Le patate non sono “naturali”

05 Apr 2011
Post2PDF Versione PDF

Il foglio ambientalista (Leggi indios e patate OGM) esulta per le royalties (teoricamente) attribuite agli indios (quali? hanno identificato gli eredi?). Non abbiamo difficoltà ad unirci al grido di gioia perchè è stata riconosciuta la sapienza, cultura, ingegno e capacità degli indios ed è stato loro riconosciuto un ritorno economico: approviamo in pieno.

Ma va notato anche che questo attestato vuol anche dire che le patate non sono “naturali”, ma frutto dell’ingegno dell’uomo, anzi solo di alcuni uomini. E dice che tale ingegno va ricompensato. La Natura non fa patate, ma l’uomo si: bene!. Ora chi stabilisce il limite all’ingegno umano? chi decide fin quando l’uomo può usare il suo cervello per vivere, mangiare e lavorare meglio?

3 commenti al post: “Le patate non sono “naturali””

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Questa è una boutade che poteva fare solo un giornale di pura ideologia come “Terra”. Sono pronto a scommeterci che, benchè l’ONU abbia sentenziato, agli indigeni andini non arriverà uno che è uno dei dollari di Royalties di cui parla il giornale. Se insisteranno se ne mangeranno il doppio in avvocati e cause.

    Io in quaramt’anni di attività non sono mai riuscito a farmi pagare le royalties delle varietà che rappresentavo in Italia da chi si rifiutava di farlo, benchè fossi in possesso di regolare COV ed avessi a disposizione altre possibilità intervenire senzaricorrere alla legge.

    C’è poi da stabilire a chi andranno queste royalties, perchè dall’America ci arrivarono prima delle selezioni a tuberificazione tardiva che non erano adatte, solo dopo arrivarono le selezioni a tuberificazione precoce ed io se fossi un pataticoltore pretenderei che prima di pagare mi si dicesse con precisione di quali indios sono tributario. Non pagherei certamente tutti indistintamente.

    Una parte di queste royalties però potrebbe pretenderle Parmentier a cui si deve la diffusione della patata in Europa.

    Se però estendessimo il ragionamento dovremmo dire che le 360 specie di verdure recensite nel 1975 da Zeven e Zhukovsky, appartenenti a 52 famiglie botaniche, sono ripartite in 12 megacentri geografici mondiali d’origine e quindi anche tutte queste popolazione potrebbero vantare l’applicazione della decisione dell’ONU.

    Immaginate cosa rappresenterebbe tutto ciò a livello amministrativo e contabile, ma non è finita, in quanto laddove sono state eseguite selezioni intermedie, per lo stesso motivo, potrebbero pretendere di partecipare alla divisione della “torta”.

    Credete a me è meglio lasciare le cose come stanno e smettere di buttare soldi nei bilanci di certe ONG che vivono solo di queste fantasie ed hanno ascolto presso delegati dell’ONU che tutto fanno, ma sicuramente non il loro compito istituzionale che è di risolvere i problemi delle popolazioni più povere della terra..

  2. Bestia BugblattaNo Gravatar scrive:

    Ma, ammesso che sia possibile riscuoterle, le royalties non hanno una scadenza?
    Altrimenti perché non pagare, che so, i diritti per il riso o le arance ai cinesi o quelli per il frumento agli iracheni o qualche altra popolazione dell’ex mezzaluna fertile?
    Ne sapete niente della storia della richiesta della Monsanto di un brevetto della carne degli alimentati ad OGM, citata nell’articolo? Mi sembra una bufala, il codice del brevetto che si trova su Internet WO2009097403, non risulta nel db dell’uspto.

  3. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    @ Bestia Bugblatta

    Si in effetti la Monsanto ha tentato la cosa per vedere di impedire agli argentini di godere delle sementi transgeniche da lei prodotte, Infatti l’Argentina non riconosce il brevetto della Monsanto ed è dall’Argentina che gli agricoltori brasiliani hanno ricevuto le sementi transgeniche aggirando il divieto di Lula.

    Tuttavia la Monsanto dalla giustizia Europea ha ricevuto torto

Lascia un tuo commento

Per allegare una vostra immagine a fianco ai commenti registrarsi al sito Gravatar. Quando inserite la mail in fase di commento, bisogna usare la stessa mail che avete usato per registravi al Gravatar

Nella categoria: News, OGM & Agricoltura italiana

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…