Opinioni a confronto

03 Giu 2015
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o265201In una commissione Igiene e Sanità piena di senatori M5S in corso, ex o fuoriusciti molto molto tempo fa, insomma tutte le tonalità. Ad ognuno le sue valutazioni personali.

Auguri.

http://www.radioradicale.it/scheda/442753/commissione-igiene-e-sanita-del-senato#i=3416304

o anche qui trovate i documenti ossia anche i testi depositati

http://www.senato.it/Leg17/3688

71 commenti al post: “Opinioni a confronto”

  1. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Ci sono intere enciclopedie da leggere nei testi dell’audizione di Roberto.
    Studiamo tutti attentamente ogni parola che ha detto/scritto e cerchiamo di trarne insegnamento.
    Anche qui… meditate gente!

  2. MauroNo Gravatar scrive:

    commissione Igene e Sanità

    Non vorrei sembrare un rompiballe… ma forse scrivere Igiene invece che Igene non sarebbe una cattiva idea ;)

  3. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    I politici dovrebbero ascoltare e tacere, perchè quando parlano denotano di non possedere la materia su cui vogliono dibattere. In realtà la presidente della commissione ha più volte detto che non si trattava di un dibattito ma dell’occasione per porre delle domande per avere spiegazioni ulteriori, però tutti hanno cercato di controbattere alle affermazioni di Roberto riportando pochissimi dati e soprattutto argomentazioni molto confuse.

  4. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Le verità dette da Roberto all’audizione:

    - (pag. 3, riga 3) “Per quel che riguarda il mais l’Italia era autosufficiente per il fabbisogno di mais fino al 2004, mentre oggi importiamo 4,5 milioni di tonnellate di mais che in parte è anche OGM.” ………… questo lo dovrebbe leggere la neuroscienziata cattaneo (solo in parte è OGM) …….. Roberto, però hai dimenticato di dire le motivazioni per cui importiamo, ovvero che a causa delle importazioni a basso prezzo di mais è stata abbandonata la coltivazione di mais nelle aree marginali (collina, montagna) del nostro Paese, con tutti i problemi di dissesto idrogeologico conseguenti …….. continua

  5. roberto defezNo Gravatar scrive:

    OGMbb, vai alla sostanza di quello che scrivo nelle mie richieste del mio documento (di 16 pagine scritto in tre giorni). Io chiedo:

    Si dovrebbe procedere, per trasparenza verso i consumatori, alla etichettatura dei prodotti derivati da mangimi con Ogm, ivi incluso l’uso di cotone Ogm

    Il tuo compagnuccio Buiatti ha detto che forse alle mucche la soia Ogm fa male, ma a noi non passano nulla di dannoso, quindi Monsanto puo’ fare mangimi tranquillamente e farceli importare.

    Sei sempre sicuro di stare dalla parte di quelli che aiutano l’agricoltura italiana??????

  6. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Caro Roberto, il Tuo documento l’ho letto tutto attentamente e l’ho trovato abbastanza obiettivo. Mi sono fatto degli appunti e presto li posterò.

    A mio parere, e come Ti ho già detto altre volte, noi siamo “carne da cannone” e poi altri raccolgono. Anche nel Tuo caso direi, però, che a volte sei un pò strumentalizzato, poichè non essendo agronomo Ti affidi a “Consiglieri” che hanno conflitti di interesse, ai quali non interessa non farti fare brutta figura. Per esempio non credere a quelli che Ti dicono che con la soia RR è sufficiente un unico trattamento diserbante, poichè la soia ha un ciclo di 7 mesi per cui di diserbi con disseccanti ne servono almeno 2 o 3. Non è poi vero che servono 6 diserbi nella soia convenzionale ……. di solito si fa un disseccante in pre emergenza e poi un secondo diserbo in post emergenza con 2-3 diserbanti diversi in funzione delle erbe presenti sul campo coltivato.

    Mi è comunque piaciuta la Tua presa di posizione nei confronti delle piante OGM HT………. quelle lasciamole agli americani.

  7. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Scusa Roberto,

    diapositiva 90, dove Tu hai scritto spesa per erbicidi ……… si riferisce a “Balloni di fieno” ……. forse è meglio cambiarla.

  8. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Buiatti può dire quello che vuole …….. però non mi è parso di vedere nella relazione e nelle diapositive di Buiatti quello che hai riportato sui mangimi

  9. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Franco Nulli

    Ma tu usi il Diquat in vegetazione sulla tua soia?

  10. roberto defezNo Gravatar scrive:

    io non sono agronomo, ma ascolto ed imparo. quanto glifosate usate sulla soia NON-OGM? perche’ quella soia col glifosate Buiatti non la mangia

  11. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Roberto, io non ho detto che non voglio usare il glifosate, figurati l’ho usato anche questa mattina in giardino, ho semplicemente detto che 6 differenti erbicidi nella soia sono troppi ………. è un’affermazione non sostenibile…… una mela marcia in una cassetta di mele buone fa fare una brutta figura a tutte le altre.

  12. roberto defezNo Gravatar scrive:

    ma io infatti sto solo domandando a tutti i frequentatori di salmone se e’ solo l’ERSA Friuli che ne fa usare 6 o se nella pratica di altri vi e’ un uso di più di un erbicida sulla soia non-ogm. Sto solo facendo un sondaggio.

  13. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Roberto

    E’ la stessa cosa se mi chiedessi quanti trattamenti si devono fare sulla vita per mantenerla sana. L’unica risposta che ti posso dare è DIPENDE. Poi ti sciorino le subordinate

    Così è per il diserbo di ogni coltivazione. Chi risponde con un numero fisso è solo un incapace e ignora le tecniche disponibili.

    Se vogliamo prendere in considerazione la soia allora la risposta dipende da:

    Se si semina su terreno arato o non arato
    quali sono i precedenti colturale e se ci sono
    se si adotta la pratica delle dosi massime o la pratica delle DMR (dosi molto ridotte)
    Se si usano principi attivi miscibili.

    Allora cominciamo ad analizzare le varie situazioni.

    Se semino su un terreno non arato sicuramente devo far precedere la semina da un diserbo di pre-semina, che potrebbe essere anche una fresatura (ma io la sconsiglio perchè fa perdere umidità al terreno che, invece, occorre per far germinare i semi)

    Se i precedenti colturali mi hanno inerbito il terreno allora devo ancora fare il pre-semina ed in questo caso si tratta di un’unico principio attivo.

