Perché lavorare sugli OGM è più sicuro che affidarsi alla Dea Natura

11 Mar 2013
Post2PDF Versione PDF

soffioneStefania Masci, Professore alla Tuscia, ha recentemente pubblicato un articolo scientifico di grande interesse. I lettori di salmone conoscono il suo nome per averlo letto più volte mentre scorreva il banner che ringrazia chi ha sostenuto salmone nell’ultimo anno.
Nell’articolo, che Stefania commenta qui sotto, si dimostra quanto sia accurata la ricerca sugli OGM, in questo caso frumento. Si dimostra anche che la variabilità naturale, ed anche la tanto declamata Biodiversità consono sinonimo di sicurezza per la salute, ma bisogna fare ricerca con gli occhi aperti ed il cervello connesso.

E’ stato pubblicato sul numero 80 del Journal of Proteomics (pagine 281-291) il lavoro dal titolo: “How much does transgenesis affect wheat allergenicity? Assessment in two GM lines over-expressing endogenous genes”. Gli autori sono Roberta Lupi, Stefania Masci, Domenico Lafiandra, dell’Università della Tuscia, Corrado Rizzi dell’Università di Verona, Marco De Carli della Azienza Ospedaliera Santa Maria della Misericordia di Udine, insieme ai colleghi francesi Sandra Denery-Papini, Colette Larré ed Helene Rogniaux dell’INRA di Nantes e a Denise Moneret-Vautrin del Centro Ospedaliero J. Monnet di Epinal.
Il frumento fa parte dei cosiddetti “big eight allergens”, insieme a soia, uova, latte, pesce, molluschi bivalvi, nocciole e arachidi, ovvero gli alimenti che più spesso sono responsabili di allergie alimentari e, per alcuni di essi, anche respiratorie. Si stima che tra lo 0.1 e lo 0.4 % della popolazione mondiale sia allergica alle proteine presenti negli sfarinati a base di frumento, peraltro fondamentali, dato che si deve loro gran parte delle proprietà tecnologiche e nutrizionali di pasta, pane, biscotti e di tutti gli altri numerosi prodotti derivati dal frumento.
La possibilità di sviluppo di allergie è una delle maggiori preoccupazioni riguardo agli alimenti contenenti OGM, per cui, sebbene non vi siano frumenti GM commerciali al momento, ve ne sono numerosi realizzati nei laboratori, ad esclusivo scopo di ricerca, ma non è escluso che frumenti GM possano essere commercializzati nei prossimi anni. Allo scopo perciò di verificare se vi fosse una differenza nel livello di espressione delle proteine allergeniche in linee di frumento GM disponibili nei laboratori che hanno condotto la ricerca in questione, sono state messe a confronto due linee di frumento transgeniche con i relativi genotipi non GM, corrispondenti alle varietà di frumento duro Svevo e di frumento tenero Bobwhite.
La novità di questo lavoro risiede soprattutto nell’uso dei sieri di pazienti allergici al frumento (bambini e adulti, con allergia di tipo respiratorio o alimentare), che hanno permesso di misurare la quantità di proteine immunogeniche estratte dagli sfarinati mediante test ELISA e di effettuare delle analisi dettagliate di proteomica che hanno portato all’identificazione delle proteine immunogeniche stesse.
I risultati ottenuti da tale confronto hanno indicato che non esistono differenze sostanziali tra i genotipi GM e le varietà commerciali, e che fondamentalmente esiste un’enorme variabilità tra gli individui allergici, sia verso le varietà commerciali che verso i genotipi GM.
Sono state osservate, infatti, diverse combinazioni di situazioni: due proteine immunogeniche sono state rilevate solo in una linea GM, ma non nella varietà coltivata corrispondente. E’ stata riscontrata però anche la situazione opposta, ovvero è stata osservata la presenza di specifiche proteine immunogeniche nella varietà coltivata, risultate invece assenti nella corrispondente linea GM.
Inoltre, è stata rilevata un’estrema variabilità di risposta tra i diversi pazienti, sia nel numero, che nel tipo di proteine immunogeniche presenti, nonché della quantità delle singole proteine. I saggi ELISA infatti hanno mostrato che, dei 18 sieri testati, dieci non presentavano nessuna differenza a livello quantitativo nella reattività verso le frazioni proteiche estratte dalle due linee GM e dalle rispettive varietà coltivate. Degli otto sieri rimanenti, cinque mostravano una maggiore reattività solo verso la linea GM di frumento duro, ma non di tenero. I due restanti sieri mostravano una maggiore quantità di IgE contro le proteine presenti nella varietà di frumento tenero e non nella corrispondente linea GM, mentre un altro siero mostrava una reattività leggermente superiore contro la linea di frumento tenero GM rispetto alla varietà coltivata corrispondente.
L’analisi proteomica ha mostrato che tutte le proteine identificate corrispondevano ad allergeni già noti.
Insomma, le differenze tra GM e non GM sembrano paragonabili, se non addirittura inferiori, a quelle osservate tra le cultivar commerciali Svevo e Bobwhite, per quanto riguarda la quantità e il tipo di proteine immunogeniche.
In conclusione, questi risultati hanno confermato che la transgenesi è solo uno dei fattori che devono essere valutati in relazione alle allergie. Infatti, per alcuni dei pazienti presi in esame, la linea GM è risultata addirittura contenente meno proteine coinvolte nelle allergie, rispetto alla corrispondente varietà commerciale, quindi non GM, mentre per altri casi è stata riscontrata la situazione opposta.
Questo dimostra come non sia possibile prevedere o generalizzare l’effetto della transgenesi sulle allergie, e che ogni situazione andrebbe analizzata singolarmente, non solo nel caso degli OGM, ma anche delle varietà commerciali, quando queste siano già note per essere allergeniche.

