Per cominciare un dibattito Eco-ragionevole

31 Ott 2012
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Leggi: Gli equivochi della tavola a chilometri zero di Roberto Defez
Vedi: infographics relativa al costo dei modelli alimentari

11 commenti al post: “Per cominciare un dibattito Eco-ragionevole”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto
    al tuo incipit aggiungerei: per sbugiardare chi usa dati inappropriati o addirittura per imbrogliare i lettori come ha datto Serra recentemente a proposito delle “multinazionali della carne”

    Allo scopo riporto una parte di un mio scritto.

    Le false notizie sull’acqua

    Una tabella di dati è stata la causa di una propaganda che ha fatto molta presa sull’opinione pubblica ed è usata per scandalizzare, colpevolizzare e cercare di creare movimenti di opinioni contro e fuorvianti. Autori di questa messinscena sono le associazioni per la protezione degli animali, ed ecologisti radicali di tendenza vegetariana. Il tuo secondo link ha usato appunto questi dati in modo subdolo) La tabella è la seguente:

    Frumento 1100
    Riso pluviale 1400
    Riso inondato 5000
    Soia 2700
    Cotone (fibre) 5200
    Bovino 13500
    Maiale 4600
    Volatili 4100
    Latte 3000
    Formaggio 5000
    Uova 2700

    Le cifre si riferiscono ai litri d’acqua occorrenti per produrre un kg dei vari prodotti indicati. La tabella è di fonte FAO 1999. Ebbene i giornali hanno preso queste cifre ed hanno detto che è inconcepibile mangiare della carne perché l’acqua che occorre per produrla è troppo spreco. Da qui il passo è stato breve per colpevolizzare i “signori della carne” e lanciare anatemi contro potentati economici e gli allevamenti industriali. Guardiamo allora chi produce ed esporta carne. I primi quattro sono il Brasile, Australia, USA e India. Ora tre di questi paesi producono carne non in allevamenti industriali, ma sfruttando le zone prative che posseggono. E’ ben noto ad esempio che l’India, paese vegetariano, le vacche sono libere e non stabulate, così in Brasile, in Australia ed in Argentina. Ecco che allora il dato di 13.500 litri/kg viene subito ridimensionato perché è il dato che si riferisce agli allevamenti industrializzati con alimentazione intensiva, ma la maggioranza della carne consumata ci arriva da capi di bestiame che ingrassano autonomamente mangiando l’erba che cresce spontaneamente. Altro paese grande produttore di carne, questa volta maiali e volatili e la Cina, ma vorrei vedere queste associazioni ambientaliste andare in Cina a far diminuire la produzione di carne ai cinesi.

    Ma cosa sono in realtà i numeri indicati nella tabella?

    Sono stati divulgati come consumi reali, ma in realtà sono solo consumi apparenti in quanto sono delle quantità virtuali e vogliono dire una cosa totalmente diversa. L’acqua virtuale è infatti il quantitativo d’acqua che virtualmente un paese “esporta” quando vende un kg di quella derrata ad altro paese. Vale a dire è l’acqua che cade sotto forma di pioggia e che fa produrre le derrate, ma è ben comprensibile che la maggior parte dell’acqua che cade si perde per ruscellamento ed è pertanto in gran parte inutilizzata o perduta. Ecco che il dato dei 13500 litri si ridimensiona ancora e scende ai reali 300-500 litri che effettivamente occorrono per produrre un kg di carne. Solo che la dove si produce la carne si devono avere quelle precipitazioni per avere l’acqua strettamente sufficiente a produrre cibo per gli animali. Infatti, il fine della pubblicazione dei dati da parte della FAO aveva uno scopo totalmente diverso, vale a dire quello di misurare gli scambi internazionali non in quantità di derrate ma in acqua “esportata”. In realtà si voleva dire che una derrata prodotta in un luogo ed esportata in un altro luogo, a quest’ultimo si era fatto risparmiare una quantità di acqua pari alle cifre della tabella. In altri termini in presenza di penuria d’acqua e di cattiva distribuzione della stessa gli scambi di cibo fanno risparmiare acqua a chi li riceve, in altri termini era un modo virtuale di distribuire l’acqua sul globo più equamente. Da qui risulta anche che in paesi con scarsa piovosità si devono scegliere coltivazioni più adatte al clima o allevamenti meno golosi d’acqua (produrre carne rossa in paesi secchi non ha senso, come pure riso inondato). Alcuni esempi chiariranno meglio i concetti. Secondo la FAO dunque l’Egitto nel 1994 ha importato virtualmente 18 miliardi di m³ d’acqua sotto forma di prodotti alimentari, l’Arabia Saudita 14 e l’Algeria 12. Lo stato attuale del volume degli scambi di prodotti d’origine agricola, secondo la FAO, comporta uno scambio di 700 miliardi di m³/anno, ossia il 13% del consumo mondiale d’acqua in agricoltura. A riprova la FAO dice che, se tralasciamo gli aspetti socioeconomici, il commercio internazionale dei prodotti alimentari contribuisce ad una utilizzazione più ottimale dell’acqua nel mondo.

