Sillogismi troppo elementari

26 Mag 2010
Post2PDF Versione PDF
di Antonio Pascale

Avanza con prepotenza un modo di pensare che procede per facili sillogismi. Questo pernicioso costrutto simil/logico si fonda in primo luogo sull’incompetenza e quindi sulla necessità, poi, di riempire il vuoto di conoscenza sostituendo l’analisi con delle parole amebe, ossia, quel tipo di parole che ormai hanno perso la matrice e dunque significano tutto e niente. La parola ameba rassicura, consola, oppure genera un cosiddetto ricatto emotivo, ci chiude in un angolo e comunque, nell’uno o nell’altro caso, genera un effetto spot, si illumina cioè, solo quello che fa comodo illuminare e il resto, che servirebbe a spiegare meglio e sostenere o contrastare il ragionamento, viene lasciato nell’ombra. Si potrebbe, forse, porre rimedio a questo patologico modo di ragionare, del quale, rischiamo, prima o poi, di essere tutti vittime, cercando o chiedendo, perlomeno all’intellettuale di sviluppare una competenza sulla materia oggetto di indagine. Per esempio, tanto per segnalare un caso esemplare, qualche mese fa, su Repubblica, l’editorialista Giovanni Valentini, intervenne sulla questione energetica. Scrisse che la Puglia produceva fino il 133% del proprio fabbisogno energetico grazie al solare e all’eolico. 133%. Di fronte al suddetto dato, capite bene, che il resto dell’articolo di Valentini - un duro attacco alla scelta del governo di costruire centrali nucleari - risultava inutile. Se io producono grazie al solare e all’eolico più energia di quanto ne abbia bisogno - addirittura la vendo - a cosa serve contrattare il metano con Putin o impegnarsi nel nucleare? Ma a che serve il carbone, l’idroelettrico? Abbiamo infatti risolto il problema. Solo un pazzo o qualcuno in malafede potrebbe pensare di dedicare il proprio tempo alla costruzione di complicate centrali per produrre energia. E’ ovvio che il dato è sbagliato. Non è neppure sovrastimato. Semplicemente è sballato. La Puglia è sì autonoma ma grazie alla centrale a metano di Brindisi, per il resto, la quota di energia prodotta dal solare e dall’eolico si aggira intorno al 7% (dati newclear.it). Ora, senza entrare nel merito della questione nucleare si o no (il mio non è necessariamente un articolo pro nucleare), quello che conta davvero per un cittadino è garantirsi il diritto a una buona informazione. Quella sì pulita, trasparente, responsabile. Un conto infatti è sostenere nelle prime tre righe dell’articolo che la Puglia soddisfa il 133% del proprio fabbisogno energetico con il solare e l’eolico, un altro è dire che copre solo il 7%. Nel primo caso, l’articolista, fondandosi su un dato sbagliato in partenza, produrrà un ragionamento che, appunto, procederà per facili sillogismi e cioè, nucleare=scelta sbagliata=pericolosa= scorie ecc, dall’altra, invece, il solare = energia pulita= gratuita ecc. Ci abituiamo così a un modo di pensare rassicurante, appunto che elimina idealmente le scorie e produce reazioni pure. Nel secondo caso, al contrario, l’articolista, avrebbe dovuto impegnarsi a dimostrare, che sebbene la Puglia produca solo il 7% dell’energia grazie al mix di solare e eolico, deve comunque continuare a investire in questo settore per una serie di motivi per lui importanti. Il ragionamento in questo caso elimina, per forza di cose, le parole magiche, in quando non si abbassa l’ostacolo per premiare tutti quelli che facilmente lo superano (ti piace vincere facile? Dice una pubblicità) ma ci impegna a dimostrare, partendo da una condizione di svantaggio, come raggiungere un obiettivo, e non a dichiararlo formalmente, per la gioia dei lettori, già risolto in partenza. Ora, Giovanni Valentini è in cattiva fede? Tende a barare? Non credo proprio. Semplicemente, sulla questione energica non detiene la necessaria competenza, quella che invece dimostra di avere, quando affronta argomenti a lui più consoni. Con molta probabilità confonde potenza istallata con energia erogata, un tipico sbaglio di chi non avendo affrontato un esame di fisica è portato a fare. Ma il punto non è ancora questo. I giornali infatti non hanno una squadra di fact-checker,dunque, non possono richiamare Valentini per dire: attento i dati non sono questi - può succedere a tutti di sbagliare soprattutto a chi è costretto a scrivere in fretta. Quindi quel dato magico tenderà a formare un immaginario molto forte e nulla si impossessa velocemente della nostra anima come le parole magiche e rassicuranti. Se un cittadino competente in una specifica materia, soprattutto quelle scientifiche o su determinate questioni, metti per esempio, quella biotecnologia, scorrerà i giornali o guarderà alcune trasmissioni televisive che dibattono su questi argomenti, con molta probabilità ne uscirà, ogni giorno, depresso e sconfortato. Cosa dovrebbe dunque fare un intellettuale di sevizio? Possiamo mai pensare che questi debba conoscere tutto e intervenire su tutto? No certamente, però, potrebbero accorgersi, per esempio, delle parole amebe che molte volte escono fuori e dei ragionamenti bislacchi che tendono poi a produrre e, infine, chiedere una verifica. Se ci fosse un organo d’informazione (in realtà questo che leggete è un appello per la sua costruzione), un blog, o un sito autorevole interdisciplinare e gratuito che svolga azione di monitoraggio e correzione (con dettagliate analisi di dati e rigorosi ricorsi alle fonti scientifiche), probabilmente, tenderebbe a salire il tasso di complessità nel sistema informazione e le persone impegnate nella formazioni delle opinioni, più responsabilizzate, dall’osservatore e controllore esterno, non cadrebbero nella trappola della semplificazione coatta.