    Se si adotta la tecnica della dose massima su terreno arato e non gravemente infestato devo fare due interventi uno di pre-emergenza con due principi attivi mescolati ed uno in post-emergenza con almeno tre principi attivi.

    Se invece uso le DMR rsparmio molto in quantità di principi attivi ma ne uso di più tipi e devo fare più passaggi, in quanto devo intervenire ad uno stadio fogliare molto precoce delle malerbe e se la nascita è scalare devo fare più interventi.

    Quindi non bisogna confondere i passaggi di diserbo che male che vada sono tre o al massimo quattro con i principi attivi che uso che invece potrebbero essere anche 5-6 e più, ma che posso usare in miscela.

  14. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    VEDISEMU, Santo subito!

    Come al solito si parla di medie, ma se fai 3 passaggi di diserbo alla soia è meglio che cambi lavoro!

    Di solito si fa un disseccante in pre emergenza e poi un secondo diserbo in post emergenza con 2-3 diserbanti diversi in funzione delle erbe presenti sul campo coltivato …….. ovviamente è una media …….. ma se fai 3 passaggi hai sbagliato qualcosa, sei uno “spruzzatore di sostanze chimiche per conto delle multinazionali” e il tuo reddito se lo mangiano le industrie chimiche.

  15. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Diserbo soia ERSA FRIULI ………. 2 passaggi

    - un diserbo pre emergenza, con 1 o 2 principi attivi;
    - un diserbo post emergenza, mediamente con 2 principi attivi.

    http://www.ersa.fvg.it/informativa/atti-dei-convegni-ersa/5-2-2014-aggiornamenti-tecnici-e-varietali-su-mais-e-soia/Prova%20diserbo%20soia%202013.pdf

  16. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Non voglio insegnare nulla a nessuno.
    Vi riporto solamente il mio normale protocollo di diserbo della soia.
    Ne faccio mediamente 50 Ha/Y, da molti anni.
    Credo quindi che i miei dati possano considerarsi statisticamente significativi.
    Se il moderatore lo crede necessario tolga i nomi commerciali di alcuni prodotti utilizzati
    IO li inserisco a titolo informativo solamente per avere un riferimento di dosaggi di P.A.

    Premetto che io pratico la minima lavorazione e pertanto è indispensabile un diserbo pre-lavorazione con dosi variabili da 1,5 a 2 Kg /Ha di Roundup-Platinum (glifosate; perdonate la betemmia nominando questo nome…) per neutralizzare le erbe invernali/primaverili.
    Dopo la semina il protocollo prevede
    DUAL GOLD 1 Kg/Ha (S-Metolachlor)
    GAMIT 0,3 KG/Ha (Clomazone)

    Se non ci fossero problemi successivi potrebbe finire qui.
    Normalmente, malgrado le rotazioni che pratico abitualmente, almeno a zone ci sono infestazioni sia da monocotiledoni che da dicotiledoni.
    Per le foglie strette utilizziamo FUSILADE (Fluazifop-p-butile) (statisticamente sul 50% della superficie.
    Le foglie larghe sono di più difficile controllo

    TUAREG (Imazamox) monocotiledoni e dicotiledoni
    Harmony (Thifensulfuron-metile) dicotiledoni

    In aggiunta a questo per il controllo del ragnetto rosso (Tetranychus urticae) si rende necessario un intervento preventivo con acaricida-ovicida ai confini dei campi, zona da cui normalmente si innescano le infestazioni.
    Se non sufficiente bisogna intervenire a pieno campo all’insorgenza del problema.

    Vi è da considerare che in potemergenza i trattamenti per monocotiledoni e dicotiledoni non sono compatibili e la loro distribuzione deve quindi essere effettuata con due passaggi in campo a distanza di almeno 2/3 giorni

    Riepilogando:

    1) prelavorazione
    Glifosate

    2) Preemergenza
    S-Metolachlor
    Clomazone

    Postemergenza

    3) foglia stretta (tipicamente sorghum halepense)
    Fluazifop-p-butile

    4) Monocotiledoni - dicotiledoni
    Imazamox

    5) Dicotiledoni
    Thifensulfuron-metile

    6) Acaricida su bordi campo
    7 ?) acaricida a pieno campo.

  17. franco nulliNo Gravatar scrive:

    OGM bb!
    Ti faccio presente che il “disseccante” (tipico era il SECCATUTTO di tanti anni addietro) seccava per quanto ricordo la sola parte aerea dell’infestante.
    Eventuali radici/rizobi rimanevano attivi.
    Glifosate cerca, pur senza riuscirci sempre, di eliminare anche la parte sotterranea evitando la futura ricrescita.
    Tanto per precisare, e non é un congiuntivo…

  18. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Franco

    Vi è un diserbo per i ropicoglioni dei blog?

  19. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Grazie a tutti.
    Deduco e sintetizzo:
    1. che non ho detto una grave fesseria in audizione dicendo che usiamo 6 erbicidi sulla soia non-Ogm, ma la prossima volta mi correggerò dicendo “fino” a 6 diserbi,

    2. il Prof Buiatti (laureato nel 1959) che ha detto che non mangia quella schifezza di soia Ogm perchè ci spruzzano sopra glifosate, in realtà non mangerà nemmeno la soia italiana DOP, DOC, IGP ed anche a centimetri zero

  20. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Se vi volete rifare le orecchie sentite Roberto Brazzale che parla subito dopo la Bracco. Fino alla Bracco tutto rose e fiori, noi usiamo 10 volte meno pesticidi del resto del mondo e siamo belli, buoni, bravi e biodiversi.

    Poi arriva Brazzale e dice la verità:
    http://www.radio1.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-10d6e6eb-4085-4e8d-9e82-356e03647b58.html

  21. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    Defez ..

    io sono solo un agricoltore …la mia opinione per quel che vale..è che visto che se il gliphosate venisse spruzzato direttamente sulla soia non ogm ..la soia muore .. se Buiatti ha di quei problemi .può mangiare tranquillamente soia prodotta in Italia,mentre dovrebbe, oltre evitare le derrate ogm rr di importazione,prestare attenzione a:
    -la pasta fatta con grano duro canadese e statunitense
    -i prodotti da forno prodotti con cereali nord europei.
    su cui si usa spruzzare il gliphosate a mo di disseccante in pre raccolta…per anticipare e uniformare la maturazione dei cereali ,che con il clima che si ritrovano, rischiano spesso di far marcire in campo, se non si sbrigano a raccoglierli.