    Quali suggerimenti ci da l’acqua virtuale?

    Ci dice ad esempio che l’India, oggi grande esportatore di carne, andrà incontro a penuria d’acqua quindi si comincia già a ipotizzare di cambiare le rotazioni tradizionali. Nel Punjab si sovvenziona già chi adotta la rotazione che comprenda legumi secchi e piante oleaginose in luogo della rotazione biennale riso e frumento. Nella fascia europea del mais da granella se si esce dall’inverno con falde freatiche basse per le scarse piogge invernali, potrebbe essere ecologicamente valido spostare parte della superficie a mais a girasole che vuole 400 l d’acqua/kg concentrati in fine primavera, quando la piovosità è sufficiente, mentre il mais ne vuole 500 dei litri ma concentrati in periodo estivo quando le probabilità di pioggia sono minori.

  2. marco pastiNo Gravatar scrive:

    Giuste le osservazioni di Alberto Guidorzi a cui aggiungerei che le piante non consumano acqua ma la traspirano reimettendola in atmosfera per nuove piogge.
    Un’irrigazione sprecona può perdere acqua per ruscellamento o percolazione ma di nuovo l’acqua non sparisce ma va nei fiumi o in falda(casomai il problema potrebbe essere legato alla qualità dell’acqua che esce dai campi). Insomma quello dell’acqua è un ciclo e le piante, traspirandola, sono una parte integrante di questo ciclo reinmettendo in atmosfera più acqua che una pari superficie coperta da acqua libera.
    Il dato che per un chilo di manzo si consumano 5000 litri di acqua è quindi fuorviante poichè buona parte di questi 5000 litri in realtà sono tornati in atmosfera per nuove piogge o neve.
    Però quest’informazione lascia una traccia nell’immaginario del consumatore che quando mangerà una bistecca penserà di distruggere qualche metrocubo di acqua. Un po’ come lo studio di Seralini che pur essendo ritenuto non attendibile da buona parte del mondo scientifico viene citato come il vangelo dal giornalista di radiotrescienza.

  3. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Certo caro Marco
    Senza contare che l’acqua che noi utilizziamo la rimettiamo in atmosfera o in falda ben poco modificata rispetto a quando la preleviamo per utilizzarla per far vivere le nostre piante. Sicuramente molto meno di quella che tutti usano al mattino per lavarsi la faccia e i denti. Non ci sono sapone e dentifricio nell’acqua che noi lasciamo tornare in circolo. E facciamo anche di tutto, per evitare inutili sprechi, che ci portino via i fertilizzanti che abbiamo distribuito per nutrire le nostre piante. Abbiamo le scarpe grosse (e nemmeno più tanto) ma il cervello non ci manca e il portafoglio lo guardiamo almeno quanto gli ecologisti dell’ultima ora!
    A proposito di ecologisti risparmiatori… Avete sentito la notizia del trasferimento di una colonia di “nacchere” dalla zona del naufragio della Costa Concordia? Vi rendete conto che le stanno spostando per poi rimetterle a dimora nella loro posizione originaria a fine recupero? Ci rendiamo conto che é un’enorme “cazzata” una simile operazione per salvare alcune “nacchere” che si trovano ancora abbondanti in tutti i fondali italiani? Chi paga una simile scemenza? Che sia lo Stato o La Costa é comunque uno spreco di quattrini del tutto inutile…
    E non ditemi che é lavoro. Come scavare una buca per riempirla con la terra di quella appena scavata accanto…
    Franco

    P.S. oggi ho cucinato un brasato da 10 metri cubi di acqua (2 Kg di carne)… e un litro di barolo!