11 commenti al post: “Sillogismi troppo elementari”

  1. giuseppe carusoNo Gravatar scrive:

    newclear.it, è il blog con cui chicco testa (che rimane laureato in filosofia) promuove -in modo assai assertivo- il “ritorno” al nucleare, perché mai il suo 7% dovrebbe essere un dato affidabile e non un’ameba?
    La mia non è una domanda retorica,sia chiaro che non faccio il tifo per nessuna fonte/vettore energetica/o, ma proprio mi sfugge la differenza, in termini tecnico-scientifici, tra un Valentini e un Testa.

  2. Rosa MariaNo Gravatar scrive:

    Gentile Antonio Pascale, la ringrazio per questo articolo e per il suo lavoro. Io studio Fisica e spesso le pagine di scienza sui giornali mi fanno sobbalzare dalla sedia. E’ verissimo quello che dice, è necessario un organo di informazione di controllo, che segnali e corregga le bufale che si leggono in giro. Lei su questo sito lo sta già facendo in modo magistrale e spero che continui a farlo, e per questo mi viene spontaneo ringraziarla. La leggo da un po’ di tempo con attenzione sia qui, sia su Il Post, dopo aver letto e apprezzato il suo libro “Scienza e sentimento”.
    A Giuseppe Caruso che ha commentato prima di me, vorrei dire che quel dato, riportato dall’articolo di Valentini (tra l’altro, se l’articolo è questo: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/02/05/il-paradosso-dell-atomo.html, l’autore ha scritto non 133% ma 180% ) a chi abbia anche solo un’infarinatura di questioni energetiche e un po’ di dimestichezza con i numeri, sembra semplicemente assurdo. Purtroppo non sembra assurdo al largo pubblico che in media non ha queste conoscenze, ed è proprio per questo pubblico che servirebbe quell’ esercito di intellettuali di servizio che correggano le “parole amebe” come auspica A. Pascale.

  3. bacillusNo Gravatar scrive:

    Sarà forse che Testa, pur antipatico a molti, legge i dati per quello che sono, è abituato a citare fonti e pur con un comprensibile “bias” esprime cifre che rientrano in una logica concreta.
    Nel caso specifico, non ho trovato dati più recenti, ma qui
    http://www.terna.it/default/Home/SISTEMA_ELETTRICO/statistiche/dati_statistici.aspx
    per il 2008 si può rilevare che la produzione da rinnovabili in Puglia ha rappresentato il 3,7% del totale della produzione ed il 6,7% del fabbisogno. Pensiamo pure all’ampia (e per molti versi scandalosa) diffusione di eolico e fotovoltaico in quella regione per il 2009 ed ecco che quel 7% è del tutto plausibile.
    Il resto, appunto, sono “parole ameba”. Che tristezza.

  4. bacillusNo Gravatar scrive:

    P.S.: desidero precisare che il post precedente è stato scritto da uno che resta pur sempre un perito agrario…

  5. bacillusNo Gravatar scrive:

    …accidenti. Il mio P.S. faceva riferimento ad un mio precedente post che attende, lì al calduccio, la moderazione.

  6. Guido FuscoNo Gravatar scrive:

    Caro bacillus, attualmente non ci sono post al “calduccio” ne suoi ne di altri.

  7. bacillusNo Gravatar scrive:

    @Guido
    …ah, bene. Di questi tempi anche la banale logica di un antispam ti fa pensare al peggio… :-)

  8. giuseppe carusoNo Gravatar scrive:

    L’esercito di intellettuali di servizio lo invoco anch’io, ovviamente, purché siano al servizio di una pubblica utilità.
    Per altro mi pare altrettanto ovvio che eolico e fotovoltaico siano destinati ad un ruolo marginale, non foss’altro che per il sistema di incentivazione che ne sta permettendo la diffusione nel Paese.
    Per questo paragono uno strafalcione colposo,già puntualmente analizzato dall’ottimo Pascale, con l’uso strumentale di un dato verosimile.

  9. PaoloNo Gravatar scrive:

    A proposito di parole amebe oggi su Repubblica c’è una intera pagina dedicata ai migliori chef italiani ( quelli da 150 euro a testa ), i quali si dichiarano tutti d’accordo su una cosa : “no alla cucina molecolare”. Mi piacerebbe capire cosa si intende per cucina “molecolare”, anche perchè esistono dei prodotti che non provengono da molecole?
    Grazie e complimenti per l’ultimo libro, veramente bello.

  10. frabugNo Gravatar scrive:

    Suggerisco - per chi non l’ha fatto - di leggere “Questo è il Paese che non amo”, l’ultimo libro di A.Pascale, un buon bicchiere d’acqua che scorre giù bene e rivitalizza. Più in generale apprezzo e condivido l’approccio rigoroso di chi smentisce le parole amebe. Non sono una addetta ai lavori (non questi), però mi conforta sapere che ci sono persone scrupolose della cui attendibilità potermi fidare quando provo a farmi un’idea. Persone necessarie, almeno finché non avremo i fact-checker (suggerisco anche, per vari motivi, “Le Mille luci di NY”, di Jay McInerney). Grazie, insomma, per la fatica e l’impegno di questo intellettuale di servizio che ci dà il buon esempio.

  11. Sillogismi troppo elementari | Disarming the greens scrive:

    [...] salmone.org Questa voce è stata pubblicata in Tecnologie e ambiente. Contrassegna il permalink. ← Biodiversità, questa sconosciuta [...]

Lascia un tuo commento

Per allegare una vostra immagine a fianco ai commenti registrarsi al sito Gravatar. Quando inserite la mail in fase di commento, bisogna usare la stessa mail che avete usato per registravi al Gravatar

Nella categoria: Antonio Pascale

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…