotto transgenico in vendita. Allora quel prodotto fu ritirato dal mercato dopo soli dieci giorni grazie alle forti proteste dei consumatori. Oggi possiamo fare lo stesso. Una volta rilasciati nell´ambiente, gli OGM sono incontrollabili. La loro sicurezza e gli effetti a lungo termine su uomini e animali rimangono ancora sconosciuti. La reazione di noi consumatori è fondamentale, se non vogliamo che gli OGM finiscano nei nostri piatti. Facciamoci sentire! Se hai a cuore il buon cibo e la salvaguardia delle nostre produzioni alimentari invia una lettera alla Dentamaro Srl per chiedere di non usare più OGM nei propri prodotti. Partecipa alla cyberazione, condividi sul tuo profilo Facebook e inoltra il link ai tuoi contatti.

Grazie per il contributo che potrai dare a questa campagna.

Federica Ferrario
Responsabile campagna OGM
Greenpeace Italia

16 Febbraio 2011 - 16:48

Olio agli ogm: tre pugliesi su quattro hanno già detto un “no” secco al transgenico
La scoperta di olio di semi e di soia con OGM nei supermercati pugliesi. Ben tre pugliesi su quattro (74%) sono convinti che i prodotti contenenti Organismi Geneticamente Modificati (OGM) non facciano bene alla salute, secondo l’indagine Coldiretti - Ispo sulle abitudini alimentari. Non basta: gli OGM danneggiano l’immagine complessiva del Made in Puglia alimentare all’estero e causano danni economici irrimediabili per oltre la metà degli stranieri (55%) che eviterebbe gli alimenti con OGM e con addirittura il 15 per cento che rifiuterebbe tutti i cibi nazionali, sulla base dei risultati della ricerca Inran sull’impatto degli Ogm sui consumatori esteri di alimenti Made in Puglia.

“E’ la risposta più chiara e inequivocabile - dichiara Pietro Salcuni, Presidente della Coldiretti Puglia - alla notizia che nei supermercati pugliesi sarebbero in vendita oli di semi e di soia di una nota azienda olearia locale contenenti OGM. Ed è paradossale che ciò avvenga in Puglia, regione che per prima in Italia si è espressa chiaramente contro gli OGM, attraverso una Legge approvata dal Consiglio regionale nell’ormai lontano novembre 2003″.
Tra l’altro, in Puglia ben 18 Organizzazioni pugliesi Coldiretti, Terranostra, Ci.Bi., Aiab, Legambiente, Ecoistituto, Wwf, Italia Nostra, Adoc, Confconsumatori, Adiconsum, Codacons, Cisl, Cgil, Uil, Flai, Fai, Uila, hanno stretto alleanza per garantire che il territorio pugliese sia OGM free.
“Com’è documentato dagli studi più avanzati di economia delle produzioni agricole - aggiunge il Direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio - l’agricoltura transgenica non conviene e la ragione è molto semplice: il rapporto costi/ricavi dell’agricoltura transgenica è sostanzialmente il medesimo dell’agricoltura tradizionale, ma il suo mercato è ristretto per la scarsa accettazione mostrata proprio dai consumatori. I primati gastronomici, alimentari e ambientali del nostro Paese rappresentano una chance formidabile per generare nuovo sviluppo e per soddisfare la crescente domanda dei consumatori di prodotti genuini, sicuri e di qualità”.
Contestualmente, su sollecitazione di Coldiretti Puglia ben oltre 60 Comuni e amministrazioni provinciali hanno adettota la delibera con la quale si sono impegnati a “dichiarare il territorio comunale e provinciale libero da OGM, nel rispetto del principio di precauzione per la tutela dei consumatori, individuando, allo scopo, gli strumenti necessari ad un processo di identificazione degli alimenti interessati da tecnologie transgeniche e di conoscenza della reale provenienza dei prodotti contenenti O.G.M”.

3 commenti al post: “Aiutiamo Dentamaro srl”

  1. franco nulliNo Gravatar scrive:

    La mamma dei cretini é sempre gravida.
    Non ho altri commenti per le bestialità che ho letto.
    Ma cosa mangiano questi signori tutti i giorni?
    Solo erba dei prati condita con l’ottimo olio extravergine di oliva pugliese?
    O forse di tanto in tanto si fanno una bistecca alla griglia o affettano una fetta di capocollo con un po’ di caciocavallo?
    Svegliatevi trogloditi! Il medioevo é passato da tempo e siamo nell’anno domini 2011!

    Ciao Franco Nulli

  2. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    Da pugliese, agronomo e ricercatore aggiungo che le sigle riportate nel secondo comunicato sono i veri responsabili del grave declino dell’agricoltura pugliese! Questi signori pur di non ammettere i fallimenti delle loro politiche agricole in difesa (si fa per dire!) degli agricoltori e dellìagricoltura pugliesi s’inventano queste scioccchezze!
    Questo passa il misero convento! Purtroppo!

  3. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    @ Vitangelo

    Ti voglio raccontare un episodio capitatomi a Rocchetta Sant’Antonio, non più tradi di una quindicina d’anni fa. Avevo organizzato una riunione tecnica nel locale teatro per proporre e spiegare la coltivazione con semina invernale del Pisello proteico, del qaale di alcune varietà francesi avevo la rappresentanza. Il ragionamento tecnico che facevo era che una leguminosa poteva supportare meglio la coltivazione del grano duro e portavo ad esempio che i loro padri coltivavano la sulla. Era il periodo in cui non si cercava la produzione di frumento duro ma il lauto aiuto comunitario. Il resposnbile Coldiretti presente si alzò e mi fece notare che la mia era quasi un “proposta indecente” in quanto per prendere il contributo sul grano duro bastava dimostrare di aver seminato, al che io aggiunsi che compito di un agricoltore vero era prima di tutto di assicurarsi di saper produrre il più possibile e poi di incassare gli aiuti, così, quando questi fossero spariti rimaneva almeno la produttività. Il coldirettino sedendosi disse che al pisello proteico ci avrebbero pensato allora.

    Ora ci fanno il fotovoltatico in quelle terre e ci mancherà poco che la Coldiretti ci venga a dire che trattasi di un “prodotto tipico pugliese per eccellenza”!

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Nella categoria: News, OGM & Soia

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