    Sul numero dei diserbi usati sulla soia ..io lascerei perdere..quella che con soia rr fosse sufficiente un solo trattamento..mi sa che era sola una favola della promozione Monsanto,quando ancora credeva (o voleva far credere) che il gliphosate era invincibile e il suo meccanismo di azione inaggirabile.
    A sentire i farmer succedeva raramente che solo un passaggio bastasse..e solo i primi anni di utilizzo quando la banca semi di infestanti primaverili estive difficili, era ancora molto esigua. Ma già da subito i più attenti facevano 2-3 passate di glipho( e in quello in presemina lo integravano con altri principi attivi) per non lasciare anche solo poche piante a nascita scalare che disseminassero. Ma lo facevano in pochi ..perché per poche piante, nell’annata non ne valeva la pena,dal punto di vista economico..specie se la terra non è la tua..Non si sono accorti subito che tra quelle poche piante sfuggite al diserbo o nascita scalare ..ve ne erano che erano diventate o erano già resistenti al gliphosate e che in seguito si sono diffuse e ibridate tra di loro.
    Un po come i primi anni in cui si introdusse la soia in Italia .quando la seminavamo in terreni in cui in precedenza come alternativa al mais andava spesso un autunno vernina . Con la pulizia delle stoppie delel vernine ci si liberava di parecchie infestanti primaverili estive che già importavamo ma ..di cui in seguito ci siamo impestati tutti ,italiani e yankee..a forza di insistere con successioni prevalenti di colture primaverili e lasciar disseminare quelle che inizialmente ci sembravano solo poche piante.un po perchè convinti che le avremmo controllato tranquillamente l’anno dopo, magari con un diserbo nuovo..se i vecchi non avessero più funzionato e un po perche..non vi erano molte altre alternative economiche valide alle primaverili.

  22. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Franco,

    pur di sostenere il Blog saresti disposto a tutto! Sei riuscito a trasformare in “Spruzzatori di pesticidi per conto delle multinazionali” anche i coltivatori di soia! Incredibile!

    7 interventi, per una media di 100 euro per intervento (macchina + prodotto) = 700 euro,
    ai quali dobbiamo aggiungere:

    - aratura …….. 200 euro
    - frangizollatura …….. 100 euro
    - semina …….. 100 euro
    - seme ………..100 euro
    - concimazione (macchina) …….. 100 euro
    - concime ……….. 100 euro
    - raccolta …………300 euro
    - trasporto al centro di raccolta ……. 100 euro
    - altre spese (tasse, contabilità, assicurazione grandine, bonifica, ecc.), per un ammontare medio di 300 euro

    ………………….COSTO TOTALE ………….2.100 EURO/ETTARO

    ………………..PRODUZIONE 40q x 400 euro/q = 1.600 euro

    ………………..PERDITA 500 euro/ha ……..ma c’è la PAC

    Franco, penso che Tu sia l’unico in Italia che fa 7 trattamenti (diserbanti e antiparassitari) con relativi costi alla soia.

  23. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Tipico dei disturbati…… Fare i conti a multipli di 100 euro! Si vede che i rotti non riescono a concepirli!

  24. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Dal post di Franco: Premetto che io pratico la minima lavorazione…..
    Solo chi vuol perdere soldi come i disturbati continua ad arare, fresare, erpicare e magari una volta seminato passano anche il rullo!

  25. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Il vero dramma è che Buiatti sarà considerato dai politici e voi veri e bravi coltivatori no! E’ già successo e succederà ancora. Ne sono convinto! Le manovre pre-elettorali di qualcuno non me le bevo! E per favore, non continuate a perdere tempo con chi vi fa i conti in tasca a suo uso e consumo.

  26. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Informati meglio OGM bb!

    Ora non ho tempo e voglia di risponderti nel dettaglio, ma lo farò con numeri alla mano se del caso.
    Intanto cominciamo a dire, per iniziare, che l’aratro se vuoi te lo vendo a prezzo di saldo.
    Anzi, ne ho 2: un trivomere Moro giallo e un Kwerneland quadrivomere; pari al nuovo…
    Stanno facendo da 5/6 anni la ruggine sotto un portico.
    Per la soia un passaggio con Cutimer 300 KUHN circa 15/20 cm di profondità; in alcuni casi particolari (se la superficie é troppo grossolana) una leggerissima passata (5 /10 cm) con dischiera JOKER Horsch e poi semina di precisione con Maxima 2 TI 6 file ISOBUS sempre KUHN.
    In un giorno con 300 litri circa di gasolio lavoro (preparazione del terreno e semina) circa 10 Ha di soia (con il mais sono più veloce, anche se un po’ più profondo).
    Alla soia ti faccio presente che di concime non ne do nemmeno un grammo.
    Alternandola al mais o altro non ho problemi a produrre 35/45 Qli/Ha secco 12% (il mio standard, ben inferiore al commerciale 14,5%).
    Ti faccio anche presente che non la trasporto al centro di raccolta, ma la essicco, quando e quanto serve (lo scorso anno ho raccolto al 15,5% medio di umidità), nel mio essiccatoio aziendale che dopo 34 anni di funzionamento é ancora perfettamente efficiente.
    Se vuoi fare i conti in tasca ad un Agricoltore vieni a trovarlo l’Agricoltore prima di sparare dati a vanvera…
    Ti ho invitato più di una volta, ma forse non hai piacere a confrontarti con i numeri.
    Meglio l’ideologia…

    Un abbraccio da chi, finita la semina, ha passato il sabato e la domenica a curare l’orto.
    E ti comunico anche di aver “spruzzato” una discreta dose di zolfo micronizzato sui miei pomodori.
    Tanto per ribadire che quando serve ,”spruzzo” anche nel mio orto…
    Buone cose…

  27. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    Prendo dai miei resoconto un anno tipico…
    KG./LT.ha Pr.unit. x/ha iva €.HA
    DUAL GOLD 1,0000 29,00 29,00 2,90 31,90
    COMMAND 0,2500 130,00 32,50 3,25 35,75
    STOMP AQUA 1,0000 15,50 15,50 1,55 17,05
    Diserbo con sem 20,00 2,00 22,00
    Totale pre emergenza 106,70

    AGIL LT.5 1,5000 46,00 69,00 6,90 75,90
    TUAREG LT. 3 1,0000 63,70 63,70 6,37 70,07
    HARMONY 0,0050 3300,00 16,50 1,65 18,15
    Distribuzione (macch.+lavoro) 30 3,00 33,00
    Totale post emergenza 197,12

    Totale diserbo soia / HA 303,82

    Ci sono zone e zone,.. in alcune zone un blando pre-emergenza basta ed avanza,.. ma dove sono io, se un’anno va male (è siccitoso in primavera) servono anche la distribuzione in 2 passaggi per il post perchè il campo da golf confrontato con il campo da soia a volte sembra un gatto spelacchiato.