  4. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Caro Franco,

    in considerazione del fatto che:
    - 1 kg di carne fornisce circa 2.500 Kcal;
    - l’indice di conversione delle calorie vegetali in calorie animali (bovino) è pari ad 8 circa (servono 8 Kcal vegetali per produrre 1 Kcal animale);
    - hai utilizzato 2 x 2500 x 8 = 40.000 Kcal

    40.000 Kcal SONO SUFFICIENTI PER ALIMENTARE 5 PERSONE PER PER 4 GIORNI, OPPURE 2 PERSONE PER 10 GIORNI, OPPURE 1 PERSONA PER 20 GIORNI!

    Buon appetito, ma stai attento perchè loro Ti guardano mentre mangi!

  5. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    O è arrivato lui a scoprire l’acqua calda ed a fuorviare i discorso.

    Si stava discutendo di come i sodali di OGM b b! propalano sistematicamente dati non veritieri e fuorvianti come quella di spacciare ad un pubblico non dotato degli elementi di completa valutazione che il consumo di acqua apparente è il consumo di acqua per produrre un kg di carne.

    Ebbene OGM bb crede congruente all’argomento trattato riportare che il produrre proteine carnee è più dispendioso dal produrre proteine vegetali, ma chi l’ha mai negato? Anzi tutti noi abbiamo sempre detto che se trasferissimo nei prossimi 50 anni la dieta americana o europea attuale a tutti i 10 miliardi di abitanti la Terra, dovremmo contemporaneamente creare altri 5 pianeti Terra.

    Saranno le proteine vegetali che sfameranno il mondo!!! Però queste bisogna produrle e alla svelta. Non solo ma nelle megalopoli che si formeranno occorrerà assemblare cibi prodotti da industrie che s’incaricheranno di formularli secondo diete bilanciate, ma volenti o nolenti sarà d’obbligo creare “cibi artificiali”, nel senso di usare non le derrate attuali, ma le molecole delle derrate attuali, con buona pace di Carlin Petrini, di Terra Madre e di Slow Food.

  6. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    ho detto che hai raccontato bugie sull’acqua?
    ho raccontato bugie?
    ho semplicemente “scherzato seriamente” con Franco, che invidio per il suo brasato al barolo, mettendolo di fronte ad una situazione problematica di “sviluppo sostenibile”. Punto!

  7. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    dimenticavo…..ho mai propalato dati non veritieri? Credo sia la 15° o 16° volta che te lo chiedo….non ho mai ricevuto risposta.

  8. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Leggi bene per favore, Ho detto “i sodali di OGM bb” e non OGM bb!

  9. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    ok…ok….riconosci che io di bugie non ne ho mai raccontate….poi i sodali (compresa la Vandana) faranno quello che vogliono.

  10. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Insieme al brasato ho servito 2 Kg di polenta del mio granoturco e nel brasato c’era almeno un Kg di verdura insieme al barolo; ci abbiamo mangiato in 12. Alla sera un brodino di verdura con 2 crostini di pane avanzato é stato più che sufficiente per tutti…
    Mi spiace per gli 8 che non si sono seduti alla mia tavola secondo i tuoi incontestabili, credo, calcoli, ma non sono molto lontano dal tuo risultato finale…
    E comunque se anche fossimo stati 20 a tavola avremmo mangiato un po’ meno, avremmo forse evitato l’Alka Seltzer, ma ci saremmo ampiamente nutriti per la giornata. 100 gr di brasato a testa con la polenta possono bastare.
    Vuoi mettere però un buon brasato con la polenta e il caminetto acceso ogni tanto rispetto alle polpettine di soia in umido?…

    Franco

  11. shrikeNo Gravatar scrive:

    Forse, nel caso dell’impatto ambientale causato dall’allevamento bovino, oltre all’acqua, alle derrate che questi consumano avreste dovuto anche citare la responsabilità di questo tipo di allevamento nella produzione di metano.

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Nella categoria: News, OGM & Agricoltura italiana

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