Parte del PDL pro-OGM

05 Nov 2009
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Oltre ai comunicati stampa relativi agli interventi di Francesco Sala e di Futuragra, spicca la posizione ancora una volta ribadita da Benedetto Della Vedova a favore della ricerca sugli OGM. Come si sa il parlamentare del PDL vicino al Presidente Fini ha una storia che proviene dal Partito Radicale ed appare significativo che il gruppo dei cosidetti Radicali liberi sia un salmone.

OGM: DELLA VEDOVA A ZAIA, SUBITO DECRETO PER AVVIARE RICERCA
(ANSA) - ROMA, 5 NOV - «Il perdurare del vuoto regolatorio rispetto alla coltivazione e alla sperimentazione di sementi geneticamente modificati inibisce lo sviluppo in Italia di un importante filone di ricerca scientifica, impedendo al nostro Paese di restare al passo con i maggiori competitori internazionali sul fronte dello sviluppo delle nuove tecnologie». È quanto si legge nell’interrogazione parlamentare presentata oggi a Montecitorio da Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl, per invitare il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, a offrire spiegazioni sulla mancata approvazione dei protocolli tecnici per la sperimentazione in campo aperto di organismi geneticamente modificati, che di fatto «bloccano la ricerca italiana di settore».
Della Vedova ha ricordato come «già da un anno» (20 novembre 2008) il Comitato tecnico di coordinamento (istituito nel 2005 dal Mippaf) abbia dato parere favorevole alla sperimentazione in campo aperto di nove colture ogm (acitnidia, agrumi, ciliegio, fragola, mais, melanzana, ovilo, pomodoro,
vite) e la Regione Lombardia abbia già individuato i siti adatti alla ricerca. «Noi chiediamo allora - ha spiegato il deputato - come mai, a distanza di 12 mesi, non sia stato ancora emanato il relativo decreto, indispensabile per dare il via alla sperimentazione». Secondo Della Vedova, questo «ostruzionismo è particolarmente grave per il futuro dell’agricoltura e dell’economia italiana ed è del tutto immotivato. Chiediamo dunque a Zaia - ha concluso - di non fare come Pecoraro Scanio, perchè in gioco c’è la totale perdita di competitività del nostro Paese». (ANSA).

OGM: SALA, SENZA TRANSGENICO A RISCHIO PRODUZIONI TIPICHE
(ANSA) - ROMA, 5 NOV - «Senza ricerca genetica perderemo i nostri prodotti tipici, come già è accaduto con il pomodoro San Marzano». È questo il monito lanciato oggi da Francesco Sala, docente di biotecnologie vegetali all’Università di Milano, intervenuto alla presentazione dell’interrogazione parlamentare di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl e presidente di Libertiamo.
«Fino al 2000-2001 - ha ricordato Sala - l’Italia era all’avanguardia nella ricerca biotecnologica, ricerca pubblica, fatta su prodotti tipici della nostra agricoltura, che non interessavano, nè interessano le multinazionali». Oggi però, ha spiegato, «causa avversione politica e mancanza di fondi, siamo regrediti a zero». E questo, secondo Sala, metterebbe a serio rischio l’esistenza dei nostri prodotti di qualità, che «non vengono dal nulla, ma sono frutto di anni di ricerca e soprattutto non sono eterni». Sala ha inoltre ricordato come senza ogm «aumenterà l’uso della chimica: nelle americhe negli ultimi anni l’uso di fitofarmaci è sceso del 15%; in Europa è salito della stessa cifra». Per questo, ha concluso, «sostengo che gli ogm, oltre ad essere più sicuri e controllati, saranno il biologico del futuro, cioè ci permetteranno di salvaguardare le colture senza usare prodotti chimici». (ANSA).

OGM: FUTURAGRA,ZAIA FIRMI PROTOCOLLI SPERIMENTAZIONE
(AGI) - Roma, 5 nov. - Futuragra, associazione che si batte per l’introduzione delle biotecnologie in agricoltura e per la libertà d’impresa in Italia, chiede che il Ministro Zaia firmi i protocolli tecnici di sperimentazione sugli OGM che sono bloccati da mesi e senza ragione. “Si tratta di un atto dovuto, ha commentato Silvano Dalla Libera, maiscoltore e Vicepresidente di Futuragra. E’ intollerabile che un provvedimento che potrebbe rimettere in moto in Italia la ricerca sugli OGM continui inspiegabilmente a essere rinviato”. Dalla Libera e il Prof. Francesco Sala, Presidente onorario di Futuragra, hanno portato la loro testimonianza alla conferenza stampa indetta oggi a Montecitorio dall’On. Benedetto Della Vedova per presentare l’interrogazione al Ministro Zaia sulla mancata approvazione dei protocolli tecnici per la sperimentazione in campo aperto di organismi geneticamente modificati, come previsto dal decreto ministeriale del 19 gennaio 2005*. Sul fronte della coltivazione, poi, gli agricoltori non sono messi meglio: per far rispettare il loro diritto di libertà di scelta hanno intrapreso una lunga lotta sulla base di quanto garantito loro dalle normative europee. Dal 2006 Silvano Dalla Libera porta avanti una battaglia legale per far valere il suo diritto a coltivare liberamente varietà agricole autorizzate, diritto sancito dalla Commissione Europea con la Direttiva 18/2001 che autorizza la coltivazione e l’immissione in commercio in tutti gli stati membri delle varietà di mais OGM approvate a livello comunitario. Nel 2007 ha fatto ricorso al Tar del Lazio perché venisse riconosciuto il suo diritto a seminare le varietà di mais OGM iscritte al Catalogo comune europeo. Dopo il rifiuto del TAR di affrontare nel merito la questione - dichiarando, per requisiti formali, inammissibile il ricorso - oggi la sentenza si trova al Consiglio di Stato che con un’ordinanza interlocutoria ha richiesto al MIPAAF chiarimenti sulle notifiche alla Commissione UE in materia di varietà transgeniche.(AGI

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Nella categoria: News, OGM & Politica

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