    Con una cifra simile se ci fosse l’ RR quanto anni si potrebbero diserbare con la stessa cifra,.. ma anche contando due passaggi, ma anche tre per essere proprio molto pignoli…
    (spero che il post mi mantenga il formato …)

  28. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Franco, non tutti gli agricoltori prendono 55-60 mila euro di PAC come te e possono permettersi quelle macchine.

    Franco, penso che Tu sia l’unico in Italia che fa 7 trattamenti (diserbanti e antiparassitari) con relativi costi alla soia.

  29. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Informati meglio OGM.
    Siamo in tanti. 6 o 7 cambia poco…
    Almeno quelli che vogliono “fare la soia” e non solo prendere i contributi…
    Lascia perdere per quale ragione io posso permettermi “quelle macchine”.
    E’ una scelta di vita e professionale che non ti deve interessare.
    Se anche io mi prostituissi di notte per permettermele non dovrebbe interessarti…

    Quello che ti dovrebbe interessare e far ragionare sono gli argomenti tecnici di cui dovremmo discutere in questa sede.
    Su quelli ragiona!
    Se vuoi fare seriamente soia oggi nei nostri campi quello che ti ho descritto é uno standard abbastanza classico.
    Che poi a te piaccia o no é altro discorso.
    E tieni presente che, per evitare problemi più importanti, faccio come minimo una rotazione annuale soia/mais per evitare resistenze /assuefazioni ai diserbanti.
    Vieni a trovarmi se vuoi! Sarei felice di incontrarti (e giuro che non ti picchio!!!)
    Il mio numero di telefono, se vuoi, te lo fai dare da Roberto.
    MI piace discutere…
    … E lascia perdere i 55/60 mila Euro; quelli in proporzione li prendi anche tu. E ringrazia sentitamente…

  30. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Rimane il fatto, incontrovertibile, che solo tu e pochi altri “spruzzatori di pesticidi per conto delle multinazionali” fanno 6-7 interventi chimici sulla soia……..anche francescoPD ne fa 2.

  31. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    LE VERITA’ DI ROBERTO

    - (pag. 4, settima riga dal fondo) “…. il massiccio uso di antibiotici che viene somministrato per accelerare l’aumento di peso degli animali, ……..”…………………. questa Roberto è una vera e propria denuncia, poiché ci hai aperto gli occhi. Per esempio io non lo sapevo e pensavo che gli antibiotici venissero utilizzati negli allevamenti solo per scopo terapeutico e non tanto per aumentare i profitti.

  32. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Forse francesco pd non ricorda che l’efficienza dei postemergenza cambia di molto se vengono distribuiti insieme.
    Io uso il criterio di lasciare 2/3 giorni fra il trattamento per mono e dicotiledoni. Sarò un co***one, ma faccio così.
    Comunque la campagna é una, ma le sue esigenze sono infinite.
    Quello che va bene a casa mia non é detto che funzioni a casa di Francesco pd e viceversa…
    Che poi siamo solo 5 o 6 in Italia che vogliono fare soia seriamente é altro discorso…
    In questo caso felice di essere “spruzzatore” :-)

  33. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    - (pag. 3, riga 3) “Per quel che riguarda il mais l’Italia era autosufficiente per il fabbisogno di mais fino al 2004, mentre oggi importiamo 4,5 milioni di tonnellate di mais che in parte è anche OGM.” ………… questo lo dovrebbe leggere la neuro scienziata (SOLO IN PARTE OGM) …….. Roberto, però, hai dimenticato di dire le motivazioni per cui importiamo, ovvero che a causa delle importazioni a basso prezzo di mais è stata abbandonata la coltivazione di mais nelle aree marginali (soprattutto collina e in parte montagna) del nostro Paese, con tutti i problemi di dissesto idrogeologico conseguenti. Personalmente preferirei dare la possibilità agli agricoltori di guadagnare qualcosa in collina, piuttosto che spendere per risistemare il territorio;

  34. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Ma cosa devo sentire: trasferire il mais in collina!!!! vuoi vedere che ora il mais aborrisce l’acqua ed appunto in collina notoriamente di acqua ve n’è “Molto pochina” quindi si produce più.

    Agricoltori del blog, ma perchè non andate in collina a seminare il mais non avete sentito cos’ha detto un accademico dell’agricoltura?

  35. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Ma cosa dici Alberto! Come sei retrogrado!
    Aggiorna la tua mente al nuovo corso a Km zero…
    In collina sai come viene bene l’Ottofile Tortonese?
    Sai quanti sacchetti di polenta possiamo fare per soddisfare le nobili fauci dei seguaci di Carlin?
    Bischerate…
    Io per gioco ho seminato nella mia azienda 20 pertiche milanesi di terreni “marginali” con un ibrido vitreo (Belgrano) destinato al mio mulino aziendale e per far polenta per la famiglia e gli amici (sei compreso!).
    Terreni in cui non avrei seminato null’altro…
    Non certo per reddito…
    Ma lasciamo a OGM bb! l’illusione di seminare “mille migliaia di migliaia” di Ha in collina a mais per salvare l’agricoltura italiana.
    E chi li irriga quando sono in stress idrico? Padreterno non sempre é clemente.
    Mi piacerebbe anche sapere poi chi li va a trebbiare. MI risulta che le “mietitrebbie autolivellanti” siano attrezzate solo a frumento/cereali vernini… Ma posso sbagliare.
    A mano? Spiga per spiga, scartocciate a mano ed essiccate nei cassoni come nel Canavese e nel Cuneese fino a 30 anni fa (qualcuno ancora lo fa… li ho visti vicino a Cuneo e ad Albiano - Ivrea!) ?
    Ma non fatemi ridere…