14 commenti al post: “Perché lavorare sugli OGM è più sicuro che affidarsi alla Dea Natura”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Certo che bisognava avere una maledetta sfiga nell’apportare una o due modifiche genetiche transgeniche e cadere proprio su proteine allergeniche; tralasciando tra l’altro di considerare il lavoro fatto negli ultimi 40 anni sulle caratteristiche gluteniche dei frumenti per mezzo della genetica classica al fine di poter adattare le farine alla rivoluzione imposta alla panificazione e alla pastificazione moderna.

    Rivoluzione voluta, si badi bene, non certo da un “grande vecchio” bensì dai consumatori stessi. L’industria agroalimentare basa, infatti, il suo fare sulle aspettative dei consumatori, non certo si prefigge di creare bisogni nuovi al massimo li accompagna e le sorregge se li intravvede suscitare un interesse con eventuali sbocchi commerciali.

    Non dobbiamo dimenticare che i prodotti da forno e le loro caratteristiche si sono completamente rivoluzionate. Si pensi solo che una volta i biscotti si facevano con le farine da pane peggiori. Ora le varietà di frumento da biscotti sono studiate e create con caratteristiche peculiari ed esistono le varietà di frumento biscottiere

    Le caratteristiche che deve avere il glutine del frumento sono quelle di conferire agli impasti viscosità, estensibilità (qui entrano in ballo le gliadine che è una componente proteica del glutine con una particolare composizione amminoacidica e se ne conoscono una cinquantina) ma anche elasticità e tenacità (e qui entrano in ballo le glutenine che è la seconda componente del glutine e se ne conoscono un centinaio)

    Ora le varietà di frumento moderne non OGM, rispetto alle vecchie varietà sono state modificate qualitativamente e quantitativamente sia nella componente gliadinica che gluteninica, quindi pensare ai frumenti OGM eventuali come pericolosi per aumentare l’allergenicità o addirittura l’intolleranza e dimenticare quello che è avvenuto con i metodi di genetica classica fino ad ora mi sa molto di un dai all’untore, qualsiasi sia purchè possa essere definito OGM e prodotto da una multinazionale. CI si rifiuta persino di vedere nella mutagenesi indotta una forma totalmente cieca e destabilizzante di operare modifiche genetiche tali da avere molte più probabilità di generare molecole nuove. Questa si è una tecnica che crea veri e tanti OGM incontrollati!

