Pane e Pace

14 Mag 2012
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di Antonio Pascale

“Chi produce pane, produce pace.” - Norman Borlaug, agronomo americano premio Nobel per la Pace 1970

9788861902978_pane_e_pace“Centocinquant’anni dalla prima edizione dell’Origine della specie di Darwin e siamo ancora al sapere nostalgico. Gli italiani sono creazionisti, le cose passate rassicurano, ciò che è nuovo inquieta.”

Antonio Pascale

« Oggi tutti i prodotti che troviamo, sia al mercato sia sui banchi di un supermercato, negli orti come nelle colture intensive, sono ottenuti grazie all’innovazione. Questo vuol dire che necessitano delle competenze di agronomi, patologi, entomologi…

Senza scambio di sapere non si ottiene nulla. Ci si ferma

Antonio Pascale

SCHEDA Uno scrittore racconta la storia di tre generazioni attraverso il rapporto con la terra e il cibo. Innovazione e conservatorismo. Dai pomodori del nonno agli ogm dei figli. Le piante, la loro evoluzione, la storia delle persone rivelano un modo di stare a tavola e la cultura di un popolo.

AUTORE Antonio Pascale è nato solo per un accidente a Napoli nel 1966, ha vissuto prima a Caserta, poi a Roma, dove at­tualmente lavora come funzionario presso il Mipaaf. Ha scritto vari libri, tra cui La città distratta (Einaudi), vinci­tore del Premio Onofri, e La manutenzione degli affetti (Einaudi), con il quale ha vinto numerosi premi; saggi co­me Scienza e sentimento (Einaudi), vincitore del Premio Le due culture, e Questo è il paese che non amo (minimum fax). Collabora con «Limes», la rivista «le Scienze», il «Corriere della Sera», «Il Messaggero», «Il Mattino» e www.ilpost.it. Si occupa di divulgazione scientifica, scrive inoltre per la rivista di agricoltura «Karpos» e il sito di bio­tecnologie Salmone.org. I suoi libri sono tradotti in Fran­cia, Spagna e Portogallo.

Dal Giornale: la dieta Migliore?.Pane e OGM

7 commenti al post: “Pane e Pace”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Antonio

    Una volta erano più pragmatici e il grido era “Pane e Lavoro”. Oggi di lavoro non ve n’è, speriamo che ci rimanga il pane……TU da meridionale ne sai qualcosa perchè i tuoi antenati sono stati sfamati da pane di frumento ukraino appena dopo il 1861.

  2. EdoardoNo Gravatar scrive:

    Pascale ha coraggio da vendere e onestà intellettuale da invidiare. Ricordo ancora la querelle sugli OGM col potente Citati e la letteraccia di Greenpeace sul Corriere. Bravo Antonio. Comprerò 5 copie e lo distribuirò ad amici nell’ottica della “manutenzione degli affetti”

  3. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Oggi ho comprato il libro.
    Mi ha fatto molto piacere di sapere, nella mia libreria di fiducia in via Carducci a Milano, che stanno esaurendo le copie.
    La mia era la terzultima!
    Avanti così Antonio! Grazie.

    Franco

  4. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    Io invece, sono riuscito ad avere una copia direttamente da Antonio solo perchè ha partecipato ai Dialoghi di Trani e nella mia libreria il libro non è riuscito ad arrivare per esaurimento copie. Anch’io ne regalerò molte.
    Bravo Antonio: sei tutti noi!

  5. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Accorato appello ad Antonio Pascale!

    Ma sono tutti scemi gli altri o lo siamo noi?
    Forse “presuntuosamente” pensiamo di avere ragione a fronte degli oscurantisti?
    Possibile che la ragione debba scontrarsi sempre con l’ideologia e perdere?
    Cosa sbagliamo noi “pensanti”?
    Perché non siamo capaci di spiegare le ragioni “logiche”?
    Perché chi usa la demagogia vince sempre?
    ….. Altro

    Un milione di punti ( e anche una bambolina) se mi sai dare una risposta…

    Franco

  6. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    Franco, provo a darti io una risposta, senza togliere ad Antonio l’occasione per approfondire.
    Sul numero 32 del 1999 dell’Informatore Agrario, sotto ad un mio articolo da titolo “L’isterismo ecologico danneggia l’agricoltura” compariva un altro con il titolo “Il ministro Ronchi schiera i Carabinieri”. Il senso di quel articolo era che il ministro non fidandosi della Commissione istituita congiuntamente dal suo dicastero e da quello delle Politiche agricole, schierava i Carabinieri a controllare i controllori delle eventuali immissioni nell’ambiente di piante geneticamnete modificate in ossequio alla Direttiva Comunitaria 90/229/CEE del 23 aprile 1990.
    Mi ricordai, allora, quello che un mio caro amico glottologo canandese, di origine inglese, venuto in Italia per studiare i nostri dialetti, rispose ad uno studente sul perchè i dialetti non erano riusciti a diventare lingue ufficiali o nazionali. Lui rispose che la differenza la faceva l’esercito, chierato per difendere la lingua scelta come ufficiale o nazionale! E i Carabinieri di Ronchi erano l’esercito contro gli OGM, ovviamente con il crisma della legalità delle leggi fatte apposta per impedire che i dialetti diventino lingue nazionali e gli OGM colture convenzionali. Poi abbiamo assistito anche alla violazione delle direttive e sentenze dell’Unione europee, ecc.. Ma poi abbiamo -meglio ho patito- assistito alla presenza dei Carabinieri in Istituto perchè difendevamo i nostri bei brevetti sugli OGM. Poi abbiamo assistito alla distruzione delle piante transgeniche un decennio fa autorizzate a mostrare le loro importanti caratteristiche. E c’è sempre l’esercito!
    Ergo, loro hanno ragione perchè usano la forza e le leggi ad hoc mentre noi siamo pacifici e disarmati (in senso lato!). In sostanza, crediamo come Borlaug e Pascale che il pane si conquista con la pace!
    Ma non siamo fessi!

  7. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Triste, ma vero…

    Franco

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