  36. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    VEDISEMU, guarda che la collina ISTAT è fatta anche di valli e di terreni pianeggianti

  37. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    Assalzoo: 87% dei mangimi sul mercato italiano contengono OGM
    Forte critica (per usare un eufemismo) contro le farlocche statistiche di coldiretti.
    http://www.terraoggi.it/eventi_interventi/Se_non_si_importano_Ogmla_mangimistica_va_in_crisi/13920/9

  38. roberto defezNo Gravatar scrive:

    non litigate per le colline a mais, tanto quest’anno hanno gia’ seminato circa il 10% in meno di mais. Grazie all’ideologia stiamo rottamando la coltivazione del mais in Italia ed importeremo sempre di piu’e smpre di piu’ Ogm se e’ vero che ora anche l’Ucraina coltiva Ogm. Vedremo le analisi, ma vorrei sapere cosa succedera’ se il prezzo del mais tornera’ (e ci tornera’) ai livelli del 2012-2013

  39. TC1507No Gravatar scrive:

    Vorrei saperne di più su questa notizia dell’ Ucraina, grazie.
    In modo serio ovviamente (questa è una sede decisamente affidabile) perché ho cercato ma trovo solo notizie deliranti su una “colonizzazione dell’Ucraina con gli Ogm da parte della Monsanto, nota multinazionale produttrice di alimenti ogm. Le coltivazioni contaminate l’Ucraina non potrà esportarle più a nessuno perché nessuno le vorrà. L’infestazione è già in atto”, ecc. ecc.

  40. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Roberto, cerchiamo di vedere le cose con obiettività.

    Con il prezzo interno del mais a 13-14 euro, condizionato dalle importazioni di mais OGM, ma non solo, come puoi pretendere che le superfici aumentino! Era già tutto preordinato. Personalmente, e non voglio fare la figura di qualcuno di voi (chi si inbroda si sbroda), era già tutto ampiamente previsto …… non è una novità ……. “in una situazione di asimmetria informativa, come quella degli OGM che non sono etichettati, la moneta cattiva scaccia la moneta buona”.

    Allora di chi è la colpa? La colpa è sicuramente di chi non ha impedito le importazioni di prodotti agricoli in cambio di prodotti industriali……….ovvero di chi ha sacrificato l’agricoltura a favore dell’industria.

    Franco rifletti su queste cose, perchè prima o poi chiuderai anche tu e il tuo terreno agricolo, a meno che non diventi edificabile, non varrà più nulla.

  41. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    IL BUIATTI ha basato una sua tesi espressa tra il minuto 5 e 6 del suo intervento su dati inventati

    Ha affermato che la rivoluzione verde in un primo tempo ha avuto effetti benefici, ma poi a causa di varietà non più performanti ha fatto aumentare i 718 milioni di affamati nel mondo del 1970 nei 1200 milioni attuali.

    IN ALTRI TERMINI IL BUIATTI HA FATTO DISINFORMAZIONE IN UNA SEDE A CUI SI DOVEVA PIU’ RISPETTO, anche se gli uditori non ne meritavano molto visto il tenore degli interventi.

    E’ scritto sul Corriere della Sera di oggi (Pag 20 delle Cronache), cito il trafiletto completo:

    Rapporto ONU: FAME SCONFITTA PER 200 MILIONI DI PERSONE.

    Continua scendere il numero di chi soffre la fame nel mondo, portandosi a 795 milioni di persone, 216 in meno rispetto al biennio 1990/1992.
    Ben 72 paesi in via di sviluppo su 129 sono riusciti a centrare il primo degli obiettivi del Millennio dichiarati dall’ONU nel 1990 di dimezzare entro il 2015 la fame nel mondo.
    I dati giungono dal rapporto 2015 “State of food insecurity in the World”

    Buiatti dove stanno i suoi 1200 milioni di affamati attuali?

    Buiatti, dato che sono più i paesi in via di sviluppo che seminano varietà OGM, che proprio non c’entri nulla questo dato di fatto acclarato con la diminuzione della fame nel mondo?

  42. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    http://granariamilano.org/pdf/671listino%2026%2005%202015email.pdf
    Dal sopra riportato bollettino:
    Mais nazionale 140-142 Ton
    Mais non comunitario (quindi ogm) 180-183
    Diffidare dei tuttologi spara ca…..!
    Il mais italiano non lo vuole nessuno perché quest’anno è pieno di fusario tossine, non perché soffre la concorrenza del mais OGM che evidentemente vale di più perché è sano!

  43. VitangeloNo Gravatar scrive:

    A proposito del Prof. Buiatti: nel 2008 su Spazio Rurale (n. 10, pag. 45) fu pubblicato questo mio commento ad una sua intervista sull’Espresso a proposito di OGM e che gli amici di Salmone ricorderanno.
    Come vedete non è cambiato niente e il Prof. Buiatti continua a fare opinione presso i politici che contano e nei modi che qualcuno ha segnato.
    Scusate, ma da pensionato non mi restano che i ricordi e …le sconfitte politiche.

    Gli OGM con le chiacchiere
    Vitangelo Magnifico
    Dirigente di Ricerca del CRA
    Già Direttore dell’Istituto Sperimentale per l’Orticoltura