  2. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Certo Alberto,
    ma nessuno metterebbe all’indice un varietà “tradizionale” o peggio ancora “storica” di grano casomai recuperato. Mentre un OGM dovrebbe certificare di essere vergine ed illibato, quindi senza lavori di questo tipo non si potrebbe avere un vero quadro di riferimento e a nessuno verrebbe in mente che tutta l’alimentazione dovrebbe avere le stesse identiche regole (più o meno restrittive e garantiste), senza che si trattino gli OGM e l’AB come la catarsi

  3. claudioNo Gravatar scrive:

    il link non si apre

  4. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Hai ragione Claudio,

    prova ora:

    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23403254

  5. Stefania MasciNo Gravatar scrive:

    Caro Alberto, confesso di non avere molto capito il tuo intervento. Le modificazioni genetiche che sono state introdotte riguardavano in un caso un gene codificante per una proteina del glutine (e questa linea è stata abbastanza studiata per le conseguenze sull’espressione delle altre proteine della cariosside, incluse quelle del glutine in un precedente lavoro); in un altro caso riguardavano un gene coinvolto nella biosintesi dell’amido (anche in questo caso è stata studiata l’influenza sulle altre proteine della cariosside e il lavoro è stato appena mandato ad una rivista).
    Quello che noi intendevamo dire in questo lavoro è che il frumento è allergenico di per sé e la modificazione genetica, sia che essa riguardi le proteine del glutine che le altre, in realtà non modifica molto questa situazione…. Anzi, c’è più variabilità tra le diverse varietà tradizionali (e tra duro e tenero, per esempio) che tra un frumento GM e la corrispondente varietà tradizionale! Stiamo scrivendo un altro articolo proprio su questo aspetto. Quindi, data questa situazione, una qualsiasi varietà tradizionale dovrebbe essere trattata esattamente come un OGM perché TUTTE allergeniche!

  6. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    In senso del mio intervento voleva dire ciò che tu hai ribadito nel tuo intervento sopra. Pensare che un frumento modificato per transgenesi in due soli geni , possa diventare molto più allergenico di quello che in realtà è diventato mediante le modifiche accumulate in secoli di selezione classica è solo paventare un pericolo inesistente perchè improbabilissimo.

  7. Stefania MasciNo Gravatar scrive:

    Grazie…. Speriamo che venga recepito….. Ci sono tanti Galileo Galilei in giro!

  8. Stefania MasciNo Gravatar scrive:

    Spero non ci tocchi aspettare 400 anni

  9. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Stefania

    Purtroppo sono convinto che ci muoveremo solo quando saremo con le spalle al muro, c’è solo da dire che noi italiani non siamo i “soliti” ma tutta l’Europa in questo caso è la “solita”.

  10. Domenico PignoneNo Gravatar scrive:

    Cari colleghi, vi giro il link a un interessante punto di vista sui GM crops.
    http://infactvideo.com/episode/03/01/
    Domenico

  11. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Cara Stefania,

    se non vuoi aspettare 400 anni Ti consiglio di:

    - inserire il transgene nei cloroplasti;
    - utilizzare promotori inducibili;
    - non utilizzare marcatori antibiotici.

  12. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Il link di Domenico……una boiata. E’ riuscito a dire che:

    - “scopo del mais BT …..è quello di rendere il mais naturalmente resistente alle larve”………..naturalmente……ha detto naturalmente!!!!

    - “Per ottenere il mais Bt, abbiamo ritagliato un gene da un batterio del suolo e lo abbiamo incollato al mais tradizionale”……magari fosse solo 1 gene……e tutte le altre sequenze te le sei dimenticate????

    - “Con il mais BT….otteniamo del mais che è nutrizionalmente invariato”…………..peccato che anche questa sia una bufala……ci sono studi che confermano che il mais BT ha un maggior contenuto di lignina del mais convenzionale.

    Vi tengo d’occhio…..non sparatele troppo grosse…..

  13. franco NulliNo Gravatar scrive:

    bb basta!

  14. maxNo Gravatar scrive:

    dopo aver letto l’articolo scientifico, continua a sfuggirmi il legame e con il roboante “Perché lavorare sugli OGM è più sicuro che affidarsi alla Dea Natura”. Sicuramente colpa mia….

Lascia un tuo commento

Per allegare una vostra immagine a fianco ai commenti registrarsi al sito Gravatar. Quando inserite la mail in fase di commento, bisogna usare la stessa mail che avete usato per registravi al Gravatar

Nella categoria: News, OGM & Ricerca

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…