    Ormai ci siamo abituati: ad ogni sospiro dell’Unione Europea o notizia sugli OGM, da noi si scatena una discussione con tanto di comunicati stampa dei politici e articoli sui giornali. Come al solito, chi è favorevole all’introduzione delle piante geneticamente modificate richiama i progressi che altrove sono stati fatti e si fanno, l’incremento delle superfici impegnate e l’assenza di danni alla salute umana e all’ambiente come, tra l’altro è stato recentemente confermato dal Joint Research Centre dell’Unione Europea. Chi non è d’accoro parla dei danni che l’ambiente e la salute umana potrebbero correre e quelli che subirebbero i nostri prodotti tipici ed, ovviamente, cita l’ultimo sondaggio che dice che gli italiani gli OGM proprio non li vogliono. Ergo, meglio non rischiare ed affidarsi al principio della precauzione, che è diventato la scusa politica per contrastare gli OGM in Italia. Poco importa se i produttori di mais e di soia italiani li vorrebbero coltivare con il 67 % di gradimento; tanto si sa che da noi la politica si fa con i sondaggi. Ovviamente, solo con quelli che fanno comodo! Niente di nuovo sotto il sole, quindi! Allora, perchè continuare a parlarne? Forse perché fa rabbia constatare che altrove, inclusi i paesi in via di sviluppo, investono cifre enormi nelle ricerche sulle biotecnologie e nella creazione di appositi centri di ricerca quando da noi si assiste alla solita promessa di far ripartire la sperimentazione che il ministro di turno fa; forse sarà anche per spirito di contraddizione verso chi continua a rilasciare interviste dicendo cose che convincono pochi. Come per esempio l’intervista del Prof. Marcello Buiatti all’Espresso dell’11 settembre scorso dal titolo, molto esplicito, “Inutili, dannosi e arretrati”. Che siano inutili non ci pare proprio: si stima che, nel mondo, attualmente 120 milioni di ettari stanno producendo novel foods. Quindi, se c’è un mercato così ampio vuol dire che non sono proprio inutili; e visto che non sono sufficienti se ne producono sempre di più. Che non facciano male o bene di per sé lo ammette anche il Prof. Buiatti (….ma non c’erano dubbi a riguardo da una decina d’anni!). Ma attenzione: ammonisce “Non è la tecnica che fa male ma le piante con la resistenza agli erbicidi dal momento che si possono usare erbicidi fino a poco prima della raccolta e quindi aver prodotto inquinato”. A nostro parere, chi afferma ciò non ha molte conoscenze su come si produce una pianta in campo. Questi crede, invece, che i produttori non solo sono criminali ma anche sconsiderati perché usano inutilmente erbicidi in un momento sbagliato. Ovviamente, suppone che gli erbicidi siano gratis e che non incidano sui costi di produzione! Abbiamo già spiegato su questa rivista in OGM e Agronomia (Spazio Rurale, 4, 2007, pag. 26) i motivi che hanno spinto gli istituti di ricerca, e non solo le multinazionali del seme, a cercare soluzioni al problema dell’erosione per effetto delle lavorazioni al terreno necessarie anche per controllare le malerbe. Aggiungiamo che l’uso di erbicidi totali su campi di piante tolleranti (e non resistenti!) ai medesimi è limitato ad un breve periodo dopo l’emergenza di entrambe le specie utili ed infestanti. Eliminando la competizione delle malerbe si favorisce la crescita delle piante utili che, coprendo il terreno, impediranno alle successive infestanti di svilupparsi. In altre parole, viene ribaltata la competizione a favore della specie utile. Ciò che in passato si faceva con le mani e la zappa ora si fa con le macchine e con gli erbicidi. Nessun agricoltore è tanto folle da diserbare una coltura quando questa ha chiuso il campo o si prepara alla maturazione del prodotto, perché sarebbe una operazione inutile. L’agricoltore intelligente utilizza anche le piante Bt (e le piante dotate di resistenza genetica, in generale) proprio per evitare i trattamenti durante le fasi vicine alla raccolta! Come verifica chiedete ad un produttore di lattuga perché utilizza costosissime cultivar con le resistenze alle 25 razze fisiologiche di peronospora! Se il Prof. Buiatti ha informazioni diverse sui residui di erbicidi su piante GM tolleranti, di cui, come asserisce, nessuno ne parla, le tiri fuori e le pubblichi. Farebbe un favore all’intera umanità. Altrimenti sono solo chiacchiere che è bene lasciare agli ambientalisti a digiuno di vera agricoltura e non degne di chi è chiamato a decidere nelle commissioni ministeriali sulle biotecnologie.

  44. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    @Mbianchessi
    questa settimana ho partecipato a un paio di serate di una associazione di categoria che ospitava un verificatore della condizionalità.
    Ebbene, è venuto fuori “tra le righe ovviamente, perchè non te lo dicono apertamente” che le associazioni di categoria in combutta con i burocrati dell’agenzia di pagamento in agricoltura, e burocrati EU che hanno steso la PAC” corre l’idea di far SCOMPARIRE il mais dalla pianura padana, perchè è una coltivazione che la devono fare i paesi dell’est.
    Bene, Rep. ceca, Slovakia e Romania sono OGM, l’ukraina lo semina già da anni di contrbbando (segreto di pulcinella).
    Allo stesso tempo le solite ass. di categoria e burocrati delle agenzie di pagamento tediano l’agricoltore con la riduzione e sempre nuove regole per i fitofarmaci, spargendo terrore e falsità sulla pericolosità di diserbanti ora usciti dal brevetto (guarda caso dopo 20 anni e oltre, solo ora fanno venire i brufoli…) Se tengono così tanto alla nostra salute,.. perchè dobbiamo continuare a buttare fitofarmaci quando la soluzione è a portata di mano?? .. o in subordine… perchè dobbiamo privarci del nostro mais per andarlo a comprare all’estero pagando più caro perchè sano, perchè ogm??
    Perchè vale di più l’ogm?… basta che lo vai a chiedere a qualche allevatore industriale di maiali,.. se secondo lui crescono meglio rapporto kg.mangime/carne con il mangime contenente mais nostrano,.. o con mangime sano magari ogm.
    Sveglia agricoltori…. ad ogni occasione d’incontro dove questa gente che si crede depositaria della verità sparge idiozie,.. intervenite, facciamo sentire la nostra voce, contestate i loro dati sempre di parte,.. vi accorgerete che non siamo proprio soli,.. scuotiamo l’indole sempre troppo mite e rassegnata dell’agricoltore medio.

  45. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Questa è la considerazione nei riguardi degli agricoltori da parte dei sostenitori degli OGM…….. si firma come fidenato giorgio ….. sempre che sia lui

    http://www.salmone.org/petrini-cattaneo-ogm/

    ” ……, le mie saranno fantasie libertarie, ma mi dovete spiegare dove sta la moralità di prendere dei soldi dalle tasche di un individuo per darle a voi che oprate nel settore agricolo? All’individuo a cui rubate i soldi non interessa niente della vostra attività e potrebbe comprare gli alimenti in altre parti e magari a minor costo.
    Prima di parlare a vanvera imparate a fare gli imprenditori con i vostri soldi e a vostro rischio. Siete imprenditori ed assumetevene la responsabilità. Se non ce la fate a causa del sistema, prendetevela con il sistema e lasciate i 5 miliardi nelle tasche dei legittimi proprietari!!!

  46. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    mbianchessi, sei sempre quello che fa smerdare le sue vacche agli indiani? i listini bisogna saperli leggere!

  47. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Roberto

    Sempre a proposito del diserbo della soia tiene conto anche di ciò:

    Il controllo delle infestanti in pre-emergenza della soia è una pratica che, nel corso degli anni, ha visto una riduzione dell’interesse da parte degli agricoltori.

    È, infatti, risaputo che se non cadono 10-15 mm di pioggia dopo il trattamento, l’intervento non ha alcuna efficacia e si è costretti a eseguire un ulteriore trattamento in post-emergenza; tutto ciò viene acuito dalla sempre più diffusa tendenza a seminare la coltura di primo raccolto tra fine aprile e inizio di maggio.

    L’abbandono del diserbo di pre-emergenza e i ripetuti interventi in post-emergenza per contro hanno favorito la selezione di infestanti resistenti (giavoni, amaranti, ecc.) e la diffusione di malerbe di difficile controllo quali Abutilon e Ammi mayus. Per questo motivo risulta fondamentale l’adozione di strategie di intervento che rivalorizzino gli interventi di pre-emergenza.

  48. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Vero Alberto.
    Per questa ragione cerco possibilmente di seminare soia e mais sotto Center Pivot per supplire alle carenze del clima… Lascio il riso fuori per ovvi motivi.
    Ovviamente non sempre ci riesco e allora mi affido a Manitù dedicandogli svariate danze della pioggia.
    Scherzi a parte, quello che dici non vale solo per la soia; anche il mais gradisce qualche mm di H2O post diserbo pre.
    Io comunque, confidando nel clima piovoso-alternato della primavera non abbandono il pre, molto più comodo e sicuro quando funziona.
    Alternando poi almeno e come minimo soia e mais per ora le resistenze in casa mia sono molto limitate.
    Per ora funziona…

  49. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Franco

    Tieni presente anche che tu hai molta più pioggia che non a sud del Po.

  50. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Grazie Alberto e Franco

    in allegato il resoconto sommario della seduta di ieri pomeriggio in Commissione Sanità pubblicata sul sito del Senato a questo link:
    http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=17&id=920994

  51. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Per i costi del mais io leggo questo a Bologna:

    GRANOTURCO (2)

    Nazionale comune (Umidità 14%)

    28 maggio 2015

    158,00

    162,00

    Estero comunitario

    28 maggio 2015

    165,00

    167,00

    Estero non comunitario

    28 maggio 2015

    177,00

    179,00

  52. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Fra un “sottolineo”, un “sottende”, una “problematica”, un “osserva” e un “rileva”, mi pare di capire che chi ha parlato non sia(no) contrario (contrari) quantomeno al principio che “sperimentare” non significa uccidere qualcuno, ma semplicemente cercare di migliorare il nostro modo di vivere.
    La sperimentazione é il pilastro fondante del progresso (nda).
    Questo detto rimango basito dal linguaggio che sono costretti ad usare i nostri Politici per comprendersi a vicenda e non farsi comprendere dalla maggior parte di noi.
    Non sono capaci di parlare come facciamo tutti noi?
    Non possono per qualche misterioso motivo?
    Hanno scuole speciali per imparare il loro linguaggio criptico e incomprensibile ai più?

  53. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Roberto
    Il mago otelma tuttologo di sopra ora ti spiega come leggerli perché noi si è mica capaci!

  54. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Roberto

    Se ti interessa tutte le settimane ti mando il bollettino del mais di Milano.
    La solfa é sempre quella che hai scritto.
    Ho circa 8.000 Qli di mais “sano” (senza tossine oltre i limiti) che ora venderò a prezzo di saldo.
    Quasi un 3 per 2 dei supermercati, ma non posso tenerli a magazzino ad oltranza.
    Ma non perché siamo a fine stagione e cambia la collezione autunno-inverno del mais (quest’anno va di moda il verdolino chiaro e il mio é giallo)…
    Perché é così. Perché c’é di meglio e questo é il mercato.
    Ci castriamo con le nostre mani.
    Vogliamo forse fare un dispetto alle nostre mogli? Troveranno altri partners.

  55. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Franco, se il Tuo mais è “regolare”, per quale motivo deve avere un prezzo inferiore a quello di importazione?

  56. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    “allo smerdatore di vacche per conto delle multinazionali che usa indiani, perchè la merda puzza”

    Allarme di Coldiretti: chiuse 10 mila stalle da latte, più della metà in montagna

    “Dall’inizio della crisi hanno chiuso oltre diecimila stalle da latte, oltre il 60% delle quali si trovava in montagna, dove insieme alla perdita di posti di lavoro e di reddito viene anche a mancare il ruolo insostituibile di presidio del territorio, nel quale la manutenzione è assicurata proprio dal lavoro silenzioso di pulizia e di compattamento dei suoli svolto dagli animali”. Lo dice un’analisi della Coldiretti presentata in occasione della Giornata ufficiale del latte promossa da Expo 2015 e dal ministero delle Politiche Agricole.
    In Italia “sono sopravvissute appena 35 mila stalle che hanno prodotto nel 2014 circa 110 milioni di quintali di latte mentre sono circa 86 milioni di quintali le importazioni di latte equivalente – spiega la Coldiretti – Per ogni milione di quintali di latte importato in più scompaiono 17 mila mucche e 1.200 occupati in agricoltura, eppure dall’inizio della crisi nel 2007 ad oggi le importazioni di prodotti lattiero-caseari dall’estero sono aumentate in valore del 20%”, secondo un’analisi di Coldiretti relativa ai dati del commercio estero fino al 2014.

    “Il risultato della concorrenza sleale dovuta alle importazioni di bassa qualità spacciate per italiane è il fatto che il latte viene pagato agli allevatori in media 0,36 euro al litro, con un calo di oltre il 2% rispetto allo scorso anno, mentre al consumo il costo medio per il latte di alta qualità è di 1,5 euro al litro, di qualche centesimo superiore allo scorso anno”.

  57. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Noi non abbiamo l’abitudine di utilizzare come base di un ragionamento i dati forniti da Monsanto o da Coldiretti, ossia due organizzazioni private che pagano i loro dirigenti con stipendi attorno ai 100.000 euro al mese, preferiamo i dati tecnici di organizzazioni pubbliche.

  58. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Il mio mais é regolare nel senso che é al di sotto dei limiti di legge e quindi ampiamente commerciabile per uso mangimistico.
    Quello di provenienza estera, presumibilmente OGM, ha contenuti molto (ma molto) più bassi e quindi più idoneo al “taglio” di partite più contaminate. Valore aggiunto…
    Ragionare.

  59. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Grazie Franco

  60. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    In effetti, ai prezzi attuali del mais nessuno più tratta contro la piralide e se ne assume il rischio. Pertanto, in assenza di etichettatura dei derivati è molto più conveniente miscelare partite diverse di mais (così guadagnano sempre loro) ed etichettare tutti i mangimi come “OGM” ……….. e gli agricoltori lo prendono sempre in quel posto.

  61. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Roberto, che il latte sia pagato agli “smerdatori….” 0,36 euro e che sia poi venduto a 1,5 euro al consumo è un dato di pubblico dominio ………

  62. franco nulliNo Gravatar scrive:

    A mio avviso il rapporto 0,36 - 1,50 non é scandaloso se consideri i trasporti (grezzo e lavorato), la lavorazione, il confezionamento e la distribuzione con i relativi costi.
    Lo scandalo é semmai che il prezzo finale sia 1,50 che non permette all’allevatore di poter avere un prezzo alla stalla tale che sia remunerativo allevare vacche da latte.

  63. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Il mago otelma tuttologo sparaca…te non sa fare i conti perché il prezzo medio del latte del 2014 a casa mia è stato di 42 centesimi litro che contro i 36 attuali fa ben il 16% in più. Altro che il 2% in meno della sua amata coldiretti! Le stalle chiudono perché non ci sono abbastanza indiani e gli allevatori italiani che si mungono le loro vacche non hanno tempo per fare una attenta analisi della gestione dell’ azienda per capire dove stanno perdendo soldi! Il fatto è che ora che non ci sono più le quote da vendere quelli che chiudono sono in rovina perché il valore delle vacche non copre i debiti con i fornitori e le banche si sono già mangiate la terra. E questa cosa fa uscire di testa i funzionari della coldiretti come il mago otelma suddetto. Concludo ricordando che comunque il prezzo del latte in Italia è ancora il più alto in Europa!
    http://www.clal.it/?section=latte_europa

  64. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Il prezzo del latte é un argomento che mi incuriosisce e mi interessa direttamente i quanto produttore della loro MP.
    Mbianchessi, mi fai un semplice resoconto?
    Un piccolo e semplice quadretto esplicativo?
    Quanto costa fare il latte (e perché) e quanto ricavi dalla sua vendita.
    Io sono convinto, ma forse sbaglio, che il latte al supermercato dovrebbe costare di più. per pagare il latte alla stalla.
    A meno che ci sia una concorrenza “sleale” di latte che arriva nel nostro paese (minuscolo) con caratteristiche diverse da quelle del nostro.
    Non é comunque il mio campo e non voglio fare il saccente.
    Il classico conticino della serva che vale molto più di mille statistiche ISTAT mi sarebbe molto gradito per capire di più.
    Grazie in anticipo.

  65. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    @franco
    http://www.aprolav.it/Documenti/Menghi2014.pdf
    pag, 13 e seguenti, break-even a 39.5/q.le

  66. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Scrivere 39,5 come costo medio di produzione del latte è riduttivo. Se 39, 5 è la media, significa che il costo di produzione va da 30 a 50 centesimi, come hanno evidenziato molto bene i tecnici del SATA della Lombardia che analizzando i bilanci REALI di 70 allevamenti della pianura padana hanno trovato costi di produzione che andavano dai 30 centesimi delle aziende migliori ai 60 di quelle peggiori! Il che significa che le aziende migliori nel 2014 hanno guadagnato 1000 euro per vacca all’ anno mentre le peggiori ne hanno perso 1500. Solo il mago otelma tuttologo sparaca….te e la coldiretti vogliono che una azienda che perde 1500 euro per vacca, nell’ anno in cui il prezzo del latte ha raggiunto livelli mai così alti, debba per forza rimanere sul mercato!

  67. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    @mbianchessi,.. ecco appunto, chiamasi selezione naturale,.. ma evidentemente, dopo decenni di questua PAC et similia, si pretende di stare sul mercato al di là delle sue regole. Un po come succede per chi pretende di lavorare per le aziende sussidiate dallo stato, contro ogni logica di mercato.

  68. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    “allo smerdatore di vacche per conto delle multinazionali che usa indiani perchè la merda puzza e probabilmente vive di qualcos’altro e non solo di vacche da smerdare”

    Non credere che il mondo giri intorno a te e intorno ai tuoi dati……… ma li hai letti i dati di francescopd? Costo medio di 58,68 euro/100kg, contro un ricavo medio di 55,70 euro/100 kg ……….. poi se tu sei più bravo vorrà dire che tutti gli allevatori italiani dovranno venire da te per imparare.

    http://www.aprolav.it/Documenti/Menghi2014.pdf

  69. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    smerdatore……. guarda che 39,5 non è il costo medio di produzione del latte, ma è il costo relativo alle sole “Spese vive”. At capiii!

    Forse è meglio che tu faccia tenere anche i conti della tua stalla agli indiani, così non fai un cazzo dalla mattina alla sera e controlli solo il conto corrente …….. dammi retta, forse è la cosa migliore.

  70. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    http://www.aral.lom.it/public/upload/file/Fiera%20Cremona%202014/REL_2_CAMPIOTTI.pdf
    Slide # 15 per chi non se le vuol guardare tutte.
    Solo un tuttologo comunista sparaca….te può pensare che tutte le stalle abbiano lo stesso costo di produzione del latte! Speriamo che sappia almeno leggere un grafico!

  71. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    smerdatore ….. abbiamo cambiato cavallo ……. non è lo stesso di francescopd!

    Rimane il fatto che con un prezzo medio del latte che da 0,36 passa a 1,5 euro/litro le multinazionali del latte guadagnano e gli smerdatori lavorano.

    At salut bianchessi …… lè meì che at fag far i cont ai to indian!

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